Patente di guida: niente divieto per chi ha malattie del sangue

Con l’entrata in vigore dal mese prossimo del Decreto del Presidente della Repubblica numero 139 del 10 luglio scorso, viene modificato l’elenco delle malattie che non consentono agli utenti di prendere e/o rinnovare la patente. Come si legge nel decreto che cambia il Regolamento di esecuzione e attuazione del Codice della Strada, la decisione di cambiare i termini dei divieti di guida legati alle patologie è arrivata “in considerazione del progresso scientifico intervenuto sui nuovi strumenti di diagnosi e sulle nuove terapie”.

Fra queste patologie è incluso anche il diabete mellito, nello specifico allorché il paziente affetto è sottoposto al trattamento con insulina. La normativa individua una serie di affezioni che vietano o limitano il rilascio o il rinnovo della patente. Svolta per chi soffre di malattie del sangue. Rivoluzione sulle patenti di guida in arrivo: dal 6 ottobre stop al divieto di mettersi al volante previsto per chi soffre di malattie del sangue.

Denominazioni topografiche stradali

Strada: e un’area ad uso pubblico che consente la circolazione ai pedoni, ai veicoli, agli animali. Può essere:
• a senso unico o a doppio senso;
• suddivisa in carreggiate e in corsie;
• comprendere piste ciclabili, marciapiedi e banchine;
• urbana (se si trova all’interno dei centri abitati). Si distingue ulteriormente in strada urbana di scorrimento (carreggiate indipendenti ciascuna con almeno due corsie, intersezioni a raso semaforizza- te, divieto di sosta sulla carreggiata) e strada urbana di quartiere (unica carreggiata con almeno due corsie, incroci anche non semaforici, sosta esterna alla carreggiata);
• extraurbana (se si trova all’esterno dei centri abitati). Può essere statale, regionale o provinciale. A seconda delle caratteristiche tecniche e costruttive si distingue in strada extraurbana principale (carreggiate indipendenti o separate, ciascuna con almeno due corsie, priva di intersezioni a raso, provvista di apposite aree di sosta, contraddistinta dagli appositi segnali di inizio e fine, dotata di accessi con corsie di accelerazione, riservata alla circolazione di talune categorie di veicoli a motore) e strada extraurbana secondaria (unica carreggiata con presenza di incroci a raso).
Centro abitato: è l’insieme di edifici (almeno 25), strade e aree contigue delimitato da segnali di inizio e di fine.
Autostrade: sono strade a carreggiate indipendenti o separate da uno spartitraffico invalicabile, riservate alla circolazione di alcune categorie di veicoli a motore, ogni carreggiata ha almeno due corsie di marcia, è munita di:
• apposite aree di servizio e di parcheggio;
• corsie di emergenza;
• speciali corsie di accelerazione e decelerazione per l’entrata e l’uscita dei veicoli;
• recinzioni laterali e sistemi di assistenza all’utente lungo l’intero tracciato.
Sono prive di incroci a raso e accessi privati. Sono contraddistinte, infine, da appositi segnali di inizio e di fine.
Carreggiata: è la parte della strada destinata normalmente alla circolazione dei veicoli. È composta da una o più corsie di marcia ed è delimitata da strisce di margine. Fanno parte della carreggiata gli attraversamenti ciclabili e pedonali. Non fanno parte della carreggiata le piste ciclabili, le banchine, le corsie di emergenza, le piazzole di sosta e i marciapiedi.
Corsia: parte longitudinale della carreggiata abbastanza larga da permettere la circolazione di una sola fila di veicoli, e limitata da strisce continue o discontinue. L’Ente proprietario della strada può imporre che in una corsia i veicoli transitino ad una velocità minima obbligatoria. La corsia può essere:
• di marcia, destinata alla normale marcia dei veicoli;
• centrale, esterna o interna a seconda della posizione;
• di accelerazione, destinata cioè a facilitare l’ingresso dei veicoli in autostrada o su strade extraurbane principali. Viene utilizzata per aumentare la velocità ed entrare correttamente in autostrada e anche per uscire da un’area di servizio;

• di decelerazione, destinata al rallentamento dei veicoli in uscita da un’autostrada o una strada extraurbana principale. Viene utilizzata anche per entrare in un’area di servizio;
• di emergenza, posta al fianco della carreggiata e destinata alla sosta di emergenza (per es. malessere fisico del conducente o dei passeggeri, avaria del veicolo etc.) o al transito dei veicoli di soccorso. In casi eccezionali è permesso il movimento dei pedoni.
• specializzata, destinata ai veicoli che si accingono ad effettuare determinate manovre quali svolta (ad es. corsia specializzata nella svolta a sinistra, con freccia direzionale dipinta sull’asfalto) o sorpasso (ad es. la corsia di sinistra in una strada a senso unico a due corsie);
• riservata, destinata alla circolazione esclusiva di alcune categorie di veicoli (taxi, autobus etc.).
Curva: tratto di strada non rettilineo con limitata visibilità.

