Palermo centro vaccini: Genitori infuriati distruggono reparto, medici barricati

Corsa alle vaccinazioni per i bambini a Palermo prima dell’inizio dell’anno scolasti­co. Una frenesia che ha gene­rato tensioni in vari centri per le vaccinazioni della città.
In questi giorni gli ambula­tori dell’Azienda servizi alla persona sono presi d’assalto soprattutto la mattina, con fa­miglie che arrivavano all’alba per prendere il turno. Proteste anche per la chiusura dei cen­tri nella pausa pranzo.

Ieri mattina nel centro vaccinazio­ni «Guadagna» i sanitari hanno discusso con un gruppo di genitori che pretendeva di vac­cinare i figli oltre l’orario di apertura mattutina.
I medici si sono dovuti barri­care negli uffici per evitare di essere aggrediti da genitori inferociti poco prima delle 14, al termine del turno. Proprio la prospettiva di tornare nel pomeriggio avrebbe fatto infuria­re alcuni utenti che pretende­vano la somministrazione del vaccino ai propri figli oltre l’o­rario di chiusura. I sanitari so­no riusciti a riportare la calma solo dopo che è stato spiegato che è possibile effettuare l’iscrizione scolastica anche in presenza della prenotazione della vaccinazione: cosa che gli operatori hanno effettuato inserendo tutti gli utenti. Ma quello di ieri non è un episodio isolato. Una lite fra genitori è avvenuta per i turni ieri nel centro del quartiere Sette cannoli.

Insulti e minacce che hanno trasformato in un incubo la vaccinazione per tanti bambi­ni. La direzione aziendale dell’Asp nel «condannare con fermezza qualsiasi forma di violenza o di intimidazione» ha espresso «massima solidarietà e supporto agli operatori del Centro di vaccinazione del­la Guadagna ed a tutti gli infer­mieri e medici in questo mo­mento impegnati con grande professionalità a soddisfare le richieste di un’utenza che in massa si sta riversando negli ambulatori». «Abbiamo poten­ziato le strutture ed è stato già

previsto un ulteriore incre­mento di personale, ma – con­clude la direzione aziendale – siamo pronti a denunciare alle autorità competenti tutte le forme di prevaricazione».
Il Centro vaccinazioni della Guadagna ieri ha effettuato 43 vaccinazioni, mentre sono 10. 150 le vaccinazioni effettuate in questa settimana dai 61 Centri dell’Asp di Palermo. Si procede al ritmo 40mila al me­se con il personale che è stato aumentato di 20 unità.
«Il problema – fanno sapere dall’Asp – è che le famiglie arri­vano tutte di mattina presto, pensando di fare prima e inve­ce, dopo l’affollamento inizia­le, già a fine mattinata e ancor di più nel pomeriggio è possi­bile effettuare le vaccinazioni attendendo solo pochi minu­ti».

La vaccinazione è un atto di prevenzione con il quale è possibile combattere malattie infettive pericolose per le quali non esistono terapie specifiche o, se esistono, non sono totalmente efficaci e in grado di evitare pericolose complicanze.
I vaccini sono sicuri, soggetti a verifiche e controlli permanenti.
Le possibilità di reazioni avverse e di effetti collaterali sono remote, estremamente ridotte nel numero e per gravità. Per contro, la loro efficacia per prevenire ed eradicare malattie anche mortali risulta massima. Ed è questo il motivo per cui il Servizio Sanitario Nazionale si è impegnato a comprenderli nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) e ad offrirli gratuitamente a tutta la popolazione, nelle modalità e con le scadenze previste dal Piano Nazionale Vaccini.
Come ogni intervento di prevenzione, la vaccinazione agisce su individui sani, perché non si ammalino. I suoi migliori effetti sono silenti, perché abbattono, prima che si manifesti, un rischio altrimenti grave.
Tutto ciò non deve indurre nell’errore di pensare che la vaccinazione sia inutile o, peggio, dannosa. E’ un atto di responsabilità rispetto alla propria salute e a quella dei propri figli, che ciascuno può maturare a partire da informazioni corrette e trasparenti.
Una notizia che non leggeremo mai su alcun giornale, che non ascolteremo mai da nessuna tv, non sarà diffusa su alcun social network, è questa: “Un uomo si salva da una malattia perché si era sottoposto alla vaccinazione raccomandata”.
Eppure è questa la notizia di tutti i giorni!
E’ quella che riguarda milioni di persone che si vaccinano e non contraggono, o contraggono in forme attenuate, una serie di malattie a varia severità, a volte.
Non potrà essere mai riportata questa notizia poiché, la pratica delle vaccinazioni attiene alla sfera della Prevenzione e dunque del nonaccaduto.
Non far accadere la malattia è in termini molto semplici quello che quotidianamente fa chi segue le corrette pratiche di vaccinazione, da Medico, da Infermiere, da Cittadino.

