Ravenna, scarcerati i due giovani accusati di stupro sulla 18enne

I due aggressori, un 26enne romeno e un 27enne senegalese, erano stati arrestati, il primo con l’accusa di avere stuprato una 18enne ravennate completamente ubriaca e il secondo per avere filmato il rapporto con il cellulare. Oggi il colpo di scena con la decisione del Tribunale della libertà di Bologna.

Sembrava tutto chiaro, documentato, vista la presenza delle immagini. Invece le riprese fatte con il telefonino dai uno dei due presunti strupratori non sono bastate a convincere i giudici. E così sono tornati in libertà i due giovani arrestati con l’accusa di aver stuprato, la notte Ira il 5 e il 6 ottobre a Ravenna, una ragazza di 18 anni ubriaca. L’episodio era stato filmato con un cellulare da uno dei due e proprio ivideo, acquisiti dalla polizia ravennate, erano serviti a sostenere le accuse che avevano portato all’arresto, avvenuto alcuni
giorni dopo.

Il Tribunale della libertà di Bologna, però, ha annullato le ordinanze di custodia cautelare disponendone «l’immediata scarcerazione», anche se le motivazioni non sono ancora state depositate. I due, un 26enne romeno e un 27enne senegalese, erano stati arrestati con la gravissima accusa di violenza sessuale di gruppo. Il primo con l’accusa di avere stuprato la ragazza, il secondo per avere filmato il rapporto con il cellulare. Secondo la Procura ravennate i due, do – po aver agganciato la ragazza in un locale della città romagnola, l’avevano portata fuori a spalla.

La giovane aveva bevuto 4-5 bicchieri di vino e altri tre drink alcolici. L’avevano accompagnata in un appartamento del centro dove, dopo averle fatto una doccia fredda, il 26enne aveva avuto un rapporto sessuale con lei e il 27enne aveva filmato. La polizia aveva acquisito tre video, in seguito alla denuncia scattata dopo che la ragazza si era presentata in ospedale. Nell’udienza di fronte ai tre giudici bolognesi (presidente Rocco Criscuolo, a latere Alberto Albiani e Rossana Maria Oggioni), i difensori dei due giovani, gli avvocati Carlo Benini e Raffaella Salsano, hanno ribadito quanto sostenuto dai loro assistiti: la giovane sarebbe stata consenziente perché dopo doccia e caffè, si era ripresa.

E non sarebbe stata, secondo quanto raccontano i due giovani, così ubriaca da subire il rapporto sessuale. Nell’ordinanza con cui il gip di Ravenna aveva disposto il carcere per i due accusati si citavano i video come elementi fortemente indiziari. Nella ripresa si vede la ragazza sdraiata e rannicchiata nel piatto doccia, con solo la biancheria intima addosso, mentre il romeno, che poi l’avrebbe stuprata, le getta acqua addosso con un tubo flessibile. C’è anche una voce di donna che dice «poverina», e lo straniero che risponde che anche lui usa fare così quando è ubriaco. La scena successiva è sul divano, dove, osservava sempre il gip, la vittima appare inconsapevole di essere filmata, mentre il romeno «a più riprese si voltava compiaciuto e sorridente» verso la registrazione. E ora non resta che leggere attentamente le motivazioni della sentenza. Che lascia più di un dubbio.

Che cos’è la violenza sessuale?

