Padova shock, Nelle orge in canonica c’era anche il prete di Belen

L’ultima è che avrebbe un figlio di 4 anni che vive lontano dalla parrocchia di San Lazzaro. Non bastano le orge in canonica, i video porno, la pratica di voyeur, la catalogazione dei film porno amatoriali coi nomi dei papi, la stanza dedicata al sadomaso, le indagini che lo accusano di sfruttamento della prostituzione e violenza. Don Andrea Contin, ormai detto “don orgia”, da un decennio parroco di San Lazzaro a Padova, si vantava anche di avere un figlio. E ne avrebbe voluto anche un altro dalla sua amante principale, la 49enne che lo ha denunciato lo scorso 6 dicembre e che ha fatto emergere il caso. Viaggi in giro per l’Europa, camere prenotate nelle mete degli scambisti: Grisignano (Vicenza) in Italia, Novigrad e Lovran in Croazia, Cap d’Agde in Francia, meta di nudisti e scambisti. Non solo: l’apice, l’inarrivabile, la fantascienza sembrerebbe essere giunta quando Don Contin, portando l’amante in una stalla, le avrebbe chiesto di avere un rapporto sessuale con un cavallo.

La 49enne, di fronte a questa insolita richiesta, si sarebbe rifiutata – ma in effetti non si sa, c’è di mezzo il pudore. Don Andrea viene comunque descritto dalle amanti coinvolte nella vicenda come un tipo coercitivo: usava violenza a carisma per convincere le amanti ad appagare i desideri sessuali. Com’è noto, lo scandalo si sta propagando anche alle vicine parrocchie, dopo che la stessa misteriosa 49enne ha dichiarato che anche altri sacerdoti partecipavano alle orge in canonica. Ed è emerso un primo nome: quello di don Roberto Cavazzana di Rovolon, sui Colli Euganei, interrogato dagli inquirenti in quanto persona informata sui fatti. Sarebbe stato lui uno dei protagonsiti dei filmini hard ripresi da don Con- tin in canonica – in particolare, in almeno un video si vedrebbe don Cavazzana impegnato in una performance erotica con la solita 49 enne.

Peraltro, il parroco di Rovolon era già noto alle cronache perché fu la guida spirituale nientemeno che di Belen prima del suo matrimonio con Stefano De Martino, nozze che poi non celebrò perché da lui stesso giudicate «troppo mediatiche»: «Sono un prete. Il matrimonio è un sacramento, non un carnevale mediatico. Sono a disagio», così diceva Cavazzana. A oggi è sparito, se ne sono perse le tracce. Così come è sparito don Contin, rifugiato probabilmente in un convento a Trento. Fino a ieri era “latitante” anche il vescovo della diocesi, monsignor Claudio Cipolla, un ex parroco del Modenese nominato da Bergoglio per sostituire il venticinquennato di monsignor Antonio Mattiaz- zo, dimessosi nel 2015.

Il vescovo ha diramato alle parrocchie un comunicato, annunciando di volere prendere provvedimenti: «Questi fatti gettano un’ombra tenebrosa soprattutto sulla nostra Chiesa: forse è per questo che mi vergogno e vorrei chiedere io stesso perdono per quelli che, nostri amici, hanno attentato alla credibilità del nostro predicare. In questo campo, anche se penalmente non ci fosse rilevanza, canonicamente, cioè secondo le regole che come Chiesa ci siamo dati, siamo in dovere di prendere provvedimenti disciplinari perché non possiamo accettare fraintendimenti». Annuncio che sembra però dettato dalle circostanze mediatiche. Sei mesi prima di sporgere denuncia alla polizia, la 49 enne aveva infatti contattato la Diocesi rendendo noti i fatti, senza alcuna considerazione o esito. Una diocesi, quella di Padova, in cui non sembrano mancare gli scandali. Per citarne alcuni: don Spoladore, predecessore di Contin, aveva un figlio; don Romano Frigo si è tolto la tonaca e si è sposato. E poi don Lucio Sinigaglia che rubava i soldi alla Caritas, don Gino Temporin (maestro di don Contin) accusato di pedofilia (poi giudicato innocente).
In ogni caso, le fonti della vicenda Contin rivelano che c’è da aspettarsi ancora molto. Le pagine della denuncia non sono state ancora tutte divulgate.

I video porno ci sono. La conferma arriva da uno dei preti coinvolti nelle orge di Don Andrea Contin, detto Don Orgia. È un prete dei vicini Colli Euganei a confessare a Roberto Piccione, pubblico ministero titolare delle indagini, di avere partecipato a vari festini hard. Ha 50 anni. Nelle otto pagine di denuncia presentate lo scorso 6 dicembre, la 49en- ne di San Lazzaro indica alcuni nomi, tra cui quello del parroco dei Colli Euganei. Questi avrebbe confermato lo scorso venerdì 13 gennaio parte della versione della 49enne.

