Sesso, ecco perché dopo un rapporto viene da piangere

Piangere dopo aver fatto sesso? Capita. IL LEGAME SESSO-LACRIME

Lei piange dopo aver fatto sesso? In molti si vergognano ad ammetterlo, ma piangere dopo aver fatto sesso è una cosa che accade molto più spesso di quanto si creda.

Lei piange dopo aver fatto sesso? Ecco come nasce IL LEGAME SESSO-LACRIME

Una tragedia? No. Non bisogna preoccuparsi, anzi. Se lei piange dopo aver fatto sesso vuol dire che è stato meraviglioso. Lo assicurano gli esperti dell’australiana Queensland University of Technology, sostenendo anche che a quasi una donna sue due (il 46%) è già capitato di scoppiare in lacrime dopo il sesso. Un problema prettamente fisiologico, come specifica anche il sito focus.it.

Piangere dopo il sesso? Svelato IL LEGAME SESSO-LACRIME

Secondo gli scienziati coordinati da Robert Schweitzer, tutto dipende dai cosiddetti “ormoni del benessere”: l’ossitocina e le endorfine. Dopo un’esplosione iniziale quando c’è l’orgasmo, queste sostanze calano vertiginosamente provocando un senso di tristezza che pervade tutto l’essere.

Sesso, una coppia su 5 non lo fa più. Il decalogo per… ricominciare

Anche sotto le lenzuola stress e stanchezza uccidono l’amore. Quasi la metà degli italiani riesce a ritagliare raramente del tempo da dedicare al partner. Ed un italiano su 5 confessa di non fare piu` sesso oppure di farlo davvero raramente.
Su un campione di 2 mila persone di entrambi i sessi, di età compresa tra i 18 ed i 48 anni, intervistate da SpeedDate.it, il portale che offre ai single il modo più veloce e divertente per incontrare nella vita reale gente nuova e nuovi potenziali partner, il 46% degli intervistati dichiara infatti di trovare raramente tempo per la coppia.

Il nostro cervello rilascia lo sito l’ossitocina durante l’orgasmo, ovvero un ormone che promuove fiducia ed empatia, ma durante il climax il cervello entra in uno Stato diverso da qualsiasi altro e quindi potrebbero esserci molte ragioni per cui potrebbe manifestarsi il fenomeno.“Per quanto riguarda il sentirsi tristi, depressi o emotivi dopo il sesso, è qualcosa che succede spesso, anche se lo spettro delle emozioni coinvolte può variare e i dati che abbiamo su questo fenomeno sono limitati, e molto pochi,” ha dichiarato al Telegraph la dottoressa Petra Boynton, la quale ha anche aggiunto che molte delle sue pazienti si sono dette piuttosto preoccupate dei loro partner colpiti da quella che viene definita disforia post coitale.

“Ho 19 anni. Da pochi mesi ho cominciato ad avere rapporti con il mio ragazzo. Dopo l’amore però sono triste e mi viene anche da piangere. Le mie amiche invece mi dicono che si divertono molto e dopo sono contente. Perché sono così sfortunata?”. Mirella T. (Mestre)

Gentile Mirella, le ragioni della tua tristezza possono essere molto diverse. Solo dopo averle riconosciute sarà possibile aiutarti ad essere felice durante e dopo l’amore come le tue amiche! E’ rara questa tristezza? No. Gli antichi dicevano “Ornine animai post coitum triste”, dopo il rapporto ogni animale (uomo incluso) è triste, indicando quindi una sorta di regola generale, come se il sentimento di malinconia fosse intrinseco al dopo rapporto e, per inciso, apparentemente più frequente negli uomini che non nelle donne. Personalmente preferisco una versione ritenuta più corretta: “Post coitum anima tristis est”: dopo il rapporto l’anima è triste, versione che aggiunge una nota molto più affettiva ed emotiva alla tristezza dopo rapporto (che i francesi chiamano “post coital tristesse”).
Perché il rapporto può causare tristezza? Anzitutto, in una giovane donna la tristezza può nascere da ragioni diverse, che possono in parte sovrapporsi. La prima è il senso di perdita – della verginità, ma anche di uno stato di potenzialità e di valore -, possibile quando la verginità è ipervalorizzata e la sua perdita, al di fuori del matrimonio ma anche di una relazione esaltante, può comportare un contraccolpo di delusione e di malinconia, soprattutto nella ragazze che hanno avuto un’educazione più tradizionale.
Più frequente e diffusa è la delusione per non raggiungere il piacere “straordinario” che ci si aspetta in base ai racconti iperbolici delle amiche o alle scene romantico-erotiche viste nei film o immaginate leggendo romanzi d’amore. «E’ poi tutto qui?» è la frase che sintetizza il nucleo duro della delusione. Per esempio, molte ragazze sono deluse dal non provare nulla nel rapporto e in particolare di “non sentire nulla” nella penetrazione, mentre hanno orgasmi magnifici e intensi sia con la masturbazione (personale o del partner) sia con la stimolazione orale. Ecco che allora quello che è atteso come un momento straordinario diventa fattore scatenante di una crescente delusione. Specialmente se non si prova quella passione, quella esaltazione emotiva che sembra di intuire guardando i film d’amore, e tutto sembra così pianamente normale. Ancor più se invece che provare piacere, la penetrazione causa addirittura dolore, subito, all’inizio della penetrazione (la cosiddetta “dispareunia”) oppure ore o giorni dopo, con un bruciore all’entrata della vagina che oggi definiamo come “vestibolite vulvare” o vestibolodinia.
A volte la delusione e la tristezza nascono dal senso di perdita di un’intimità emotiva profonda, ma che è durata un attimo; o ancora da un’intimità fisica così poco soddisfacente da lasciare un senso di lontananza remota, invece che di unione. La tristezza può essere anche inquinata da una rabbia sottile, se la delusione nasce dal fatto che lui è troppo veloce e tutto finisce prima quasi di essere cominciato. O se l’erezione è inconsistente, o non dura, e di nuovo il piacere sfugge dopo esser stato appena intuito.

