Omicidio Roberta Ragusa: Antonio Logli dovrebbe stare in cella, è pericoloso e potrebbe fuggire

Antonio Logli, condannato in primo grado a 20 anni di carcere per l’omicidio volontario e la soppressione di cadavere della moglie Roberta Ragusa, non varcherà le soglie del carcere e attenderà i prossimi gradi di giudizio a piede libero. Almeno, questa è la situazione per il momento. E stata infatti respinta l’istanza presentata dalla Procura di Pisa al Tribunale del Riesame di Firenze, che chiedeva la sua detenzione in carcere.

Per la Procura sussisterebbe il pericolo di fuga dell’imputato, valutato anche socialmente pericoloso. Ma i giudici del Riesame di Firenze la pensano diversamente. Per questo hanno confermato la decisione del gup Elsa Iadaresta, che lo scorso 20 dicembre ha condannato Logli a 20 anni di reclusione disponendo il solo obbligo di dimora nei comuni di San Giuliano Terme e di Pisa e il divieto di uscire di casa nelle ore notturne.

La Procura di Pisa, in ogni caso, non ha nessuna intenzione di mollare la presa e sembra intenzionata a presentare ricorso per Cassazione contro la decisione dei giudici fiorentini.

Secondo gli inquirenti, la misura cautelare disposta dal gup Iadaresta e confermata dal Riesame è troppo blanda. Io mi trovo pienamente in linea con questa posizione, perché a mio parere sussisterebbe sia il pericolo di fuga in attesa del processo di secondo grado, sia la pericolosità dell’imputato.

Anche la difesa di Logli, che quando avrà letto le motivazioni presenterà appello contro la sentenza di primo grado, aveva presentato ricorso per chiedere l’annullamento della misura cautelare dell’obbligo di dimora a San Giuliano Terme e a Pisa e del divieto di uscire di casa di notte. Con ogni probabilità già nel prossimo autunno la parola passerà ai giudici del processo di secondo grado.

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