Pensioni, fallimento del part time agevolato: flop di Paoletti

Pensioni: il part time agevolato ha fallito su tutta la linea

Il ministro del Lavoro Poletti aveva previsto 30mila richieste per il part time agevolato. Ne sono arrivate 200. Un fallimento totale, raccontato dal rapporto annuale dell’Inps, che ha appunto messo in luce il flop di questa misura fortemente voluta dal Governo Renzi. Secondo l’istituto previdenziale, nel 2016 soltanto 238 domande presentate e 85 sono state accolte: numeri incredibilmente bassi rispetto alle ottimistiche previsioni del ministero. Ma partiamo dal principio: cos’è il part time agevolato? Si tratta di uno strumento attraverso il quale un lavoratore prossimo alla pensione può ridurre il carico di lavoro con penalizzazioni sullo stipendio, senza però che venga intaccato il suo regime contributivo. In particolare viene previsto un accordo tra lavoratore e impresa secondo cui il primo, a cui mancano non più di tre anni al raggiungimento della pensione e con almeno 20 di contributi versati, di concordare con la seconda un regime a orario dimezzato del 50 %, percependo una retribuzione invece non ridotta, ma pari circa al 70 %.

I numeri però parlano chiaro: l’insuccesso dell’istituto è palese, specie perchè le donne non hanno potuto beneficiarne, dal momento che si tratta di uno strumento che può essere utilizzato solo dai soggetti nati prima del maggio 1952.

Pensioni, Poletti fa mea culpa sul part time agevolato: “Non ha funzionato”

Su 389mila lavoratori del settore privato solamente 238 hanno fatto domanda per il part time agevolato. Meno dell’ 1% insomma, il ministro Giuliano Poletti ha voluto spiegare così questo fallimento: “Il part time non ha funzionato. Bisognerà ricorrere a strumenti diversi. Quando siamo partiti non c’era ancora il progetto per la flessibilità in uscita delle pensioni: poiché le due platee coinvolte sono sostanzialmente le stesse è chiaro che la scelta è stata condizionata”. Il Governo ha registrato perciò questo insuccesso: i lavoratori non hanno perciò apprezzato la misura, perchè in conclusione hanno preferito uno stipendio pieno a fronte della possibilità di ridurre per gradi il lavoro (pur salvaguardando contributi e importi delle quasi imminenti Pensioni). Di sicuro le aziende non hanno incentivato più di tanto, visto che comunque non era una misura a loro conveniente: è probabile che anche questo fattore abbia fatto si che il part time agevolato non sia mai partito veramente. Senza dimenticare che i sindacati non lo hanno mai ritenuto un istituto che potesse risolvere nemmeno in parte i problemi del settore previdenziale. Staremo a vedere dove saranno reinvestiti i fondi previsti orginariamente per questo strumento.

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