Dosso: tratto di strada con variazione di pendenza, ossia una salita seguita da una discesa, che limita la visibilità.
Cunetta: tratto di strada con variazione di pendenza, ossia una discesa seguita da una salita, che limita la visibilità.

Banchina: è la parte della strada posta al di fuori della carreggiata, ossia situata oltre la linea bianca continua di margine della carreggiata, e compresa tra questa ed il marciapiede o lo spartitraffico. Non consente di norma il transito ai veicoli.
Può essere destinata alla circolazione dei pedoni nelle strade urbane dove è assente il marciapiede, tuttavia non è un marciapiede a raso.
Marciapiede: è una parte della strada esterna alla carreggiata, rialzata o altrimenti delimitata, riservata ai pedoni. Può essere utilizzato anche dai veicoli in sosta, solo se vi siano apposite strisce di parcheggio.
Intersezione (incrocio) a livelli sfalsati: comprende strade situate ad altezze diverse, ovvero è l’insieme di infrastrutture per il collegamento fra strade poste a livelli diversi. Comprende sovrappassi, sottopassi e rampe. Facilita la circolazione, perché esclude l’incrocio diretto fra i veicoli.
Intersezione (incrocio) a raso: area comune a due o più strade che si incrociano allo stesso livello. L’intersezione a raso può essere regolata da semaforo, e comunque richiede di fare attenzione ai veicoli provenienti dalle strade che si incrociano.

Passaggio a livello: intersezione a raso, opportunamente attrezzata e segnalata ai fini della sicurezza, tra una strada e una linea ferroviaria o tranviaria in sede propria.

Parcheggio: è quell’area, fuori della carreggiata, destinata alla sosta, regolamentata o meno, dei veicoli.
Salvagente: è una
piattaforma rialzata situata sulla carreggiata; agevola la salita e la discesa dei passeggeri da tram, filobus o autobus, ed è destinata al riparo o alla sosta dei pedoni che attraversano la strada in corrispondenza di attraversamenti pedonali. Può essere segnalata con colonnine luminose a luce gialla fissa.
Spartitraffico: è una parte della strada, generalmente rialzata e comunque non transitabile, che separa le correnti veicolari.

Area pedonale: è una zona dove non è consentita la circolazione dei veicoli, salvo quelli in servizio di emergenza con sirena e luce lampeggiante blu in funzione, le biciclette ed i veicoli al servizio di persone diversamente abili.
Ulteriori restrizioni possono essere stabilite dai Comuni attraverso apposita segnalazione. Se espressamente consentito, nelle aree pedonali possono transitare i veicoli ad emissione zero (elettrici).

Zona a traffico limitato: è un’area in cui la circolazione dei veicoli può essere consentita soltanto in ore o giorni prestabiliti e limitata a veicoli autorizzati o a particolari categorie di utenti. L’area è delimitata da appositi segnali stradali di inizio e di fine.

Isola di traffico: parte della strada, opportunamente delimitata da strisce bianche continue e non transitabile, destinata a facilitare l’incanalamento dei veicoli verso varie direzioni. Può essere rialzata (preceduta da zebrature di colore bianco) o a raso sul piano stradale (con zebrature di colore bianco). Sull’isola di traffico sono vietate la sosta e la fermata di veicoli.

Sede tranviaria: parte della strada, opportunamente delimitata, dove è possibile la circolazione dei tram.

Attraversamento pedonale: parte della carreggiata segnalata da strisce bianche parallele all’asse stradale destinata al transito dei pedoni che attraversano la carreggiata. In corrispondenza dell’attraversamento pedonale i pedoni godono del diritto di precedenza rispetto ai veicoli. Sull’attraversamento pedonale sono vietate la sosta e la fermata dei veicoli.

Pista ciclabile: pista, opportunamente delimitata, riservata alla circolazione delle biciclette.

Attraversamento ciclabile: è evidenziato sulla carreggiata mediante due strisce bianche discontinue trasversali od oblique, e serve a garantire la continuità delle piste ciclabili nelle aree di intersezione, con diritto di precedenza sui veicoli in transito.

Passo carrabile: permette l’accesso ad un’area laterale (garage, cortili etc.) idonea allo stazionamento di uno o più veicoli.
Deve essere corredato da apposito segnale, che riporti l’Ente e il numero di autorizzazione. In corrispondenza del passo carrabile è consentita la fermata.
Piazzola di sosta: area posta al margine della strada che consente la sosta ai veicoli.

