Perugia shock, 50enne armato di coltello in Tribunale accoltella due giudici

Una vera tragedia quella avvenuta a Perugia, nella tarda mattinata di lunedì presso gli uffici del tribunale in piazza Matteotti, dove due giudici del Tribunale civile della città Umberto Rana e Francesca Altrui sono stati accoltellati. Ci sarebbe in effetti anche un terzo ferito e si tratterebbe di un impiegato intervenuto che però ha riportato soltanto delle leggere contusioni ed è stato medicato sul posto. L‘aggressore sarebbe un uomo di 53 anni di nome Roberto Ferracci, nato a Perugia residente a Spello il quale avrebbe colpito i due giudici con un coltello da cucina di 25 cm, poi avrebbe tentato la fuga dal Palazzo di Giustizia attraverso un’uscita secondaria dell’Ufficio centrale delle Poste, che si trova  al piano terra dell’edificio ed è stato poi arrestato dalla polizia. Sul luogo dell’aggressione sono intervenute due pattuglie dei carabinieri della finanza della polizia municipale oltre che 3 ambulanze per soccorrere i feriti.

L’uomo è stato arrestato con le accuse di porto di oggetti atti ad offendere, tentato omicidio, di pluriaggravato lesioni personali e danneggiamento aggravato e per questa ragione nel pomeriggio di lunedì è stato condotto presso il carcere perugino di capanne. Ferracci dopo aver accoltellato i 2 giudici, avrebbe tentato la fuga dal Palazzo di Giustizia attraverso un’uscita secondaria dell’Ufficio centrale delle Poste; secondo quanto riferito dalla Questura sarebbero stati trovati addosso a Ferracci due coltelli. Secondo una prima ricostruzione effettuata dagli investigatori l’uomo sarebbe entrato in ospedale, recandosi presso l’ufficio del Giudice altrui della sezione fallimentare e una volta dentro sarebbe scattata l’aggressione nei suoi confronti e dopo averla immobilizzata, l’avrebbe colpita più volte con il coltello soprattutto sulla schiena.

Le urla del giudice sia di paura che di dolore, sono stati avvertiti dai colleghi e soprattutto dal giudice Rana che si è precipitato presso l’ufficio sfondando la porta cercando di disarmare l’aggressore , nella colluttazione sarebbe rimasto ferito da due coltellate ad un fianco e una ad una coscia. Come abbiamo riferito, nella colluttazione sarebbe stato ferito un terzo e si tratterebbe di un dipendente del tribunale corso insieme a Rana per cercare di soccorrere la donna. L’uomo avrebbe agito in seguito all’esito di un procedimento civile risultato a lui sfavorevole del quale era titolare la dottoressa Altrui. Nello specifico l’aggressore è risultato essere proprietario di un albergo in Umbria del quale recentemente era stato dichiarato fallimento.

“Non appena ho appreso la notizia del ferimento di due magistrati nel tribunale di Perugia ho immediatamente espresso la mia solidarietà ai due funzionari dello Stato colpiti. Ho inoltre già chiesto che siano subito svolte le necessarie verifiche per comprendere l’esatta dinamica dei fatti ed accertare le falle nel sistema di sicurezza”, è questo quanto dichiarato dal ministro della Giustizia Andrea Orlando, il quale ha espresso vicinanza ai colleghi e al dipendente amministrativo del Tribunale civile di Perugia per il fatto gravissimo avvenuto nella mattinata di ieri.

Si infila senza fretta nel palazzo di giustizia, mischian­dosi fra gli avvocati e i cittadi­ni e i magistrati che entrano ed escono. Non attira l’atten­zione di nessuno lì dentro, nel­la sede civile del Tribunale di Perugia, in piazza Matteotti dove non esistono sistemi di sicurezza, telecamere o una guardia armata.

Lui però le armi se l’è porta­te. Due coltellacci infilati nel soprabito bianco, in barba al metal detector che non esiste. In testa ha il piano criminale. Lucido e dettagliato. Salire al primo piano e colpire il giudi­ce Francesca Altrui, magistra­to che ha sentenziato il falli­mento del suo albergo in Um­bria. Così Roberto Ferracci, 53 anni di Spelto, piomba nel­l’ufficio della dottoressa, che è in piedi davanti alla scrivania, la immobilizza e le sferra tre o quattro fendenti alla schiena;con la lama lunga 25 centimetri.

