Operato di cancro a 22 anni, l’Inps blocca il sussidio: l’azienda “lo paghiamo noi”

Steven Babbi ha un tumore ma l’Inps gli nega l’indennizzo: l’azienda decide di continuare a pagarlo. Nemmeno l’asportazione di un polmone ha convinto l’Inps a mantenere l’indennizzo per Steven Babbi, affetto sin da ragazzino dal  sarcoma di Ewing, una forma tumorale che colpisce le ossa.

L’istituto di previdenza è inflessibile: il diritto alla malattia retribuita scade dopo 180 mesi, assegno bloccato. Però, per fortuna, Steven Babbi è un ragazzo di 22 anni straordinario, amato nel suo ambiente di lavoro.

E la solidarietà che ha ricevuto da colleghi e datore di lavoro alla Siropack è commovente, oltre che estremamente utile: appresa la notizia dell’indisponibilità dell’Inps a farsi carico di Steven, prima i dipendenti hanno pensato a una colletta, poi l’azienda stessa ha deciso di continuare a erogare regolarmente il suo stipendio. Un segno di vicinanza concreta a Steven, un segnale “politico”, perché, come dicono i titolari dell’azienda, se queste sono le leggi vanno modificate.

“La nostra azienda considera quanto subito dal giovane una profonda ingiustizia – commentano Rocco De Lucia e Barbara Burioli – Siamo rimasti commossi dalla sensibilità dei nostri circa 30 dipendenti, che si sono resi subito disponibili al pagamento di una colletta, ma abbiamo stabilito che sarà la proprietà a provvedere al suo sostentamento, là dove gli organi preposti alla tutela dei lavoratori hanno deciso di voltare le spalle a chi si trova nel bisogno”. (Today)

Diritto di conoscere lo stato di salute

Se lo desiderate, avete diritto di avere piena cognizione del vostro stato di salute. Pertanto, avete diritto di ottenere dai medici un’informazione adeguata alle vostre capacità cognitive e al vostro livello socio-culturale. Ciò significa che dovrebbero essere disponibili, a seconda delle necessità e delle richieste, i seguenti tipi di notizie:
• informazioni mediche (spiegazione in merito a tipo di cancro diagnosticato e prognosi; accertamenti ed esami del caso; opzioni terapeutiche con relativi prò e contro; effetti collaterali della malattia e del trattamento); informazioni per ottenere aiuti sul piano pratico, sociale e finanziario;
effetti sulla qualità di vita, sulle relazioni interpersonali, sulla vita sessuale e spiegazione sul modo in cui affrontarli; opportunità di sottoporsi a terapie complementari.
La comunicazione della diagnosi (anche provvisoria), delle opzioni di cura e della prognosi, per essere utile ed efficace, deve avvenire con la massima semplicità e chiarezza e mediante l’utilizzo di termini comprensibili. Potrete, eventualmente, indicare altre persone cui può essere fornita l’informazione sul vostro stato di salute e, tra queste, il vostro medico di fiducia.

Avete inoltre diritto di:
essere informati sul nome dello specialista (o degli specialisti) e dei collaboratori che vi prendono in cura;
essere informati sul nome della persona responsabile di soddisfare le vostre esigenze, nel caso non sia la stessa persona di cui sopra;
• avere indicazioni sugli orari di reperibilità del medico di famiglia, dello specialista, dello psicologo e del personale di sostegno, oltre a sapere a chi potete rivolgervi di notte o durante il week-end in caso di necessità.
Cartella clinica: fascicolo contenente i dati clinici del pa-ziente ricoverato: diario giornaliero, referti degli esami e delle analisi, diagnosi, piano terapeutico.
In caso di ricovero, qualora si ritenga opportuno procedere a consulto medico esterno alla struttura, avete diritto di ottenere una relazione medica dettagliata sulla vostra situazione clinica, diagnostica e terapeutica. Egualmente in caso di dimissioni, i medici che vi hanno curato durante la degenza devono fornire, su richiesta, una relazione scritta per il medico di fiducia, in cui riporteranno ogni utile indicazione sul vostro stato di salute e, in particolare, sul decorso clinico, sui principali accertamenti effettuati e sulle loro risultanze, sulle terapie praticate, sulla diagnosi e sulla prognosi, nonché sulle eventuali indicazioni terapeutiche e diagnostiche.
Durante il ricovero avete diritto di prendere visione della cartella clinicé, ed anche il vostro medico di famiglia può visionarla. Solamente dopo le dimissioni, invece, potete avere copia integrale della cartella, che deve essere consegnata entro 30 giorni dalla richiesta ovvero immediatamente, in caso d’urgenza documentata. Se non potete ritirare personalmente la copia richiesta, è sufficiente una delega scritta a persona di fiducia cui devono essere consegnati i documenti richiesti, in busta chiusa.