Capire che cos’e’ la violenza sessuale ci aiuta a rispondere.
La violenza sessuale è qualsiasi atto sessuale o un atto riferito al sesso che risulta in una persona a non sentirsi al suo agio, o intimorita o spaventata da questo. È un comportamento che una persona non ha incoraggiato, né scelto.
La violenza sessuale è il tradimento della fiducia e il negare il diritto ad una persona di stabilire cosa avviene al proprio corpo. La violenza sessuale è l’abuso dei diritti e del potere dell’individuo.
La violenza sessuale può essere commessa contro adulti e bambini, donne e uomini e persone provenienti da qualsiasi etnicita’,religione, stato economico ecc.
La violenza sessuale può anche essere definita abuso sessuale o attacco sessuale. I termini utilizzati per descrivere la violenza sessuale, ad esempio “violentare” o “abuso sessuale” hanno un significato generico utilizzato nella conversazione quotidiana e un significato specifico utilizzato per descrivere determinati reati di natura sessuale. In questo sito web impieghiamo tali termini in modo generico e forniamo solo informazioni generiche.
Se ritenete che sia stato commesso un reato di natura sessuale e desiderate presentare denuncia, potreste cercare ulteriore consulenza altrove. Potete farlo contattando il servizio per la violenza sessuale nella vostra zona [in inglese!, la polizia, il vostro medico o un avvocato privato.Contattando qualcuno quanto prima potrebbe favorire la situazione e questi servizi possono fornirvi informazioni sui diritti e sulle opzioni disponibili.
La violenza sessuale assume molte forme
Comprendere che cos’è la violenza sessuale ci aiuta a reagire quando un amico, un famigliare o un cliente rivela di avere subito tale violenza. La lista seguente fornisce alcuni esempi di violenza sessuale:
• Molestia sessuale.
• Palpeggiamenti o baci non desiderati.
• Attività sessuali o attività a sfondo sessuale forzate o costrette, incluse attività che includono violenza o dolore.
• Esposizione di genitali, ad esempio ‘esibizionismo’.
• Stalking o una continua ossessione di un individuo
• Essere osservati da qualcuno senza la propria autorizzazione quando si è nudi o impegnati in attività sessuali.
• Pubblicazioni di immagini sessuali su Internet senza autorizzazione
• Essere forzati o costretti da qualcuno a guardare o a partecipare in attività pornografiche.
• Alterazione di bevande o utilizzo di droghe e alcool per ridurre o interferire con la capacità di una persona di compiere delle scelte relative al sesso o all’attività sessuale.
• Avere rapporti sessuali con qualcuno che sta dormendo o è gravemente sotto l’effetto dell’alcool e/o di altre sostanze stupefacenti.
• Giochi particolari e storie volgari o allusive, o mostrare immagini a fondo sessuale che costituiscono un comportamento ripetuto costrittivo, intimidatorio o profittatore.
• La violenza sessuale (penetrazione da parte di qualsiasi oggetto).

L’adescamento” di minori o persone vulnerabili per coinvolgerle in attività sessuali di qualsiasi tipo.
• Qualsiasi atto sessuale con un minore.
La violenza sessuale non è espressione sessuale. La violenza sessuale è un comportamento o un’azione sessuale non desiderata che utilizza l’intimidazione, la costrizione o la forza, per esercitare autorità o negare i diritti di scelta aN’individuo. La violenza e l’abuso sessuale possono essere eventi singoli o parte di un comportamento ripetuto di violenza. Comportano una gamma di conseguenze fisiche, emotive e psicologiche.
Fatti sulla violenza sessuale
Alcune cose importanti da riconoscere sulla violenza sessuale:
• La maggior parte degli atti di violenza sessuale sono commessi da uomini contro donne e bambini.
• Anche gli uomini subiscono violenza sessuale, in predominanza ad opera di altri uomini.
• La maggior parte delle persone che subisce una violenza sessuale conosce o ha conosciuto
di recente il perpetratore della violenza.
• Alcuni atti di violenza sessuale sono anche reati.
• La denuncia alla polizia può essere una decisione difficile. I limiti del nostro sistema giudiziario e il modo in cui vengono raccolte le prove possono essere difficili da affrontare.
• Le persone che hanno subito violenza sessuale rispondono in molti modi diversi, talvolta con emozioni molto forti, altre volte ritirandosi in se stessi. Capire il trauma causato dalla violenza ci aiuta a reagire in modo adeguato.
• La violenza sessuale è un abuso degli squilibri di potere esistenti nella società.
• La maggior parte di casi di violenza sessuale non viene denunciata alla polizia.
Gli effetti della violenza sessuale
La violenza interpersonale, come la violenza sessuale, è uno degli eventi più traumatici che possa essere vissuto da una persona. Rispondere alle esigenze immediate di vittime/sopravvissuti e dar loro credito/fiducia, e non minimizzando il tutto aiuta a ridurre ulteriori danni. Dare continuo sostegno alle persone durante il recupero è importante,come lo e’ il modo e il dovuto tempo richiesto da loro per farlo .
Se desiderate maggiori informazioni su come supportare una vittima/un sopravvissuto, leggete la pagina ‘Come assistere qualcuno che ha subito violenza sessuale.

