Papa Francesco: Niente perdono ai pedofili «Gli abusi sono una rovina»

Linea dura, tolleranza zero, senza alcuna possibilità di un perdono o di «una grazia»: papa Francesco sugli abusi sessuali verso i minori non transige. Ammette che si è arrivati tardi nella lotta alla pedofilia, propone un efficace contrasto a quella che definisce come «una malattia», («l’abuso sessuale è veramente una rovina terribile per tutta romanità») e dichiara la linea dura sui ricorsi: mai e poi mai «firmerà una richiesta di grazia» e in caso di abusi riconosciuti, assicura che non ci potrà essere appello. Questi, in sintesi, i punti con cui il Papa ieri ha definito la sua posizione sull’annosa questione della pedofilia con i membri della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori.

«La Chiesa, non so se è la parola giusta,
è arrivata un po’ tardi», sostiene Francesco, «e quando la coscienza arriva tardi, i mezzi per risolvere il problema arrivano tardi. Io sono consapevole di questa difficoltà». Questo anche perché, sottolinea il Papa, «forse l’antica pratica di spostare la gente», ha rallentato la presa di coscienza, ma ora «si sta portando il problema in superficie».
A far da contrappeso a questa mancanza «il Signore ha suscitato “uomini profeti” nella Chiesa. Uno è il cardinale», ha detto il Pontefice rivolgendosi al cardinal Patrick O’ Malley, che guida la Commissione nel suo difficile compito di verificare e affrontare i casi di abusi.

Non è facile purtroppo quantificare questo fenomeno, perché, come avremo modo di capire meglio anche nei prossimi paragrafi, non tutti i casi di abuso sessuale sono commessi da soggetti pedofili che presentano un interesse sessuale preferenziale nei confronti di bambini. Infatti, come vedremo in seguito non necessariamente chi commette un abuso su un minore è un pedofilo e, viceversa, non sempre chi è pedofilo commette un reato di abuso su un bambino o un adolescente.
I dati a nostra disposizione riguardano gli abusi sessuali in danno di minori che, al loro interno includono anche i fenomeni di pedofilia: in Italia, secondo l’ISTAT, 574 atti sessuali con minorenni sono stati segnalati nel 2010 dalle Forze di Polizia all’Autorità Giudiziaria, a fronte dei 2815 e dei 2200 casi segnalati nel 2009 rispettivamente in Francia e nel Regno Unito.
Si potrebbe ipotizzare che in Italia questo fenomeno sia meno diffuso che in altri paesi; è però più ragionevole sostenere che nel nostro Paese sia più difficile parlarne e che dati così esigui riflettano in realtà una elevata percentuale di “sommerso”: in Italia è presumibilmente molto alto il numero di casi di abuso sessuale e pedofilia che non vengono denunciati.
In assenza di una banca dati a livello nazionale che permetta una rilevazione omogenea e un sistematico monitoraggio della casistica – questione che Telefono Azzurro da anni segnala – i dati disponibili sono pochi e non esaustivi. In più, le statistiche a nostra disposizione derivano dalle denunce inoltrate all’Autorità Giudiziaria, ma non sappiamo se esse si siano poi concluse con una condanna, o se, invece, i procedimenti aperti siano stati archiviati o siano terminati con un’assoluzione.
Relativamente agli autori della violenza, poi, non conosciamo quanti di essi siano pedofili, né è possibile stimare il numero di pedofili che non hanno commesso reati.

