Padova shock, il padre lo sgrida perchè usa troppo il cellulare e lui si suicida: 15enne si impicca ad un albero

Davvero incredibile quanto accaduto a Trebaseleghe, una cittadina in provincia di Padova, in Veneto, dove un ragazzo di soli 15 anni pare non abbia retto all’ennesimo discussione con i genitori e nello specifico con il padre ed è finito per togliersi la vita, impiccandosi. La vittima si chiamava Daniele Sottana, un 15enne veneto che si è suicidato lo scorso 10 marzo dopo l’ennesima lite con i genitori. “Usava troppo il cellulare. Gli ho detto che doveva darsi un limite e, piuttosto, dedicarsi di più allo studio”, ha raccontato il padre di Daniele Sottana, dopo aver trovato il figlio impiccato.Una sgridata come le altre, dovute al fatto che Daniele fosse troppo attaccato al suo cellulare, cosa che il padre non accettava con gran piacere, ma purtroppo Daniele dopo l’ennesima discussione, sembra sia uscito di casa di corsa ed ha compiuto il tragico gesto.

Il dramma, pare si sia consumato in un paio d’ore, ovvero un tempo beve ma sufficiente per far precipitare nel buio un’intera famiglia ed anche un intero paese, visto che il ragazzino era abbastanza conosciuto e tante le persone rimaste davvero senza parole per quanto accaduto; come abbiamo anticipato, il giovane 15enne era abbastanza conosciuto perchè portiere nei giovanissimi dell’Ambrosiana, e proprio per rispetto di quanto accaduto nella giornata di ieri il campionato si è fermato.

“Venerdì sono tornato a casa dal lavoro alle sette di sera.Io e Daniele abbiamo litigato, e lui è uscito di casa. Quando non lo abbiamo visto rientrare, ci siamo preoccupati e siamo andati a cercarlo. Verso le nove mia moglie lo ha trovato: era appeso a un albero in un campo che costeggia la linea ferroviaria”, è questo quanto raccontato dal padre di Daniele. A trovare il corpo del figlio senza vita è stata la madre, soltanto qualche ora più tardi.

Sotto shock anche gli insegnanti ed i compagni di classe di Daniele, che frequentava la prima dell’indirizzo dell’Itis Meccatronica del Newton di Camposampiero. Intervenuta sulla terribile vicenda, anche la dirigente scolastica dell’istituto Mariella Pace, la quale ha dichiarato: “I docenti non sanno darsi pace.Daniele era un ragazzo tranquillo, andava bene a scuola. Giovedì, al ritorno in pullman verso casa, scherzava e rideva con i suoi compagni. I ragazzi non riescono né a comprendere né a credere al suo tragico gesto. Daniele non aveva mai nessun screzio con i professori o con qualche compagno”. La dirigente ha anche aggiunto di fronte a fatti come questi si è davvero tutti imponenti e sbigottiti, e per questo motivo come scuola hanno deciso di iniziare un percorso con i compagni di classe di Daniele per aiutarli a superare questo momento. “Vogliamo fare le nostre più sentite condoglianze alla famiglia e a tutta la comunità di Trebaseleghe per una disgrazia così inspiegabile”, ha concluso la dirigente.

Sono già state fissate le esequie di Daniele Sottana, lo studente quindicenne del Newton di Camposampiero che si è tolto la vita venerdì: saranno celebrate mercoledì, alle 15.30, nella chiesa della Natività della Beata Vergine Maria di Trebaseleghe. Domani sera alle 19.45 sarà recitato il rosario in suffragio. L’autorità giudiziaria non ha ritenuto necessario alcun approfondimento d’indagine e quindi ha rilasciato subito il nulla osta alla sepoltura del ragazzo. Evidentemente è stato considerato l’atroce dolore della famiglia e la necessità di far calare al più presto il silenzio su questa tragedia. Il quindicenne, che era iscritto al corso di Meccatronica all’istituto tecnico Newton di Camposampiero, si è tolto la vita venerdì sera dopo un rimprovero della mamma . Lui aveva in testa il calcio, giocava da portiere con i Giovanissimi dell’Ambrosiana. Ma si stava avvicinando la fine dell’anno scolastico: bisognava privilegiare lo studio. Una tragedia grande, sottolineata ieri dal parroco di Trebaseleghe, don Rolando Nigris, nella celebrazione di tutte le messe festive. Nell’omelia il sacerdote ha legato le sue considerazioni sul Vangelo del giorno, che richiamava la trasfigurazione di Gesù sul monte Tabor davanti agli apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni, e l’invito di Dio Padre ad ascoltare l’amato Figlio: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».
E sull’amore e sull’ascolto si è dipanato il ragionamento di don Nigris. «Capita a tutti noi di non riuscire a scorgere i segni dell’amore di Dio perché magari a volte il male ci acceca e ci fa vedere con gli occhi del cuore« ha detto il sacerdote «noi siamo tanto piccoli di fronte a questo mistero grande dell’amore di Dio. Pensiamo alla notizia della morte del nostro giovane amico Daniele e ad altre situazioni. Allora magari facciamo come Pietro e i suoi compagni che, sul monte Tabor, cercano in qualche modo di appropriarsi di questo Dio e di fare i protagonisti assoluti. Ma così non funziona. Il Padre suggerisce l’ascolto e l’atteggiamento dell’umiltà, della disponibilità, dell’apertura del cuore», ha spiegato don Rolando, «l’ascolto è quella virtù, quell’atteggiamento tipico di chi non ha pretese e si mette in secondo piano. Attendo che tu mi dica. Che bello se in famiglia qualche volta di più si tenesse questo atteggiamento dell’ascolto». Alla fine della messa don Rolando Nigris ha affermato: «In questo momento la nostra comunità sta pensando anche a Daniele, ci stingiamo con la preghiera alla famiglia. L’unica cosa è metterci davanti al Signore, che ci dà un po’ speranza per andare avanti. Insieme si può risollevarci».
Sulle cause che avrebbero indotto Daniele a farla finita il parroco commenta: «Chi non ha un diverbio con i genitori?” Lo stesso commento di molti cittadini di Trebaseleghe. «Non è possibile che sia stato solo per una sgridata per il poco studio, dev’esserci dietro qualcos’altro», dice una donna «Il conflitto con un genitore? Una fragilità interna del ragazzo?” La morte dello studente di Bordugo ha suscitato clamore in paese, ma anche tanto dolore.

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