Pochi altri reati richiedono un esame e una raccolta di prove così ampia come una violenza sessuale.
E, per nessun altro crimine è necessario raccogliere così tante prove da una persona viva. Mentre un potenziale oggetto contundente (pallottola, coltello, etc.) può essere rimosso da qualcuno e portato al laboratorio forense per un’analisi, non si richiede alla vittima di sottomettersi allo stesso esame invasivo come a una vittima di violenza sessuale.
Quindi, non è assurdo supporre che fare esaminare la tua persona nei minimi particolari, farti prelevare campioni di sangue e di saliva, farti raschiare le unghie e farti tamponare ogni orifizio che è già stato violato possa essere un’esperienza devastante.

Si sa che perseguire i casi di violenza sessuale su un adulto o su un bambino è molto difficile. Il paziente spesso è l’unico testimone del reato.
L’esame, la raccolta di prove fisiche e la documentazione delle lesioni possono essere necessari o per dimostrare la fondatezza dell’accusa o per rafforzare il caso in un processo. Prove che riguardano il colpevole e la scena del crimine possono spesso essere trovate sul corpo o sugli abiti del paziente. Quando si riceve un immediato soccorso medico, aumentano le possibilità di trovare alcuni tipi di lesioni e prove fisiche. Viceversa, le possibilità di trovare lesioni o prove fisiche diminuiscono proporzionalmente al tempo che trascorre tra l’aggressione e l’esame fisico.
L’esame fisico e la raccolta di prove fisiche nei casi di violenza sessuale è di competenza di medici e infermieri nei pronto soccorso degli ospedali e nei reparti di pediatria.
Il ruolo del personale medico in questo processo spesso può essere la chiave del buon esito di

Alcuni pazienti vittime di violenza sessuale presentano lesioni fisiche, contraggono una malattia sessualmente trasmissibile, o restano incinta in seguito alla violenza; molti altri no. In ogni situazione, però, i pazienti possono attraversare diversi gradi di trauma psicologico, i cui effetti possono essere riconosciuti molto più difficilmente del trauma fisico.
Ogni persona ha il proprio metodo di affrontare uno stress improvviso.
Quando sono gravemente traumatizzati, i pazienti possono sembrare calmi, indifferenti, sottomessi, scherzosi, arrabbiati, o persino poco collaborativi e ostili nei confronti di chi sta cercando di aiutarli.
Per alcuni pazienti, i problemi della povertà e della discriminazione hanno già portato a un’alta incidenza di vittimizzazione, e anche a un inadeguato accesso a un trattamento ospedaliero di qualità.