Esenzione dal ticket

I malati di cancro hanno diritto all’esenzione dal pagamento del ticket per farmaci, visite ed esami appropriati per la cura del tumore da cui sono affetti e delle eventuali complicanze, per la riabilitazione e per la prevenzione degli ulteriori aggravamenti.
Domanda La domanda di esenzione dal ticket deve essere presentata all’Azienda Sanitaria Locale (ASL) territorialmente competente, allegando i seguenti documenti:
-tessera sanitaria – codice fiscale
-documentazione medica, specialistica od ospedaliera,
che attesti la malattia.
Tessera di esenzione: Dopo aver valutato la documentazione, la ASL vi rilascerà la tessera di esenzione, documento personale, recante il codice 048 identificativo delle patologie tumorali.
Benefici: dietro presentazione della tessera di esenzione avrete diritto ad usufruire gratuitamente, presso strutture pubbliche o convenzionate, delle cure mediche e sanitarie collegate con la patologia tumorale da cui siete affetti. L’esenzione ovviamente è valida anche per i farmaci.
Prescrizione gratuita di protesi
Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) fornisce gratuitamente ausili, ortesi e protesi alle persone con invalidità superiore al 33% e agli altri beneficiari previsti dal Decreto del Ministro della Sanità 332/1999, tra i guali rientrano le donne mastectomizzate, gli amputati d’arto, gli stomizzati, i laringectomizzati, i minori che necessitano di interventi di prevenzione e anche coloro che sono in attesa del riconoscimento di invalidità. Se fate parte di queste categorie, per ottenere un dispositivo incluso nel Nomenclatore dovete rivolgervi alla ASL territorialmente competente.

Prestazioni sanitarie presso centri di altissima specializzazione all’estero

L’assistenza sanitaria all’estero è assicurata, in via di eccezione e dietro adeguata richiesta, solo presso centri di altissima specializzazione per prestazioni di diagnosi, cura e riabilitazione che non sono ottenibili in Italia in modo adeguato o tempestivo.
La procedura cambia a seconda delle modalità di assistenza e anche del paese prescelto per ricevere le prestazioni sanitarie. Da questo punto di vista occorre distinguere, da una parte, gli Stati membri dell’Unione Europea e quelli con i quali l’Italia ha stipulato apposite convenzioni e, dall’altra, gli stati extra-comunitari non convenzionati con il nostro Paese.
Esistono due modalità di assistenza, che richiedono in ogni caso l’autorizzazione della propria ASL:
assistenza diretta: le prestazioni sanitarie sono pagate direttamente dalla ASL e rimane a vostro carico solo l’eventuale ticket sanitario5 previsto dalle leggi locali; assistenza indiretta: le prestazioni sanitarie sono a carico vostro, ma saranno rimborsate parzialmente dalla ASL.
Domanda Per ricevere le prestazioni sanitarie presso centri di altissima specializzazione all’estero è necessario richiedere preventivamente l’autorizzazione alla ASL di appartenenza, presentando una domanda alla quale devono essere allegati:

