Nicolas Dessypris, Il dentista che cura gratis chi non può pagare otturazioni in base al reddito

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“Dentista sociale, onorari secondo lo stato del bisogno a operai, pensionati, contadini, studenti, artigiani e artisti”: è il cartello che sta appeso fuori dallo studio di Nicolas Dessypris, un dentista di Genova che si è ripromesso di curare anche chi ha difficoltà economiche. La sua iniziativa personale ora è una pratica nazionale.

Ognuno, nel suo piccolo, deve fare la sua rivoluzione personale”: “sono le parole di Nicolas Dessypris, il dentista che sette anni fa nel suo piccolo studio a Genova vicino al porto ha acceso una piccola rivoluzione. Infatti Nicolas è dentista che cura in base al reddito e anche gratis se il paziente non se lo può permettere. “Così come tutti abbiamo diritto di mangiare, tutti abbiamo diritto di avere i denti sani”. Così il Dott. Nicolas Dessypris, che all’esterno del suo studio ha esposto un cartello che recita così: “Onorari secondo lo stato del bisogno a operai, pensionati, contadini, studenti, artigiani e artisti”.

Partendo da una serie di sconti pari al 10% per tutti i soggetti con reddito inferiore ai 20 mila euro annui; Nicolas applica uno schema inversamente proporzionale alle sue tariffe che contempla, ad esempio, ulteriori sconti del 50% per tutti coloro che dispongono di un reddito annuo inferiore ai 5 mila euro. “Dentista sociale“, si definisce lui e dal 2009 la figura è riconosciuta anche dal Ministero del Lavoro che ha firmato un accordo nel 2009 con l’Associazione Dentisti Italiani. La stima di Eurispes è che siano oltre 30.000.

Dopo il periodo nero della crisi economica, che ha portato le famiglie a tagliare sulle spese odontoiatriche, i bambini italiani tornano dal dentista. 80 € per una visita odontoiatrica, ablazione del tartaro e insegnamento igiene orale, l’otturazione molari e premolare a 25,00 euro a dente, l’estrazione dei denti non più curabili a 60 euro, etc. etc.

CRESCITA DEI DENTI. DENTI DA LATTE E DENTI PERMANENTI I denti, a seconda dell’epoca di comparsa, si possono distinguere in DENTI DECIDUI, o da latte, e DENTI PERMANENTI. I DENTI DECIDUI sono 20 e spuntano tra il sesto mese e il secondo anno di vita del bambino: i primi a comparire sono gli incisivi centrali inferiori; gli ultimi i secondi molari superiori. I denti da latte, sebbene siano denti transitori, svolgono un ruolo molto importante e, per nessuna ragione, vanno trascurati. La loro funzione preminente è la masticazione, permettendo così al bambino di passare dall’alimentazione liquida dei primi mesi di vita ai cibi semiliquidi prima e solidi poi. Inoltre essi fungono da “apri-strada” per i denti permanenti, creando loro lo spazio sufficiente per una corretta crescita. Infatti se un dente da latte viene tolto troppo presto, i denti vicini occupano una parte del suo posto; così il dente permanente, quando cercherà di uscire, trovando il suo posto occupato, dovrà mettersi fuori fila. Tale dentizione si mantiene fino a circa 6 anni, dopodichè viene progressivamente sostituita dalla dentizione definitiva. I DENTI PERMANENTI sono 32 e la loro eruzione comincia verso i 6 anni con la comparsa del primo molare inferiore per completarsi verso i 18/20 anni, con il terzo molare, detto dente del giudizio.

COME E’ FATTO UN DENTE Noi, dei denti, vediamo solo la parte esterna; ma come è fatto effettivamente un dente? Esaminandolo dall’esterno, possiamo distinguere tre parti: la CORONA, è la parte che sporge dalla gengiva. Bianca, durissima, ha forma diversa a seconda della funzione del dente. Il COLLETTO è la zona di transizione tra la corona e la radice. La RADICE fissa il dente all’osso. Giallastra, molto dura, presenta all’apice il foro apicale per permettere l’ingresso dei vasi sanguigni che nutrono il dente, e dei nervi. Esaminato in sezione, un dente presenta i seguenti strati dall’esterno all’interno: • lo SMALTO: riveste la corona. E’ il tessuto più duro presente nel corpo umano e rappresenta la vera barriera contro la carie. • Il CEMENTO: riveste la radice fino al colletto dove si incontra con lo smalto. • La DENTINA: simile all’avorio, costituisce la maggior parte del dente. Racchiude al suo interno la polpa dentale. • La POLPA DENTALE: tessuto molle ricco di vasi sanguigni e di nervi che vi arrivano attraverso il foro apicale. Ricalca morfologicamente la forma esterna del dente. Il dente è saldamente legato all’osso per mezzo del legamento alveolo-dentale, che ne impedisce la fuoriuscita dalla cavità ove esso è contenuto. Esternamente l’osso è ricoperto da un tessuto morbido e delicato, la gengiva, dal cui stato di salute dipendono le funzioni di sostegno dell’osso sottostante.

