Omicidio a Copparo, prima partita in tv, poi uccide il compagno a coltellate: arrestata 45enne

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Una vera tragedia quella che si è consumata nella serata di sabato tra le ore 23:50 e mezzanotte, ad Ambrogio una frazione di Copparo, arrivata al termine di una giornata di relax e spensieratezza trascorsa al mare. Secondo quanto emerso, una donna avrebbe ferito mortalmente il suo compagno, accoltellandolo; all’origine di questo triste gesto, pare vi sia una lite al culmine della quale, la donna avrebbe colpito l’uomo diverse volte con un coltello da cucina. Intervenuti immediatamente i carabinieri di Copparo, la donna è stata arrestata, mentre i soccorsi si sono rivelati inutili per l’uomo. La famiglia composta dalla vittima, dalla moglie e le due figlie minorenni, insieme al fidanzatino della ragazzina maggiore anche lui adolescente, aveva trascorso l’intera giornata di sabato al mare, ignari del fatto che la sera la giornata si sarebbe conclusa con una vera tragedia, ovvero con la morte dell’uomo di casa.

Come abbiamo anticipato, l’omicidio è avvenuto a coltellate in seguito ad una lite furiosa ad Ambrogio di Copparo dove la donna ovvero un’assistente sanitaria di 45 anni ha ucciso il compagno Mirko Barioni di 40 anni, un ex rappresentante di commercio che da tempo faceva l’operaio, brandendo un coltello da cucina e colpendolo con due o tre fendenti, uno dei quali lo ha centrato al cuore. La coppia aveva una bambina di 3 anni che aveva trascorso con loro la giornata in uno stabilimento balneare ai lidi, insieme ad un’altra ragazzina ovvero la figlia della donna insieme al suo fidanzatino.

La lite pare sia scoppiata a causa di alcuni drink di troppo bevuti nel corso della giornata in spiaggia; la discussione sarebbe iniziata in auto e poi proseguita davanti alla porta di casa e poco prima delle due di notte, la situazione purtroppo pare sia degenerata fino a che dalle parole si è passati ai fatti. Secondo quanto emerso, sembra che il fidanzato della figlia abbia assistito alla tragedia e avrebbe anche cercato di rianimare Barioni tamponando le ferite con la maglietta della Juve che indossava in occasione della finale della partita di Champions League. Chiamati immediatamente i soccorsi, purtroppo pare che per l’uomo non ci sia stato nulla da fare, in quanto sembra che sia morto praticamente sul colpo, molto probabilmente dissanguato prima dell’arrivo dell’ambulanza.

La donna invece dopo aver colpito il compagno, pare abbia effettuato una telefonata ad un parente dicendole: “E’ finita, è finita questa situazione. L’ho fatta finita”. Una volta giunti sul luogo della tragedia, le forze dell’ordine e nello specifico i carabinieri di Copparo questi hanno provveduto a fermare la donna al rettale trasferita nel carcere della Dozza di Bologna. “Un caso di violenza intrafamiliare da parte di una donna che, presa da un raptus ancora in corso di accertamento, ha inferto diversi fendenti al compagno a seguito di litigi, che comunque andavano avanti da diverso tempo, provocando la sua morte nell’immediatezza”, così il colonnello Andrea Desideri, comandante provinciale dei Carabinieri di Ferrara, commenta la tragica lite.

Una lite degenerata in tragedia al termine di una giornata trascorsa al mare tra sole, spiaggia, finale di Champions League in tv e forse qualche drink di troppo: lei ha impugnato un coltello da cucina e ha ucciso il compagno con due fendenti, uno all’omero, l’altro appena sotto la scapola, che avrebbe reciso il cuore. È accaduto ieri poco prima di mezzanotte ad Ambrogio di Copparo, nel Ferrarese

La vittima è Mirko Barioni, 40 anni, ex rappresentante di commercio poi operaio, lei – arrestata dai carabinieri – è Lara Mazzoni, 45 anni, operatrice sociosanitaria. La coppia aveva una figlia di 3 anni e con loro viveva una quindicenne avuta dalla donna da una precedente relazione.

E sì che la giornata appena trascorsa era stata (almeno in apparenza) all’insegna della serenità familiare, così come di serenità familiare parla (almeno in apparenza) la pagina face- book dell’uomo, tra foto con la bimba piccola al mare o in casa. Avevano passato il pomeriggio a Lido Nazioni e con loro c’era anche il fidanzatino della 15enne.

Secondo i primi accertamenti – spiega il colonnello Andrea Desideri, comandante provinciale dei carabinieri di Ferrara – nel corso della serata c’è stato un uso abbondante di bevande alcoliche e nella fase di rientro, a bordo dell’auto, ci sono stati diversi litigi tra la coppia che poi hanno portato, una volta tornati a casa, al tragico epilogo.

E’ stato il fidanzato della figlia quindicenne dell’omicida a cercare di prestare i primi soccorsi all’uomo, tentando di rianimarlo e di tamponare le ferite con la maglietta della Juventus che la vittima indossava, dopo aver assistito in tv alla finale di Champions League. Sono intervenuti il 118, i militari del Nucleo radiomobile dei Cc di Copparo e il pm di turno, Isabella Cavallari.

La donna, dopo l’aggressione mortale avvenuta in giardino, ha chiamato una parente e le avrebbe detto: «È finita, è finita questa situazione. L’ho fatta finita». Le figlie erano in casa e, a quanto riferito, non avrebbero assistito alla scena. Solo il fidanzatino ha probabilmente visto quanto accaduto, e ha tentato di rianimare l’uomo, prima attraverso la respirazione bocca a bocca e poi con il massaggio cardiaco, cercando pure di tamponare le ferite con la maglietta della Juventus che la vittima indossava, ma è stato tutto inutile. Nelle prime ore del pomeriggio la donna, che a quanto si è appreso ha ammesso l’omicidio, è stata portata nel carcere bolognese della Dozza.

Dalle prime indagini è emerso che già in passato c’erano stati diverbi e tensioni tra i due, ma nulla di particolarmente allarmante. Tra il 2013 e il 2014 denunce e querele reciproche erano state presentate ai carabinieri di Ambrogio e Argenta, poi la questione sembrava rientrata. Ora quegli episodi saranno nuovamente analizzati dagli investigatori.
Perchè quello della scorsa notte è stato «un caso di violenza intra familiare – dice il colonnello Desideri – da parte di una donna che, presa da un raptus ancora in corso di accertamento, ha inferto fendenti al compagno a seguito di litigi che comunque andavano avanti da diverso tempo, provocando la sua morte nell’immediatezza».

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