Partinico, rapporti piccanti con studentessa quindicenne: professore incastrato dalla chat

Un professore di Partinico, in provincia di Palermo, è stato messo ai domiciliari perché accusato di aver consumato rapporti ‘intimi’ con un’alunna 16enne. A un certo punto la ragazzina aveva lasciato la casa e i genitori avevano denunciato l’episodio. Da quel momento erano iniziate le indagini, coordinare dal gruppo ‘fasce deboli’ della Procura di Palermo. La studentessa avrebbe confessato agli inquirenti la relazione sentimentale con l’insegnante. Del rapporto le forze dell’ordine hanno avuto contezza anche mediante sessioni di chat sul Messenger di Facebook. La relazione sentimentale tra i due sarebbe andata avanti per molto tempo. La studentessa e il prof avrebbero consumato più volte rapporti ‘intimi’.

Ad inchiodare il prof sarebbero state proprio le conversazioni sull’app di Facebook. L’uomo, impiegato presso un istituto scolastico superiore, è stato messo ai domiciliari su ordine del gip di Palermo. La piccola, a quanto pare, si era allontanata dai genitori lo scorso marzo. La vicenda, però, è venuta alla ribalta solo negli ultimi giorni.

Con il passare del tempo il rapporto è diventato più stretto. Abbracci, baci e palpeggiamenti anche a scuola, come sostengono gli investigatori. Il docente ha negato tutto e ha presentato una denuncia ai carabinieri affermando che quel profilo era stato hackerato e che non era lui a chattare con la studentessa.

I carabinieri però hanno trovato conversazioni anche sul telefonino della ragazza e dello stesso professore. E hanno sentito in un luogo protetto la minore, che ha confermato la storia d’amore. Alla fine ha ceduto anche l’insegnante.

Davanti al gip per l’interrogatorio di garanzia il professore avrebbe ammesso la relazione. Ha detto che era una storia d’amore, che la ragazza era consenziente e che non c’è stata nessuna. Per gli inquirenti la circostanza che la giovane fosse adottata rappresenta un’aggravante: le avances del professore, infatti, avrebbero fatto breccia nella fragile personalità della ragazza. Adesso il professore è ai domiciliari. L’istituto scolastico lo ha sospeso.

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In Sardegna II professore arrestato «Sesso con le alunne alla fine delle lezioni E una faceva da palo»

Voti alti e promozione assicurata alle alunne che accettavano di far sesso; una sfilza di 2 sul registro a chi rifiutava. Marcello Melis, insegnante di matematica e fisica, per anni ha ricattato le studentesse dell’istituto magistrale Eleonora d’Arborea. «Così non va, ti faccio ripetizioni, vieni a fare i corsi di recupero serali, diventerai bravissima». Per aver costretto una decina di ragazze fra i 16 e i 18 anni a fare sesso con lui, Melis, 47 anni, è agli arresti domiciliari: concussione e violenza sessuale, atti sessuali con minorenni, 11 capi d’imputazione. Almeno altre 10 allieve hanno accettato, consenzienti, di avere rapporti in cambio di pagelle generose.

E proprio un litigio nei corridoi fra due allieve «gelose», che si contendevano le attenzioni del professore ha confermato mormorii e sospetti. «Veleni» osservano gli inquirenti, accennando alle ragazze che si accusavano l’un l’altra di essere «favorite». Una mamma ha ritirato la figlia e l’ha iscritta in un’altra scuola; altri genitori hanno protestato: «Si fanno lezioni di sesso e non di matematica».

Prime indagini nel 2011 e panico fra le alunne dei corsi di Melis. Convocate dalla polizia quasi tutte hanno negato. Si è aperta una breccia quando una delle ragazze, in lacrime, ha ammesso la violenza, fra i banchi e con la porta chiusa a chiave. E durante le «lezioni» Melis faceva scattare dalle sue «preferite» foto compromettenti. «Se parli, le farò vedere in giro». I
ricatti sono andati avanti dal 2005; poi un’alunna si è confidata con un’insegnante, sono partite note informative alle autorità scolastiche e una denuncia alla magistratura, il ministero ha ordinato due ispezioni, Melis è stato sospeso tre volte ma non ha desistito: continuava a tormentare le ragazze con sms e intimidazioni. «Se non vieni dirò ai tuoi genitori che sei omosessuale e hai una relazione con una compagna di classe». L’ultima sospensione alla fine dell’anno scolastico

Le indagini

Alle giovani scattava foto osé e inviava sms osceni. A una regalò un paio di manette 2013: sarebbe dovuto rientrare in classe fra qualche settimana. Nelle indagini centinaia di messaggi spinti, dalle testimonianze delle ragazze violenze e perversioni. A una Marcello Melis ha fatto un regalo particolare, un paio di manette: «Quando le ho viste, ho pensato subito a te». Per non essere sorpreso dai colleghi durante le violenze in aula, talvolta l’insegnante convinceva qualche alunna a fare da sentinella fuori della porta. «È una persona fuori controllo» ha scritto il gip Giorgio Altieri. Lo hanno arrestato a casa della fidanzata. E lui, sprezzante: «Ora diventerò una star»

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