Avere denti sani e puliti è importante Non solo ti permetterà di avere l’alito fresco e sempre ok, ma ti aiuterà a mantenere sempre l’igiene della tua bocca e le buone condizioni del tuo organismo: spesso, infatti, i denti potrebbero essere la sede iniziale di una banale infezione che poi, attraverso il sangue, può propagarsi ad altri organi come rene, cuore e articolazioni, provocando malattie ben più gravi.

LE MALATTIE DEI DENTI: CARIE – MALATTIA PARODONTALE (PIORREA) Le malattie più frequenti per la nostra bocca sono la carie e la malattia parodontale (piorrea). Data l’elevata incidenza con cui si manifestano, vengono oramai considerate malattie sociali: CARIE La carie è la più frequente malattia del dente; ha decorso lento e progressivo senza nessuna tendenza a guarire spontaneamente. Comincia sotto forma di un piccolo forellino sulla superficie del dente e lentamente si approfondisce prima nello smalto, poi nella dentina, infine, se non viene fermata, nella polpa dentale, fino a provocare la totale distruzione del dente. • I sintomi sono diversi a seconda del grado di evoluzione: nelle prime fasi la carie non dà fastidio e, anche per questo motivo, viene trascurata; successivamente si manifestano dolore, formazione di ascessi e granulomi. • Le cause che provocano la formazione della carie sono principalmente: lo zucchero e la scarsa pulizia dei denti. Entrambi questi fattori favoriscono la formazione di una sottile pellicola che aderisce a denti e gengive: la PLACCA DENTALE (agglomerato di batteri e saliva).

La placca dentale se non viene rimossa spazzolando regolarmente i denti, porta progressivamente alla formazione della Carie. Le carie a seconda del grado di evoluzione possono essere distinte in 4 gruppi: • Carie di 1° grado: molto superficiali; interessano solo lo smalto e sono quindi indolore. • Carie di 2° grado: interessano anche la dentina; si ha dolore in seguito a stimoli di caldo/freddo e di dolce/salato. • Carie di 3° grado: è interessata anche la polpa; il dolore è fortissimo. Si può manifestare la contemporanea formazione di ascessi e granulomi. • Carie di 4° grado: hanno come esito la morte della polpa che, a seguito dell’infezione prolungata, va incontro a processi putrefattivi. Il dente, largamente compromesso non è più dolente e rimane il caratteristico cattivo odore della putrefazione. L’estrazione è oramai inevitabile.

MALATTIA PARODONTALE (PIORREA) • E’ una malattia più lenta e insidiosa della carie. • E’ caratterizzata da una progressiva retrazione della gengiva tanto da far sembrare i denti interessati più lunghi. I denti sono realmente meno stabili e le gengive sono gonfie e sanguinanti. • Se non è curata può anche provocare la caduta dei denti per il mancato sostegno dell’osso alveolare sottostante. Si può avere quindi la perdita di denti cariati, ma anche di denti perfettamente sani. • Colpisce più denti contemporaneamente, provocando gravissimi problemi per la masticazione. • Le cause principali dell’insorgenza di tale malattia sono la placca dentale, specialmente quella calcificata con Tartaro (dovuta ad una prolungata cattiva igiene orale) e lo scarso massaggio gengivale. Il tartaro, fortemente irritante sia per le gengive che per l’osso sottostante, deve essere asportato periodicamente dal dentista.

1. La placca dentale, se non viene rimossa, si fissa tenacemente tra denti e gengive e comincia ad indurirsi. Fino a questo punto un’accurata pulizia da parte del dentista permette alle gengive una completa ripresa. 2. La placca indurita, (tartaro), si approfondisce nello spazio tra dente e gengiva; le gengive sono gonfie e sanguinanti. 3. Il tartaro, fortemente irritante, provoca la retrazione delle gengive e dell’osso sottostante: la radice del dente è meno stabile e più scoperta. 4. Nelle ultime fasi la retrazione delle gengive e dell’osso è tale da non dare più al dente il sostegno necessario: il dente cade!

6. PREVENZIONE Abbiamo visto che la CARIE e i disturbi parodontali (PIORREA) sono le malattie più frequenti della bocca e che la loro incidenza è tanto alta da aver creato ormai la diffusa opinione che sia impossibile debellarle. La pratica medica ci insegna però che esiste un metodo valido per combatterle efficacemente: LA PREVENZIONE. I pilastri su cui si basa la PREVENZIONE sono costituiti da norme elementari che ciascuno di noi può mettere in pratica con successo purchè disponga di costanza e buona volontà. Tali norme andrebbero imparate fin da bambini e praticate poi quotidianamente per tutta la vita. Esse sono: a. Igiene Dentale (Lotta alla Placca Dentale) b. Igiene Alimentare (Lotta Alla Zucchero) c. Fluorizzazione d. Visite periodiche di controllo dal Dentista Esaminiamole ora, una alla volta, per comprendere bene ciò che ognuna di esse significa: A. IGIENE DENTALE (Lotta alla Placca Dentale) La Placca Dentale è il più terribile nemico dei nostri denti. Si forma subito dopo aver consumato del cibo e si attacca poi tenacemente ai denti e alle gengive. E’ composta di saliva, residui alimentari e batteri. Svolge la sua azione demolendo progressivamente le difese del dente sino a provocare la formazione della Carie.

