Tragico incidente per Nicky Hayden investito in bici a Riccione: gravi le sue condizioni, danno cerebrale preoccupante

Grave incidente per Nicky Hayden, il 36enne ed ex campione MotoGp nel 2006 il quale nella giornata di ieri è stato investito mentre si stava allenando in bicicletta insieme ad altri ciclisti. Dopo essere stato investito da una Peugeot, Nick Hayden è stato immediatamente soccorso dal 118 che l’hanno portato all’ospedale di Rimini e da li è stato trasportato in gravissime condizioni all’ospedale di Cesena. Secondo quanto riferito dalla polizia municipale di Riccione, il pilota sarebbe stato investito da una Peugeot, scaraventato sul cofano dell’auto sfondando il parabrezza; il pilota è stato stabilizzato all’ospedale Infermi di Rimini per essere trasportato poi con l’elisoccorso al Bufalini di Cesena al Trauma Center di riferimento dell’area vasta dell’Ausl Romagna.

Attualmente si trova in rianimazione non potendo essere operato per la gravità delle ferite danni subiti e sta lottando da ieri tra la vita e la morte. La bici, accartocciata è finita nel fosso a lato della strada, ed è stato trasferito con il codice di massima gravità all’ospedale Infermi di Rimini dove al momento si trova in prognosi riservata. L’ex pilota, sarebbe giunto all’ospedale di Rimini in stato di incoscienza a causa di lesioni molto gravi riportate dopo lo scontro con un’auto, si parla infatti di politrauma cranico e addominale. Secondo una prima ricostruzione sulla dinamica dell’incidente, questo sarebbe avvenuto poco prima delle ore 14:00 quando il 36enne stava percorrendo con la sua bici da corsa via Ca’ Raffaelli, Misano Adriatico, in direzione di Riccione e una volta giunta all’incrocio con via Tavoleto, per cause ancora in corso di accertamento, è stato centrato in pieno da una Renault.

Come abbiamo già anticipato, al momento l’ex campione si trova nell’ospedale cesenate, in prognosi riservata. Il centauro americano, adesso in forza al Team Honda World Superbike, ha corso per anni in MotoGp vincendo anche il titolo iridato nel 2006 in sella ad una Honda; Hayden aveva fatto il suo esordio in MotoGp nel 2000 con il team Repsol Honda, stagione in cui ha ottenuto due terzi posti terminando al quinto posto con 130 punti, poi nel 2004 si è invece classificato all’ottavo posto finale con 117 punti e nel 2005 terzo con 206 punti, prima di diventare iridato, l’anno successivo.

Poi dopo tredici anni sarebbe passato al mondiale Superbike con il team Honda World Superbike. In sella alla moto della scuderia giapponese ha concluso l’anno scorso con il quinto posto in classifica generale; confermato anche per questa stagione sportiva, l’americano è reduce dal 12° posto conquistato nel weekend in gara-2 del Gran Premio di Italia. Resta in ansia, dunque, il mondo del motociclismo per Nicky Hayden, rimasto vittima nel corso della giornata di ieri di un gravissimo incidente stradale e adesso in lotta tra la vita e la morte.

Passare una vita sulle moto a correre a 300 all’ora nei circuiti di tutto il mondo e, adesso, ritrovarsi a lottare per la vita all’ospedale di Cesena dopo essere stato travolto in bicicletta. Questo lo scherzo riservato dal destino a Nicky Hayden, campione del mondo MotoGP nel 2006 e oggi pilota della Red Bull Honda nel Mondiale Superbike.

Ieri pomeriggio l’americano, reduce dal 12° posto conquistato lo scorso weekend in gara-2 del Gp di Imola, mentre si allenava sulla sua Specialized insieme ad un gruppo di amici è stato centrato da una Peugeot (guidata da un 30enne di Morciano di Romagna) sulla provinciale Riccione-Tavoleto a Misano Adriatico, a pochi passi dal circuito intitolato al mai dimenticato Marco Simoncelli: uno botto violentissimo, Nicky sfonda il parabrezza e rovina sull’asfalto. Sul posto accorrono i soccorsi, tempestivi: Hayden viene intubato e trasportato in codice di massima gravità all’ospedale Infermi di Rimini dove, giunto in condizioni critiche, è stato ulteriormente stabilizzato per poi essere trasportato con l’elisoccorso al “Bufalini” di Cesena.

È qui che vengono portati i piloti dopo gli incidenti più gravi a Misano, è qui che Nicky viene operato e ricoverato in rianimazione in prognosi riservata a causa di diverse fratture, tra cui la più grave al bacino, e di una commozione cerebrale. Ieri sera i medici stavano vagliando il da farsi, preoccupati soprattutto da un ematoma alla testa.
Intorno al pilota si sono stretti la fidanzata Jacqueline Marin e alcuni uomini della Honda accorsi subito in ospedale, fa sapere a Libero Carlo Fiorani, responsabile di Honda Europa, ma anche, virtualmente, moltissimi protagonisti del Motomondiale e non solo.

Dopo l’hashtag#gonicky coniato dalla Ducati, squadra con la quale ha corso in Moto- GP, sono tante le attestazioni di vicinanza arrivate dal mondo dello sport. «Ti mando tutta la forza del mondo, Nicky! I miei pensieri sono con te», il tweet di Marc Marquez, accompagnato da un’emoticon con due mani giunte e una foto che lo ritrae insieme allo stesso Hayden, uno dei piloti più benvoluti del paddock. Messaggio anche da parte di Vincenzo Nibali che, al termine della tappa del Giro d’Italia, ha lanciato un appello disperato seguito da un incoraggiamento a “Kentucky Kid”: «Minchia ma lo capite che siamo la parte più debole in strada! In gioco c’è la vita!! Forza

#HaydenNicky». L’incidente del campione statunitense arriva a meno di un mese di distanza dalla tragica scomparsa di Michele Scarponi, il ciclista grande amico proprio di Nibali investito da un furgone durante un allenamento nella sua Filottrano, distante un centinaio di km da Misano.

Una tragedia troppo fresca per non essere rievocata ieri, che conferma come le strade italiane siano sempre più una minaccia per le due ruote.
Lo raccontano le tragedie e, più freddamente, i numeri Istat: nel 2015 i ciclisti coinvolti in un incidente sono stati 17.437 e di questi 16.827 sono rimasti feriti e 252 sono morti. Significa un ferito ogni 115 minuti e un morto ogni 35 ore. Le ultime cifre ufficiali dell’Istituto statistico dipingono dunque un’ecatombe, con cause molteplici ma riassumibili in due grandi categorie: una cattiva e rara manutenzione delle strade e il mancato rispetto delle norme basilari per una circolazione stradale corretta, sia da parte di chi va in bicicletta, sia di chi guida mezzi a motore. Forse, come già ha detto Nibali, bisognerebbe capire che quando si va in strada c’è in gioco la vita.

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