Padova shock, sposa bambina a 9 anni violentata da un 35enne

Nella giornata di ieri è arrivata la notizia di un caso che ha particolarmente scosso l’opinione pubblica. La notizia in questione avrebbe come protagonista una sposa bambina molestata e abusata sessualmente dall’uomo che in teoria dovrebbe essere il marito. La bambina avrebbe soltanto 9 anni e sarebbe di religione musulmana, ma residente con la propria famiglia nel padovano da parecchio tempo. L’altro protagonista è un uomo di 35 anni sempre di Fede musulmana, il quale sarebbe stato fermato e arrestato dai carabinieri. Purtroppo questa È una tradizione della religione islamica.

Dove il futuro di una bambina, che frequenta ancora le scuole elementari, è deciso a tavolino dalla sua famiglia in accordo con la famiglia di quello che sarà il futuro marito. Questo sarebbe accaduto anche alla bambina di 9 anni residente a Padova, la quale sarebbe stata data in sposa ad un uomo molto più grande di lei che senza aspettare che la piccola raggiungesse la maggiore età avrebbe approfittato di lei. L’uomo avrebbe molestato e violentato la bambina tanto che un giorno sarebbe stata portata addirittura al pronto soccorso con una emorragia.

Una volta visitata, i medici pare abbiano capito subito di che cosa si trattava perché presentava delle lesioni inequivocabili e così è stato aperto un fascicolo in Questura Perché il nostro codice penale italiano parla chiaro e questa è una violenza su minore. Al momento resta da capire se oltre all’uomo che è stato arrestato, potrebbero esserci le conseguenze anche per i familiari della bambina e quello che ci si chiede è se loro fossero al corrente di queste molestie o meno. Ovviamente i Carabinieri si sono immediatamente attivati per poter far luce sulla vicenda, cercando di ricostruire quanto accaduto nei mesi precedenti e dunque non solo gli abusi di quello che sarà il suo futuro marito, ma anche il percorso che ha portato a ciò.

Insomma Dovranno essere delineate le responsabilità. La vicenda è stata ripresa da molti quotidiani nel corso della giornata di ieri e pare che molte fonti l’abbiano smentita citando i carabinieri del comando provinciale. Nello specifico sembra che i carabinieri di Padova abbiano smentito di essersi occupati di un caso del genere dichiarando che anche se se ne fosse occupato un’altra forza di polizia sicuramente, loro ne avrebbero avuto notizia.

Nonostante i carabinieri abbiano smentito, nel pomeriggio di ieri pare sia arrivata anche la smentita da parte della Procura ma molti quotidiani hanno continuato a diffondere la notizia della bambina concessa sposa ad un 35enne di Fede islamica, la quale avrebbe subito violenze sessuali in seguito ad un vero e proprio matrimonio combinato e che era stata proprio la stessa raccontare ai medici dell’ospedale di avere subito delle violenze. Secondo questi quotidiani. le lesioni degli organi genitali della bambina sarebbero state certificate dai medici dell’ospedale. Qual è il dunque la verità?

Matrimonio Infantile in Yemen

Ho solo frequentato le scuole elementari. Non mi piaceva la scuola e ho mollato; così mia madre mi ha detto di stare in cucina. Mio zio mi ha chiesto se volevo sposare quest’uomo e ho detto di sì, ma non sapevo cosa fosse il matrimonio. Ho incontrato mio marito per la prima volta la notte di nozze.

Il matrimonio è visto in tutto il mondo come un momento di festa ed è considerato come una pietra miliare della vita adulta. In alcuni casi purtroppo, come nel caso di Su’ad, bambina yemenita data in sposa all’età di 14 anni, non vi è alcun motivo per festeggiare.
Il matrimonio infantile è una pratica largamente diffusa in tutto il mondo. Secondo un’indagine condotta dal Centro Internazionale di Ricerca sulla Donna, si stima che vi siano 51 milioni di ragazze sposate tra i 15 e i 19 anni; ma il numero totale di spose bambine è sicuramente superiore, poiché questa statistica non considera le ragazze di età inferiore ai 15 anni. La maggior parte di esse vive in Africa Sub-Sahariana ed in Asia del Sud, spesso in luoghi caratterizzati da una povertà persistente e bassi livelli di sviluppo economico, in Stati nei quali la popolazione vive con meno di 2 dollari al giorno ed il PIL raggiunge un livello estremamente basso. Questa pratica può assumere forme diverse a seconda del paese dove viene attuata e avere varie cause; in ognuno di questi casi rappresenta comunque una grave violazione dei diritti dell’uomo.
Uno dei fattori base che caratterizza la pratica di matrimonio, nonché la vita quotidiana di ogni essere umano è “la scelta”. Fin dal tempo dei romani il diritto ad esercitare una scelta era riconosciuto come principio di legge; in seguito fu stabilito come fondamento dei diritti umani internazionali. Nonostante ciò molte ragazze si sposano senza poter esercitare il loro diritto di scelta; esse sono costrette al matrimonio in età molto precoce, bambine semplicemente troppo piccole per prendere una decisione a riguardo o per essere a conoscenza delle conseguenze del matrimonio. Esso porta queste giovani ragazze a diventare grandi, a diventare donne, anche se all’età di 12 anni.
Il diritto alla completa e assoluta libertà di consenso al matrimonio è riconosciuto nella “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo” del 1948 ed in molti documenti ad essa successivi. Il matrimonio infantile ha infatti forti impatti fisici, intellettuali, psicologici ed emotivi. Esso predispone la ragazza a rapporti sessuali forzati ed aumenta la sua vulnerabilità. Le opportunità di istruzione vengono eliminate, poiché gli investimenti in essa vengono visti come uno spreco, e la possibilità di crescita personale diminuisce in modo esponenziale. Il matrimonio priva le bambine della loro infanzia portando in molti casi a gravidanze precoci e a situazione di servitù domestica e sessuale, sulle quali non si ha alcun controllo. Le conseguenze negative del matrimonio infantile non sono limitate all’infanzia delle ragazze, ma possono persistere anche durante la loro vita adulta.

