Pinerolo un altro delitto: disoccupato di 65 anni uccide la consorte e si consegna ai carabinieri: «Spendeva troppi soldi»

L’aggressione è avvenuta in strada Poirino 37. L’uomo, 64 anni, si è autodenunciato ai carabinieri. Contro la moglie Battistina Russo ha sferrato 11 coltellate: “Mi lasciava sempre solo e senza soldi”

Ancora un omicidio o meglio un femminicidio avvenuto questa volta a Pinerolo in provincia di Torino dove un uomo di 64 anni ha praticamente ucciso la moglie di 52 anni avvisando poi il personale delle forze dell’ordine per informarli di quanto appena commesso e confessando appunto l’omicidio. “Venite ho ucciso mia moglie”, sarebbero stati queste le parole pronunciate al telefono ai carabinieri dal 64enne,  il quale come già anticipato, dopo aver ucciso la moglie ha allertato alle forze dell’ordine per costituirsi. L’omicidio è avvenuto nel pomeriggio di ieri, martedì 28 marzo, poco dopo le ore 18:30 nell’alloggio di un caseggiato di via Poirino 37 alla periferia di Pinerolo.

La vittima si chiamava Battistina Russo 52 anni nata a Scala Coeli in provincia di Cosenza, la quale è stata uccisa dal marito Angelo Visciglia di 64 anni originario di Cariati in provincia di Calabria. Sul luogo dell’omicidio, subito dopo la telefonata dell’uomo, si sono riversati i carabinieri ed i medici del 118, ma purtroppo per la donna non ci sarebbe stato più nulla da fare perché era già morta; secondo una prima ipotesi, la donna pare sia stata uccisa a coltellate, di cui una, quella all’addome,  sarebbe stata letale. “Spendeva troppo”, avrebbe detto l’uomo, cercando di giustificare il terribile gesto; la donna pare lavorasse come addetta alle pulizie mentre l’uomo era disoccupato. La coppia ha un figlio, ma al momento dell’omicidio pare fossero da soli in casa.

Al momento non sembra essere chiaro il movente ed è per questo che le indagini coordinate dal pm Monica Supertino continuano a e continueranno anche per i prossimi giorni; sembra comunque che alla base ci fossero liti dovuti al fatto che la donna lasciava spesso il marito in casa da sola e senza soldi, mentre lei usciva a prendere.”Ogni tanto sentivo delle discussioni, qualche urlo, ma non li conoscevo bene….”, racconta un vicino di casa, mentre l’uxoricida veniva accompagnato presso la caserma dei carabinieri per essere interrogato. Sulla base di quanto dichiarato, dunque, sembra che il movente del delitto sia da ricercare nelle difficoltà economiche della famiglia. 

Secondo una prima ricostruzione, marito e moglie, erano da soli in casa al momento dell’aggressione che pare sia avvenuta con molta probabilità in cucina, al termine di una animata discussione; una volta giunti presso l’abitazione della coppia, i militari hanno trovato la nonna sul pavimento in una pozza di sangue con numerose ferite da taglio al collo e in faccia, ed una anche all’addome. Come già abbiamo anticipato, sul posto è intervenuta anche un’ambulanza della Croce Verde di Pinerolo ma per la donna non ci sarebbe stato più nulla da fare. Il figlio della coppia è stato avvertito di quanto accaduto direttamente dai carabinieri della compagnia di Pinerolo.

TORINO «Toglimi mio figlio e ti sfracello, non toccate il mio sangue». Undici ore prima dell’aggressione, Maurizio Zangari, 49 anni, aveva sfogato la sua rabbia su Facebook. Un gesto quasi annunciato. Ha premeditato ogni minimo dettaglio. Si è appostato fuori dal posto di lavoro della sua ex moglie, una budelleria di Borgo Vercelli in Piemonte, e l’ha ridotta in fin di vita, colpendola con ventuno coltellate. A poche ore di distanza, a Pinerolo, in provincia di Torino, Angelo Visciglia, 65 anni, ha ucciso sempre a coltellate la moglie Battistina Russo. Poi ha chiamato i carabinieri. Il gesto sembra legato a problemi economici. L’uomo accusava la consorte di spendere troppo. La donna lavorava come addetta alle pulizie, lui era disoccupato. Hanno un figlio, ma al momento del delitto erano soli in casa.

La tragedia di Vercelli però a detta di molti conoscenti poteva essere evitata. Lui non avrebbe nemmeno potuto avvicinarla. Su Maurizio Zangari pendeva infatti una diffida de tribunale. In passato si era già dimostrato violento nei confronti della compagna. L’aveva picchiata al punto da farla finire al pronto soccorso. Ieri l’ha quasi uccisa. Fiorilena Ronco, 41 anni, appena l’ha visto, ha subito intuito le sue intenzioni. D’istinto è salita in macchina e ha cercato di fuggire. L’uomo però l’ha inseguita e speronata. Nonostante l’incidente, la donna ha ancora avuto la forza di correre in strada. Cercava qualcuno che potesse aiutarla. Lui però è stato più veloce: l’ha raggiunta e iniziato ad accanirsi su di lei.

I passanti che hanno assistito alla scena non hanno fatto in tempo a fermarlo: «Sembrava una furia. Non la smetteva di colpirla». Lei con un gesto estremo si è divincolata dalla presa ed è scappata di nuovo. Ha bussato a una casa. Qualcuno le ha aperto e finalmente ha pensato di essere in salvo. Una pura illusione. Nemmeno questo infatti è bastato a fermare Zangari. Ha sfondato una finestra, è entrato e davanti agli occhi atterriti dell’inquilino ha ricominciato ad accanirsi sulla ex. Ventuno coltellate al collo, all’addome e ad un polmone. È arrivata in ospedale in condizioni gravissime. I medici hanno fatto il possibile per salvarle la vita: potrebbe essere sottoposta a un delicato intervento chirurgico. Adesso è ricoverata in rianimazione, intubata. Restain prognosi riservata.

I suoi familiari sono allibiti. Non capiscono come mai quell’uomo, dal passato tanto violento e che tutti in paese conoscevano, non sia stato fermato prima. La coppia si era separata circa un anno fa e litigava da tempo. Zangari si era fatto sempre più manesco e rancoroso. Un odio che spesso sfogava sui social network. “I pensieri sono tanti… e la vita è ingiusta… i figli l’unica felicità rimasta”, scriveva su Facebook una settimana fa. Un proposito di vendetta cresciuto nel tempo. “Meglio che qualcuno stia zitto che se dovessi aprir bocca… faccio scatenare un inferno”. Tutti nel piccolo paese sapevano.

Le botte per lei erano arrivate anche davanti ai due figli di 16 e 22 anni. Al di là del rapporto finito con la moglie, quello che Zangari non riusciva ad accettare era di stare lontano dai figli. I rapporti con i due ragazzi si erano incrinati dopo l’ordine del tribunale. Non riuscivano ad accettare di vedere la mamma soffrire. Dopo aver consumato la sua vendetta, Zangari è fuggito in strada. Poi si è fermato: si è seduto in un portone e lì ha aspettato l’arrivo dei carabinieri. Non ha detto una parola.

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