Pensioni 2017: anticipata con part time, ecco i requisiti richiesti

Sono settimane intense per la riforma pensioni 2017. A conti fatti i lavoratori precoci che potranno beneficiare della Quota 41 in sostanza potranno lasciare il loro posto di lavoro con un anticipo di 1 anno e 10 mesi (solo 10 mesi per le donne) rispetto alla pensione anticipata ordinaria. In pochi sanno infatti che oltre alla chiacchieratissima Ape, nella legge di stabilità 2017 è stata inserita anche Rita, ovvero la Rendita Integrativa Anticipata. In teoria, considerando che l’inflazione registrata nel 2015 è stata più bassa di quella prevista, da aprile l’Inps dovrebbe recuperare in quattro rate lo 0,1% sulle pensioni.

Sarebbe allo studio da parte dell’esecutivo un nuovo provvedimento per ritoccare la legge di Bilancio 2017. Ma il problema, stando alle ultime e ultimissime notizie, è che al momento le novità per le pensioni sembrerebbero bloccate nel Comitato ristretto, proprio quel Comitato che aveva avanzato ulteriori cambiamenti delle novità per le pensioni di Ape e quota 41 che, probabilmente, saranno ripresi con il Milleproroghe che potrebbe, ancora una vola, rappresentare una nuova possibilità di modifica pensionistica, nell’attesa dell’attuazione del Dpcm il primo marzo.

“Se verrà confermato un intervento del Governo per correggere alcuni limiti delle norme sull’Ape Agevolata, chiediamo che si tenga conto del positivo lavoro svolto da Camera e Senato nei mesi scorsi” a dirlo è Alessandro Genovesi, Segretario Generale della Fillea-Cgil, il principale sindacato dell’edilizia, secondo quanto riporta l’agenzia 9colonne.

Quelle proposte all’esame delle Camere “avevano raccolto consensi trasversali” spiega Genovesi “mi riferisco in particolare all’ordine del giorno approvata alla Camera, proposto dall’On. Facciamo pertanto un appello al Governo affinché si recuperi su questo terreno, dando un segnale di maggiore giustizia e attenzione a migliaia di edili che dopo decenni di lavoro gravoso, meritano di poter andare a fare i nonni, anziché rischiare ancora la vita sulle impalcature” conclude il leader degli edili Cgil.

Pensioni: Poletti, bloccheremo recupero 0,1% anche nel 2017 In riferimento al recupero del differenziale negativo dello 0,1% sulle pensioni a fronte dell’inflazione piu’ bassa registrata nel 2015 rispetto a quella prevista, il ministero del lavoro e delle politiche sociali informa di aver predisposto un emendamento al Decreto Milleproroghe con il quale si prevede di prorogare al 2017 la norma che ha consentito di non procedere al recupero nel corso del 2016. E’ quanto si legge in una nota del ministero.

Pensioni: Fnp Cisl, bene Poletti su restituzione 0,1% “Apprendiamo con grande soddisfazione la decisione del ministro Poletti di aver predisposto un emendamento al Decreto Milleproroghe per evitare che i pensionati debbano restituire lo 0,1% della rivalutazione delle pensioni avuta nel 2015”. E’ il commento del segretario generale della Cisl Pensionati, Gigi Bonfanti, alle dichiarazioni del ministro Poletti riguardo l’intenzione di non voler procedere al recupero delle somme nel corso del 2017. “Una decisione di buonsenso – conclude Bonfanti – che permette di non togliere risorse ai pensionati e rimanda tale operazione a condizioni economiche piu’ rosee per il nostro Paese”.

Pensioni: Spi Cgil, bene Poletti; aspettiamo emendamento “Bene Poletti che ha annunciato di voler intervenire per evitare che i pensionati debbano restituire lo 0,1% della rivalutazione avuta nel 2015. È la conferma che ci voleva poco a risolvere la questione. Ora aspettiamo di vedere l’emendamento al Milleproroghe”. Lo dichiara il Segretario generale dello Spi-Cgil Ivan Pedretti commentando l’annuncio del dicastero del Lavoro, e cioe’ che il Governo blocchera’ il recupero dello 0,1% dell’inflazione per il calcolo delle pensioni anche nel 2017.

Inps: pensioni bloccate anche nel 2017, minima 501,89 euro Nessuna perequazione automatica per le pensioni nel 2016 e nel 2017. Lo scrive l’Inps in una circolare spiegando che il decreto del 17 novembre 2016 del ministero dell’Economia, di concerto con il ministero del Lavoro, “fissa nella misura dello 0,0% l’aumento di perequazione automatica da attribuire alle pensioni, in via definitiva, per l’anno 2016”. A seguito di tale conferma “nessun conguaglio è stato effettuato rispetto alla rivalutazione attribuita in via previsionale per il 2016”. Il trattamento minimo resta di 501,89 euro (importo annuo di 6.524,57 euro). I valori provvisori del 2017 “sono identici a quelli definitivi del 2016”, scrive l’istituto nella circolare. “Le pensioni, gli assegni vitalizi, gli assegni e le pensioni sociali sono stati quindi posti in pagamento nello stesso importo di dicembre 2016”, prosegue l’Inps nella circolare. Per il 2017 l’importo mensile della pensione sociale resta a 369,26 euro al mese con un limite di reddito personale e coniugale, al di sopra dei quali le prestazioni non spettano, rispettivamente di 4.800,38 euro annui e 16.539,86 euro annui. Per l’assegno sociale l’importo è di 448,07 euro al mese con un limite di reddito personale annuo di 5.824,91 euro e di 11.649,82 euro annui di reddito coniugale.