CHE COS’É UN INTERVENTO IN CASO DI CRISI?
Una risposta a una crisi che per definizione è una situazione stressante o un evento psicologicamente rischioso che può essere una minaccia per l’individuo.
I metodi dell’individuo di affrontare la crisi sono inefficaci e l’individuo può non riuscire e mantenere il controllo. L’intervento in caso di crisi consiste quindi nell’immediato supporto per soddisfare i bisogni fisici, medici e psicologici del paziente.
Si focalizza sull’immediatezza. Si focalizza sulle parti positive e in salute della personalità. Ma soprattutto, l’intervento consiste nell’aiutare una persona ad affrontare effettivamente la crisi corrente, sfruttando le proprie forze e sistemi di supporto.
Gli obiettivi dell’intervento sono: u ridurre l’impatto immediato della crisi; u capire le circostanze immediate;
u assistere la persona affinché abbia accesso alle sue capacità di affrontare la crisi, tragga vantaggio dalle proprie forze, dai sistemi di supporto e dalle risorse della comunità; u aiutare la persona a superare la crisi.
I sentimenti che possono essere provati da un individuo in crisi sono: ansia, impotenza, vergogna rabbia, incertezza, disperazione
paura, umiliazione, diminuzione della propria autostima imbarazzo, nervosismo, irritazione
L’intervento in caso di crisi può consistere nelle seguenti parti, previa la formale raccolta di prove secondo uno schema medico, durante l’esame e successivamente:
* chiarimento della situazione corrente
* informazioni date in anticipo
* reale rassicurazione e supporto
* discussione di piani o opzioni, offrendo informazioni.
Ricordare che il paziente che ha subito una violenza sessuale ha tre bisogni:
1) fisici (medici)
2) emotivi (psicologici)
3) legali

Questi bisogni devono essere soddisfatti nell’ordine. Tutti i servizi di supporto devono essere coordinati in modo da soddisfare i bisogni della vittima di una violenza sessuale.
SERVIZI DI PRONTO SOCCORSO
Quando i bisogni medici sono affrontati per primi dai servizi di pronto soccorso, è raccomandata la seguente procedura:
1) A.B.C. di base;
2) Gestione del mmento di crisi per il paziente, gli amici e la famiglia sulla scena;
3) Mantenere l’integrità delle prove per quanto possibile – se qualcosa viene spostato o rimosso, annotare sulla cartella clinica:
* maneggiare gli abiti il meno possibile
* non pulire le ferite se possibile
* usare buste separate per ogni oggetto raccolto
* imbustare ogni abito separatamente
* inquinare la scena del crimine il meno possibile
Chi presta il primo soccorso deve comunicare le seguenti informazioni al paziente:
a. L’importanza di sottoporsi ad un immediato esame medico
b. L’importanza di preservare prove fisiche potenzialmente preziose,
prioritarie nell’esame ospedaliero. Il poliziotto deve spiegare al
paziente che le prove possono essere distrutte da alcune attività, come fare
la doccia, lavarsi i denti, usare il colluttorio, fumare, mangiare,
bere, lavarsi, urinare, defecare.
c. L’importanza di preservare prove potenzialmente preziose che
possono essere presenti sui vestiti indossati al momento dell’aggressione,
dopo l’aggressione e sui materiali ritrovati sulla scena del crimine.
Bisogna raccomandare di portare un cambio di vestiti all’ospedale
nell’eventualità che il vestiario venga raccolto come prova.
d. Informare il paziente della disponibilità di servizi di supporto
4) Prestare attenzione alla propria sicurezza se le forze dell’ordine non sono presenti sulla scena;
5) Trasportare il paziente a una struttura medica.
FORZE DELL’ORDINE
Molti adulti vittime di violenze sessuali avranno il loro primo vero contatto con un agente di polizia.
Le responsabilità primarie dell’agente di polizia sono:
1. Assicurare l’immediata sicurezza della vittima.
2. Ottenere tutte le informazioni necessarie per completare il verbale del reato. Questo include ottenere i primi interrogatori di tutti i testimoni inclusa la vittima.
3. Salvaguardare tutte le prove fisiche che potrebbero essere richieste, come impronte digitali, orme, il vestiario della vittima, e le prove che possono essere raccolte dalla vittima stessa.