Zona di preselezione: è un tratto della carreggiata dove è consentito il cambio di corsia affinché i veicoli possano incanalarsi nelle corsie specializzate.
Zona di attestamento: tratto di carreggiata, immediatamente a monte della linea di arresto, destinato ai veicoli in attesa di via libera e, generalmente, suddiviso in corsie specializzate separate da strisce longitudinali continue.

Svincolo: sono così denominate le intersezioni, a livelli diversi, di correnti di traffico.

Classificazione dei veicoli

VEICOLI PRIVI DI MOTORE: a braccia, a trazione animale, biciclette (le biciclette con pedalata assistita, dotate di motore elettrico ausiliario di potenza massima fino a 0,25 kw, non sono definite ciclomotori), slitte.

CICLOMOTORI: veicoli a due o tre ruote dotati di un motore termico fino a 50 cm3 di cilindrata capaci di sviluppare su strada piana velocità fino a 45 km/h. I ciclomotori sono soggetti a revisione ogni quattro anni dalla prima immatricolazione, successivamente ogni due anni.

QUADRICICLI LEGGERI: veicoli a motore a quattro ruote che, ai fini della circolazione, sono assimilati ai ciclomotori. I quadricicli leggeri alimentati a benzina sono dotati di motore fino a 50 cm3.
I quadricicli leggeri con motore diesel o con motore elettrico hanno potenza massima non superiore a 4 kw. Non è consentito in nessun caso sostituire il motore o il dispositivo di scarico dei quadricicli leggeri, né aumentarne la cilindrata.

MOTOVEICOLI: veicoli a motore con due, tre o quattro ruote dotati di motore di cilindrata superiore a 50 cm3. Si dividono in:

motocicli: veicoli a due ruote destinati al trasporto di persone, dotati di cambio automatico o manuale;

• motocarrozzette: costituiti da un motociclo e un sidecar, sono veicoli a tre ruote destinati al trasporto di persone;

• tricicli a motore: veicoli a motore a tre ruote simmetriche, di cilindrata superiore a 50 cm3 e con velocità massima per costruzione superiore a 45 km/h;

• quadricicli: veicoli a quattro ruote destinati al trasporto di cose la cui massa a vuoto non sia superiore a 550 kg e aventi una velocità massima di 80 km/h e potenza massima del motore non superiore a 15 kw. È consentito il trasporto di una persona oltre al conducente nella cabina di guida. Se a manubrio, e con carrozzeria aperta, devono essere condotti con il casco.

AUTOVEICOLI: veicoli a motore con almeno quattro ruote, esclusi i quadricicli. Si dividono in:

• autovetture: veicoli per il trasporto di persone fino a nove posti compreso quello del conducente. Possono avere motore elettrico e trainare carrelli- appendice o rimorchi;

• autobus: veicoli per il trasporto di persone con più di nove posti compreso quello del conducente; fino a 16 escluso il conducente vengono denominati minibus. Con allestimenti particolari per il trasporto di scolari vengono denominati scuolabus e miniscuolabus;

• trattori stradali: veicoli destinati al traino e non atti al carico;

autocarri: veicoli per il trasporto di cose;

autotreni: complessi di veicoli formati da due unità distinte e agganciate, di cui una è motrice;

• autoarticolati: complessi di veicoli costituiti da un trattore e da un semirimorchio;

autosnodati: autobus composti da due tronconi rigidi collegati tra loro da una sezione snodata;

• autocaravan (camper): veicoli aventi una carrozzeria speciale e attrezzati permanentemente per essere adibiti al trasporto e all’alloggio al massimo del numero di persone indicato nella carta di circolazione. Non è possibile sulle autocaravan viaggiare in piedi, nemmeno per brevi tratti;

autoveicoli per uso speciale: veicoli adibiti a svolgere speciali mansioni, e muniti permanentemente di attrezzature particolari destinate a tale scopo, come autoambulanze, autogru, autoveicoli per il soccorso stradale etc.;

• autoveicoli per trasporti specifici: veicoli adibiti al trasporto di cose specifiche, e caratterizzati da una attrezzatura particolare destinata a tale scopo, come betoniere, trasporto e scarico rifiuti solidi urbani, trasporto latte etc.

FILOVEICOLI: veicoli a motore elettrico alimentato per contatto da una linea esterna e non vincolati da rotaie.

RIMORCHI: veicoli privi di motore destinati ad essere trainati. Sono muniti di targa ripetitrice che riporta la stessa targa trainante e di una propria targa. Si distinguono in:
• rimorchi per trasporto di persone;
• rimorchi per trasporto di cose;
• rimorchi per uso speciale e trasporti specifici;

• caravan (roulotte): rimorchi aventi una carrozzeria speciale e attrezzata per essere adibiti esclusivamente ad alloggio a veicolo fermo;

• rimorchi per trasporto di attrezzature turistiche e sportive (per es. imbarcazioni);

• rimorchi leggeri: rimorchi aventi una massa complessiva fino a 750 kg;
• semirimorchi: rimorchi strutturati in modo tale che una parte notevole della loro massa grava sul trattore. Sono dotati di impianto frenante.
Non sono considerati rimorchi i carrelli-appendice: veicoli a due ruote destinati al trasporto di attrezzi e bagagli: il carrello appendice è considerato parte integrante dell’autoveicolo che lo traina.