La Placca Dentale può impregnarsi di Sali di calcio e, attaccandosi ai denti, formare il TARTARO, molto duro e irritante per le gengive. Il Tartaro va asportato dal Dentista almeno ogni 6 mesi. La Placca Dentale va invece asportata quotidianamente con i mezzi a tua disposizione: spazzolino, dentifricio, collutorio e filo interdentale. Lo spazzolino, se usato nella corretta maniera, è l’arma migliore in tuo possesso per debellare la placca dentale. • Scegli uno spazzolino pratico, con manico diritto e con testina piccola per arrivare a tutte le zone della bocca. • Le setole della testina devono essere sempre integre e preferibilmente in nylon a punta arrotondata.

CAMBIA LO SPAZZOLINO ALMENO OGNI TRE MESI! NON RISPARMIARE SULLO SPAZZOLINO A SCAPITO DELLA SALUTE DEI TUOI DENTI E DELLE TUE GENGIVE! Pulisci accuratamente i tuoi denti dopo ogni pasto con spazzolino e dentifricio seguendo queste semplici norme: • Inclinando lo spazzolino, appoggia le sue setole sulla gengiva, al di sopra del colletto dei denti, cioè sul punto di unione tra gengiva e dente; fagli quindi compiere dei movimenti di rotazione dalla gengiva al dente e mai viceversa. Per non sbagliarti basta ricordare la formuletta: “Dal rosso della gengiva al bianco del dente” Dopo aver eseguito tre quattro volte questo movimento, sposta la testina dello spazzolino su un altro gruppo di denti e ripeti accuratamente la stessa azione. Così fino ad aver pulito sia all’esterno che all’interno tutti i denti (anche quelli più difficili da raggiungere) di entrambe le arcate dentali. Con questo metodo otterrai una perfetta pulizia dei colletti dei denti, punti dove più facilmente si annida e si sviluppa la placca dentale. • Per le superfici masticatorie dei denti, più semplici da pulire, basterà che tu vi appoggi sopra le setole dello spazzolino, facendogli poi compiere dei movimenti avanti – indietro in senso orizzontale. • Gli spazi tra dente, spesso trascurati, e quindi sedi privilegiati per la formazione della carie, dovrai invece pulirli con il filo interdentale: sarà sufficiente farlo una volta al giorno, dopo il pasto serale.

L’azione di rimozione della placca dentale, iniziata dallo spazzolino, sarà completata dal dentifricio; inoltre il Fluoro in esso contenuto, rafforzerà lo smalto dei denti. Un buon dentifricio deve quindi… • contenere fluoro in giusta percentuale; • avere possibilmente azione antisettica e astringente per le gengive; • contenere sostanze pulenti senza però danneggiare lo smalto.

NON SOTTOVALUTARE QUINDI LA SCELTA DEL TUO DENTIFRICIO! IL FILO INTERDENTALE è un ottimo complemento all’azione dello spazzolino. Ti sarà utile per rimuovere i residui alimentari e la placca dagli spazi interdentali, ove dovrai inserirlo e farlo scorrere con delicatezza, per non danneggiare la gengiva sottostante.

B. IGIENE ALIMENTARE (Lotta allo Zucchero) Lo Zucchero è l’elemento più cariogeno che esista. Esso è pericolosissimo per i denti, sia se consumato da solo, sia se mischiato ad altri alimenti. Manifesta la sua azione cariogena facilitando la rapida formazione della placca dentale e la proliferazione dei batteri in essa contenuti. Una corretta Igiene Alimentare si basa quindi nel consumare degli alimenti che non contengano eccessive quantità di zuccheri. I Cibi non cariogeni vengono considerati: la Carne, il Pesce, la Frutta, la Verdura, i Formaggi. Cibi altamente cariogeni sono invece: Dolci, Marmellate, Frutta secca e Candita, Cioccolata, Gomme da masticare, ecc.

Per ridurre comunque la possibilità di vedere i tuoi denti intaccati dalla carie, sarà sufficiente che tu metta in pratica alcune semplici raccomandazioni: • Riduci quanto più possibile i cibi molto zuccherati, specialmente se del tipo torroni e canditi, che rimangono attaccati ai denti per lungo tempo; • Pulisci accuratamente i denti con spazzolino e dentifricio dopo ogni pasto, e comunque dopo aver assaggiato dei dolci; • Non consumare altri cibi dopo la pulizia serale dei denti; Evita, a scuola o in ufficio, merende a base di dolci: è preferibile consumare un panino o meglio ancora un frutto. In ogni caso, se dopo aver mangiato non hai a portata di mano spazzolino e dentifricio, sciacquati ripetutamente la bocca con acqua semplice: ridurrai la concentrazione degli zuccheri in bocca, diminuendo così la loro azione cariogena. Così facendo impedirai ai tuoi denti di rimanere in contatto per lunghi periodi di tempo con gli zuccheri. Eviterai quindi quelle che sono le tappe iniziali nei processi di formazione della Carie.

