Palmira è stata liberata! L’esercito di Assad e l’aviazione russa

0

Fondamentale è stato il contributo che alle forze siriane è giunto dall’aviazione militare russa, che con massicci raid ha coadiuvato gli attacchi da terra dei siriani per la riconquista di Palmira. Prima di fuggire avrebbero collocato mine e bombe in diverse aree della città. L’aeroporto e la colline su cui sorge la cittadella mediovale che sovrasta le antiche rovine greco-romane sono stati espugnati dall’esercito siriano che hanno ripreso il controllo cacciando dall’area i militanti dell’Isis, dal maggio del 2015 spietatamente in possesso della città.

A riferirlo è l’agenzia governativa siriana Sana, che cita l’inviato a seguito delle truppe di Damasco. Alterne vicende hanno contrassegnato le sorti di Palmira sottratta dopo un anno, nel marzo del 2016 dal governo di Damasco all’auto proclamato stato islamico. Ma adesso la perla del deserto è pronta a risplendere: ci vorrà del tempo, bisognerà prima mettere in sicurezza l’intero territorio, così come i monti che la circondano, ma ciò che si è salvato dalla furia iconoclasta dell’ISIS è al sicuro e tutta la città antica è pronta nuovamente a sostituire, al silenzio di queste ore intervallato solo dalle urla dei militari, quel brusio classico di quei luoghi in cui ogni giorno fiumi di turisti e di persone passeggiano alla ricerca della bellezza e della storia.

Il primo tassello del lento ritorno alla normalità, è stato dato dall’innalzamento della bandiera siriana sull’antico castello medievale di Palmira.

Gli artificieri dell’esercito, spiega ancora l’agenzia stampa governativa, stanno passando al setaccio della zona per provare a disattivare gli esplosivi, mentre le unità militari avanzano lentamente. Le forze governative siriane appoggiate dai caccia russi hanno riconquistato l’antica città siriana, prestigioso sito archeologico e patrimonio dell’Umanità dell’Unesco, da due anni sotto scacco dai miliziani Jihadisti. Molti i monumenti danneggiati, tra i quali il Tetrapylon e la facciata del teatro romano, seguita dalla condanna per crimini di guerra da parte dell’Unesco.

Rispondi o Commenta