4. Informare la vittima della possibilità di rivolgersi ad una struttura medica: se la vittima decide di sottoporsi ad un esame medico, organizzare il trasporto.
5. Il poliziotto deve comunicare alla vittima le seguenti informazioni:
a. L’importanza di sottoporsi ad un immediato esame medico
b. L’importanza di preservare prove fisiche potenzialmente preziose,
prioritarie nell’esame ospedaliero. Il poliziotto deve spiegare al paziente che le
prove possono essere distrutte da a lcune attività, come fare la doccia, lavarsi i
denti, usare il colluttorio, fumare, mangiare, bere, lavarsi, urinare, defecare.
c. L’importanza di preservare prove potenzialmente preziose che possono
essere presenti sui vestiti indossati al momento dell’aggressione, dopo
l’aggressione e sui materiali ritrovati sulla scena del crimine. Bisogna
raccomandare di portare un cambio di vestiti all’ospedale nell’eventualità che il
vestiario venga raccolto come prova.
d. Informare il paziente della disponibilità di servizi di supporto
Il verbale deve includere tutti gli elementi del reato.
Chi interroga la vittima deve ottenere le seguenti informazioni per completare il verbale tutti gli elementi veicolo, se persona con cui terza persona.

1. Il reato commesso inclusa una descrizione di ciò che è accaduto e inclusi del crimine
2. Quando e dove l’aggressione ha avuto luogo.
3. L’estensione delle lesioni, sulla vittima.
4. Se è stata usata un’arma.
5. L’identità o la descrizione del colpevole, se riconosciuto.
6. Dove il colpevole vive o lavora, se lo si sa.
7. La direzione verso cui è fuggito il colpevole, inclusa una descrizione del
presente.
8. Nomi, indirizzi, numeri di telefono di un qualunque testimone o un’altra
la vittima può mettersi in contatto.
9. Indirizzo della vittima, lavoro e il numero telefonico e l’indirizzo di una

Arrivati alla struttura medica, il poliziotto dovrà fornire al personale ospedaliero ogni informazione riguardo l’aggressione.
Con il consenso della vittima, il poliziotto può condividere ogni informazione pertinente con il personale di supporto.
INTERROGATORIO LEGALE E PROCEDURE PER LA QUERELA
La vittima è l’aspetto più importante nell’indagine riguardo una violenza sessuale.
Le forze dell’ordine e gli altri servizi di supporto devono fornire alla vittima tutte le informazioni di cui ha bisogno per decidere se sporgere o meno denuncia.
La persona che interrogherà la vittima dovrà essere compassionevole, comprensiva e professionale.
È molto importante il rispetto della privacy.
Bisognerà scegliere un luogo adatto e evitare le interruzioni.
In alcuni casi potrà essere necessario l’intervento di un interprete.
Il poliziotto dovrà:
1. Presentarsi come agente di polizia e spiegare le sue responsabilità;
2. Informare la vittima sulle procedure e sui tempi;
3. Spiegare il ruolo della polizia;
4. Informare la vittima su cosa ci si aspetta da lei;

5. Informare la vittima sul programma di supporto per le vittime di violenza sessuale;
6. Assicurarsi che la vittima sia consapevole del proprio diritto di essere presente a tutti i procedimenti.

PERSONALE DI SUPPORTO
Quando possibile, una persona dovrebbe essere disponibile durante la raccolta delle prove. Persone preparate possono fornire un immediato supporto non appena la vittima arriva alla struttura medica; possono assistere lo staff medico nello spiegare la necessità della raccolta delle prove; e possono consigliare la famiglia o gli amici della vittima che sono all’ospedale. Possono anche fornire informazioni sull’esistenza di centri per l’aiuto alle vittime, sottolineare l’importanza di sottoporsi a ulteriori esami per verificare la presenza di possibili malattie veneree, e rispondere ad eventuali domande che i pazienti possono porre.
Possono anche fornire il supporto necessario alle vittime durante tutto il processo.
Purtroppo in Italia gli ospedali non hanno introdotto programmi di supporto per le vittime di violenza sessuale in generale, sarà quindi necessario rivolgersi ad associazioni di volontariato specializzate. L’intervento psicologico ha più effetto se viene iniziato durante le prime ore che seguono l’aggressione.