C. FLUORIZZAZIONE Il Fluoro è un elemento indispensabile nella lotta alla carie. Esso esplica infatti la sua azione rinforzando lo smalto, unica sola barriera dei denti contro l’azione della carie, e rendendolo quindi meno attaccabile da parte della Placca Dentale. Molto importante è la fluorizzazione nell’età compresa tra zero e dodici anni, cioè durante il periodo della crescita e dello sviluppo dei denti permanenti. Negli anni successivi, il fluoro esplica comunque la sua azione benefica anche se localmente e transitoriamente.

I metodi più usati per la fluorizzazione sono: • I dentifrici al fluoro; • L’uso di pasticche fluorate; • La fluorazione dell’acqua. La quantità Ottimale di Fluoro per svolgere un’azione anticarie è di 1 mg. al giorno per persona.

D. VISITE PERIODICHE DI CONTROLLO DAL DENTISTA Pur seguendo scrupolosamente i consigli sopra esposti, sarà molto utile effettuare almeno ogni sei mesi un controllo dall’Amico Dentista. Il Dentista effettuerà un accurato esame dei tuoi denti accertandosi che non vi siano inizi di carie e che le gengive non siano infiammate. Potrà inoltre darti preziosi consigli sull’uso e sul tipo di spazzolino e di dentifricio da usare.

IL TEMPO PER UNA SEMPLICE VISITA DI CONTROLLO DAL DENTISTA TI FARA’ SENZ’ALTRO RISPARMIARE I DOLORI E ANCHE LA SPESA, CONSEGUENTI AD UNA IGIENE ORALE NON SEMPRE PERFETTA!

INFORMAZIONE SCOLASTICA E FAMILIARE Affinché i criteri della Prevenzione vengano imparati e messi in pratica, bisognerà abituare i bambini fin da piccoli ad aver cura dei loro denti. Molto importante in questo caso sarà il ruolo educativo dei genitori e degli insegnanti Con i bambini sarà quindi importante insistere sul concetto…

“PUILISCITI I DENTI DOPO CHE LI HAI SPORCATI CON LO ZUCCHERO!” Proprio per questo motivo sarà preferibile: • Far fare al bambino una colazione abbondante così da fargli consumare per merenda solo un frutto; • I dolci dovranno essere ridotti quanto più possibile; • Durante i pasti, la frutta dovrà essere consumata per ultima in modo che possa pulire i denti dallo zucchero; • Dopo la pulizia serale dei denti non far consumare alcun altro cibo al bambino; • Infine, ma non certo come ultima cosa, far fare periodicamente al bambino delle

VISITE DI CONTROLLO DALL’AMICO DENTISTA. ED INFINE… Vogliamo inoltre ricordare a te, papà o mamma, che hai la responsabilità della salute dei tuoi figli, che l’Igiene Orale è importante anche nell’ambito della salute dell’organismo e deve essere quindi correttamente insegnata ai bambini fin dai primi anni di vita. E fai in modo che essi vedano in te il buon esempio, cominciando tu stesso per primo a dedicare alla pulizia dei tuoi denti e delle tue gengive il tempo necessario per un’accurata igiene quotidiana, avvalendoti anche dell’aiuto dell’Amico Dentista e dei semplici consigli da noi elencati in questo opuscolo. Per permettere a te e ai tuoi figli di aver cura dei vostri denti in ogni momento della giornata, a scuola o a lavoro, in gita o in viaggio, noi della Linea Forhans Special, abbiamo realizzato il FORHANS TASCABILE, comodo astuccio portatile contenente un “vero” spazzolino componibile ed un tubetto ricambiabile di pasta dentifricia Forhans Special al Fluoro. Ti permetterà di avere UNA PERFETTA IGIENE ORALE SEMPRE A PORTATA DI MANO!