– il certificato del medico specialista (pubblico o privato), che illustri l’impossibilità di ricevere trattamenti adeguati e tempestivi nelle strutture sanitarie operanti sul territorio nazionale, indicando anche la struttura estera prescelta; -l’ulteriore documentazione eventualmente richiesta dalle disposizioni regionali.
Tempi e iter: La ASL trasmette entro 3 giorni la domanda e i documenti allegati al Centro regionale di riferimento competente. Questo ha 7 giorni di tempo per rispondere alla ASL oppure, se necessario, richiedere ulteriore documentazione, rinviando la risposta per altri 7 giorni. In caso di mancata risposta nei tempi previsti, la valutazione s’intenderà positiva. La ASL vi rilascerà:
il modello E 112 se il ricovero è previsto presso strutture pubbliche di Stati membri dell’Unione Europea o di stati convenzionati con l’Italia. Tale modello vi dà diritto a usufruire dello stesso trattamento riservato ai cittadini dello Stato in cui avviene il ricovero e al trattamento di assistenza diretta da parte della ASL ;
apposita autorizzazione scritta se il ricovero è previsto presso strutture private di stati membri dell’Unione Europea o di stati convenzionati con l’Italia o in strutture pubbliche di Stati non convenzionati con l’Italia; in questo modo la prestazione è riconosciuta in regime di assistenza indiretta dalla ASL.
Eccezione: In casi di comprovata eccezionale gravità e urgenza, sono previste deroghe alla procedura standard sopradescritta. L’autorizzazione della ASL, infatti, può essere rilasciata anche successivamente all’erogazione delle prestazioni sanitarie all’estero.
Rimborsi Nel caso di assistenza indiretta, le modalità di rimborso sono riportate.
Per ottenere il rimborso è necessario presentare alla ASL le fatture (o altra documentazione) attestanti il pagamento, vistate dal consolato italiano presso il paese in cui sono state ricevute le cure. Il pagamento sarà effettuato entro qualche mese.
Se siete non abbienti, avete diritto ad un acconto sul rimborso spettante, anche prima del trasferimento all’estero o del rientro in Italia, in considerazione dell’entità della spesa o delle modalità di pagamento utilizzate presso la struttura estera. In ogni caso l’acconto non può superare il 70% del rimborso spettante.
Ricorso: In caso di parere negativo del Centro regionale di riferimento, potrete presentare ricorso entro 15 giorni, in sede amministrativa al Direttore Generale della ASL o in sede giudiziaria al Tribunale Amministrativo Regionale (TAR).

Prestazioni assistenziali

I malati di cancro, a seconda del tipo di invalidità riconosciuta, avranno diritto alle seguenti prestazioni:
pensione di inabilità;
assegno di invalidità;
indennità di accompagnamento;
• indennità di frequenza.

Procedura telematica unificata INPS

Dal 10 gennaio 2010 la domanda per l’accertamento dello stato di invalidità e di handicap deve essere presentata direttamente all’INPS pervia telematica. Anche a seguito delle segnalazioni fatte dalla Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia (F.A.V.O.) e da AlMaC sulle disparità territoriali di accesso ai servizi assistenziali per i malati oncologici, è stata, infatti, approvata una nuova normativa5 che elimina il passaggio della presentazione della domanda cartacea alla ASL.
Per accedere ai servizi telematici INPS dovete munirvi di un codice PIN, o essere in possesso di una Carta Nazionale dei Servizi (CNS). Il PIN può essere richiesto:

♦ direttamente sul sito dell’INPS seguendo le istruzioni relative alla procedura di registrazione;
♦ telefonando al numero verde INPS 803164.
La procedura telematica per la presentazione della domanda si articola in due fasi iniziali distinte, ma connesse e conseguenziali:
1 .certificato medico digitale: per questo dovete recarvi da un medico certificatore (medico di medicina generale o medico specialista, ad esempio l’oncologo) accreditato, in possesso di apposito PIN. Il medico compila online sul sito INPS la certificazione medica richiesta, che comprende una breve descrizione della diagnosi e dello stato obiettivo di salute, certificando anche, qualora ne ricorrano le condizioni, che:
non siete in grado di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore; non siete in grado di compiere gli atti quotidiani della vita senza assistenza continua;
♦ siete affetti da malattia neoplastica in atto8;
♦ siete affetti da patologia in situazione di gravità9;
♦ sussistono in atto controindicazioni mediche che rendono rischioso o pericoloso per voi o per gli altri lo spostamento dal vostro domicilio.
Il medico certificatore invia quindi la domanda telematicamente, e vi consegna la stampa firmata in originale, che dovrete esibire all’atto della visita, e la ricevuta di trasmissione con il numero del certificato. Questo numero è importante perché consente al sistema di abbinare il certificato medico alla domanda;