MACCHINE AGRICOLE: veicoli a ruote o cingoli usati per l’esecuzione di lavori agricoli o forestali. Possono, se immatricolate, circolare su strada per il loro trasferimento e per il trasporto per conto delle aziende agricole e forestali di prodotti agricoli e sostanze di uso agrario. Possono essere semoventi o trainate, e si distinguono in trattrici agricole, macchine agricole operatrici e rimorchi agricoli.
Le macchine agricole operatrici possono essere dotate di speciali attrezzature per l’esecuzione di operazioni agricole.
Le macchine agricole semoventi a ruote non possono superare la velocità di 40 km/h, mentre se a cingoli non possono superare la velocità di 15 km/h, e non possono trasportare più di tre addetti, compreso il conducente. Sulle macchine agricole e sui loro rimorchi non è consentito il trasporto di persone in piedi.

MACCHINE OPERATRICI: macchine a ruote o a cingoli, semoventi o trainate, equipaggiate con speciali attrezzature e che operano su strada oppure nei cantieri di lavoro. Possono circolare ad una velocità massima di 40 km/h se munite di pneumatici, o di 15 km/h se cingolate. Esse si dividono in:
• macchine usate per la manutenzione e la costruzione di opere civili o infrastrutture stradali e per il ripristino del traffico;

• mezzi spartineve: sgombraneve e macchine ausiliarie, quali spanditrici di sabbia e rompighiaccio. Le macchine operatrici semoventi possono trasportare fino a 3 persone, compreso il conducente.

Revisione dei veicoli
La revisione dei veicoli è disposta entro quattro anni dalla data di
immatricolazione, e successivamente ogni due anni.
Fanno eccezione i seguenti veicoli, per i quali la revisione è disposta
annualmente:
• veicoli destinati al trasporto di persone con numero di posti superiore a 9 compreso quello del conducente;
• veicoli destinati al trasporto di cose o ad uso speciale di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t;
• taxi;
• autoambulanze;
• veicoli adibiti a noleggio con conducente;
• veicoli atipici.
Doveri del conducente nell’uso della strada
Sulle strade è vietato:
• danneggiare le opere e gli impianti stradali, come spostare, imbrattare o rimuovere la segnaletica stradale, compresi i coni stradali e le barriere di delimitazione. Atti del genere, come si può facilmente comprendere, costituiscono grave pericolo per gli utenti della strada;
• lanciare dal finestrino mozziconi di sigaretta accesi. Questo gesto può risultare molto pericoloso soprattutto se sopraggiungono veicoli a due ruote, o se lo si compie in prossimità di bordi o aree verdi, dove potrebbe causare incendi.
Ovviamente anche il lancio di carta o oggetti dal finestrino è vietato, oltre ad essere un comportamento particolarmente riprovevole; gareggiare in velocità. Il conducente che partecipa a gare di velocità non autorizzate su aree pubbliche è punito con la reclusione, la stessa pena che spetta a chi scommette sui veicoli in gara;
• sporcare la carreggiata. Prima di uscire da un sentiero fangoso o da un cantiere, bisogna assicurarsi che durante la marcia non cada terriccio che possa sporcare la strada. Se è il caso, occorre pulire le ruote del veicolo, anche per non incorrere in una sanzione amministrativa. Un veicolo che perde olio o carburante, oltre a sporcare la strada, crea una situazione di grave pericolo; in questo caso il conducente che se ne accorga deve compiere tutte le azioni necessarie per evitare pericoli per gli altri utenti, e deve immediatamente avvisare l’ente proprietario della strada o gli organi di Polizia. Procedere a bassa velocità sopra le pozzanghere.

