Ostia shock, pullman turistico contro un ponte 18 i feriti, gravissimo un bambino

In via di Malafede all’incrocio con l’Ostiense. Diversi i minori in ospedale. Il mezzo arrivava dalla Colombo e trasportava una comitiva di francesi. Autista 70enne negativo all’alcool test

Si è sfiorata una vera tragedia nella giornata di ieri ad Ostia, dove un pullman turistico si è incastrato sotto il ponte, causando diversi feriti tra cui un bambino e tre minorenni. L’incidente nello specifico sembra essere avvenuto su Via di Malafede proprio all’incrocio con l’Ostiense, poco prima dell’una; il pullman arrivava dalla Colombo e trasportava una comitiva di francesi ed inglesi, ospiti di un vicino campeggio ma improvvisamente sembra abbia impattato con violenza contro il cavalcavia della ferrovia Roma Lido.

L’incidente si è verificato intorno alle ore 12:30 di ieri, causando come già detto tre feriti molto gravi e circa 18 sono state le persone soccorse tra cui 5 medicate sul posto e 13 trasportate in diversi ospedali della città e dal 118 di Roma, intervenuto con 5 ambulanze e due automediche.

Tra i feriti, uno purtroppo sembra essere molto grave e per questo trasportato in codice rosso al Sant’Eugenio e si tratterebbe proprio di un bambino, che però non risulta essere in pericolo di vita, ma pare abbia riportato solo un trauma cranico. Un altro ferito è stato trasportato in codice giallo nello stesso pronto soccorso, mentre gli altri sono stati portati all’ospedale Grassi e gli altri al San Camillo. Alla guida del pullman vi era un autista straniero, il quale è rimasto illeso ma è stato sottoposto ai testi di droga ed alcool, ma sarebbe risultato comunque negativo e sarà ascoltato in ospedale dove sta ricevendo le cure mediche.

A schiantarsi contro il ponte alto 2 metri e 40 per oltre 8 m, pare sia stata la parte anteriore del bus sul quale viaggiavano diverse famiglie; secondo quanto ricostruito dai vigili urbani di Ostia, il pullman appartiene ad una ditta privata e trasportava i diritti del camping fabulous con un servizio navetta verso la vicina stazione di Casal Bernocchi perché la vecchia fermata Cotral sulla Colombo era stata spostata.

Nell’urto il pullman, che superava di circa 50 centimetri l’altezza massima del ponte, si è schiacciato fino alla quarta fila di posti. Al momento non si hanno molte notizie sulla dinamica dell’incidente e per questo motivo bisognerà attendere le prossime ore quando sarà maggiormente chiaro ciò che è accaduto veramente e dunque potranno essere anche attribuite le colpe di questo incidente che si spera non abbia un epilogo drammatico. Sembra evidente il fatto che l’autista non abbia interpretato bene le misure per muoversi e il suo errore potrebbe anche esser stato dettato da un navigatore che ha indicato il percorso sbagliato. Sul luogo dell’incidente, oltre ad intervenire diverse ambulanze e gli operatori del 118, sono intervenuti anche i vigili urbani per effettuare i necessari rilievi, così come i vigili del fuoco che si sono occupati invece delle verifiche sulla stabilità del ponte che però non è risultata essere compromessa.

Eileen ha la faccia insanguinata e il labbro gonfio, ma è lucida. È arrivata da un sobborgo di Londra per trascorrere la sua vacanza nella Capitale, in un campeggio tra Ostia e l’Eur. È una delle 18 persone rimaste ferite nell’incidente di ieri mattina del pullman sulla via Ostiense. «Non posso credere ancora a quello che è successo – racconta mentre i soccorritori le medicano il volto – Mi ero isolata con il telefonino poi a un certo punto ho sentito le urla e subito dopo l’inferno intorno a me: vetri rotti e sangue dappertutto. Ho avuto come un contraccolpo e ho battuto con la faccia sul sedile davanti al mio».

«Ho visto il tetto del pullman aprirsi come una scatoletta di tonno – Laura, francese di 24 anni – abbiamo visto il ponte che si avvicinava e l’autista che non ha rallentato. Forse non se ne è accorto, non lo so». Alcuni di loro sono stati trasportati all’ospedale Sant’Eugenio di Roma, altri al Grassi di Ostia, dove sono giunti i casi meno critici. «Prima ho pensato che fosse caduto qualcosa dall’alto – aggiunge Claire, 33 anni anche lei francese di Tolosa – poi mi è sembrato di assistere a un’esplosione o a un qualcosa di simile perché è come se i finestrini fossero scoppiati». Sotto al ponte della Roma-Lido, dove il pullman è rimasto incastrato c’era un tappeto di vetri rotti con l’asfalto pieno di tracce di sangue.

I feriti seduti per terra sul piccolo marciapiede raccontano quello che è accaduto. Alcuni sono in stato di choc per poter parlare. Come era in stato confusionale l’autista del pullman M.D.D., leccese di 70 anni che non ha saputo spiegare ai vigili come sia potuto finire contro il muro. L’uomo si recherà nei prossimi giorni in caserma a Ostia per fornire la sua versione dei fatti. Gli agenti lo hanno comunque sottoposto all’alcol test e al droga test che, però, hanno dato esito negativo.

Sono stati momenti di terrore per tutti. «Siamo vivi per miracolo – dice un altro turista – le prime quatto file del pullman come se fossero state risucchiate. Non so come siamo potuti uscire tutti sani e salvi da questo incubo. Ho visto quel bambino cadere e quasi rotolare davanti a me». Tutti hanno ancora la paura negli occhi. Il bambino di 10 anni tra loro è il più grave. Un codice rosso per il trauma cranico riportato. Per fortuna, non è in pericolo di vita. Il piccolo non ha mai perso conoscenza. «Eravamo appena partiti – dice un altro passeggero inglese – sul pullman c’era silenzio ed eravamo diretti alla fermata della metro. Poi lo schianto. È stato terribile: grida, pianti e ognuno che cercava di aiutare l’altro, soprattutto i più piccoli». Il mezzo, infatti, aveva a bordo tanti minori. Sul pullman viaggiavano famiglie che di li a poche ore sarebbero andate a visitare la Capitale. Poi l’impatto violento ha cambiato improvvisamente il programma della giornata. I passeggeri, poco più di venti, con gli sguardi sconvolti.

Alcuni feriti erano così spaventati che non volevano nemmeno salire sull’ambulanza. «Abbiamo sentito un gran boato – dicono invece alcuni testimoni – pensavamo stessero facendo dei lavori sulla Roma-Lido, poi invece abbiamo visto tutte quelle persone ricoperte di sangue». C’è poi chi ha rifiutato le cure mediche e si è fatto riaccompagnare al camping. «Adesso voglio riposare e dimenticare», dice una giovane turista inglese.

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