Pubblica Amministrazione, sarà licenziato chi commette molestie sessuali sul posto di lavoro

Sarà mandato via dalla pubblica amministrazione chi commetterà violenze a carattere sessuale. E’ questo sostanzialmente quanto si legge nella bozza del contratto per gli statali che rafforza le sanzioni da infliggere in questi casi e dunque in caso di violenza sessuale. In prima battuta si incappa in una sospensione che può arrivare fino ad un massimo di sei mesi, ma qualora il comportamento si ripete Nell’arco del biennio scatta il licenziamento. “La pena massima è prevista se c’è recidiva di atti o comportamenti o molestie a carattere sessuale o Quando l’atto il comportamento o la molestia rivestono carattere di particolare gravità“, si legge nella bozza. Si tratta di una misura importante visto i tempi e dunque alla luce dei dati sulle molestie sul lavoro.

Stando a quanto è emerso da alcuni dati Istat, risalenti al 2008-2009, circa la metà delle donne di età compresa tra i 14 ed i 65 anni, hanno dichiarato di aver subito nell’arco della loro vita ricatti sessuali sul lavoro o comunque molestie. Per molestie si intende ogni tipo di pedinamento, esibizionismo, telefonate oscene, molestie verbali e fisiche.

 Il luogo di lavoro dalle indagini Istat, è risultato inoltre il luogo dove maggiormente si verificano le molestie sessuali nei confronti delle donne. Sono in totale 224 mila le donne che hanno subito violenze, molestie o ricatti sul posto di lavoro, un totale di 8,5 per cento delle lavoratrici attuali o passate, incluse le donne in cerca di occupazione. Si tratta di un tema piuttosto delicato, e non è un caso il fatto che lo scorso anno il Cgil, Cisl, Uil e Confindustria hanno siglato un’intesa che recepisce l’ accordo quadro sulle molestie e la violenza nei luoghi di lavoro, un’intesa raggiunta nello specifico il 26 aprile del 2007 dalle rispettive rappresentanze a livello europeo o Businesseurope, Ceep, Ueapme e Etuc.

Questa intesa non fa altro che riaffermare che le molestie o la violenza nei luoghi di lavoro sono inaccettabili e vanno denunciate sempre e comunque. Dopo 8 anni di blocco e una riforma firmata da Madia appena entrata in vigore vi era bisogno soltanto di aggiornare il quadro e le novità non mancano di certo. Come già detto, Dunque, arriverà il licenziamento per chi metterà in atto violenze sessuali in posto di lavoro e  la stessa pena è prevista per chi prende ed offre regali sotto i €150 in cambio di altri favori. Un capitolo è dedicato al codice disciplinare che recepisce il regolamento sulla condotta del 2013, chiarendo che quindi nei casi di scambio di favori non sia solo possibile, lo è già, ma è esplicitamente prevista l’espulsione. La sanzione resta quella massima per quanti costringono i loro colleghi ad aderire ad associazioni od organizzazioni, facendo pressioni e promettendo vantaggi o svantaggi di carriera

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