Convivenza civile e uso responsabile della strada
Il conducente di un veicolo, oltre a rispettare le norme specifiche della circolazione, deve tenere un rapporto corretto e tollerante verso gli altri utenti della strada, i quali non sempre possono avere un comportamento corretto. Deve tutelare la propria e l’altrui sicurezza cercando di prevedere il comportamento degli altri utenti, rispettando gli agenti del traffico e collaborando con essi. Quando si avvicina ad un incrocio, ad esempio, deve sempre usare la massima prudenza, anche quando gode del diritto di precedenza, e non può pretendere di passare per primo se gli sorge il dubbio che non gli verrà concessa la precedenza. Deve conservare pazienza e tolleranza anche in caso di rallentamento della circolazione, e nei confronti dei conducenti che dimostrano una guida incerta. Soprattutto all’ingresso in un centro abitato bisogna essere più attenti, prudenti e tolleranti, a causa del maggior numero di utenti che interagiscono nell’ambiente urbano, quali pedoni e ciclisti che si mescolano maggiormente con il traffico motorizzato.
Entrando in un centro abitato bisogna continuare a mantenere la concentrazione alla guida anche se potrebbero aumentare i motivi per distrarsi, tenendo conto che il flusso della circolazione viene spesso intralciato o interrotto da veicoli che sono fermi, che partono o che cambiano direzione, e che può cambiare spesso la precedenza agli incroci.
Per agevolare il traffico, è opportuno lasciare liberi gli sbocchi delle strade laterali quando si viaggia dietro ad una fila di veicoli. In questa circostanza non bisogna limitarsi e osservare solamente il veicolo che precede (dal quale bisogna mantenere ugualmente la distanza di sicurezza), ma occorre porre attenzione anche in lontananza, per controllare la situazione del traffico.
In caso di traffico intenso bisogna lasciare libere le immissioni stradali (incroci, confluenze, ingressi dei parcheggi etc.), nonché i passaggi a livello, i binari dei tram, gli attraversamenti pedonali e ciclabili.
I montanti interni degli autoveicoli (parti della carrozzeria), condizionano e riducono la possibilità di vedere un ciclista o un motociclista, pertanto bisogna controllare frequentemente nello specchietto retrovisore se questi sopraggiungono, specialmente quando, dopo aver posteggiato il veicolo al lato della carreggiata, ci si accinge ad aprire lo sportello. Un incidente, anche a bassa velocità, potrebbe creare gravi problemi fisici a pedoni, ciclisti e motociclisti, se coinvolti.
I conducenti dei motocicli non possono fare lo slalom tra i veicoli fermi al semaforo, né circolare sul marciapiede e nemmeno parcheggiare sul marciapiede, a meno che non vi siano gli appositi spazi di posteggio.

Riguardo verso gli utenti deboli della strada
Anziani
Quando le persone anziane attraversano la carreggiata bisogna
tener presente che:
• sono esposte a maggiori pericoli, perché le loro capacità visive e uditive non sono più eccellenti;
• data la loro età, non reagiscono prontamente alle situazioni di pericolo;
• potrebbero non fare adeguata attenzione ai veicoli;
• potrebbero fermarsi improvvisamente al centro della strada;
• spesso non guardano né a destra né a sinistra;
• potrebbero valutare male la velocità dei veicoli che sopraggiungono;
• non bisogna avvicinarsi troppo con il veicolo, né lampeggiare e suonare il clacson per farle attraversare rapidamente, per evitare che si sentano minacciati e reagiscano con movimenti pericolosi;
• solitamente la attraversano lentamente e con difficoltà.

Non vedenti e sordo ciechi
Il conducente deve fermarsi e dare la precedenza al pedone:
• non vedente con il bastone bianco che si accinge ad attraversare o sta attraversando la strada fuori dalle strisce pedonali, anche se non è accompagnato da un cane guida, evitando di frenare bruscamente, di accelerare per sgombrare rapidamente la carreggiata, e di suonare il clacson, per non spaventarlo;
• sordocieco che, con il bastone bianco-rosso, attraversa la strada fuori dalle strisce pedonali.
Bambini
In vicinanza di un attraversamento pedonale, il conducente deve considerare che:
• le reazioni dei bambini che attraversano sono imprevedibili e, quindi, possono creare pericolo;
• i bambini potrebbero avanzare sulle strisce, per poi tornare indietro improvvisamente, senza motivo apparente;
• i pedoni, in special modo i bambini, possono sbucare all’improvviso tra i veicoli parcheggiati.
Quando vi sono bambini fermi al semaforo bisogna usare prudenza:
• in quanto potrebbero attraversare improvvisamente la strada appena la luce del semaforo veicolare passa dal verde al giallo;
• in quanto potrebbero attraversare velocemente la strada anche con il rosso, ritenendo che duri troppo;
• perché può accadere che si spingano a vicenda, finendo sulla carreggiata;
• perché potrebbero scendere dal marciapiede, invadendo la carreggiata, quando ancora per loro il semaforo è disposto al rosso.
Una situazione che richiede molta attenzione da parte del conducente è quando, alla guida di un veicolo, si è in vicinanza di una piaz- zola di fermata di autobus per scolari.
Innanzitutto si deve sempre rallentare e prepararsi a frenare, arrestandosi se necessario. I bambini potrebbero, infatti, attraversare improvvisamente e di corsa la strada per salire sullo scuolabus, o scendere dallo scuolabus senza fare attenzione ai veicoli che sopraggiungono, o aver iniziato ad attraversare la carreggiata nascosti dallo scuolabus. Non suonare il clacson, salvo casi di pericolo immediato.

