Il principe Filippo si ritira da impegni pubblici e va in pensione

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Che uomo, il Principe Filippo di Edimburgo! All’età di 95 anni e dopo 70 anni di servizio al Paese che non è neanche suo, «Phil the Greek» come è sopranominato dal popolo britannico, ha deciso di andare in pensione e dal prossimo agosto di ritirarsi da ogni impegno regale. La Regina Elisabetta II, che ha solo 90 anni, compiuti lo scorso mese, andrà avanti senza di lui.
Dunque, Sua Maestà non aveva invitato tutto il suo staff – ovunque si trovasse nel regno – a radunarsi a Buckingham Palace ieri mattina (notizia che ha creato un’esplosione mondiale di speculazione mediatica e sui social network) né per annunciare la morte di Filippo (lo ha scritto un giornale francese) né le sue dimissioni (lo ha detto un canale televisivo australiano).

Sono sicuro che la stra- maggioranza del popolo britannico augurerà a Filippo, che proviene dalla famiglia reale greca ed è nato sulla isola di Corfu, un sereno pensionamento. Sì, va beh, ha sangue greco con tutto quello che la parola «greco» vuol dire, specialmente per noi nordici inglesi, ma si è comportato in tutti questi anni dal suo matrimonio nel 1947 con la allora Principessa Elisabetta, sua cugina di terzo grado, con il classico stiffupper lip (labbro superiore rigido) di un English Gentleman doc. Per lei, questo tenente della Royal Navy (Marina britannica) che ha visto servizio attivo durante la Seconda guerra mondiale specialmente nel Mediterraneo, è stata una roccia.

Ha fatto il suo dovere per «The Firm» come i reali stessi chiamano la monarchia britannica con una devozione straordinaria senza tregua e senza impazzire. Provo a immaginare come sarebbe vivere una vita come la sua, cioè, una successione di incontri col pubblico ogni santo dì. Personalmente, non lo potrei fare. Faccio fatica salutare la gente al bar vicino a casa mia qui dove abito in Romagna, non solo perché tanti di loro sono «ex» comunisti ma semplicemente perché sono esseri umani. Quando si parla di monarchia, specialmente quella britannica, si parla soprattutto della sua ricchezza e dei suoi privilegi, e si lamenta che non sono stati meritati perché avuti in eredità.

E si prende in giro ogni membro della famiglia reale per i suoi caprici e scandali personali.
Si parla molto meno invece del lavoro micidiale della famiglia reale. Filippo è Patron Presidente oppure membro di 780 organizzazioni. Ha partecipato a 22 mila incontri pubblici e rilasciato 5mila discorsi. In particolare, si è impegnato per sensibilizzare l’opinione pubblica sul rapporto uomo-ambiente. È noto soprattutto per le sue gaffe. Che in realtà sono battute cattive e divertentissime contro tutti i miti del politicamente corretto. Come quando, era il 1984, chiese a una signora africana in costume tradizionale: «Lei è una donna, vero?». Oppure, proprio quest’anno, a un pensionato durante la visita in un ospizio: «Lei sembra un morto di fame». Non mancano le stoccate ai capi di Stato: si rivolse ad Helmut Kohl come Reichskanzler – neanche fosse stato Adolf Hitler. O nel 2015 quando sbottò, davanti alle lentezze di un fotografo ufficiale: «La scattiamo sta cazzo di foto?».

Filippo è il consorte del sovrano britannico che è vissuto più di qualsiasi altro nella storia. Mentre la Regina prende il centro del palcoscenico lui è sempre lì un passo indietro a dare una mano «if neces- sary». Nella loro vita privata è lui il capo famiglia però. Da giovane era un bravissimo giocatore di polo e velista, ed era un campione di four-in- hand (gare con il tiro a quattro). La sua famiglia fu costretta ad andare in esilio dopo il golpe militare contro il re Constantino I e un nave della Royal Navy, HMS Calypso, li ha evacuati dalla Grecia. Filippo aveva solo 18 mesi.

Incontrò la futura Regina Elisabetta durante una sua visita officiale al Dartmouth Na- val College sulla Manica. Lui era alto biondo e bello. Quando si sono sposati lui ha dovuto rinunciare al trono greco e gli è stato dato il titolo di Duke of Edinburgh. Negli anni ’90 è stato testimone di tutta una seria di guai per la famiglia, a partire da quelli di Carlo e Diana. Quando morì la Principessa a Parigi nel 1997 in un incidente stradale la monarchia rischiava sul serio di essere abolita. Ma la sua figura sempre accanto alla Regina è stato uno dei motivi principali per cui la monarchia britannica è sopravvissuto ed è ancora benvoluta dal popolo. Lui è stato una roccia per la Regina e lei una roccia per il sistema politico inglese.