Le grida attirano l’at­tenzione del collega della stanza di fianco: Umberto Rana. È lui, il magistrato eroe, il pri­mo ad arrivare e a sal­vare la dottoressa a ca­po della sezione falli­mentare. Prova a togliere il coltello all’ag­gressore e riceve due coltellate. Una al fian­co, l’altra alla coscia. Sarà tentato omicidio quello messo a segno nei suoi confronti. Le­sioni gravi, invece, sulla dotto­ressa.
E non è finita: l’aggressore è ancora in azione quando, nel trambusto, balza sulla scena anche un impiegato. Ferito pure questi. Ha una grossa contusione. Roberto Ferracci, intanto, scappa. Anzi, tenta la fuga oltrepassando l’ufficio centrale delle Posta che sta al piano terra, ma viene fermato da mezzo esercito: poliziotti, carabinieri, finanzieri. Per l’uomo destinazione Questu­ra. Poi carcere di Capanne. I magistrati feriti, invece, vengo­no portati con le ambulanze al Santa Maria della Misericor­dia, reparto di Chirurgia.

Non sono in pericolo di vita:15 giorni la prognosi. Ma poteva essere una strage. «Ho già chiesto che siano subito svolte le necessarie verifiche per comprendere l’esatta di­namica dei fatti e accertare le falle nel sistema di sicurezza» dice dalla Cina, il ministro del­la Giustizia Andrea Orlando. L’aggressione, stando a quanto trapela da un’indagi­ne di cui si stanno ancora met­tendo in fila i tasselli, sarebbe maturata all’esito di un proce­dimento civile risultato sfavo­revole all’aggressore e del qua­le era titolare la dottoressa Francesca Altrui. Roberto Fer­racci era proprietario di un al­bergo in Umbria del quale re­centemente è stato dichiarato il fallimento.

Dopo la probabile convali­da del fermo dell’uomo per tentato omicidio pluriaggrava­to, lesioni e porto illegale d’ar­mi, il fascicolo verrà trasmes­so alla procura di Firenze. Es­sendo persone offese dal rea­to due magistrati del capoluo­go umbro, infatti, il procedi­mento è di competenza dei pm toscani. Il vice presidente del Consi­glio superiore della magistra­tura, Giovanni Legnini, an­nuncia «nuove proposte al fi­ne di affrontare il grave proble­ma della sicurezza nei tribu­nali». L’Ordine degli avvocati avverte intanto che «non tolle­rerà più alcun ritardo nell’ado­zione di misure volte a garanti­re la sicurezza all’interno dei palazzi di giustizia di Peru­gia».

Mentre Luca Semeraro, da pochi giorni consigliere in Cassazione, ma fino al 12 set­tembre scorso ma­gistrato a Perugia, denuncia che la dottoressaFrance- sca Altrui aveva già ricevuto minac­ce e nessuno «ha alzato un dito per mettere in sicurez­za sia lei, sia gli al­tri colleghi. Al Tri­bunale civile» sot­tolinea il consigliere «non esi­ste alcuna misura di sicurez­za, chiunque può entrare e raggiungere le stanze dei ma­gistrati: ciò nonostante i casi  già denunciati negli ultimi an­ni di intimidazione ai danni di più colleghi, fra cui la stessa ferita oggi». Precisa Luca Se­meraro: «I sistemi di sicurez­za sono installati nel palazzo di fronte, alla procura genera­le e alla Corte d’Appello. Nella sede del Civile non vi è forza pubblica. I primi aiuti, duran­te questa annunciata aggres­sione, sono stati del collega Umberto Rana, anche luiferi­to e del personale di cancelle­ria. Saranno stati minuti infini­ti».

I sindacati e il presidente del Tribunale hanno manda­to decine di lettere almeno dal 2015 per denunciare la mancanza di sicurezza. Il Co­mitato provinciale perla sicu­rezza e l’ordine pubblico ha dichiarato il secondo livello di rischio. «È accaduto ciò che te­mevo, un fatto gravissimo, per poco non c’è scappato il morto» aggiunge ilpresidente della Corte d’Appello perugi­na, Mariano Vincenzo D’Apri­le. Verso sera l’annuncio tardi­vo del procuratore generale Fausto Cardella: «Dal 2 otto­bre prossimo» dice il magistra­to «il palazzo che ospita gli uffi­ci delTribunale civile sarà sot­toposto a vigilanza armata, metal detector e sorveglianza.

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