Palermo shock, centro vaccini: medici e infermieri minacciati da genitori con bastoni

Momenti di tensione al centro vaccinazioni, dove alcuni genitori hanno minacciato ed inveito contro gli infermieri pretendendo la somministrazione del vaccino ai propri figli. La direzione: “Potenziati strutture e personale, episodi di violenza da condannare”

Hanno lanciato un bastone di legno contro gli operatori, dopo, se la sono presa con finestre e porta d’accesso all’ambulatorio dove fortunatamente per loro erano scappati all’aggressione gli operatori. Sono state ore di paura e tensione oggi, subito dopo l’ora di pranzo, al centro vaccinazioni “Guadagna” di Palermo.

Alcuni utenti hanno minacciato gli operatori, inveendo contro di loro e pretendendo la somministrazione del vaccino ai propri figli oltre l’orario di chiusura al pubblico della struttura. “E’ stato possibile ripristinare la calma – spiegano dall’Azienda sanitaria provinciale – solo dopo che è stato spiegato che è possibile effettuare l’iscrizione scolastica anche in presenza della prenotazione della vaccinazione. Prenotazione che gli operatori hanno effettuato inserendo in sovrannumero gli utenti”.

Il Centro vaccinazioni della Guadagna ha oggi effettuato 43 vaccinazioni, mentre sono 10.150 le vaccinazioni effettuate in questa settimana dai 61 centri dell’Asp di Palermo. La Direzione aziendale nel “condannare con fermezza qualsiasi forma di violenza o di intimidazione” ha espresso “massima solidarietà e supporto agli operatori del centro di vaccinazione della Guadagna e a tutti gli infermieri e medici in questo momento impegnati con grande professionalità a soddisfare le richieste di un’utenza che in massa si sta riversando negli ambulatori. Abbiamo potenziato le strutture ed è stato già previsto un ulteriore incremento di personale, ma – conclude la Direzione aziendale – siamo pronti a denunciare alle autorità competenti tutte le forme di prevaricazione”.

Vaccinarsi è inequivocabilmente la scelta giusta per la salute ed è fondamentale che le famiglie prendano questa decisione con assoluta convinzione e serenità.
Sull’argomento, purtroppo, circolano spesso notizie infondate di controindicazioni o pericolosità. Regione Lombardia per fare chiarezza ha pensato, quindi, di fornire un ulteriore servizio, attraverso la creazione del portale e dell’app Wikivaccini, entrambi ricchi di informazioni e approfondimenti.

Proprio così, i bambini di nido e asilo saranno esclusi dalla scuola dell’infanzia se non in regola con le 10 vaccinazioni dell’obbligo in base all’età. Per presentare i certificati vaccinali (o l’autocertificazione o, ancora, il tagliando dell’appuntamento fissato dalla Asl), i genitori hanno tempo fino al 10 settembre. Se entro il 10 marzo non completano la documentazione, il figlio viene escluso dai servizi. Più elastica l’applicazione delle norme per gli scolari di altri gradi di istruzione coinvolti dalla “riforma”: la prima scadenza è 31 ottobre. Gli alunni di elementari, medie, biennio del liceo continuano a frequentare anche se il 10 marzo il dossier vaccinale che li riguarda non sarà a posto. Prevale il diritto all’istruzione. Tutti i genitori di alunni da 0-16 anni rischiano però sanzioni da 100 a 500 euro se non desisteranno dall’inadempienza dopo l’invito delle Asl, allertate dalla scuola attraverso l’invio di elenchi. È un sistema complicato solo in apparenza. Le Regioni si sono attrezzate per semplificare la vita delle famiglie. In alcuni casi (Liguria, Umbria, Emilia Romagna) verranno inviate a domicilio lettere per raccomandata contenenti informazioni, moduli e data di appuntamento presso i servizi vaccinali. I cittadini determinati a rispettare gli obblighi previsti dalla legge della ministra Beatrice Lorenzin non verranno certo penalizzati dalla burocrazia. Se, ad esempio, la Asl non potrà garantire le profilassi entro il 10 marzo il bambino, non resterà fuori dalla classe.