IL CONSENSO DEL PAZIENTE
Ottenere un consenso scritto da parte del paziente prima dell’esame fisico è una prassi ospedaliera.
Le vittime di violenza sessuale devono decidere se dare o meno il loro consenso a tutte le procedure.
Il consenso informato è un processo continuo che implica più di una semplice firma.
Se sotto stress, molti pazienti possono non capire o ricordare le ragioni o il significato di tutte le procedure. Perciò, tutte le procedure devono essere spiegate accuratamente e ripetutamente, in modo che il paziente possa capire ciò che il personale sanitario sta facendo e perché. Quando si è ottenuto il consenso informato, questo non deve essere interpretato come “carta bianca” per sottoporre il paziente a test o porre domande.
Se il paziente esprime resistenza o non-cooperazione, il personale sanitario deve interrompere immediatamente la procedura.
In ogni caso il paziente ha diritto di rifiutare uno o più esami e rifiutarsi di rispondere a qualsiasi domanda. Avere un senso di controllo è una parte importante nel processo di guarigione di questi pazienti, specialmente durante le prime fasi di esame fisico e interrogatorio.
È importante ricordare che il paziente deve dare il suo consenso anche per la presenza di una persona di supporto o di un avvocato, prima che questi venga introdotto.
IL PAZIENTE ANZIANO
Come la maggior parte dei pazienti, il paziente anziano può provare estrema umiliazione, shock, incredulità e negazione.
Comunque, l’impatto emotivo può essere percepito fino dall’iniziale contatto con il personale sanitario, la polizia, gli avvocati, o più tardi, quando il paziente si trova solo.
È allora che i pazienti anziani devono affrontare la violenza ed è allora che diventano consci della loro vulnerabilità fisica.
La paura, la rabbia o la depressione può essere specialmente grave nei pazienti anziani che stanno molto tempo da soli.
In generale, gli anziani sono fisicamente più fragili dei giovani ed è più probabile che le lesioni possano minacciarne la vita.
Il processo di guarigione per i pazienti anziani tende ad essere più lungo.
I servizi medici e sociali devono essere facilmente accessibili anche per gli anziani, altrimenti potrebbero non essere in grado di cercare e ricevere assistenza.
Senza incoraggiamento e assistenza molti pazienti anziani possono rifiutarsi di procedere penalmente contro i colpevoli.

IL PAZIENTE CON BISOGNI SPECIALI
La difficoltà nel fornire un’adeguata assistenza a una vittima di violenza sessuale aumenta quando il paziente è diversamente abile.
Alcune vittime hanno una limitata capacità di movimento, disturbi cognitivi che indeboliscono le capacità di percezione, diminuite e/o ridotte capacità mentali per comprendere le domande, o limitate capacità di linguaggio/comunicazione per raccontare ciò che è accaduto durante l’aggressione.
I pazienti possono essere confusi o spaventati, insicuri su quello che è successo, o possono non capire che sono vittime di un reato.
I reati commessi contro i diversamente abili non sono generalmente denunciati e raramente vengono perseguiti penalmente.
I colpevoli sono spesso membri della famiglia, tutori, o amici che ripetono i loro abusi perché le vittime sono incapaci di denunciare il crimine.
Questi pazienti e le loro famiglie hanno la massima priorità.
ATTREZZATURA CONSIGLIATA
Oltre al kit per l’esame fisico è necessario disporre dei seguenti materiali:
Contenitori per le urine, forbici Lampade di Wood – luce UV, modulistica Microscopio
asciugamani, provette per il sangue grandi buste di carta, nastro adesivo catetere, Colposcopio pennarelli indelebili, provette sterili
speculum vaginale (piccolo, medio, grande), vetrino per la ricerca del sangue occulto
fogli di carta bianchi, mezzi per la coltura della Neisseria gonorrhoeae
acqua sterile per irrigazioni, pipette
righello in cm
guanti
Contenuto dei Kit

