Pensioni, al via la sperimentazione dell’Ape social e dell’Ape agevolato: destinatari e requisiti

Si torna a parlare di pensioni ed oggi vogliamo fare chiarezza sull’Ape, ovvero sulla pensione anticipata. Il 2017 è arrivato soltanto da pochi giorni ma le novità dal punto di vista previdenziale sembrano essere davvero tante; alcune novità sono inserite nella Legge di Bilancio entrata in vigore il 1° gennaio 2027, mentre altre potrebbero arrivare nelle prossime settimane. Da diverse settimane si parla di Ape, ovvero l’Anticipo pensionistico che permetterà a chi ha raggiunto almeno i 63 anni di età di andare in anticipo in pensione; il progetto è contenuto nella legge di bilancio per il 2017 e tale operazione sembra coinvolgerà i lavoratori dipendenti, autonomi e parasubordinati in possesso di 63 anni di età a partire dal 1° maggio 2017 a non più di tre anni e 7 mesi al perfezionamento della pensione di vecchiaia a condizione di avere almeno 20 anni di contributi ed una pensione non inferiore a 700 euro al mese.

Il costo sarà circa del 4,6%- 4,7% per ogni anno anticipato rispetto all’età di vecchiaia, proprio a tal riguardo la legge prevede che a fronte degli interessi sul finanziamento e dei premi assicurativi per la copertura del rischio di premorienza, è riconosciuto un credito di imposta annuo nella misura del 50 per cento dell’importo pari a un ventesimo degli interessi e dei premi assicurativi complessivamente pattuiti. L‘Ape, introdotta in via sperimentale fino al 31 dicembre 2018, potrà essere richiesta da tutti i lavoratori iscritti alle varie regioni, compresa la gestione separata Inps, che raggiungano l’età minima indicata. L’Ape non potrà superare un valore pari al 95 per cento dell’importo della pensione “spettante all’assicurato al momento della richiesta dell’Ape stessa, come calcolata dall’Inps”. L‘Ape social, dunque, spetterà ai seguenti destinatari: disoccupati senza ammortizzatori con 30 anni di contributi; lavoratori con 30 anni di contributi che assistono familiari di primo grado con disabilità grave; lavoratori con 30 anni di contributi che presentano un grado di invalidità superiore o uguale al 74%; lavoratori con 36 anni di contributi che svolgono un lavoro ritenuto particolarmente faticoso e lo hanno svolto in via continuativa per almeno 6 anni.

Oltre all’Ape Social, ovvero quello di cui abbiamo appena parlato, è stato introdotto anche l’Ape agevolato, ovvero un trattamento assistenziale il cui valore sarà rapportato alla pensione maturata dal lavoratore al momento della richiesta ma entro un ammontare non superiore a 1.500 euro lordi mensili. Potranno richiedere l’Ape agevolato: – i lavoratori che hanno esaurito gli ammortizzatori sociali da almeno tre mesi e che si trovino ancora in stato di disoccupazione; – i soggetti impiegati in attività difficoltose o rischiose per la quale la permanenza al lavoro in età più elevata aumenta il rischio di infortunio o di malattia professionale; – i soggetti con una invalidità pari o superiore al 74%; – i soggetti con carichi di lavoro di cura legato alla presenza di parenti di primo grado conviventi con disabilità grave.

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