Quattro casi di femminicidio in soli 24 ore: le storie di Maria, Donata, Mirella

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Aumentano a dismisura i casi di femminicidio in Italia e nell’arco di 24 ore sono quattro le donne uccise,  mentre una si trova ancora in fin di vita, per mano di mariti o fidanzati. Maria, Donata, Mirella e una 42enne rimasta al momento senza nome, sono queste le quattro vittime dei propri compagni, quattro storie diverse ma quattro casi di femminicidio avvenuti nel nostro Paese e nello specifico a Bari, Caserta, Montepulciano e Roma; una quinta donna, Manuela Picci si trova ricoverata in ospedale a Cagliari in coma farmacologico dopo che il suo fidanzato l’ha spostata e credendola morta si è suicidato buttandosi da un cavalcavia.

Il bilancio piuttosto pesante ha visto purtroppo nella giornata di ieri altri episodi di violenza sulle donne, come le 4 ragazze che pare siano state abusate a Monza dal titolare dei centri estetici dove stavano facendo uno stage.

I dati emersi riguardanti il 2016 sono davvero drammatici e preoccupanti perché lo scorso anno ha visto un femminicidio ogni 3 giorni e il numero delle vittime oscilla a seconda delle Fonti da un minimo di 110 ad un massimo di 120, mentre  secondo i dati ufficiali nei primi 5 mesi del 2017 si contano 29 casi, di cui 4 sono nelle ultime 24 ore. Andando nello specifico, nella giornata di ieri a Montepulciano in provincia di Siena un operaio di 56 anni ha ucciso l’ex moglie, una romena di 42 anni a coltellate mentre si trovava nella casa di due anziane che la stessa assistiva e tutto ciò è avvenuto proprio il giorno prima dell’udienza di separazione; la vittima è deceduta in ospedale in seguito alle ferite riportate al fegato e al polmone destro.

Nel corso della giornata di ieri, i carabinieri sono riusciti a rintracciare e fermare l’operaio grazie anche all’aiuto del figlio della coppia, un bambino di soli 9 anni. Ed ancora un’altra donna Donata De Bello 48 anni è stata uccisa nella giornata di ieri a Bari in una abitazione sita in Corso Sonnino nel quartiere Madonnella, ferita con diversi fendenti all’addome al torace e alla gola quest’ultimo fatale perché le ha reciso la giugulare; ad uccidere la donna è stato il suo compagno Marco Basile 32enne, il quale stato fermato nel corso della giornata con l’accusa di omicidio volontario.

Secondo quanto riferito dai vicini di casa, pare che i due litigassero spesso. Stesso destino per Maria Tino, una 49enne di Dragoni la quale è stata uccisa dal suo compagno Massimo Bianchi di 61 anni, semplicemente perché aveva deciso di lasciarlo ma lui non accettava la fine della loro relazione e così le ha sparato contro tre colpi di pistola nella piazza del paese in provincia di Caserta. Un’altra donna invece è stata uccisa a Roma dal marito, il quale al termine dell’omicidio si è tolto la vita buttandosi dal balcone della loro casa al quinto piano di uno stabile, sito in via Damaso Cerquetti nella capitale; la vittima si chiamava Miranda Fiaccarini, aveva 81 anni mentre l’omicida-suicida si chiamava Luigi Biasini.

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