DL MILLEPROROGHE, VERSO EMENDAMENTO SU RECUPERO INFLAZIONE PENSIONI

Il Governo interverrà, con un emendamento al decreto Milleproroghe, sul recupero del differenziale sulle PENSIONI rispetto all’inflazione registrata anche nel 2017. Il differenziale è stato negativo dello 0,1% sulle PENSIONI a fronte dell’inflazione più bassa registrata nel 2015 rispetto a quella prevista. La proposta di modifica, che potrebbe essere presentata come emendamento del relatore in commissione Affari costituzionali al Senato, prevede di prorogare al 2017 la norma che consente di non procedere al recupero nel corso del 2016.

PENSIONI. DAMIANO (PD): RESTITUIRE 0,1% NEL MILLEPROROGHE

“L’osservazione fatta dal segretario generale dello Spi Cgil Ivan Pedretti a proposito della circolare dell’Inps relativa alla restituzione dello 0,1% degli importi pensionistici, va tenuta in considerazione”. Lo dice Cesare Damiano (Pd), presidente della commissione Lavoro alla Camera. “Pur trattandosi di importi modesti- prosegue- la loro decurtazione avra’ un effetto penalizzante agli occhi dei pensionati in un momento di inflazione zero e di assenza di rivalutazione degli assegni previdenziali. Dai nostri calcoli- spiega Damiano- l’importo di questa misura vale circa 185 milioni di euro. Suggeriamo al governo di utilizzare il decreto milleproroghe attualmente in discussione al Senato al fine di rimandare il taglio al 2018. Basterebbe un emendamento del governo”.

PENSIONI: OK POLETTI SU RESTITUZIONE 0,1%, ASPETTIAMO EMENDAMENTO

“Bene Poletti che ha annunciato di voler intervenire per evitare che i pensionati debbano restituire lo 0,1% della rivalutazione avuta nel 2015. È la conferma che ci voleva poco a risolvere la questione”. Così il Segretario generale dello Spi-Cgil Ivan Pedretti. “Ora aspettiamo di vedere l’emendamento al Milleproroghe”, aggiunge.

Pensioni, ultime notizie. Riforma pensioni 2017, ultime news.

Pensioni, ultimissime sulle pensioni. Nessuna perequazione per le pensioni nel 2016 e nel 2017. Lo fa comunica l’Inps spiegando che il decreto del Mef fissa nello “0,0% l’aumento di perequazione automatica da attribuire alle pensioni, in via definitiva, per il 2016″. A seguito di tale conferma nessun conguaglio è stato effettuato rispetto alla rivalutazione attribuita in via previsionale per il 2016”. Il trattamento minimo resta di 501,89 euro. I valori provvisori del 2017 sono identici a quelli definitivi del 2016.

Pensioni, Inps: ultime notizie sulle pensioni Sempre l’Inps ha comunicato che recupererà a partire da aprile in quattro rate lo 0,1% sulle pensioni a fronte dell’inflazione più bassa registrata nel 2015 rispetto a quella prevista. “Il recupero del differenziale negativo pari allo 0,1%, relativamente ai ratei corrisposti nel 2015 viene effettuato in massimo 4 rate, dalla mensilità di aprile 2017, con il limite minimo di 1 euro per ciascuna rata. Gli importi inferiori a 1 euro vengono recuperati in unica soluzione. Il recupero era stato bloccato nel 2016 e rinviato al 2017. Tuttavia il ministero del Lavoro informa di aver predisposto un emendamento al Decreto Milleproroghe con il quale si prevede di prorogare al 2017 la norma che ha consentito di non procedere al recupero nel corso del 201.

Pensioni, Ape: verso modifiche della riforma pensioni 2017 Allo studio del governo un nuovo provvedimento per ritoccare la legge di Bilancio 2017 sul fronte previdenziale e, in parte, anche sul fronte del fisco.Secondo quanto riporta il Sole 24 Ore, si ragiona su misure “che consentano di allargare, in linea con quanto si sarebbe deciso di fare in fase di esame della legge di Bilancio al Senato, l’accesso all’Ape social. In particolare, si lavorava a un più favorevole computo dei requisiti contributivi degli invalidi del lavoro (con riconoscimento del requisito con invalidità al 60% contro il 74% previsto dalla norma attuale)”.

Il quotidiano economico ricorda anche che: “per l’attuazione dell’Ape nelle sue tre versioni il Governo deve comunque varare tre decreti del presidente del Consiglio (Dpcm) e un paio di decreti ministeriali da adottare con il concerto di Lavoro ed Economia. Atti amministrativi che andrebbero adottati entro fine mese, cui si aggiungono gli accordi quadro con Abi e Ania e la convenzione Inps–Mef sul Fondo di garanzia”.

Quanto agli altri capitoli della manovra che potrebbero essere ritoccati, sotto i riflettori “la norma sul riallineamento delle regole fiscali (Ires e Irap) ai nuovi principi contabili entrati in vigore a inizio anno e validi per l’esercizio 2016. Tra le ipotesi in valutazione c’è anche quella di un emendamento al Dl banche o in subordine al milleproroghe, entrambi all’esame del Senato”.

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