Domanda per l’accertamento dello stato di invalidità e di handicap. Una volta ottenuto il PIN e entro e non oltre 30 giorni dall’invio della certificazione da parte del medico, dovete collegarvi nuovamente al sito dell’INPS per compilare la domanda vera e propria. Inserite tutti i dati richiesti, incluso il numero del certificato telematico riportato sulla ricevuta che vi ha consegnato il medico (facendo attenzione a non sbagliare perché ciò consente l’abbinamento dei due documenti), quindi inviate telematicamente la domanda. A questo punto il sistema vi rilascia una ricevuta che può essere stampata.
La domanda può, eventualmente, essere presentata tramite il Patronato o le associazioni di categoria dei disabili abilitate. Nella domanda avete la facoltà di indicare i giorni in cui, dovendo effettuare terapie (ad esempio la chemioterapia), non potete essere sottoposti a visita.
Se oltre a richiedere il riconoscimento dell’invalidità civile10, volete usufruire anche dei benefici previsti dalla legge sull’handicap, è bene che nella domanda specifichiate la volontà di essere sottoposti a visita medico-legale per l’accertamento dell’esistenza dei requisiti previsti dalle due leggi per evitare di essere sottoposti a due visite medicolegali, nonostante la legge preveda la semplificazione e unificazione delle procedure di accertamento dello stato di invalidità e di handicap. Nella domanda potete anche richiedere il contestuale accertamento dello stato di disabilità ai fini del collocamento obbligatorio.

Pensione di inabilità e assegno di invalidità civile

Lo Stato assiste i malati oncologici che si trovino in determinate condizioni economiche e di gravità della malattia per mezzo del riconoscimento dell’invalidità civile a prescindere da qualunque requisito assicurativo o contributivo. Secondo le tabelle ministeriali di valutazione19, tre sono le percentuali di invalidità civile per patologia oncologica:
11%: prognosi favorevole e modesta compromissione funzionale;
70%: prognosi favorevole, ma grave compromissione funzionale;
100%: prognosi infausta o probabilmente sfavorevole, nonostante l’asportazione del tumore.
Domanda La domanda per il riconoscimento della pensione di inabilità e dell’assegno di invalidità civile deve essere presentata direttamente all’INPS pervia telematica secondo le modalità indicate.
Decorrenza: La pensione di inabilità o l’assegno di invalidità spettano dal mese successivo alla presentazione della domanda all’INPS, salvo diversa indicazione da parte della Commissione Medica. All’atto del primo pagamento l’INPS (ente pagatore) verserà, in un’unica soluzione, tutte le mensilità arretrate e i relativi interessi, mentre gli assegni successivi saranno corrisposti mensilmente.
Benefici: Il riconoscimento dello stato di invalidità da parte della Commissione medica della ASL o di verifica dell’INPS dà diritto a benefici sociali e/o economici, che dipendono dal grado di invalidità riconosciuto e dal reddito.
Se avete un’età compresa tra 18 e 65 anni e ottenete il riconoscimento di un’invalidità civile del 100%, avrete
diritto:
alla pensione di inabilità, erogata per 13 mensilità. Per l’anno 2010, essa è pari a 256,67 euro mensili (13 mensilità) con limite di reddito annuo personale non superiore a 1 5.154,24 euro; e
all’esenzione dal ticket per farmaci e prestazioni sanitarie. Se siete in età lavorativa (18-65 anni) e avete ottenuto il riconoscimento di un’invalidità civile pari o superiore al 74%, e a condizione che vi iscriviate alle liste speciali del collocamento obbligatorio, avrete diritto:
all’assegno di invalidità, erogato per 13 mensilità. Per l’anno 2010 esso è pari a 256,67 euro qualora il vostro reddito annuo personale non sia superiore a 4.408,95 euro.
Dal 3 settembre 1 99820 il pagamento della pensione di inabilità e dell’assegno di invalidità è di competenza dell’INPS, che ha la gestione di un apposito fondo. Su vostra indicazione, tale pagamento potrà avvenire mediante: accredito sul vostro conto corrente bancario/postale assegno circolare inviato a domicilio, in contanti presso sportelli bancari o uffici postali.
Al riconoscimento dello stato di handicap (grave o non) conseguono alcuni benefici fiscali ma è in ambito lavorativo che si esplica la tutela disciplinata dalla L. 104/1992. I malati che lavorano e, in diversa misura, i lavoratori familiari di malati oncologici in stato di handicap grave hanno diritto ad usufruire di permessi, congedi retribuiti e non, scelta della sede di lavoro, part-time ed altri benefici per contemperare i tempi di cura con i tempi di lavoro.