C’è una ragione per continuare ad insistere sulla diffusione consapevole della pratica vaccinale? C’è una ragione per continuare a sostenere la ricerca, gli studi, la sorveglianza, sui vaccini?
Ce ne sono molte e in questo opuscolo cerchiamo di darne conto, illustrando le pratiche generali e quelle specifiche.
Tuttavia negli ultimi anni tra i cittadini e persino fra i Medici sono affiorati dubbi, se non aperte ostilità, nei confronti delle vaccinazioni, con motivazioni spesso non confutabili, poiché inerenti un mondo al di là di ogni conoscenza scientifica, un mondo di fantasia fatto di complotti contro la salute.
Per quanto riguarda i Medici è intervenuta direttamente la FNOMCeO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri) pubblicando nel luglio 2016 un proprio documento, nel quale, tra le altre raccomandazioni, si individuava come “infrazione deontologica” quella del medico che avesse ostacolato con dichiarazioni o comportamenti la diffusione e la promozione dei vaccini.
Il clamore recente sollevato dai media intorno al ripetersi di casi di meningite, ha portato da un lato ad una corsa al vaccino per il rischio, mai finora reale, di epidemia, dall’altro ad una nuova attenzione di tutti, a cominciare dalla grande stampa, al tema delle vaccinazioni.
Per questo la politica sanitaria pubblica nel varo dei nuovi LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) ha ampliato l’offerta vaccinale.
Se correttamente praticata, quell’offerta si tradurrà in un aumento complessivo di salute e benessere per la popolazione italiana tanto maggiore quanto più grande sarà la copertura che si riuscirà ad ottenere. I LEA sono l’insieme di quei servizi che i cittadini possono ottenere tramite il Servizio Sanitario Nazionale: sono cioè le prestazioni che tutte le Regioni devono fornire gratuitamente (o con ticket se dovuto) e uniformemente, perché indispensabili, essenziali, appunto.

La lista dei LEA non veniva aggiornata dai 2001; dai 2016 c’è un nuovo elenco di prestazioni che devono essere garantite a tutti i cittadini al quale il nuovo piano vaccini è collegato.
Il nuovo piano Vaccini (2017-2019) collegato ai LEA offre certamente una possibilità straordinaria di crescita della salute in Italia.
Ad affiancare le vaccinazioni già offerte viene aumentato il numero di queiie gratuite e tra queste anche queiio contro ii meningococco B in età pediatrica, che fino ad ora era a pagamento. Sarà gratuito anche ii richiamo per ii meningococco C a 12 anni. Viene aggiunto anche ii vaccino anti-HPV per i maschi (le femmine già lo fanno).
Viene infine aggiunto Tanti Pneumococco e Tanti Herpes Zoster.
Il lavoro di prevenzione vaccinale va pianificato, è silenzioso, costante nel tempo e rifugge dai clamori del momento.
E’ un lavoro di individuazione della popolazione a rischio, di attenzione alla propria e all’altrui salute, che richiede grande consapevolezza.
La sintesi è che, non solo i vaccini non sono un’opinione, ma sono un Liveiio Essenziaie di Assistenza in un paese economicamente e sociaimente avanzato, e dunque ii contributo da parte di tutti, operatori e cittadini, deve essere massimo proprio ora che la sensibilità della popolazione è aumentata.

Le vaccinazioni, insieme alia sanitarizzazione delie acque, sono considerate dall’organizzazione mondiale delia sanità, ie più importanti misure di prevenzione in sanità pubblica nei mondo.
I vaccini sono prodotti farmaceutici e come taii sono sottoposti a tutte ie procedure autorizzative obbiigatorie.
I vaccini sono costituiti da microorganismi o da ioro parti, privati deiia capacità infettante ma che mantengono ie ioro proprietà immunogene in grado di stimoiare ia risposta protettiva da parte dei nostro organismo.
Sono oitre venti ie maiattie infettive che possono essere prevenute con i vaccini.
Le attuaii generazioni non hanno conosciuto ie maiattie infettive dei passato che provocarono moiti decessi o disabiiità (basti pensare aiia difterite e aiia poiiomieiite).
I nostri anziani sono i migiiori testimoniai di questo passato non iontanissimo che potrebbe ritornare.
Le morti dovute ad infezioni che tendono a ricorrere attuaimente (meningite) scatenano taivoita reazioni smodate e irrazionaii riportandoci però neiia razionaiità deii’importanza deiia vaccinazione come atto preventivo.
La non obbligatorietà della vaccinazione non toglie ii concetto della sua utilità. La consapevolezza da parte dei cittadino alla vaccinazione rientra nei moderno processo di coinvolgimento consapevole in questa pratica di sanità pubblica reciproca che oltre a proteggere se stessi protegge anche chi vive intorno a noi.