Ciclisti e pedoni
Il conducente che intende sorpassare ciclisti o pedoni che occupano la carreggiata deve usare molta prudenza, e tener conto che, per quanto riguarda i ciclisti, la loro marcia a volte avviene con leggeri sbandamenti.
Pertanto, non è prudente sorpassarli se non si può rispettare una adeguata e sufficiente distanza laterale.
Se ci si trova su carreggiata extraurbana, è consigliabile suonare il clacson prima di sorpassarli.
In vicinanza di un attraversamento pedonale il conducente deve considerare che il pedone, nell’attraversare la strada, può diventare insicuro e ritornare improvvisamente indietro, oppure fermarsi improvvisamente sulle strisce.
Si consideri anche che i veicoli parcheggiati in prossimità delle strisce impediscono la visuale dei pedoni.
Il conducente, in vicinanza di un posteggio riservato ai taxi, deve fare attenzione ai pedoni che salgono o scendono dal taxi, rallentando ed eventualmente fermandosi, se questi attraversano improvvisamente la strada senza le dovute precauzioni.
Altri utenti deboli
Maggiore prudenza va usata, alla guida di un veicolo, nei confronti delle persone in bicicletta e di quelle con scarsa capacità di movimento, nonché delle persone diversamente abili e nei confronti dei conducenti di veicoli adattati per persone diversamente abili.
Alle donne incinte, che hanno una camminata più lenta, bisogna consentire di attraversare la strada con tranquillità, senza mettere fretta e spaventarle avvicinandosi troppo con il veicolo.
Uguale comportamento va osservato nei confronti dei pedoni che spingono una carrozzina per bambini, ricordandosi inoltre che è sempre vietato, parcheggiando il veicolo, ostruire lo scivolo del marciapiede riservato al passaggio della carrozzina.

Dalle sperimentazioni territoriali ai volumi tematici

I volumi tematici L ’italiano per prepararsi all’esame della patente, L ’italiano per la salute e la sicurezza sul lavoro e L’Italiano per avviare un’impresa sono stati realizzati a partire dai materiali didattici che i docenti e gli esperti di settore hanno progettato, realizzato e utilizzato nel corso delle sperimentazioni territoriali del 2012 nell’ambito del Progetto Certifica il tuo italiano.
Uno degli aspetti qualificanti delle sperimentazioni e dei volumi che ne sono derivati risiede nella modalità di progettazione dei materiali didattici, che ha visto la collaborazione di esperti di ambiti professionali diversi: docenti di italiano lingua seconda a stranieri adulti, esperti e docenti di autoscuole, formatori delle Camere di Commercio, formatori delle associazioni sindacali. L’eterogeneità delle équipe progettuali ha dato origine a una produzione molto ricca e diversificata elaborata con approcci diversi, sia per quanto riguarda i contenuti specifici all’interno delle stesse macro aree tematiche, sia per la metodologia utilizzata successivamente dai docenti sperimentatori nella prassi didattica.
I materiali didattici, pervenuti entro settembre 2012, sono stati analizzati dalle curatrici che, a partire dalle proposte didattiche dei docenti sperimentatori, hanno progettato le pubblicazioni, tenuto conto degli obiettivi specifici nel contesto più generale del progetto Certifica il tuo italiano.
Le curatrici ringraziano tutti i docenti e gli esperti sperimentatori che con il loro lavoro didattico hanno reso possibile la pubblicazione dei volumi.
Un particolare ringraziamento va ai docenti di italiano L2 e agli esperti di settore che hanno collaborato alla redazione dei materiali confluiti nei volumi: Cristina Zanzottera (F. Ismu) e Sara Franzoni (Mantova) per L’Italiano per avviare un’impresa;
Elisabetta Piras (xFor Milano) per L’italiano per la salute e la sicurezza sul lavoro;
Alessia Colognesi (Il giardino dei viandanti – Mantova) e Loredana Gatta (CTP Rozzano) per L ’italiano per prepararsi all’esame della patente.

A chi sono rivolti i volumi

Le tre pubblicazioni sono state progettate e realizzate per essere utilizzate da docenti e apprendenti stranieri adulti dei corsi di Italiano lingua seconda. L’efficacia del loro utilizzo è in relazione con il livello di competenza linguistico-comunicativa in ingresso degli apprendenti stranieri. Si ritiene che il livello di competenza necessario in ingresso per affrontare i linguaggi settoriali e le tematiche proposti nei volumi sia, secondo il QCER (Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue), A2 per L’italiano per prepararsi all’esame della patente e L ’italiano per la salute e la sicurezza sul lavoro, B1 per L ’Italiano per avviare un’impresa.