Fino all’autunno prossimo tutto procederà come di consueto, dopodiché Filippo, duca d’Edimburgo, si ritirerà dalla vita pubblica britannica dopo settant’anni di presenza costante, e non sempre discreta, accanto alla moglie Elisabetta II. L’annuncio è giunto a sorpresa nella mattinata di ieri, dopo che la convocazione d’urgenza di tutti i funzionari della casa reale in una riunione a Buckingham Palace aveva fatto pensare a qualche notizia grave, soprattutto dopo che un brutto raffreddore aveva tenuto a casa sia il duca che la sovrana durante le vacanze di Natale. C’è stata anche una gaffe del tabloid Sun, che ha pubblicato per errore sul suo sito la notizia della morte del principe Filippo.

Non ci sarebbero invece motivi di salute dietro la decisione di andare in pensione, anche se lo stesso Filippo ha risposto così poche ore dopo, con caratteristico humour a chi gli esprimeva il suo dispiacere per la scelta di fare un passo indietro: «Beh, non mi reggo tanto in piedi».

Secondo un comunicato ufficiale, la scelta è stata fatta dal duca stesso (96 anni tra un mese) con il pieno appoggio della regina, la quale invece «continuerà a portare avanti un programma pieno di impegni pubblici», con l’aiuto di altri membri della famiglia reale. Sebbene già quando aveva compiuto 90 anni Filippo avesse annunciato l’intenzione di «ritirarsi prima di raggiungere la data di scadenza», negli ultimi anni è rimasto uno dei membri più attivi della famiglia reale, con 110 giorni di impegni pubblici nel 2016 e il coinvolgimento in più di 780 organizzazioni.

Nei prossimi mesi accoglierà la visita dei reali di Spagna e, se i tempi lo consentiranno, anche quella del presidente statunitense Donald Trump, la cui data è ancora da fissare, dopodiché – probabilmente dopo che lui e Elisabetta festeggeranno i 70 anni di matrimonio il 20 novembre -, si ritirerà al castello di Windsor per occuparsi della vasta tenuta e delle cose che da sempre ama, dalla natura all’ecologia all’ingegneria.

Principe di Grecia e Danimarca di origine tedesca – la sua famiglia, i Battenberg, aveva anglicizzato il nome in Mountbatten durante la prima guerra mondiale – Filippo, nato a Corfù nel 1921 e cresciuto in Francia e in Germania prima di approdare nel Regno Unito, era un ufficiale navale quando aveva conosciuto la sua lontana cugina Elisabetta nel 1939, scambiandosi con lei lettere per tutta la durata della guerra prima di chiedere al padre Giorgio IV la sua mano nel 1947. L’aristocrazia britannica non era felice di questa scelta, visto che Filippo era straniero e povero e alle sue sorelle erano attribuite simpatie filotedesche, ma il mondo rimase incantato dalle immagini del matrimonio della splendida coppia, primo evento di questo tipo trasmesso dalla BBC, e ne aveva fatto un simbolo di devozione famigliare. Alla sua promettente carriera in marina aveva dovuto rinunciare quando, nel febbraio del 1952, Elisabetta era diventata regina in seguito alla morte del padre. Per lei Filippo è stato sempre un punto di riferimento forte, soprattutto grazie alla capacità di farla ridere con quel senso dell’umorismo tagliente e molto politicamente scorretto che negli anni lo ha caratterizzato agli occhi dell’opinione pubblica.

Filippo è il consorte più longevo della storia della famiglia reale britannica, visto che Alberto, il marito della regina Vittoria, era morto giovane. Il loro matrimonio è rimasto particolarmente saldo, soprattutto se paragonato a quelli dei cinque figli, di cui solo uno, Edward, è rimasto sposato, ma negli anni non sono mancate voci e pettegolezzi. I britannici apprezzano Filippo anche per il suo ruolo di nonno e per la maniera in cui ha accompagnato i nipoti William e Harry attraverso gli anni difficili seguiti alla morte di Diana. La premier Theresa May ha espresso «la profonda gratitudine e gli auguri» del paese e ha elogiato il «saldo sostegno» che il duca ha offerto alla regina nella loro lunga vita insieme. In un clima di campagna elettorale, neanche il leader laburista Jeremy Corbyn si è potuto esimere dall’augurargli «il meglio nella sua meritata pensione», ricordando come il programma per i giovani del duca di Edimburgo nato nel 1956 abbia ispirato la gente «per oltre 60 anni in 140 paesi»: hanno partecipato più di quattro milioni di persone.

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