Cosa sono i vaccini e come sono fatti?
I vaccini sono prodotti farmaceutici costituiti da piccole quantità di microrganismi che causano le malattie infettive che vengono privati con un opportuno trattamento della capacità infettante, ma non di quella immunogena (cioè della capacità di stimolare un’efficace risposta del nostro sistema di difese nei confronti di microbi e virus). Contengono agenti infettivi uccisi o attenuati, alcuni loro antigeni importanti o, infine, sostanze che alcuni microorganismi producono e che vengono adeguatamente trattate per perdere la tossicità (per esempio il tossoide tetanico che deriva dal trattamento della tossina tetanica).
• Vaccini vivi attenuati: sono prodotti a partire da agenti infettanti resi non patogeni generalmente con passaggi successivi in colture cellulari. Appartengono a questo gruppo i vaccini contro morbillo, rosolia, parotite, varicella, febbre gialla, tubercolosi (BCG), polio orale (Sabin).
• Vaccini inattivati: contengono virus o batteri uccisi con il calore o con sostanze chimiche. Appartengono a questo gruppo i vaccini contro l’epatite A e la polio iniettabile (Salk).
• Vaccini prodotti utilizzando molecole provenienti dall’agente infettivo: queste sostanze non sono in grado di provocare la malattia, perché sono solo una parte del microrganismo, ma capaci di attivare i meccanismi delle difese immunitarie dell’organismo. Appartengono a questo gruppo i vaccini contro tetano, difterite, epatite B (ottenuto con la tecnica del DNA ricombinante), influenza (sub unità), meningococco, pneumococco polisaccaridico, pneumococco coniugato.
Alcuni vaccini possono contenere sostanze adiuvanti per migliorare la risposta immunitaria. Le sostanze adiuvanti adoperate per aumentare la risposta immunitaria al vaccino sono composti chimici di varia natura (ad es. emulsioni di olio in acqua).
Una notevole mole di studi epidemiologici non ha confermato un’associazione tra vaccinazioni contenenti adiuvanti e conseguenze a carico dei sistema nervoso o immunitario.
Se usati rispettando ie indicazioni, anche i vaccini adiuvati risultano sicuri per la salute.
Cos’è la vaccinazione?
La vaccinazione è l’immunizzazione attiva contro le infezioni, ottenuta con ia somministrazione di un vaccino che provoca una risposta immunologia simile a quella prodotta dall’infezione naturale, senza causare la malattia e le sue complicanze.
Il principio sfruttato dalla vaccinazione è quello della memoria immunoiogica, cioè ia speciaie capacità dei nostro sistema immunitario di ricordare le sostanze estranee, tra cui i microbi e virus di diversa provenienza, che hanno attaccato ii nostro organismo e contro le quali vengono prodotti anticorpi specifici. La vaccinazione simula il primo contatto con l’agente infettivo per stimolare il sistema immunitario e aumentare la concentrazione di ceiiuie e anticorpi specifici in modo che se ii microorganismo viene effettivamente incontrato può essere neutralizzato.
La vaccinazione quindi è il modo più sicuro ed efficace per ottenere la protezione da alcune gravi malattie. In caso di epidemie o dell’insorgenza di casi di malattia nella comunità, i soggetti vaccinati avranno probabilità molto minori o nulle di contrarre l’infezione. Il vantaggio non è solo personale però.
Infatti, per le malattie infettive che si trasmettono da persona a persona, se la percentuale di soggetti vaccinati all’interno di una comunità o popolazione è sufficientemente elevata, la trasmissione dell’agente infettivo nella popolazione è ridotta, e anche i soggetti che per particolari condizioni di salute non possono ricevere il vaccino risultano protetti da quella che viene definita una immunità di gregge, cioè dalla bassa possibilità di diffusione della malattia, e quindi di contagio. Per alcune malattie, se vengono mantenute coperture vaccinali sufficientemente elevate nel tempo (cioè se tutti continuano a vaccinarsi anche se apparentemente ia maiattia sembra essere scomparsa), questo impedisce al microbo o virus di circolare, fino alla sua scomparsa permanente.

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