Nicky Hayden la Procura indaga l’investore: l’automobilista andava troppo veloce

Nicky non si è fermato allo stop perché distratto dalla musica? È questo il grande giallo emerso nel dramma dell’incidente di Hayden, mentre sono sempre meno i dubbi sulla dinamica. Le forze dell’ordine stanno infatti facendo pian piano luce sulle cause che mercoledì scorso hanno portato il campione del mondo della MotoGp 2006 altremendo impatto.

Secondo quanto risulta dalle indagini, il 35enne di Owensboro in sella alla sua bicicletta non ha rispettato il segnale di stop posto nel punto in cui via Ca’ Raffaelli (la strada che il centauro americano stava percorrendo) si immette in via Tavoleto. In quel momento dalla strada principale sopraggiungeva con una velocità superiore al limite imposto dalla legge di 50 km/h la Peugeot guidata da un 29enne di Morciano di Romagna.

Inevitabile l’impatto frontale-laterale che ha sbalzato Nicky fuori dalla sella facendolo finire prima sul parabrezza dell’auto e poi sull’asfalto. Sul luogo non sono state rinvenute tracce di frenate prolungate. Il guidatore dell’auto è stato subito sottoposto ai test di screening per l’assunzione di alcool (cui è risultato negativo) e droga (cui ancora si aspettano gli
esiti). «Stavo andando al lavoro e me lo sono trovato davanti all’improvviso dallo stop.

È sbucato fuori a sorpresa, non l’avevo visto», le parole dette dall’automobilista al suo legale, Pier luigi Autunno, che svela come sia «fisicamente illeso ma moralmente distrutto nel sapere che un suo coetaneolotta per non morire».Questi gli elementi dunque su cui lavorerà la Procura di Rimini che ha già aperto un fascicolo per lesioni stradali. Il pm Paolo Gengarelli nominerà un proprio perito ed è probabile che la stessa cosa facciano sia il legale della famiglia Hayden che quello del giovane automobilista.

Ancora tutta da chiarire invece la questione per quel che riguarda la velocità effettiva della Peugeot e di quanto dunque superasse il limite di velocità e la verifica delle indiscrezioni secondo le quali al momento dell’arrivo dei soccorsi accanto al campione di motociclismo sarebbe stato rinvenuto un iPod acceso, un piccolo dispositivo per ascoltare musica. Sorge dunque il dubbio che Kentucky Kid possa essere stato distratto dalla musica e, non avendola certamente vista, non abbia nemmeno sentito arrivare l’auto. Fosse così, si tratterebbe di una legerezza che potrebbe rivelarsi fatale, e a poco serve constatare (ma è bene ribadirlo) che l’articolo 173 del codice della strada da 1993 proibisce di andare in bicicletta con cuffie o auricolari, equiparate in questo caso al telefonino.

Gli unici dispositivi autorizzati sono il vivavoce e l’auricolare singolo.E purtroppo, nessuna novità positiva arriva dal reparto di Rianimazione dell’ospedale Bufalini di Cesena, dove Nick lotta tra la vita e la morte per un «grave politrauma con conseguente gravissimo danno cerebrale», un edema di otto millimetri (clinicamente è molto vasto) che impedisce ai medici di operarlo. E che rischia di compromettere irrimediabilmente il decorso. Ieri sera l’ospedale non ha emesso comunicati perché la situazione resta invariata.

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