1.1 Gli abusi sessuali segnalati alle Linee di Ascolto e alla chat di Telefono Azzurro
In assenza di un monitoraggio ufficiale del fenomeno da parte delle Istituzioni, l’attività di consulenza telefonica offerta da Telefono Azzurro può rappresentare un utile strumento di rilevazione e analisi per leggere ed interpretare in maniera più approfondita l’abuso all’infanzia nel panorama italiano. Proprio partendo dall’analisi delle richieste di aiuto che vengono rivolte alle linee di ascolto, infatti, è possibile tracciare dei profili di quella parte dell’infanzia e dell’adolescenza che si trova a dover affrontare una situazione di abuso sessuale.
Telefono Azzurro interviene in queste situazioni attraverso due linee dedicate: la Linea Gratuita 1.96.96 rivolta ai bambini e agli adolescenti (fino ai 18 anni) e la Linea Istituzionale 199.15.15.15 riservata agli adulti e agli operatori dei servizi.
Nell’arco temporale compreso tra il 1° aprile 2010 e il 30 settembre 2011, il Centro Nazionale di Ascolto di Telefono Azzurro, attraverso le due linee telefoniche, è intervenuto complessivamente su 3.956 casi segnalati dall’intero territorio nazionale che hanno richiesto una consulenza su problematiche rilevanti: i casi che hanno riferito situazioni di abuso sessuale, nel periodo considerato, sono stati 158 (ovvero il 4% sul totale delle consulenze gestite).
Se si considerano le diverse tipologie segnalate al Telefono Azzurro emerge come la maggior parte degli abusi sessuali subiti da bambini e adolescenti rientri nella categoria dei toccamenti (81 casi). E’ comunque elevato il numero di vittime che hanno subito atti di penetrazione (24 casi) e fellatio (11 casi). In 29 casi il minore è stato esposto ad episodi di esibizionismo o a materiale pornografico; in 21 casi ha ricevuto proposte sessuali di tipo verbale.
Nella categoria “altro abuso sessuale”, riscontrata in 44 casi e quindi numericamente significativa, rientrano da un lato tutti i casi in cui vi siano dei sospetti a partire da segni fisici o comportamentali, ma il chiamante non riesce e definire uno specifico episodio di abuso; dall’altro, vi rientrano anche toccamenti in zone non genitali avvenuti con modalità equivoche, baci sulla bocca o sul collo. In questa categoria, infine, sono incluse anche segnalazioni relative a casi di adescamento online.
Le bambine e le adolescenti costituiscono le principali vittime di abusi sessuali (il 72% dei casi); è tuttavia degno di nota il fatto che quasi una segnalazione su tre riguardi minorenni maschi (42 casi, ovvero il 27,8%), a conferma che anche bambini e adolescenti maschi sono significativamente coinvolti in atti di abuso sessuale. Le vittime hanno generalmente un’età inferiore agli 11 anni (52,1%).
Per quanto concerne, invece, il presunto abusante, si rileva come nella maggior parte dei casi gli abusi sessuali siano commessi da persone appartenenti al nucleo familiare: padri, madri, nuovi conviventi/coniugi, fratelli/sorelle, nonni e altri parenti.
Se solo il 5,4% circa riguarda soggetti “estranei”, negli altri casi si tratta di soggetti esterni alla famiglia ma comunque conosciuti: tra questi, spicca il valore relativo agli “altri bambini/adoles- centi” che si colloca al secondo posto (11,7%), seguono gli insegnanti (9% circa), gli amici di famiglia (8,1%) e i vicini di casa (5,4%).
Quanto al nuovo Servizio chat per bambini e ragazzi – gestito da Telefono Azzurro a partire dal 6 dicembre 2010 – fino a settembre 2011 sono state gestite 195 consulenze online su diverse problematiche. Il 15,6% di questi casi ha riguardato situazioni di abuso sessuale e in particolare: 3 casi di violenza sessuale, 4 casi di adescamento online e 1 caso di prostituzione. A segnalare questi casi via chat sono state soprattutto femmine di età compresa tra i 14 e i 17 anni.

1.2 Gli abusi sessuali segnalati al 114 Emergenza Infanzia
Il Servizio 114 Emergenza Infanzia è una linea telefonica di emergenza istituita con il Decreto Interministeriale del 14 ottobre 2002 e gestita sin dal suo avvio, nel marzo del 2003, da Telefono Azzurro. In base alla casistica relativa al periodo 1° aprile 2010 – 30 settembre 2011, il 114 ha gestito 2.302 situazioni di emergenza che hanno coinvolto bambini e adolescenti in tutto il Paese: 112 i casi di abuso sessuale segnalati al servizio (pari al 4,9% dell’intera casistica), cui si aggiungono le numerose richieste di informazioni sui temi della pedofilia e dell’abuso. La maggior parte degli abusi rientra nella categoria dei “toccamenti” (43 casi); in 15 casi le vittime hanno subito atti di penetrazione e in 8 casi sono state coinvolte in fellatio; numerose le segnalazioni relative a episodi di esibizionismo, esposizione intenzionale a rapporti sessuali tra adulti e a materiale pornografico (20 casi) e proposte verbali (9 casi). Come nel caso delle linee di ascolto di Telefono Azzurro, la categoria “altro abuso sessuale” raccoglie un numero significativo di casi , per lo più sospetti a partire da segni fisici o comportamentali e casi di adescamento online. Questa categoria è particolarmente significativa, perché denota il bisogno di molti adulti di confrontarsi sui possibili campanelli di allarme che possono configurare un’ipotesi di abuso sessuale. Dall’analisi della casistica emerge come le vittime di abuso sessuale siano principalmente bambini/e fino a 10 anni di età: 69 casi hanno riguardato bambine e adolescenti, a fronte di 37 casi che hanno riguardato minorenni di genere maschile. Nella maggior parte dei casi gli abusi sessuali sono stati commessi da persone appartenenti al nucleo familiare: padri, madri, altri parenti, nonni, nuovi conviventi/coniugi, fratelli/sorelle. Solo il 15% circa riguarda soggetti estranei al/alla bambino/a; negli altri casi si tratta di soggetti esterni alla famiglia, ma comunque conosciuti quali amici di famiglia, figure religiose, insegnanti, educatori, vicini di casa.

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