Processo Ruby Ter, Berlusconi indagato di nuovo per le olgettine

Secondo indiscrezioni, inoltre, gli inquirenti starebbero puntando anche a chiudere a breve questo il nuovo filone in modo da accorparlo a quello principale nel quale Berlusconi è accusato di aver corrotto le ragazze-testimoni, Ruby compresa. Intanto Berlusconi dovrà testimoniare nel processo milanese a carico di Emilio Fede, accusato di concorso in bancarotta fraudolenta insieme a Lele Mora, che ha già patteggiato un anno e sei mesi, per la vicenda del prestito del 2010 da 2 milioni e 750 mila euro concesso dal Cavaliere (non indagato nel procedimento) all’ex agente dei vip.

Nuovo caos per Silvio Berlusconi nuovamente iscritto nel registro degli indagati della Procura di Milano per Silvio Berlusconi. Denaro che Silvio Berlusconi avrebbe fatto consegnare fino allo scorso novembre. La presunta corruzione dovrebbe riguardare quattro ragazze: Elisa Toti, Aris Espinosa, Miriam Loddo e Giovanna Rigato. Nelle testimonianze di accusa, a Berlusconi è contestato il pagamento di decine di versamenti in contanti, dell’ammontare tra i due e i tremila euro ciascuno, effettuati dallo scorso settembre.

Nei mesi scorsi infatti gli atti giudiziari relativi alle ragazze erano state trasmesse per competenza territoriale alle varie Procure di residenza ma ora i pm chiedono la restituzione degli stessi atti perché alla luce di questi ultimi versamenti la competenza ritornerebbe a Milano. I soldi che l’ex premier, tramite il suo ragioniere di fiducia Giuseppe Spinelli, ha corrisposto a Mora per salvare dal fallimento (avvenuto nell’aprile 2011) la sua Lm Management, sarebbero stati distratti dallo stesso agente e dall’ex direttore del Tg4. A processo c’è già Karmia El Mahroug con altri 22 imputati. Rigato avrebbe cercato di ottenere dall’imprenditore con minacce fino ad un milione di euro.

C’è davvero un’ingenua ansia benefattrice in Silvio Berlusconi. C’è un’arrendevolezza quasi letteraria (deve aver divorato in gioventù le avventure di Moll Flanders di Daniel Defoe, ragazza straziata dalla vita ma tendente a farsi mantenere da businessmen facoltosi); c’è roba che bordeggia il masochismo, nella tenacia con cui il Cavaliere continua a sostenere le sue olgettine. Sostenere economicamente, intendo; il supporto psicologico è un’integrazione. Inquieta un po’ il fatto che l’ex premier sia oggi ancora iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di corruzione in atti giudiziari dalla Procura di Milano per «alcune consegne di denaro in contanti», attraverso il ragioniere Giuseppe Spinelli. Sempre Spinelli, tra l’altro. Il cassiere, il contabile dall’aria claustrale che sussurra ai conti correnti e che pare davvero uscito da un romanzo. Silvio, nonostante la chiusura soddisfacente dei vari processi Ruby, fino a due mesi fa, avrebbe continuato a pagare quattro delle sue Moll Flanders preferite: Elisa Toti, Aris Espinosa, Miriam Loddo e Giovanna Rigato. Presumo sia per amore dei classici della letteratura inglese. Sennò, dieci milioni di euro distribuiti in stipendi medi di 2/3mila euro al mese (non tassati) che rendono Silvio una Lottomatica vivente, diamine, non si spiegano.

Da qui due suggestioni. Anzi, tre. La prima è che Silvio, l’uomo più giudiziariamente perseguito del mondo si ritrova, alla vigilia delle elezioni, di nuovo al centro dell’attenzione deipm i quali, evidentemente, gli sono talmente affezionati da non riuscire proprio a mollarlo. Specie un paio di giorni prima -guarda caso- dell’apertura dell’anno giudiziario a Milano. La qual cosa rientra nell’amorevole tradizione della nostra magistratura. E sta bene. La seconda suggestione è che, il gran coeur de Milan dell’uomo Berlusconi ne spinge la munificenza verso vette immaginifiche. Colpisce l’immagine del Silvio che, attraversato da humana pietas verso il livido destino delle quattro sgallettate compagne di cene eleganti, si faccia carico del loro futuro spezzato per sempre dalle inchieste giudiziarie. Tra l’altro questa è un po’ la tesi difensiva di Arcore: le ho messe io nei casini, tocca a me, moralmente, mantenerle. Ecco, l’uomo la deve averla presa come un obbligo morale. E conta poco che, per esempio, una del quartetto, Giovanna Rigato non abbia esattamente le physique della perseguitata; essendo la signora accusata di tentata estorsione a carico dello stesso Berlusconi, dopo aver cercato di spillargli, con minacce, fino ad un milione di euro.

E, comunque, anche questa storia, l’appendice estenuante del Bunga Bunga, era già stata derubricata a semplice machismo berlusconiano riscattato dalla caduta del castello di carta dell’intero impianto accusatorio nel primo processo Ruby. Lì, l’ex premier godette di completa assoluzione per reati assai gravi, prostituzione minorile e concussione aggravata. Da ciò la terza suggestione. Che poi sono domande poste al leader da chi gli vuol bene: è cosa politicamente accorta -specie ora che Silvio attende l’agibilità politica dalla Corte di Strasburgo- tornare alle vecchie abitudini? Non era meglio, caro leader – considerato che una parte della magistratura non vede l’ora di tornare ad azzannarla- smettere di fornire una rendita fissa alle piccole fiammiferaie, cercando invece di condurle verso una strada diversa da quella del mantenimento a vita, una sorta di Caritas per ricchi? E se, per puro spirito letterario, appunto, proprio lo si doveva fare; be’, non era meglio farlo alla luce del sole invece che nell’ombra, tra le mura del convento di Spinelli chè già insuffla inquietudine a noi, figuriamoci ai magistrati? Non era meglio cambiare passo, e con orgoglio e sorriso, andare incontro alla benevolenza del mondo e, soprattutto, dei propri elettori?…

One comment

  1. “Le ho messe io nei casini,tocca a me, moralmente, mantenerle…” Non si Rub(y)a.

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