Pillola anti-invecchiamento in commercio entro cinque anni, aiuterà a riparare anche il Dna

0

Nel corso degli anni si è più volte parlavo di terapie “miracolose” per prevenire l’invecchiamento, ma nel contempo nel campo medico-scientifico sembrano essere stati fatti tanti passi indietro. A distanza di tempo, però, oggi vogliamo parlarvi di una nuova ed interessante scoperta, effettuata da un’equipe di ricercatori della University of New South Wales in Australia, coordinata da David Sinclair; i ricercatori in questione, sembra abbiano identificato i processi molecolari che consentono alle cellule di riparare i danni al dna causati da invecchiamento e radiazioni.

Ebbene, secondo quanto riferito, sembrerebbe essere in arrivo una pillola anti-età, in grado di invertire il processo di invecchiamento; i ricercatori in questione, hanno effettuato uno studio sul campo, dimostrando come il loro “farmaco sperimentale” sia in grado di riparare il Dna danneggiato e nel contempo ringiovanire le cellule dei topolini sui quali è stato sperimentato.

Gli esperimenti condotti dai ricercatori su alcuni topolini da laboratorio hanno permesso di constatare che è possibile mettere a punto un trattamento per contrastare i danni al Dna da invecchiamento e radiazioni. Nello specifico, gli scienziati sembra abbiano scoperto che il metabolita Nad+ presente in ogni cellula del nostro corpo, sembra avere un ruolo fondamentale come regolatore delle interazioni proteina-proteina che controllano la riparazione del Dna; i topi da laboratorio, sono stati trattati con un Nad+precursore, un booster chiamato Nmn che ha migliorato la capacità delle cellule di riparare i danni al Dna causati da esposizione alle radiazioni o dalla vecchiaia.

I topi trattati con un precursore del Nad+, infatti, hanno mostrato una capacità superiore rispetto agli altri nel riparare i danni al dna causati da esposizione a radiazioni o invecchiamento. A tal riguardo, è intervenuto l’autore dello studio David Sinclair, della Unsw e della Harvard Medical School di Boston, il quale ha dichiarato: “Le cellule dei topi erano indistinguibili da quelle degli animali giovani, dopo una sola settimana di trattamento.Siamo vicini come non mai a un farmaco anti-invecchiamento sicuro ed efficace, che forse sarà disponibile sul mercato fra solo 3-5 anni, se i test andranno bene”.

Questa appena enunciata, però, non sembra essere la prima scoperta effettuata in questo campo, visto che qualche mese fa si arrivò alla scoperta secondo la quale la metformina, ovvero un farmaco utilizzato nei casi di insulino-resistenza ed in alcuni casi di diabete di tipo 2, poteva svolgere un’azione anti-invecchiamento, in quanto non va a stimolare la secrezione di insulina ma riduce la concentrazione ematica di glucagone e diminuisce la glicemia, ovvero i valori di glucosio nel sangue, riducendone la produzione da parte del fegato, riducendo anche la gluconeogenesi. Avviata la sperimentazione della metformina sugli animali, sembra abbia avuto un effetto positivo, ovvero questo farmaco anti-diabete pare abbia allungato la vita fino ai 120 anni.

Rispondi o Commenta