10 risposte a 10 domande

Cosa sono i vaccini e cosa contengono?
I vaccini sono strumenti universalmente riconosciuti di prevenzione delle malattie infettive. Agiscono stimolando il sistema immunitario dell’organismo a difendersi contro il germe che causa la comparsa di una determinata malattia. I vaccini sono costituiti dagli stessi germi patogeni che vengono inattivati in laboratorio. Perdono cosi la capacità di provocare la malattia, ma conservano quella di generare una risposta nel nostro organismo, che produce anticorpi specifici contro quelle infezioni.
Perché bisogna vaccinarsi?
Perché oltre a proteggere il singolo individuo, le vaccinazioni limitano la diffusione delle malattie infettive all’interno di una comunità: sono in grado pertanto di proteggere anche i soggetti non direttamente vaccinati. Maggiore è il numero di chi si vaccina, minore sarà la circolazione del germe responsabile della malattia e quindi minore il numero delle persone che si ammaleranno. Sono diverse le malattie infettive oggi debellate grazie alla
diffusione dei vaccini.
Quali patologie si possono prevenire con i vaccini?
Grazie ai vaccini si possono prevenire malattie importanti come: difterite; epatite A; epatite B; herpes zooster; influenza; malattie invasive batteriche (meningiti, sepsi, polmoniti); morbillo; tumori e malattie dovute a papillomavirus; parotite; pertosse; poliomielite; rosolia; diarree infantili da rotavirus; tetano; varicella.
Chi deve vaccinarsi?
Per quanto destinate in gran parte all’infanzia e all’adolescenza, le vaccinazioni possono essere indicate in qualsiasi età della vita. Sono fortemente consigliate a tutti i soggetti appartenenti alle cosiddette “categorie a rischio”, cioè a chi si trova in una condizione di potenziale o effettiva debolezza.
Per età, stato di salute (patologie presenti o passate, terapie), tipo di attività lavorativa, ci si può infatti trovare ad essere maggiormente esposti a contrarre una determinata malattia infettiva o a svilupparne una forma complicata. È inoltre di fondamentale importanza che prima e durante una gravidanza ogni donna verifichi la propria copertura vaccinale, per evitare gravi rischi a sé e ai propri figli.
Perché vaccinare già dai primi mesi di vita?
Si vaccinano i bambini dal compimento del secondo mese di vita per garantire la protezione migliore e più precoce contro le malattie infettive. Il sistema immunitario è fin da allora sufficientemente maturo per rispondere con efficacia al vaccino. Al contrario, ogni ritardo nell’inizio delle vaccinazioni aumenta l’esposizione al rischio di infezioni.
Vaccini obbligatori perchè?
In passato, l’obbligatorietà e la gratuità delle vaccinazioni hanno rappresentato uno strumento per garantire l’uniformità nell’accesso ai servizi e agli interventi di tipo preventivo, in attuazione dei principi di precauzione e universalità di accesso ai servizi sanitari. Sebbene negli ultimi quindici anni sia stato intrapreso un percorso culturale per un approccio alle vaccinazioni, che mirava all’adesione consapevole e volontaria da parte dei cittadini a tale strumento preventivo, a partire dal 2013 si è registrato un progressivo trend in diminuzione del ricorso alle vaccinazioni, sia obbligatorie che raccomandate. Tale fenomeno ha determinato un calo della copertura vaccinale al di sotto del 95%, soglia raccomandata dall’OMS per la c.d. “immunità di gregge”, per proteggere, cioè, indirettamente anche coloro che, per motivi di salute, non possono essere vaccinati. Si è ritenuto pertanto necessario adottare misure urgenti idonee a estendere e rendere effettivi gli obblighi vaccinali vigenti.
Le vaccinazioni possono avere effetti collaterali?
Di norma non si registrano effetti collaterali significativi in seguito a vaccinazioni; quando si manifestano, si tratta per lo più di effetti lievi e transitori. In alcuni casi, entro uno o due giorni dalla vaccinazione si presentano febbre moderata e reazioni infi ammatorie, in genere di breve durata, in prossimità del punto in cui è stata praticata l’iniezione. L’insorgenza di sintomi più gravi (di tipo allergico) è rarissima. Questi si presentano di solito immediatamente o
entro pochi minuti dalla somministrazione del vaccino. Proprio per questo motivo, dopo la vaccinazione occorre fermarsi nella sala d’attesa dell’ambulatorio per circa 20 minuti. Il personale sanitario è addestrato per gestire questo tipo di reazioni e dispone di tutte le attrezzature necessarie a farvi fronte.
È possibile prevedere eventuali reazioni avverse ai vaccini?
Non esistono accertamenti di laboratorio in grado di prevedere o prevenire reazioni avverse conseguenti alla somministrazione dei vaccini. Il medico curante e il personale dei centri vaccinali possono però identificare preventivamente le situazioni che controindicano temporaneamente o per sempre la somministrazione del vaccino, o comunque le situazioni che richiedono prudenza nell’iniziare o continuare la vaccinazione.
Come si attiva il percorso delle vaccinazioni?
Le vaccinazioni sono eseguite presso gli ambulatori vaccinali del Sistema Sanitario Regionale. Per le vaccinazioni infantili, l’appuntamento per la prima vaccinazione viene comunicato ai genitori con lettera postale, accompagnata da un opuscolo che riporta le informazioni relative alle vaccinazioni e al calendario delle stesse. Prima di procedere viene eseguito un colloquio da parte del personale sanitario, a seguito del quale il genitore firma l’adesione alla vaccinazione.
Le vaccinazioni destinate alle “categorie a rischio” sono proposte dal medico curante ed eseguite dallo stesso medico o presso gli ambulatori vaccinali, come ad esempio in occasione della campagna antinfluenzale.
Vaccini: dove informarsi?
Per avere informazioni sulle vaccinazioni è importante fare riferimento a fonti sicure e istituzionali che garantiscono contenuti validati scientificamente. Attenzione alle fonti che non si basano su studi scientifici o li interpretano in modo errato.
Un elenco di siti internet utili è disponibile online su Wikivaccini.com
Vaccinarsi è la scelta giusta per la salute: informarsi bene non fa male!

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