Fobia dentale : La paura del dentista
Chi non conosce quella sottile e disagevole ansia che precede una visita dal dentista? Circa il 30% delle persone ammette di avere paura del dentista, una paura che trova spesso la sua causa in esperienze traumatiche infantili e si può manifestare non solo con batticuore, accessi di sudore e conati di vomito durante il trattamento, ma anche con insonnia la notte prima dell’appuntamento dentistico. Spesso però l’odontofobia è una forma di angoscia primordiale inspiegabile. Sapere che oggigiorno il dentista „non fa più male per niente”, non aiuta chi soffre di questa paura, che spesso per di più non viene preso sul serio.
Evitare ad ogni costo a causa di questa paura di andare dal dentista può avere conseguenze deleterie per la salute dentale ed in genere per il benessere sia fisico che psichico. Ecco perchè si rende spesso indispensabile un’assistenza qualificata.
Il principale obiettivo del nostro trattamento dei pazienti affetti da dentofobia consiste nel ridurre gradualmente la paura del dentista. A questo scopo è essenziale instaurare un sano rapporto di fiducia fra il paziente ed il dentista. Oltre a ciò impieghiamo procedimenti specifici, come ad esempio il trattamento con protossido di azoto e tranquillanti (sedazione), nonché, a seconda dei casi anche l’anestesia totale. Al termine della terapia, non solo la dentatura deve essere restaurata, ma il paziente deve anche essere in grado di sottoporsi ad un trattamento dentistico in modo del tutto normale e senza ansia. Il successo avuto in centinaia di casi da noi trattati ci ha insegnato che questo è un obiettivo raggiungibile. La testimonianza di un ex odontofobico descrive l’evolversi del trattamento dalla prospettiva del paziente, oramai guarito dalla sua fobia.
Queste pagine sono destinate a tutti coloro che cercano informazioni sul tema della paura del dentista e sulle relative possibilità di trattamento. In esse presentiamo con un linguaggio accessibile il risultato della nostra esperienza pluriennale nel trattamento di pazienti ansiosi. I dati statistici sono basati sulla valutazione di oltre 1000 casi trattati nel nostro studio.

In linguaggio medico con il termine fobia si designa una forma eccessiva, immotivata e persistente di paura o panico, scatenata da determinate situazioni, oggetti, attività o persone, cioè in generale dal cosiddetto stimolo fobico. Essa si manifesta con un impulso travolgente ed ingiustificato di evitare la causa della paura. Esempi ben noti di fobia sono l’aerofobia (paura di volare), l’aracnofobia (paura dei ragni) e la claustrofobia (paura degli spazi chiusi). Tuttavia nel linguaggio comune il termine fobia viene usato in senso lato anche per qualsiasi forma di avversione.

Nella maggior parte dei casi si tratta di paure lievi od occasionali, che non impediscono di sottoporsi a periodici controlli o trattamenti dentistici. Non così nella vera odontofobia, chiamata anche dentofobia od oralofobia: qui il panico è così forte, che la persona colpita (il fobico) fa di tutto per evitare la visita dal dentista. In molti casi il trattamento odontoiatrico viene effettuato solo quando diventa impossibile rimandarlo ancora, ad esempio in presenza di dolori insopportabili.
A differenza di quanto avviene con la “normale” paura del dentista, nella vera fobia dentale un imminente trattamento odontoiatrico scatena anche sintomi fisici. Si osservano (in ordine discendente di frequenza):
disturbi del sonno nella notte che precede la visita 0 batticuore (palpitazioni)
aumento della frequenza cardiaca (tachicardia)
secchezza della bocca
aumento della pressione arteriosa (ipertensione)
tremore
senso di soffocamento
iperventilazione (respirazione troppo frequente)
nausea
urgenza di urinare 0 conati di vomito
collasso cardiocircolatorio e calo della pressione
In genere, in tutte le fasce di età la dentofobia è notevolmente più diffusa fra le donne che fra gli uomini.
Fattori che favoriscono l’odontofobia:
predisposizione all’ansia in genere 0 presenza di altre fobie o malattie psichiche 0 depressione 0 forte stress
consumo di droghe o alcoolismo
Secondo la nostra esperienza, la quota di pazienti fobici che sono anche fumatori è superiore alla media. Mentre in media il 25% della popolazione adulta fuma, abbiamo registrato fra gli odontofobici una quota di fumatori del 64%.

Cause della dentofobia
Nell’esporre le cause della propria odontofobia, circa il 30% di tutti i pazienti ansiosi trattati nel nostro studio dichiara di esser stato traumatizzato nell’infanzia da eventi legati a trattamenti dentistici. A questo proposito il dolore subito durante il trattamento viene citato con la stessa frequenza del modo di fare brusco ed insensibile del dentista. Un altro terzo degli interrogati individua l’origine della fobia nei racconti spaventosi uditi da altre persone, spesso gli stessi genitori. Per l’ultimo terzo dei pazienti, infine, non è possibile determinare alcuna causa della dentofobia.
La percentuale di quest’ultimo gruppo, tuttavia, è probabilmente molto più elevata. L’odontofobia rappresenta infatti una specie di angoscia primordiale, profondamente radicata nel subconscio e priva di motivi razionali, proprio come la paura di ragni o topi. Altrimenti non si spiegherebbe come, secondo quanto da noi osservato, negli ultimi vent’anni il numero di odontofobici risulti piuttosto in aumento sebbene oggigiorno l’odontoiatria sia obiettivamente molto più «umana» che in tempi passati.