Buste bianche
3 vetrini con contenitori 2 piccoli pettinini
Provette per prelievi del sangue con il tappo viola; 1 provetta rossa per prelievo del sangue – 10 cc
Lima per unghie
4 tamponi ciascuno per
1. orifizio vaginale
2. cavo orale
3. retto
2 tamponi per ogni superficie corporea TAMPONI TOTALI: 20
2 buste per ogni altra prova che deve essere inclusa
Imballaggio
Esistono kit appositamente preparati per l’esame e la cìraccolta di prove in caso di violenza sessuale, purtroppo negli ospedali italiani non sono quasi mai disponibili, quindi può essere necessario prepararli al momento. I kit devono essere riposti in una scatola per essere trasportati al laboratorio. Per prevenire la perdita di peli, fibre o altre prove, i campioni devono essere sigillati in appositi contenitori di cartone, perché se l’umidità permane all’interno dei campioni, i batteri possono distruggere velocemente le prove nei liquidi biologici.
A differenza della plastica, la carta permette che l’umidità si disperda.
Le prove biologiche non devono mai essere imballate all’interno della plastica.
Questo non significa, comunque, che le prove debbano essere imballate ancora umide. Tutti gli oggetti devono essere fatti asciugare, prima dell’imballaggio.
Ogni oggetto inviato al laboratorio forense deve essere etichettato con la fonte del campione (vaginale, orale, rettale, penieno, ecc), il nome del paziente, la data e le iniziali dell’esaminatore.

 MEDICO E PROBATORIO
Un esame fisico deve essere effettuato in tutti i casi di violenza sessuale, senza badare a quanto tempo è trascorso tra il momento dell’aggressione e l’esame fisico.
Alcuni pazienti possono ignorare i sintomi che in genere indicano un serio trauma fisico, come lesioni interne causate da un brusco trauma o da oggetti estranei introdotti negli orifizi corporei.
Inoltre, possono esserci aree sensibili che svilupperanno in seguito abrasioni che non sono visibili ad un’esame fisico iniziale.
Se l’aggressione è avvenuta entro 72 ore, bisogna utilizzare un kit per la raccolta delle prove. Il tempo limite delle 72 ore non è però assoluto. È una linea guida.
Il personale sanitario e le forze dell’ordine valuteranno ogni caso.
Se si determina che l’aggressione ha avuto luogo più di 72 ore prima dell’esame fisico, l’uso di un kit per la raccolta delle prove può non essere necessario.
È improbabile che ci siano ancora delle prove sul paziente.
Però, le prove possono ancora essere raccolte documentando qualsiasi cosa si trovi durante l’esame fisico (come lesioni o lacerazioni impronte di morsi) e il racconto dell’accaduto da parte del paziente.
Durante un’esame fisico legale, è importante che le procedure sanitarie e la raccolta di prove vengano integrate passo passo. Affinché l’esame abbia successo le procedure sanitarie e legali devono essere coordinate.
Ad esempio, per minimizzare il trauma del paziente, il prelievo di sangue a fine medico (per gravidanza, sifilide, HIV) deve essere fatto insieme al prelievo di sangue a fini forensi. Inoltre, quando vengono raccolti campioni dal cavo orale, dall’organo genitale femminile, o dall’orifizio anale, bisogna raccogliere subito dopo campioni per le malattie sessualmente trasmissibili, quando indicato.

