Omicidio Trifone e Teresa, Ruotolo condannato all’ergastolo e due anni di isolamento diurno

Ergastolo e 2 anni di isolamento diurno per Ruotolo, il militare Campano accusato dell’omicidio del suo commilitone Trifone Ragone e della fidanzata Teresa Costanza. È questa la decisione della Corte d’Assise di Pordenone Dopo circa 49 ore di camera di consiglio. Il 28enne di Somma Vesuviana Dunque è stato condannato all’ergastolo con 2 anni di isolamento diurno. È questa la decisione della presidente Angelica di Silvestre affiancata dal giudice a latere Paolo Alessio Verni E dai sei giudici popolari Serena Pitaccolo di Genova 51enne, Oriana Guarino di San Giorgio di Nogaro 61 anni, Nicoletta Vitale di Udine 50 anni, Mario Longo di Bertiolo 51 anni, Mario tamburlini di Udine di 58 anni.

“Ergastolo con isolamento diurno per due anni.. Un senso di soddisfazione professionale per il lavoro svolto dalla Procura e dai Carabinieri di Pordenone. Ma non di soddisfazione umana..Non possiamo essere felici per una sentenza che vede condannato all’ergastolo un ragazzo di neanche 30 anni per delitti che riguardano due persone offese praticamente coetanee. Ruotolo non va assolutamente »mostrificato“, sono queste le parole dichiarate dal Pm Pier Umberto Vallerin.

Trifone Ragone 29enne pugliese di Monopoli caporal maggiore del 132 Reggimento carri di Cordenons e Teresa Costanza 30 anni siciliana di Agrigento e studentessa alla Bocconi, trasferita al Nordest per amore, sono stati uccisi mentre si trovavano in auto. Verso di loro Ruotolo avrebbe sparato dei colpi a bruciapelo. A 3 anni dalla loro morte è stato Dunque ritenuto colpevole Ruotolo che prestava servizio nella stessa caserma della Brigata corazzata Ariete. Il 20 ottobre scorso il PM Pier Umberto Vallerin aveva chiesto per Ruotolo l’ergastolo a 2 anni di isolamento diurno. Ruotolo difeso dagli avvocati Roberto Rigoni Stern e Giuseppe Esposito si era detto sempre innocente e nella giornata di ieri ha ascoltato il verdetto con gli occhi bassi al fianco dei suoi avvocati e con alle spalle il papà è il fratello.

Sono presenti anche i familiari delle vittime ovvero i genitori e fratelli del militare Trifone Ragone e la mamma, Il papà e un fratello di Teresa Costanza . “Abbiamo avuto giustizia ma nostra figlia non tornerà mai. Non avremo mai pace. Un ergastolo non potrà mai lenire il nostro dolore. Ma almeno sappiamo quello che è successo. E un assassino è in carcere”, sono queste le parole dichiarate dai genitori di Teresa Costanza ovvero da papà Rosario e mamma Carmelina Parello dichiarate con un filo di voce, ringraziando le istituzioni all’esito della sentenza della Corte d’Assise di Udine. “Ho sempre l’immagine di Teresa davanti a me. La sento sempre vicina Teresa e Trifone erano qui con me. Li avevo qua. Già stamattina sentivo che mi davano positività. Ho aspettato con serenità”, ha aggiunto ancora la madre di Teresa.

Per i giudici della Corte d’Assise di Udine è stato Giosuè Ruotolo a uccidere Teresa Costanza e Trifone Ragone, i due fidanzati di Pordenone trovati senza vita nella loro auto il 17 marzo del 2015. Dopo oltre due giorni interi di camera di consiglio i magistrati friulani hanno confermato la richiesta del pubblico ministero: ergastolo per il 28enne di Somma Vesuviana, condannato anche a due anni di isolamento diurno oltre al pagamento delle spese processuali e al risarcimento danni.

Ruotolo per l’accusa deve rimanere in carcere per sempre, ma non è un giorno da festeggiare, dal punto di vista umano, per il pm Pier Umberto Vallerin. «Ricordiamo che si parla di ergastolo per un ragazzo di neanche 30 anni per delitti che riguardano persone a lui coetanee. Ruotolo non va assolutamente “mostrificato”», ha detto a caldo. La mamma di Trifone, infatti, lo perdona. «Prima della sentenza avevo chiesto a Dio di darmi la forza e l’ha fatto, ormai non provo più odio per lui. Eravamo certi che li avesse uccisi lui. È stata fatta giustizia». Rosario Costanza, invece, non si dà pace. «Io non perdono nessuno. Questo ha ammazzato mia figlia. Ha condannato a morte tutta la famiglia. I nostri figli non torneranno più».

Ruotolo era in aula al momento della sentenza, gli occhi bassi, nessun segno di stupore sul volto. Durante tutti questi mesi si è sempre dichiarato innocente, ma ci sono le intercettazioni ambientali a incastrarlo mentre sfida gli inquirenti, c’è una telecamera che ha ripreso la sua auto vicino al luogo del delitto, ci sono i messaggi cattivi e violenza che dal profilo facebook Anonimo Anonimo ha mandato a Teresa per importunarla, farla litigare con Trifone. Tanti indizi che hanno portato gli inquirenti a indagare su Ruotolo, «nessuna prova», secondo la difesa dell’ex commilitone. Era collega e coinquilino di Trifone, con lui si divertiva in discoteca, ne era stato così amico che il giorno del funerale si era perfino offerto di portare la bara. Davanti ai genitori di Ragone si era mostrato affranto. Giosuè aveva una sorta di venerazione per quel suo coetaneo pugliese, caporalmaggiore dell’esercito, tutto muscoli e fascino che piaceva tanto alle donne anche più grandi di lui, ma aveva scelto di vivere con la bionda Teresa:bella, sorridente, sportiva come lui. Le foto li mostrano felici e pieni di vita. Lei da Milano si era trasferita a Pordenone per stargli vicina. Dovevano sposarsi presto.

A Ruotolo questo non andava giù. Anche lui era fidanzato, con Rosaria Patrone, eppure nutriva un’ossessione per Ragone. All’inizio si pensava che la rivalità fosse legata a questioni di lavoro. Secondo un’altra tesi il ragazzo campano avrebbe deciso di fare tacere per sempre i due per la paura di essere denunciato dopo che la coppia aveva scoperto le minacce via Fb che lui mandava alla rivale. Temeva di perdere il posto nella Finanza. Ma basta questo per trasformarsi in killer spietato?
Per l’accusa c’è dell’altro. Qualcosa di «più intimo e sottile, un abisso di gelosia e invidia» che si è trasformato in odio viscerale verso tutto quello che Teresa e Trifone rappresentavano: un nucleo dal quale lui era escluso. Trifone aveva scelto Teresa, non aveva alcuna intenzione di avventurarsi in una relazione omosessuale. Sarebbe questo il vero movente che ha trasformato il commilitone 28enne in freddo carnefice del suo sogno proibito. Quella sera ha sparato sei colpi a distanza ravvicinata: prima è caduto Trifone, poi Teresa. Ruotolo è andato dove era sicuro di trovarli, fuori dalla palestra che la coppia frequentava e si è liberato per sempre di quell’ossessione. Condannato all’ergastolo a 28 anni, perdonato dalla mamma della sua vittima, ma ci saranno altri gradi di giudizio.

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