Indennità di accompagnamento

Se a causa della malattia avete anche problemi di deambulazione o non siete più autonomi nello svolgimento delle normali attività della vita quotidiana (alimentazione, igiene personale, vestizione), potrete richiedere anche il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento.
La giurisprudenza più recente della Corte di Cassazione22 ha affermato che detta indennità può essere concessa anche ai malati in fase terminale.
La Corte Suprema ha chiarito che il fondamento delle norme che prevedono l’indennità di accompagnamento si riscontra anche nell’ “esigenza di incentivare l’assistenza domiciliare dell’invalido, evitandone il ricovero in ospedale e, nel contempo, sollevando lo Stato da un onere ben più gravoso di quello derivante dalla corresponsione dell’indennità”; inoltre, ha ribadito che “l’intervento assistenziale che si realizza con la concessione dell’indennità di accompagnamento è rivolto principalmente a sostenere il nucleo familiare onde incoraggiarlo a farsi carico dei suddetti soggetti, evitando così il ricovero in istituti di cura e assistenza con conseguente diminuzione della relativa spesa sociale”.
Domanda La domanda di riconoscimento dell’indennità di accompagnamento deve essere presentata direttamente all’INPS pervia telematica secondo le modalità indicate.
Si fa presente che il certificato medico digitale deve riportare una delle seguenti indicazioni: “la persona è impossibilitata a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore” oppure “la persona non è in grado di compiere gli atti quotidiani della vita senza assistenza continua”.

Decorrenza: L’assegno per l’accompagnamento spetta dal mese successivo alla presentazione della domanda alla ASL. All’atto del primo pagamento l’INPS (ente pagatore) vi verserà, in un’unica soluzione, tutte le mensilità arretrate e i relativi interessi, mentre gli assegni successivi saranno corrisposti mensilmente.
Importo L’indennità di accompagnamento – pari a 480,47 euro mensili per l’anno 2010 – è erogata per 12 mensilità. L’importo, aggiornato annualmente dal Ministero dell’Interno, non è vincolato da limiti di reddito e non è reversibile. L’erogazione, però, è sospesa in caso di ricovero in un istituto con pagamento della retta a carico di un ente pubblico. In caso di ricovero in una struttura a titolo gratuito dovrete darne tempestiva comunicazione all’INPS. In ogni caso, entro il 31 marzo di ogni anno, sarete tenuti a dichiarare, sotto la vostra responsabilità, di non essere ricoverati in un istituto a titolo gratuito. La dichiarazione dovrà essere presentata su modulo prestampato che vi sarà inviato a casa e che dovrete compilare e spedire all’ente indicato (INPS, Comune o ASL di residenza). La dichiarazione di una persona temporaneamente impedita può essere resa dal coniuge o da un familiare entro il terzo grado.

Indennità di frequenza

I minori affetti da patologie tumorali, che siano iscritti o frequentino scuole di ogni ordine e grado (compresi gli asili nido), centri terapeutici, di riabilitazione, di formazione o di addestramento professionale, possono richiedere il riconoscimento dell’indennità di frequenza. Si segnala che l’indennità di frequenza non è compatibile con l’indennità di accompagnamento o con qualunque forma di ricovero. In pratica possono richiedere il riconoscimento dell’indennità di frequenza i minori le cui condizioni siano meno gravi di quelle che danno diritto all’indennità di accompagnamento.

Domanda La domanda di riconoscimento dell’indennità di frequenza deve essere presentata direttamente all’INPS pervia telematica secondo le modalità indicate a pag. 17. La documentazione amministrativa che attesti l’iscrizione o la frequenza del minore a trattamenti terapeutici o riabilitativi, a corsi scolastici o a centri di formazione o addestramento professionale deve essere inviata ogni anno alla sede INPS di competenza.