Quali sono gli obiettivi prioritari
L’elaborazione dei tre volumi risponde agli obiettivi prioritari di facilitare l’apprendimento di linguaggi e tematiche settoriali, ritenuti di grande importanza per gli stranieri adulti, anche perché la loro conoscenza permette sia di affrontare questioni specifiche legate al lavoro e ad aspetti pratici della vita quotidiana che di acquisire consapevolezza delle diversità socioculturali e di conoscere aspetti culturali importanti della società italiana. Gli obiettivi linguistici trasversali alle tre pubblicazioni sono stati quelli di accrescere in generale le competenze linguistico-comunicative di base in Italiano L2, di ampliare il patrimonio lessicale, di conoscere e familiarizzare con i linguaggi settoriali degli ambiti tematici affrontati e di praticarne l’utilizzo attraverso attività didattiche guidate e graduate dal semplice al complesso.
Gli obiettivi linguistici specifici di ogni volume sono differenziati in relazione alla funzioni e competenze linguistiche che ogni ambito settoriale richiede maggiormente.
In L’italiano per prepararsi all’esame della patente l’obiettivo prioritario è quello di esercitare e implementare le competenze di comprensione della lingua scritta, per avvicinarsi gradualmente alla lingua della teoria per la patente e dei quiz, iniziare a risolvere i quiz per affrontare l’esame della patente di guida.

In L’italiano per la salute e la sicurezza sul lavoro l’obiettivo prioritario è quello di esercitare e consolidare le abilità di comprensione della lingua scritta per conoscere la normativa e di imparare a leggere e capire parole, la segnaletica e messaggi di immagini fisse e in movimento. Assumono infatti un’importanza sempre maggiore le comunicazioni, i manifesti e le campagne di sensibilizzazione dei lavoratori sul tema della sicurezza e della prevenzione.
In L’Italiano per avviare un’impresa l’obiettivo prioritario riguarda un utilizzo sempre più specifico e appropriato del linguaggio dell’impresa, esercitando le abilità sia ricettive che produttive orali e scritte con particolare attenzione all’argomentazione, per quanto riguarda la produzione orale, e all’organizzazione logica di un testo, rispetto alla produzione scritta.

Le modalità di elaborazione dei volumi
Il metodo sotteso alla produzione e all’utilizzo dei materiali è generalmente induttivo, in particolare L’italiano per prepararsi all’esame della patente e L ’italiano per la salute e la sicurezza sul lavoro rivolti ad apprendenti di livello A2. In sintesi:
• i concetti fondamentali sono veicolati a partire da tecniche (brainstorming, spidergram ecc.) finalizzate a far emergere le preconoscenze, ad accrescere la consapevolezza dei saperi e delle competenze già acquisite nei paesi di origine e degli eventuali diversi significati culturali attribuiti ai contenuti proposti;
• le attività didattiche mirano a sollecitare in primo luogo i racconti esperienziali e successivamente propongono la riflessione sui nuovi contenuti, a partire dalle situazioni tipiche e concrete dei partecipanti;
• i lavori di gruppo vogliono favorire l’interazione e la socializzazione tra gli allievi: molte sono le attività che propongono la condivisione di esperienze personali o di episodi generalmente conosciuti e legati ai temi proposti;
• la maggior parte degli esempi per le attività didattiche riguardano situazioni concrete, comunemente vissute dagli allievi stranieri adulti; si è cercato di evitare simulazioni o esempi lontani dal reale vissuto
• la sistematizzazione a livello teorico, sia dei contenuti linguistici che tematici, viene ripresa e riproposta generalmente alla fine della lezione.
L’approccio interculturale permea trasversalmente le pubblicazioni: le attività didattiche, oltre a proporre contenuti linguistici e tematici, inducono costantemente al confronto fra le esperienze, alla riflessione sul vissuto personale, all’individuazione di analogie e differenze fra modelli culturali dei paesi d’origine e quelli italiani, alla messa in discussione dei punti di vista.