Altre volte, la sensazione di tristezza nasce da fattori fisici correlati ai nostri comportamenti: per esempio, se si comincia a bere per rilassarsi pensando che il sesso sia migliore, o più facile, con il risultato di disinibirsi, sì, ma non di aumentare l’appagamento emotivo. O ancora, se il contesto in cui si fa l’amore è poco sicuro – l’auto o luoghi appartati di fortuna – e il bisogno di sicurezza obbliga ad allontanarsi senza potersi gustare, dopo, un abbraccio e un po’ di tenerezza. Come vedi, Mirella, le ragioni della tua tristezza possono essere molto diverse. E, se potessi ascoltare in dettaglio la tua storia personale, probabilmente ne emergerebbero altre. Cerca quindi di ascoltarti, cercando di sentire con calma quali siano le radici vere della tua tristezza, così da poterle modificare, magari con l’aiuto di uno specialista.

Prevenire e curare – I fondamentali per far l’amore senza tristezza e senza paura
– Cominciare ad avere rapporti completi solo quando ci si sente “pronte” per farlo, quando si prova un desiderio intenso, fisico ed emotivo, e non perché le amiche lo hanno già fatto, perché il partner più o meno occasionale “insiste” o, peggio, ci forza, o perché si è un po’ bevute.
– Pensare prima alla contraccezione, con pillola o cerotto contraccettivo, per non rovinare le prime volte con la pura di restare incinte.
– Chiedere sempre al partner di usare il profilattico, per non rovinarsi il dopo amore con la scoperta di una malattia sessualmente trasmessa.
– Scegliere luoghi sicuri per poter far l’amore con calma e tranquillità.
– Dirsi quello che piace, quello che eccita, e quello che disturba: la soddisfazione fisica ed emotiva si costruisce anche imparando insieme l’alfabeto dell’amore che spesso è sconosciuto a tutti e due, specie quando si è giovanissimi!

Si potrebbe pensare che è per via dell’insoddisfazione, la frustrazione, o forse il sesso non mi piace o non mi piace con la persona con cui lo faccio, ma quello che so è che quando con lui raggiungo l’orgasmo io piango. E’ un pianto con lacrimoni e tutto, e non si ferma neppure se mi concentro per farlo smettere.

Poi capita che invece mi masturbo e arrivo tranquilla. Nessun problema. Niente tristezza, malinconia, pianto. Perciò non dipende dall’orgasmo in se. Forse dipende da qualcos’altro. Si, ma da cosa? Il punto è che non so cosa fare. Come affronto il problema? Come faccio a dirlo a lui? Glielo devo dire? Perché alla lunga è dura nascondere le lacrime e penso che anche lui non la prenderebbe proprio bene.

Quello che sento è un gran bisogno di affetto. Vorrei che lui si dedicasse un po’ di più al mio corpo. Prima, durante, dopo. Prima era diverso, lui era un po’ diverso, ora le cose sono un po’ cambiate, forse per abitudine o perché si dà tutto per scontato, ma quel che sento è paura, paura dell’abbandono. Del vuoto. Quando raggiungo l’orgasmo cedono le barriere. Il pianto viene fuori con ogni altro liquido del mio corpo.

Come potrei dire? Mi si aprono i rubinetti? Ora non so se ci sia una spiegazione semplice per quello che succede, soprattutto non so se ci sia una interpretazione che non passi per la patologizzazione. Perché ho letto delle cose in rete e c’è chi parla di “orgasmo emozionale” e quindi di una presunta differenza “naturale” tra l’orgasmo maschile e quello femminile. Siamo sempre lì a rigirarci contro stereotipi sessisti che normalizzano l’abitudine a non indurre una ricerca su quello che in realtà ci riguarda.

Non voglio essere compatita, voglio capirne la causa, affrontarla e risolverla. E’ mai successo a qualcuno di voi di piangere dopo l’orgasmo? Potreste cedermi un po’ della vostra esperienza per farmi capire un po’ di più? Grazie mille, per qualunque contributo. Io resto in ascolto.

Ps: è una storia vera. Grazie a chi me l’ha raccontata. Ogni riferimento a cose, fatti e persone è puramente casuale.

One comment

  1. sapete perchè e quando si piange dopo aver scop….ehm, fatto sesso come dicono gli attuali tendenzialisti? si piange dopo aver capito che l’hai fatto con la donna sbagliata!…

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