L’indennità di frequenza cessa di essere erogata al compimento del diciottesimo anno di età; pertanto dovrete presentare una nuova domanda alla ASL per ottenere il riconoscimento dell’assegno di invalidità o della pensione di inabilità, poiché la normativa non prevede alcun automatismo, pur persistendo i requisiti sanitari invalidanti. Decorrenza: Se il minore ha già ottenuto il riconoscimento dei requisiti sanitari da parte della ASL, il diritto a percepire l’assegno decorre dal mese successivo a quello di inizio del trattamento terapeutico o riabilitativo, ovvero del corso scolastico o di formazione o di addestramento professionale. Se, invece, i requisiti sanitari devono ancora essere riconosciuti, l’assegno è dovuto a partire dal mese successivo alla data di presentazione della domanda. Al momento del primo pagamento saranno corrisposte in un’unica soluzione tutte le mensilità arretrate e i relativi interessi, mentre gli assegni successivi saranno erogati su base mensile per tutta la durata del trattamento o della frequenza del corso.
Importo: L’indennità di frequenza, erogata per la durata delle cure o la frequenza del corso fino ad un massimo di 12 mesi, per l’anno 2010 è pari a 256,67 euro mensili per un
reddito annuo personale non superiore a 4.408,95 euro.

Il lavoro

In ambito lavorativo alcuni benefici conseguono all’accertamento di una certa percentuale di invalidità, mentre altri sono legati all’accertamento dello stato di “handicap in situazione di gravità”, ed altri ancora discendono dalla sussistenza dei requisiti previsti dalla L. 68/1999. Per tale motivo, e per evitare di dovervi sottoporre più volte alla visita medico-legale, è consigliabile presentare alla ASL la domanda sia per il riconoscimento dello stato di invalidità sia per quello di handicap cosiddetto “grave”, come previsto dalla L. 104/1992, sia per l’accertamento della disabilità ai sensi della L. 68/1999.
Collocamento obbligatorio per persone disabili
Se non avete ancora un lavoro, l’accertamento dell’invalidità effettuato dalla Commissione Medica della ASL ai sensi della L. 68/1999 è utile ai fini di una futura assunzione. Le imprese e gli enti pubblici, infatti, hanno l’obbligo di assumere gli individui che hanno un’invalidità dal 46% al 100% e che sono iscritti nelle liste speciali del collocamento obbligatorio, in numero proporzionale alle dimensioni della singola impresa o ente.

Scelta della sede di lavoro e trasferimento

Se vi è stata riconosciuta un’invalidità superiore al 67%, (nel caso di assunzione per concorso in un ente pubblico) avrete diritto alla priorità nella scelta della sede più vicina al vostro domicilio tra quelle disponibili e alla precedenza nella scelta della sede nel caso chiediate il trasferimento. Se, invece, vi è stato riconosciuto lo stato di handicap in situazione di gravità, anche se non siete dipendenti pubblici, avrete diritto ad ottenere, se possibile, il trasferimento alla sede di lavoro più vicina al vostro domicilio e non potrete essere trasferiti senza il vostro consenso. In quest’ultimo caso anche il familiare che vi assiste godrà degli stessi diritti, ossia potrà scegliere la sede di lavoro più vicina al vostro domicilio, compatibilmente con le esigenze del datore di lavoro, e non potrà essere trasferito contro la sua volontà.

Permessi lavorativi

La L. 104/1992 stabilisce che, ottenuto il riconoscimento dello stato di handicap in situazione di gravità, sia il lavoratore con disabilità sia il familiare che lo assiste possono usufruire di permessi retribuiti con i seguenti limiti:
• per il lavoratore con disabilità: a scelta 2 ore giornaliere o 3 giorni mensili;
• per il familiare: 3 giorni mensili a condizione che la persona da assistere non sia ricoverata a tempo pieno.
Nel caso di impiego part-time i permessi sono ridotti in proporzione al lavoro prestato. I permessi non utilizzati nel mese di competenza non possono essere fruiti nei mesi successivi.
Inoltre, il lavoratore ha diritto ad un permesso retribuito di 3 giorni lavorativi all’anno per decesso o documentata grave infermità del coniuge, di un parente entro il secondo grado o del convivente a condizione che la stabile convivenza con il lavoratore sia adeguatamente documentata. Domanda Per ottenere i diversi tipi di permesso è sufficiente farne richiesta al datore di lavoro e/o all’ente di previdenza cui si versano i contributi.