Il matrimonio infantile è una pratica molto comune in Yemen, sia nelle zone rurali che in quelle urbane. Le ragazze spesso si sposano all’età di 12-13 anni, specialmente quando il marito è un vicino parente. In alcune zone rurali, come Hadramawt e Al-Hudayda, è possibile che esse vengano date in spose perfino all’età di 8 anni.
Nel 2005 il “Centro di Ricerca sulle Donne” ha stilato una classifica che indica le 20 zone nelle quali questa pratica è maggiormente diffusa. Lo Yemen si trova in quattordicesima posizione, con una percentuale di spose bambine del 48,4 %. Queste statistiche vengono fornite sulla base di indagini effettuate da ricercatori universitari e agenzie di sviluppo, vista la difficoltà ad ottenere dati ufficiali, causata dalla mancanza di registrazione delle nascita da parte della famiglia. 7 8
Fino a pochi anni fa il problema dei matrimoni infantili in Yemen non suscitava particolare interesse, ma nel 2008-2009 il caso della sposa bambina Nujood Ali destò scalpore a livello internazionale. Nujood aveva 9 anni quando il
padre la costrinse a sposarsi con il cugino, un uomo di 20 anni più anziano di lei.

Nonostante l’ansia ed il timore provati da Nujood, la famiglia era fermamente convinta che questa fosse l’unica soluzione per permettere alla bambina di vivere in condizioni di vita migliori, rispetto alla povertà che era costretta ad affrontare tutti i giorni nella casa paterna. Ovviamente non fu così.
Non volevo dormire con lui, ma mi obbligava. Mi picchiava e mi insultava.
Dopo avere sopportato due mesi di soprusi e violenze da parte del marito, Nujood riuscì a scappare e, con l’aiuto del giudice Shada Nasser, ora specializzato in casi di divorzio minorile, si presentò dinnanzi alla corte. La legge yemenita permette alle ragazze di sposarsi a qualsiasi età, ma non consente il rapporto sessuale fino ad un’età indefinita in cui il loro corpo viene considerato pronto. Accusando il marito di stupro, Nujood riuscì ad ottenere il divorzio. Egli però non dovette scontare alcuna pena, non venne accusato per le violenze commesse e la ragazza fu costretta a ripagarlo con 200 dollari.
Il caso di Nujood mise in luce i numerosi abusi che affliggono gran parte delle ragazze yemenite e ruppe il silenzio sulla questione. Molte altre bambine si presentarono in tribunale per chiedere il divorzio per ragioni simili. Inoltre organizzazioni non governative e media locali iniziarono a dare importanza a questi casi di violenza. Nonostante ciò, in Yemen non è ancora stata emanata una legge che indichi un’età minima per il matrimonio ed il caso delle spose bambine è ancora estremamente lontano da una possibile soluzione.

E particolarmente difficile trovare libri aggiornati sull’argomento, pertanto le mie fonti principali sono studi e ricerche realizzati da organizzazioni non governative presenti sul web. Il lavoro è suddiviso in quattro capitoli principali. Il primo capitolo presenta una visione generale della situazione in Yemen dal punto di vista storico e analizza la violazione dei diritti umani, in particolare su donne e bambini. Nel secondo capitolo vengono esposte le cause che portano alla pratica del matrimonio infantile. Vengono analizzate le conseguenze che può portare sulla vita di donne e bambini, mostrando esempi reali ed interviste effettuate da Human Rights Watch. Nel terzo capitolo vengono presentati i diversi trattati ratificati in Yemen, che hanno lo scopo di proteggere i diritti fondamentali dell’uomo e che riconoscono il matrimonio precoce come una violazione dei diritti umani. Nell’ultimo capitolo viene presentato il lavoro svolto con grande impegno da numerose organizzazioni internazionali e i risultati finora ottenuti.
Purtroppo la strada da percorrere per risolvere il problema è ancora molto
lunga.

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