Pensioni, brutte notizie per gli italiani: slitta a maggio l’Ape volontaria, ecco come richiederla

0

Novità in campo pensioni visto che l’applicazione della riforma non sembra presagire nulla di buono. Nella giornata di ieri è arrivata la notizia del possibile slittamento dell’Ape sia volontaria che social, in quanto i decreti attuativi non sembra siano pronti e le pratiche potranno iniziare il primo maggio. Nello specifico sembra che l’Ape abbia ancora molti punti oscuri e siano molte le questioni che non sono state chiarite e nonostante si attende a tempo che il governo dia delle risposte veloci e che la riforma delle pensioni potesse essere messa in atto al più presto, purtroppo la realtà dei fatti e ben diversa, visto che al momento non sembra essere neanche pronta la piattaforma online.

L‘ape volontaria dunque pare può slittare di un paio di settimane rispetto al primo maggio e si sta ancora lavorando alla piattaforma Informatica che dovrà gestire la domanda del lavoratore con Inps e banche; la percentuale massima di Ape volontaria che potrà essere chiesta oscillerà da un minimo del 75 ad un massimo del 90 per cento, in relazione alla durata dell’anticipo, mentre l’importo minimo dovrà essere di almeno 150 euro. Ad ogni modo il ritardo non dovrebbe superare i 15 giorni, è questo quanto emerso nella giornata di ieri, precisando che si tratta di un’indicazione emersa nel corso di un convegno organizzato dallo stesso giornale. Emerse negli ultimi giorni anche una serie di novità, tra le quali l’importo minimo dell’Ape volontaria che sarà di 150 euro al mese, mentre l’ammontare massimo sarà articolato in quattro fasce comprese fra il 75% e il 90% della pensione netta maturata dal pensionando, a seconda della durata dell’anticipo; sostanzialmente dunque all’aumentare dell’anticipo diminuisce l’assegno massimo che si può ottenere.

“La partenza dell’Ape volontaria potrebbe slittare rispetto al 1° maggio”, è questo quanto dichiarato da Stefano Patriarca, ovvero il consigliere economico dell’Unità di coordinamento della politica economica della Presidenza del consiglio dei ministri nel corso del convegno “Tuttovalvoro”, che si è svolto nella giornata di ieri a Milano.Lo stesso ha aggiunto che si sta ancora lavorando alla piattaforma informatica che dovrà gestire il tutto ed ha anche aggiunto che l’importo oscillerà da un minimo del 75% ad un massimo del 90 in relazione alla durata dell’anticipo e l’importo minimo dovrà essere di almeno 150 euro. Sulla questione è intervenuto anche il Presidente dell’Inps, Tito Boeri, il quale al termine di un convegno sulle pensioni ha sottolineato come l’Istituto abbia davvero fatto, preparando tutto, compresi gli applicativi ed il simulatore ma fino a quando non ci sarà un Dpcm non si potrà operare.

L’Ape volontaria è chiesta direttamente dal lavoratore e assume dunque una sorta di prestito, esente da tassazione che viene erogato da un istituto bancario a cadenza mensile; si tratta ad ogni modo di una prestazione da parte dello Stato che non prevede alcuna restituzione. Il lavoratore potrà decidere il periodo di tempo per il quale intende percepire il prestito purché sia un lasso temporale antecedente la pensione di vecchiaia e comunque non superiore ai 43 mesi per la maturazione dei requisiti della stessa.Diciamo subito che per chiedere l’Ape volontaria bisogna essere in possesso di determinati requisiti, tra i quali: aver compiuto 63 anni, aver versato 20 anni di contributi, fare richiesta massimo 43 mesi prima della pensione di vecchiaia, non essere già beneficiari di altra pensione diretta, iscrizione all’Ago ovvero all’assicurazione generale obbligatoria o altre forme sostitutive ed esclusive.

Rispondi o Commenta