Congedi lavorativi

• Congedo retribuito di 30 giorni all’anno per cure Congedo straordinario biennale retribuito Congedo biennale non retribuito
Congedo retribuito di 30 giorni all’anno per cure
Se vi è stata riconosciuta un’invalidità superiore al 50%, avete diritto a 30 giorni all’anno (anche non continuativi) di congedo (retribuito dal datore di lavoro) per cure mediche connesse con il vostro stato di invalidità31’32. I giorni di congedo straordinario per cure si sommano ai giorni di malattia previsti dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) applicato alla vostra categoria e, pertanto, non vanno computati ai fini del periodo di comporto.
Congedo straordinario biennale retribuito Il lavoratore-genitore, anche adottivo, di un portatore di handicap in situazione di gravità ha diritto a un periodo di congedo straordinario retribuito, continuativo o frazionato, fino a un massimo di 2 anni33. In caso di decesso o di impossibilità di entrambi i genitori, analogo diritto è riconosciuto al fratello o alla sorella conviventi con il portatore di handicap grave. La Corte Costituzionale, inoltre, ha stabilito che il diritto al congedo straordinario spetta anche al coniuge convivente prioritariamente rispetto agli altri familiari.

Congedo biennale non retribuito Il lavoratore dipendente (pubblico o privato) ha diritto a un periodo di congedo non retribuito, continuativo o frazionato, per gravi e documentati motivi familiari fino a un massimo di 2 anni. Durante tale periodo conserva il posto di lavoro, ma non può svolgere alcuna attività lavorativa. Domanda Per ottenere i diversi tipi di congedo è sufficiente farne richiesta al datore di lavoro e/o all’ente di previdenza cui si versano i contributi.
Giorni di assenza per terapie salvavita
Per quanto riguarda specificamente la tutela dei malati di cancro, attualmente alcuni CCNL nel settore del pubblico impiego, prevedono che, per patologie gravi che richiedano terapie salvavita come la chemioterapia, i giorni di ricovero ospedaliero o di trattamento in day hospital e i giorni di assenza per sottoporsi alle cure siano esclusi dal computo dei giorni di assenza per malattia normalmente previsti e siano retribuiti interamente. Ciò non solo prolunga indirettamente il periodo di comport , evitando in taluni casi il licenziamento, ma garantisce al lavoratore il mantenimento dello stipendio che, altrimenti, dopo un certo periodo di assenza per malattia, sarebbe ridotto o azzerato.
Domanda Per fruire dei giorni di assenza per terapie salvavita è necessario specificare il motivo dell’assenza che il datore di lavoro potrà chiedere di documentare con idonea certificazione medica.

Lavoro notturno

Il lavoratore che abbia a proprio carico una persona disabile in stato di handicap grave ha diritto a non svolgere un lavoro notturno38.
Rapporto di lavoro a tempo parziale
Su proposta di AlMaC, nella riforma del mercato del lavoro (la cosiddetta Legge Biagi) è stata introdotta una norma che tutela specificamente i lavoratori malati di cancro nell’ambito dei rapporti di lavoro privato, estesa successivamente anche ai lavoratori del settore pubblico. L’art. 12 bis del D. Igs. n. 61/2000 riconosce al lavoratore malato di tumore che sia in grado di lavorare, ma che preferisca ridurre l’orario di lavoro senza rinunciare definitivamente all’impiego, il diritto di chiedere e ottenere dal datore di lavoro la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale fino a quando il miglioramento delle condizioni di salute non gli consentirà di riprendere il normale orario di lavoro. Pertanto, se siete lavoratori dipendenti a tempo pieno e avete una ridotta capacità lavorativa anche a causa degli effetti invalidanti di terapie salvavita, ottenuto l’accertamento delle vostre condizioni di salute da parte dalla Commissione Medica della ASL, potrete richiedere la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale, con riduzione proporzionale dello stipendio, conservando il diritto al posto di lavoro e a ritornare a orario e stipendio pieni nel momento in cui vi sentirete in condizione di lavorare di nuovo per l’intera giornata.
I commi 2 e 3 del predetto art. 12bis del D. Igs. n. 61/2000 attribuiscono, inoltre, ai familiari del malato di tumore un titolo preferenziale rispetto agli altri lavoratori nel mutamento dell’orario di lavoro da tempo pieno a tempo parziale per consentire loro di prendersi cura del congiunto.