A Don Andrea piaceva filmare le sue amanti mentre avevano rapporti sessuali con altri: insomma era quello che nella pratiche erotiche sadomaso si definisce un «cuckold». Pratica – serve ribadire – certamente non vietata dalla legge, se tutti sono consenzienti. Il punto è che Don Andrea è accusato dalla 49enne
anche di violenza privata, e da quello che si evince dalle deposizioni pare abbia manipolato le donne, fino a minacciarle se non si prestavano ai suoi giochi .Da qui la decisione della 49 enne di esporre denuncia, per porre fine a una relazione con poco amore. La donna, madre separata, innamorata del carismatico Don Orgia dichiara nelle pagine: «Facevo tutto quello che voleva. Mi ordinava con violenza ciò che dovevo fare e io lo facevo per paura di essere picchiata».
Nelle parole del parroco dei Colli Euganei non c’è invece alcuna prova di sfruttamento della prostituzione. E di fatto, nemmeno la 49enne ha visto scambio di denaro. Lo ha potuto supporre perché un giorno Don Andrea le avrebbe detto: «Sai che puoi guadagnare tanti soldi in questo modo?». Le donne coinvolte nella vicenda sarebbero nove. Il parroco dei Colli Euganei è stato sentito come persona informata sui fatti. L’unico indagato resta D on Andrea per favoreggiamento alla prostituzione e violenza. Ed è molto probabile che avesse delle altre entrate oltre allo stipendio da prete: faceva viaggi costosi (un weekend a Roma 2200 euro, Siena 1000 euro a vedere il Palio, Croazia e Cap D’Agde mete di scambisti), e il suo stipendio è di 3000 euro.

Don Andrea Contin, ormai soprannominato don orgia, faceva partecipare un gruppo di colleghi preti alle sue festine a base di sesso. Ogni giorno emergono nuovi particolari hot dalla canonica di San Lazzaro in provincia di Padova. Quest’ultimo proviene dalle otto pagine di denuncia firmate dalla sua ex amante, l’”ape regina” fra le amanti, la 49enne che ha vuotato il sacco alla polizia perché non voleva estendere ad altri quelle che erano attività sessuali che voleva condividere solo con Don Andrea. Di fronte a questo rifiuto, il don l’avrebbe minacciata con un coltello, manifestando la volontà di pubblicare su internet alcuni suoi video compromettenti.

Contin aveva il vizio delle orge, della pornografia e del sadomaso: realizzava video di queste “feste” con alcune sue amanti. E fin qui nulla di illegale; se tutti fossero consenzienti. Le accuse e le indagini nei confronti del parroco sono quasi tutte da parte della Guardia di Finanza, indirizzate a provare un eventuale giro di prostituzione e di soldi (e probabile porto abusivo di armi). Don Andrea potrebbe venire accusato di favoreggiamento alla prostituzione: vendeva a terzi le proprie amanti, probabilmente a degli altri preti. Ci sono due lenti per giudicare l’accaduto: quella etica e religiosa, che punisce don orgia anche solo per avere avuto delle relazioni. C’è la lente di giudizio penale. Quella di Contin è una storia di sesso, violenza costrizione: la 49 enne ha dichiarato che «veniva menata di brutto», manipolata, minacciata. A San Lazzaro, in provincia di Padova, «danno tutti più importanza alla questione etica», dice la cronista locale Cristina Genesin.

I preti coinvolti nelle orge, stando alla denuncia, avrebbero solo un molo di spalla e al momento non sono indagati perché non sono stati ancora identificati e non si ha prova dello scambio di denaro in cambio di prestazioni erotiche. Tuttavia, riporta il quotidiano II Mattino, la 49enne racconta che una volta don Contin le disse, riferendosi al sesso di gruppo: «Sai che puoi guadagnare tanti soldi in questo modo?». Inoltre il don faceva viaggi costosi, viveva nel lusso: aveva sicuramente altre entrate oltre allo stipendio da prete (circa 3000 euro).

Il pm Roberto Piccione che coordina le indagini ha disposto il controllo di una decina di dvd, chiavette usb e 5 cellulari messi a disposizione della 49enne. La volontà è quella di provare il giro di prostituzione, ma altre amanti (ima 48enne di Vicenza) ha denunciato uno scambio di whatsapp in cui il don sembrerebbe “violento”. Dal 16 gennaio don Andrea Contin ha cambiato avvocato difensore: il penalista Michele Godina ha rimesso il mandato nelle mani del cliente che ha provveduto alla nomina di un nuovo difensore, il penalista Gianni Morrone.
Quello che si cerca di verifica- re anche con le altre donne è il giro di prostituzione. Per quanto riguarda gli incontri, questi sarebbero avvenuti sia in città (e nei parcheggi), sia in appartamento. Di mattina, di pomeriggio, di sera e di notte. Alla luce e al buio.

Intanto Don Contin fino a lunedì 16 si sarebbe rifugiato in un convento della congregazione di Gesù Sacerdote, a Trento, retto dai padri Venturini. È questo il luogo specializzato nel recupero dei preti che hanno perso la retta via. Qui vengono mandati sacerdoti da tutta Italia per problemi legati alla sessualità. Ed è irraggiungibile da stampa e media.
È invece raggiungibile il padre di Don Contin, Paolo Contin, 72 anni e operaio Ameg, che intervistato dal Corriere del Veneto si è detto, naturalmente, «distrutto». Difende il figlio: «Sono convinto che avrà avuto un momento di debolezza. Che gli abbiano lavato il cervello, come facevano i nazisti». E non crede alle parole della 49enne, perché è stata l’unica a denunciare il figlio.

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