Non risulta sorprendente che poco meno della metà dei pazienti interrogati indichi la paura del dolore come causa principale dell’odontofobia. Ciò corrisponde al classico cliché che vede associati odontoiatria e dolore, sebbene oggigiorno i trattamenti dentistici si svolgano di regola in modo indolore.
La paura o fobia delle siringhe / punture è anche un motivo citato di frequente dal dentofobico. L’iniezione di anestesia locale è ormai parte integrante di molti trattamenti odontoiatrici, e viene accettata dalla maggioranza dei pazienti come un male necessario, visto che impedisce di sentire dolore durante il trattamento. Nella fobia delle siringhe, però, l’estremo terrore dell’iniezione fa passare in secondo piano queste riflessioni razionali. In molti di questi pazienti la paura delle siringhe è tuttavia circoscritta alle iniezioni praticate dal dentista, mentre quelle di altri medici vengono accettate senza problemi.
La paura di perdere il controllo ovvero la paura di essere in balia di un’altro sono anch’esse fra le cause della dentofobia. Dal punto di vista psicologico il cavo orale fa parte degli spazi intimi dell’individuo, nel quale il dentista penetra con i suoi strumenti. Un numero non trascurabile di pazienti teme, durante un trattamento odontoiatrico, di perdere l’autocontrollo, del tutto o in parte.
Conati di vomito o nausea durante i trattamenti odontoiatrici sono associati con rimarchevole frequenza alla paura del dentista. In molti casi l’odontofobia insorge a livello secondario, vale a dire è scatenata dal timore del paziente di avere dei conati di vomito (con conseguente perdita di controllo) durante la seduta.
A scatenare o intensificare il senso di paura contribuiscono spesso anche varie impressioni sensoriali che influiscono su un paziente già predisposto in questo senso, per es.:
Rumore del trapano: soprattutto il suono ad alta frequenza della cosiddetta „turbina”, un trapano ad alta velocità azionato ad aria compressa, scatena attacchi di panico in molti odontofobici.
Odore dello studio dentistico: il tipico odore presente in molti studi dentistici viene dall’eugenolo, una sostanza sintetizzata dall’olio di chiodi di garofano contenuta nel cemento e nei medicinali usati in odontoiatria. In pazienti predisposti la percezione olfattiva di tale odore può generare di riflesso attacchi di panico.
Camici bianchi e strumenti dentistici: la percezione visiva di queste apparecchiature o simboli, associati a esperienze di trattamenti precedenti, può intensificare la paura con lo stesso meccanismo di un riflesso condizionato.

Chi è terrorizzato dal dentista eviterà di andarci finché può. In tal modo non solo viene a mancare la periodica pulizia dei denti effettuata dall’igienista dentale, ma anche il controllo da parte del dentista, essenziale per la prevenzione di malattie dei denti e delle gengive. In seguito a cattiva igiene dentale si ha la formazione di uno strato batterico che può portare ad irritazioni gengivali (gengivite) e parodontite, e ad una rapida propagazione della carie. Ne derivano spesso infiammazioni croniche delle gengive e del parodonto, nonché processi acuti purulenti (ascessi). Il paziente odontofobico, tormentato dal dolore, entra così in un vero e proprio circolo vizioso: più forti sono i disturbi ed il dolore, più aumenta la paura dell’ormai inevitabile visita dal dentista.
Queste paure spesso non vengono prese sul serio né dai familiari né dagli amici, anzi sono sovente oggetto di scherno. Purtroppo anche molti dentisti non mostrano abbastanza comprensione a questo proposito, ed in definitiva agli odontofobici spesso manca una persona con cui confidarsi. Oltre a ciò, il crescente disfacimento dei denti provoca un peggioramento dell’estetica ed alito cattivo, cose delle quali il colpito spesso si vergogna, non osando più sorridere ed evitando per quanto possibile di apparire in pubblico. In tal modo sussiste anche il pericolo di un crescente isolamento sociale.

Dentofobia: il trattamento dei pazienti con la paura del dentista
Il trattamento dei pazienti ansiosi
Il numero sempre crescente di persone che soffrono di fobia dentale ha fatto sì che ora esistano dentisti specializzati nel trattamento di questo gruppo di pazienti. Da molti anni nel nostro studio offriamo ai pazienti ansiosi metodi speciali di trattamento, che hanno dato buona prova della loro efficacia in migliaia di casi. In questo capitolo verranno presentati in dettaglio le nostre strategie ed altri approcci.
Individuare il paziente che ha paura del odontoiatra
Nel campo dell’odontofobia / oralofobia il „numero sommerso” è piuttosto elevato: molti pazienti non confessano sin dall’inizio di essere dei fifoni”, sia per vergogna, sia perché non vogliono ammettere nemmeno con sé stessi questa loro paura. Il dentista si trova perciò a dover affrontare il compito di individuare e filtrare” queste persone, se possibile già al momento del primo esame, cosa non sempre facile.
Per individuare i pazienti che temono la visita dentistica si può ricorrere ad alcuni strumenti utili:
0 Questionari: il questionario che tutti i nuovi pazienti del nostro studio devono compilare contiene, oltre alle indicazioni circa lo stato di salute, anche domande miranti a stabilire se sussiste paura del dentista ed in caso affermativo la sua intensità.
0 Colloquio con il paziente: già dal primo colloquio con un nuovo paziente un dentista con una buona esperienza nei rapporti con pazienti ansiosi è solitamente in grado con poche domande di stabilire se sussiste un problema di ansia.
0 Comportamento durante il trattamento: malgrado i filtri” già menzionati, può sempre accadere che sulla poltrona dentistica arrivino pazienti la cui paura del trattamento emerge solo a posteriori. In alcuni la fobia si sviluppa gradualmente e spesso perciò non viene riconosciuta – neanche dalla persona che ne soffre. Esistono però alcuni indizi rivelatori di una fobia dentale che un professionista esperto dovrebbe rilevare, osservando subito la postura assunta dal paziente sulla poltrona, la posizione ed eventualmente i movimenti delle mani e dei piedi. Anche una frequente richiesta del paziente di risciacquarsi la bocca – per interrompere il trattamento – può essere un segno di dentofobia, come pure un eccessivo aumento dei conati di vomito o del bisogno di inghiottire. Anche una forte traspirazione sulla fronte (sudore freddo) è un sicuro indizio del fatto che il paziente si sente a disagio. È importante riconoscere tempestivamente questi sintomi, in modo che il paziente fobico possa essere assistito in modo adeguato.