Prestazioni previdenziali
Il sistema previdenziale è finanziato dai contributi obbligatori prelevati dalle retribuzioni.
Se assicurati presso l’INPS, i malati di cancro, a seconda del tipo di infermità invalidante riconosciuta, hanno diritto alle seguenti prestazioni ai sensi della legge 222/84 o di altre norme: assegno ordinario di invalidità; pensione di inabilità;
• assegno mensile per l’assistenza personale e continuativa ai pensionati per inabilità.
Di seguito si indicano i requisiti e l’iter procedurale previsti dall’INPS per i propri assicurati, che potrebbero essere parzialmente diversi da quelli applicati da altri enti assicurativi o casse di previdenza. Pertanto, qualora siate iscritti a gestioni previdenziali diverse dall’INPS, sarà opportuno che vi informiate presso l’ente o cassa di previdenza.

Sistema previdenziale: le prestazioni, per invalidità o a sostegno del reddito, e i servizi erogati esclusevamente in favore dei cittadini lavoratori (dipendenti, autonomi e para- subordinati), e pertanto iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria, che si vengano a trovare in stato di bisogno a causa di malattia.
Assegno ordinario di invalidità
Il lavoratore dipendente, autonomo o parasubordinato, ha diritto all’assegno ordinario di invalidità, purché in possesso dei seguenti requisiti:
sia affetto da infermità fisica o mentale tale da ridurre permanentemente la capacità lavorativa, in occupazioni confacenti alle sue attitudini41, a meno di un terzo; sia iscritto all’INPS da almeno 5 anni; abbia un’anzianità contributiva di almeno 5 anni, anche non continuativi (260 contributi settimanali), di cui almeno 3 anni (156 settimane) versati nel quinquennio precedente la domanda di assegno ordinario di invalidità.
Il diritto all’assegno ordinario di invalidità è riconosciuto anche se l’invalidità è preesistente al rapporto assicurativo, purché successivamente le condizioni di salute siano peggiorate o siano insorte nuove infermità.
L’assegno ordinario d’invalidità:
non è reversibile ai superstiti;
al raggiungimento dell’età pensionabile e in presenza dei requisiti di assicurazione e contribuzione, si trasforma in pensione di vecchiaia;
• è compatibile con l’attività di lavoro dipendente o autonomo.
Domanda La domanda di assegno ordinario di invalidità va presentata presso una sede dell’INPS sull’apposito modulo, allegando i seguenti documenti:
i certificati anagrafici e dichiarazioni sostitutive richiesti;
certificato medico attestante l’infermità fisica o mentale che ha ridotto la capacità di lavoro.
Decorrenza: L’assegno ordinario d’invalidità spetta dal mese successivo alla data di presentazione della domanda. All’atto del primo pagamento l’ente pagatore verserà, in un’unica soluzione, tutte le mensilità arretrate e i relativi interessi, mentre gli assegni successivi saranno corrisposti mensilmente per 13 mensilità. L’assegno ha validità triennaie e, su domanda del beneficiario, può essere confermato per tre volte consecutive, dopodiché diventa definitivo. Su vostra indicazione, tale pagamento potrà avvenire mediante:
– accredito sul vostro conto corrente bancario/postale;
– assegno circolare inviato a domicilio;
– in contanti presso sportelli bancari o uffici postali. Ricorso: Se la domanda di assegno ordinario di invalidità è stata respinta, potrete presentare ricorso al Comitato Provinciale delI’INPS, entro 90 giorni dalla data di ricevimento della lettera di notifica del provvedimento.
Il Comitato Provinciale dell’INPS ha 90 giorni di tempo per pronunciarsi. Se emetterà parere sfavorevole, oppure se non si sarà ancora espresso trascorsi 90 giorni dalla presentazione del ricorso, potrete ricorrere alla sezione lavoro e previdenza del Tribunale del luogo di residenza, facendovi assistere da un legale di fiducia.
Il ricorso al Giudice dovrà essere fatto entro e non oltre il termine decadenziale di 3 anni43 dalla comunicazione del diniego o dalla data di scadenza del termine (90 giorni) entro cui il Comitato Provinciale dell’INPS avrebbe dovuto emettere una decisione.

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