Palermo, acqua per rifornire le navi da crociera ma i palermitani rimangono a secco

Una vera disavventura e disagio per tantissimi palermitani che nella giornata di ieri sono rimasti completamente senza acqua, perché nelle giornate tra lunedì e martedì sono state versate 7400 tonnellate di acqua nei serbatoi delle navi da crociera ormeggiate nel porto. Tutto ciò pare abbia mandato in crisi il sistema di erogazione dell’acqua in città e nella giornata di ieri sono stati tanti i rubinetti a secco in alcune strade dei quartieri della Zisa e Borgo Vecchio e anche in alcune abitazioni di via Notarbartolo.

Presi d’assalto i centralini dell’ Amap, azienda che gestisce la fornitura idrica a Palermo e nello specifico a chiamare sono state tante famiglie, anziani e molte attività commerciali che sono rimaste per l’intera giornata senza acqua che usciva dai rubinetti a causa dei prelievi effettuati in questi giorni dalle navi di crociera.

Per cercare di calmare gli animi, l’Amap ha rassicurato che a partire dalle prossime ore la distribuzione dell’acqua sarà regolata ed ancora ha spiegato che la riduzione della distribuzione è legata al prelievo da parte di alcune navi in transito al porto di Palermo. “Per la carenza d’acqua negli invasi siciliani, la Regione ha abbassato sensibilmente la pressione di erogazione dell’acqua già da maggio. Questa riduzione ci espone a situazioni come quella che si è verificata lunedì e martedì con prelievi dalla rete anomali che fanno ulteriormente crollare la pressione, penalizzando gli utenti”, è questo quanto dichiarato dal Presidente dell’Amap Maria Prestigiacomo.

La stessa ha anche aggiunto che la presenza di diverse navi di crociera presso il porto di Palermo determina sicuramente un calo di pressione nella rete idrica cittadina, interessando gran parte soprattutto del centro storico, ma si tratta ad ogni modo di un fatto mai verificatosi in precedenza e determinato dal fatto che tutte le navi che incrociano in porti italiani svolgono delle operazioni nel porto di Palermo, visto che le altre regioni hanno dichiarato lo stato di calamità naturale per la siccità, vietando prelievi di questo tipo.

Protestano anche i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle, i quali parlano di un disservizio nell’erogazione dell’acqua pubblica a Palermo non dovuto soltanto alla siccità, ai danni dalla rete o operazioni di manutenzione, quanto alla decisione presa dall’agenzia azienda municipalizzata di vendere l’acqua a quelle navi da crociera che in altri posti non hanno potuto fare il rifornimento completo.”Ma è possibile che il rifornimento a due o tre navi da crociera possa mettere in crisi l’erogazione idrica ad interi quartieri e a decine di migliaia di cittadini? Sembra molto difficile, se non impossibile“, concludono i consiglieri, i quali hanno richiesto che l’Amap risarcisca la comunità, dal danno provocato attingendo a quanto ricavato dalla concessione di acqua pubblica alle navi di crociera.

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