Il trattamento psicologico dei pazienti fobici
Se si tratta esclusivamente di trattare una fobia – in questo caso odontofobia o dentofobia – il ruolo principale è svolto innanzitutto da uno psicologo, psicoterapeuta o psichiatra. Esistono vari modelli terapeutici che vanno dall’approccio psicoanalitico (psicologia del profondo) passando per la terapia di confronto fino alla terapia cognitiva. A seconda del singolo caso si ricorre anche all’impiego terapeutico di farmaci ansiolitici. Terapeuti competenti vantano elevati tassi di successo con i metodi impiegati. Comprensibilmente, nel nostro studio dentistico l’approccio non si appoggia nella stessa misura a metodologie prettamente psicoterapeutiche. In casi di fobia dentale particolarmente ostinata esiste comunque la possibilità di associare alla terapia uno psicoterapeuta qualificato.

Il trattamento odontoiatrico dei pazienti ansiosi
Il nostro trattamento dei pazienti affetti da dentofobia mira a raggiungere due obiettivi:
1. Eseguire un restauro ottimale della dentatura del paziente in modo il più possibile esente da paura e stress.
2. Far superare al paziente la paura del dentista ed eliminarla in modo permanente.
Per raggiungere questi obiettivi seguiamo da anni una strategia efficace basata sui seguenti aspetti:
0 Instaurazione di un rapporto di fiducia 0 Ambiente rilassante 0 Trattamento delicato e non stressante 0 Discussione ..interattiva” delle sedute
Strategia
Instaurazione di un rapporto di fiducia
Molti pazienti odontofobici raccontano di essere stati traumatizzati in passato da un abuso di fiducia del proprio dentista. Questo episodio può risalire già a molti anni prima, ad esempio un trattamento eseguito da un dentista scolastico poco comprensivo o brusco. Ma anche una rassicurazione data alla leggera dal dentista „Non farà assolutamente male” e rivelatasi poi ingannevole basta già a distruggere la fiducia e ad avere in definitiva un effetto traumatico.
Da ciò si può facilmente desumere che un trattamento odontoiatrico di pazienti ansiosi può avere buone probabilità di successo solo se il paziente è in grado di avere piena fiducia nel proprio dentista, dal quale si attende non solo un lavoro ineccepibile, ma anche informazioni chiare ed affidabili circa il trattamento previsto nonché attenzione, pazienza e comprensione per le proprie paure.
Queste esigenze mettono a dura prova il dentista stressato dai ritmi frenetici della quotidianità ambulatoriale. Oltre a pazienza e formazione psicologica ci vuole anche una grande capacità di immedesimazione per comprendere appieno le paure del paziente e guadagnare così la sua fiducia.
Ambiente rilassante
Per il paziente odontofobico lo studio dentistico si presenta come un luogo saturo di tutte le esperienze già fatte in passato. Il condizionamento negativo del paziente ansioso, che reagisce agli stimoli fobici, deve perciò essere minimizzato adottando precauzioni adeguate.
Studi chiari, ampi e luminosi risultano meno opprimenti per i pazienti fobici rispetto a locali più oscuri, magari con sola illuminazione artificiale. Anche l’arredamento dello studio, compresi quadri, piante ecc., dovrebbe ispirare un atteggiamento positivo.
È inoltre da evitare che il paziente in attesa sia raggiunto dagli spiacevoli rumori (trapano, aspiratore) e dai tipici odori (disinfettante ecc.) causati da un trattamento in corso.