La facilitazione dell’apprendimento e la semplificazione dei testi

I linguaggi settoriali e le tematiche specialistiche costituiscono uno scoglio, a volte insormontabile, anche per chi ha acquisito competenze linguistico- comunicative di base e non ha difficoltà di comunicazione nella vita quotidiana. Le difficoltà dei linguaggi settoriali derivano da elementi linguistici, contenutistici e cognitivi fra loro intrecciati.
Prendendo qui in considerazione solo l’aspetto linguistico, le difficoltà maggiori risiedono nel lessico (termini polisemici che assumono significati diversi se trasferiti dal linguaggio comune a quello settoriale; la sinonimia, i termini specialistici; nella sintassi (forme impersonali, si passivante, tempi verbali non di uso frequente quali ad es. participio passato con funzioni modali, causali); nelle figure retoriche; nell’organizzazione della frase (diversa in altre lingue); nelle inferenze (conoscenze già acquisite, riferimenti all’enciclopedia personale di ogni apprendente , molto diversi per le diverse appartenenze linguistico-culturali).
A partire dalle considerazioni sopra esposte, la scelta metodologica è stata quella della facilitazione dell’apprendimento dei linguaggi e delle tematiche settoriali attraverso:
• l’adozione della scrittura controllata;
• l’utilizzo di immagini con funzione non decorativa, ma descrittiva dei contenuti principali e in questo modo rafforzative della comprensione;
• la composizione grafica delle pagine: i volumi sono stati redatti con corpo e interlinea maggiori rispetto a quelli dei testi tradizionali, con particolari accorgimenti grafici in L’italiano per prepararsi all’esame della patente e L ’italiano per la salute e la sicurezza sul lavoro, perché rivolti ad apprendenti di livello A2. In tutti e tre i volumi si dà ampio spazio a schemi grafici riassuntivi, all’utilizzo di colore e spazio sempre in funzione facilitante e non solo estetico-decorativo;
• la semplificazione linguistica dei testi autentici, proposti anche con testo originale a fronte (come ad esempio per gli articoli della Costituzione, la normativa su sicurezza e prevenzione sul lavoro, teoria per la patente) per permetterne la comprensione del contenuto e allo stesso tempo per avvicinare al lessico settoriale specifico, anche se di raro uso e di difficile comprensione per gli stessi parlanti nativi.

I contenuti
I contenuti dei volumi tematici sono stati individuati a partire dai macro temi e dai concetti fondamentali proposti dalla maggior parte degli sperimentatori nei corsi e da loro ritenuti prioritari e fondanti dei tre diversi ambiti (patente, sicurezza e prevenzione sul lavoro, avvio all’impresa).
La selezione di contenuti, materiali e attività proposti ha tenuto conto del loro possibile utilizzo con tempi limitati (il numero di ore minime previste: 10 ore per Sicurezza sul lavoro e Patente, 20 ore per l’Avvio all’impresa), e delle risorse generalmente a disposizione dei docenti dei corsi di italiano L2 ad adulti stranieri.
Gli indici, di seguito riportati, vogliono fornire uno sguardo d’insieme dei contenuti principali delle tre pubblicazioni.

I descrittori generali di livello A2 e B1

Comprensione orale generale
A2 È in grado di comprendere quanto basta per soddisfare bisogni di tipo concreto, purché si parli lentamente e chiaramente.
È in grado di comprendere espressioni riferite ad aree di priorità immediata (ad. es. informazioni veramente basilari sulla persona e sulla famiglia, acquisti, geografia locale e lavoro), purché si parli lentamente e chiaramente.
B1 È in grado di comprendere informazioni fattuali chiare su argomenti comuni relativi alla vita di tutti i giorni o al lavoro, riconoscendo sia il significato generale sia le informazioni specifiche, purché il discorso sia pronunciato con chiarezza in un accento piuttosto familiare.
È in grado di comprendere i punti salienti di un discorso chiaro in lingua standard che tratti argomenti familiari affrontati abitualmente sul lavoro, a scuola, nel tempo libero ecc., compresi dei brevi racconti.
Produzione orale generale
A2 È in grado di descrivere o presentare in modo semplice persone, condizioni di vita o di lavoro, compiti quotidiani, di indicare che cosa piace o non piace ecc. con semplici espressioni e frasi legate insieme, così da formare un elenco.
B1 È in grado di produrre, in modo ragionevolmente scorrevole, una descrizione semplice di uno o più argomenti che rientrano nel suo campo d’interesse, strutturandola in una sequenza lineare di punti.

Comprensione generale di un testo scritto
A2 È in grado di comprendere testi brevi e semplici di contenuto familiare e di tipo concreto, formulati nel linguaggio che ricorre frequentemente nella vita di tutti i giorni o sul lavoro.
È in grado di comprendere testi brevi e semplici che contengano lessico ad altissima frequenza, comprensivo anche di un certo numero di termini di uso internazionale.
B1 È in grado di leggere testi fattuali semplici e lineari su argomenti che si riferiscono al suo campo d’interesse raggiungendo un sufficiente livello di comprensione.
Produzione scritta generale
A2 È in grado di scrivere una serie di semplici espressioni e frasi legate da semplici connettivi quali «e», «ma» e «perché».
B1 Su una gamma di argomenti familiari che rientrano nel suo campo d’interesse è in grado di scrivere testi lineari e coesi, unendo in una sequenza lineare una serie di brevi espressioni distinte.

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