Lunghi tempi di attesa favoriscono in genere l’intensificarsi della paura e devono perciò essere evitati se appena possibile. La sala d’attesa deve offrire una gamma di letture diversificate per distrarre il paziente.
Trattamento delicato e non stressante
Oggigiorno un trattamento delicato ed indolore dovrebbe essere un’ovvietà, e non solo per i pazienti dentofobici. L’efficacia dell’anestesia locale è ormai così perfezionata che non solo i trattamenti dentistici ma anche interventi più importanti possono essere effettuati in modo completamente indolore.
La paura del fallimento dell’anestesia (/iniezione non funziona”) è effettivamente infondata, dato che con un’applicazione corretta si ottiene quasi sempre un’anestesia sufficiente (per es. di un dente).
Dato però che molti pazienti odontofobici soffrono della paura degli aghi, è necessario usare particolare cautela nel somministrare l’iniezione anestetica. Per minimizzare il dolore della puntura si sono dimostrati efficaci i seguenti metodi:

Preanestesia del sito della puntura con gel anestetico o spray ipotermizzante (ghiaccio spray)
Uso di aghi estremamente sottili
Anestesia intraligamentare: con questo metodo non si effettua alcuna puntura nella gengiva, bensì l’anestetico viene iniettato lungo la radice dentale e raggiunge direttamente l’osso. L’anestesia intraligamentare è praticamente indolore, è ad azione immediata ed evita lo spiacevole intorpidimento della lingua e delle labbra che con un’anestesia locale tradizionale può durare ore.
Anestesia locale tramite computer (The Wand®): ciò che provoca il dolore dell’iniezione è di solito non tanto la puntura quanto la pressione usata per iniettare l’anestetico nei tessuti. Il computer per anestesia “The Wand”, che in inglese significa “la bacchetta magica”, controlla elettronicamente la pressione di iniezione, consentendo così un’anestesia completamente indolore.

Un trattamento ..delicato” richiede però anche personale addestrato e comprensivo, che riconosca tempestivamente i desideri del paziente, per es. se desidera fare una pausa nel trattamento oppure sciacquarsi la bocca. Molti pazienti paurosi inoltre apprezzano molto l’uso durante il trattamento di cuffie acustiche, che escludono lo spiacevole rumore del trapano ed emettono una gradevole musica rilassante.
Per la maggior parte dei pazienti odontofobici, tuttavia, queste misure non sono sufficienti a far loro superare un terrore del dentista che all’inizio è spesso estremo. Per esperienza sappiamo che la sedazione (effetto calmante) con protossido d’azoto o sedativi rappresenta spesso un complemento ideale delle misure elencate più sopra.

Trattamento di pazienti ansiosi con sedazione
Il termine sedazione viene dal verbo “sedare” cioè calmare, tranquillizzare. Con esso si designa un rilassamento del sistema nervoso centrale che mette il paziente in uno stato di calma ed tranquillità. Il grado di sedazione può variare da un leggero effetto tranquillizzante fino al dormiveglia. A differenza di quanto avviene con la narcosi, il paziente rimane cosciente e mantiene la respirazione autonoma ed i riflessi protettivi.
Numerosi interventi medici che possono essere sentiti dal paziente come spiacevoli o dolorosi, per es. gastroscopie o colonscopie, sono spesso effettuati sotto sedazione. La sedazione è ormai parte integrante anche dell’odontoiatria, e costituisce per i pazienti fobici una valida alternativa al trattamento in anestesia totale.
Per i pazienti ansiosi sono disponibili in linea di massima due tipi di sedazione:
0 Sedazione per via inalatoria con protossido di azoto 0 Sedazione farmacologica con tranquillanti.

Trattamento di una paziente odontofobica con protossido di azoto: la paziente inspira attraverso una mascherina nasale una miscela di protossido di azoto ed ossigeno. Le cuffie acustiche, che escludono anche i fastidiosi rumori del trattamento, emanano una dolce musica rilassante. Già dopo le prime inspirazioni un leggero formicolio alle mani ed ai piedi indica l’instaurarsi dell’effetto del gas. A questo punto la paura lascia il posto ad una piacevole sensazione di benessere e sicurezza. La paziente si trova in una specie di trance che la allontana da quanto avviene intorno, e segue pensieri e fantasie stimolanti e gradevoli grazie ai quali il tempo sembra volare. Allo stesso tempo la sensibilità al dolore e gli spiacevoli riflessi di deglutizione e di vomito sono fortemente ridotti.

Il protossido d’azoto, chiamato anche gas esilarante, formula chimica N2O, è usato in medicina da oltre 150 anni ed è il gas anestetico più antico e meglio studiato. Non a caso è stato un dentista – l’americano Horace Wells – a scoprire nel 1844 l’effetto anestetico di questo gas incolore dall’odore leggermente dolciastro. All’inizio il protossido di azoto è stato impiegato allo stato puro, senza aggiunta di ossigeno, cosa che provocava una temporanea perdita di conoscenza del paziente, ma talvolta anche incontrollabili accessi di riso, cosa che spiega il nome comune „gas esilarante”. A quei tempi non si disponeva di anestesia né locale né generale, e perciò si sfruttava il breve periodo di incoscienza del paziente per eseguire rapidamente gli interventi più dolorosi.

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