Personale di assistenza

Le uniche persone che devono stare con il paziente adulto nella stanza dell’esame fisico sono rappresentate dal personale sanitario, un traduttore in caso di bisogno e, (con il consenso del paziente e del personale medico di assistenza) un avvocato.
Bisogna limitare il numero di persone presenti durante l’esame fisico.
Ogni persona presente è considerata una testimone della procedura e quindi può essere chiamata a testimoniare in tribunale.
Non è necessario che un rappresentante delle forze dell’ordine osservi le procedure di raccolta delle prove. Esporre una vittima di violenza sessuale all’osservazione del personale delle forze dell’ordine durante questo processo, e anche rendere le forze dell’ordine a conoscenza di discussioni private tra il paziente e il team esaminatore è una violazione della privacy del paziente e non è quindi necessario.

Preservare l’integrità delle prove

La custodia di ogni kit di raccolta delle prove e dei campioni che contiene deve essere considerata dal momento della raccolta al momento in cui verrà utilizzato in tribunale come prova.
Quindi, chiunque maneggi le prove deve etichettarle con le proprie iniziali, la data, la fonte del campione, il nome del personale sanitario di assistenza e il nome del paziente. Tutti i contenitori devono essere sigillati.
Esame del DNA sulle prove di violenza sessuale
Le ricerche degli ultimi anni hanno rivelato nuove opzioni per l’identificazione nelle indagini di reati. L’analisi del materiale biologico e la ricerca del DNA hanno largamente aumentato le possibilità di identificazione dei criminali.
Il DNA contiene il codice genetico di un individuo e se è presente una quantità sufficiente di DNA in un dato campione quell’individuo può essere identificato mediante confronto di DNA.
Questo è significativo per quei casi in cui non ci sono testimoni oculari disponibili per un’ identificazione.
Il DNA si trova nel nucleo delle cellule; quindi, gli spermatozoi possono essere utilizzati per un’identificazione a patto che sia disponibile un campione sufficiente.
Il DNA può trovarsi anche nel sangue, nella saliva, nei capelli (che abbiano la radice), tessuti e midollo osseo.
La tecnica per prelevare i campioni e il numero di campioni specificati nel protocollo devono lasciare sufficiente materiale per un’ulteriore analisi sul DNA, se necessaria. Comunque, la polizia deve sempre contattare il laboratorio per avere informazioni specifiche sulle richieste di campioni, quando è necessaria un’analisi del DNA.
Il liquido seminale è inoltre utile per due ragioni:
1.In assenza di spermatozoi, i componenti del liquido seminale (p.30 e fosfati acidi) possono essere utilizzati per identificare lo sperma.
Il p.30 è un antigene prostatico e la sua presenza nel campione indica che si tratta di sperma.
I fosfati acidi sono presenti in alti livelli nei campioni di liquido seminale, ma fanno solo presupporre la presenza di sperma, in quanto appaiono anche in campioni che non hanno un’origine seminale, come il fluido vaginale.
2. La maggior parte dei marker genetici rintracciati nello sperma, che vengono utilizzati per rintracciare il possibile donatore, si trovano anche nel liquido seminale. Questi test vengono effettuati studiando direttamente gli estratti di liquido ottenuti dai campioni o da altre sospette macchie di sperma.
È proprio il liquido seminale, e non gli spermatozoi, ad essere utilizzato per determinare il gruppo sanguigno e i marker genetici del donatore.
NOTA: Il gruppo sanguigno ABO è il più conosciuto tra tutti i tipi di gruppi sanguigni e divide la popolazione in quattro parti: A, B, O, e AB. Anche se gli antigeni ABO vengono comunemente ritrovati nel sangue, è stato dimostrato che nel 75-80% della popolazione, questi sono presenti anche nelle secrezioni corporee (sperma, saliva, secrezioni vaginali, ecc). Queste persone sono chiamate secretori ABO. Il rimanente 20-25% è chiamato non-secretore, perché nelle secrezioni non sono presenti gli antigeni ABO.
Molti stupratori hanno disfunzioni sessuali e non eiaculano durante l’aggressione.
Gli studi indicano che non si verifica eiaculazione nel 50% dei casi di stupro.
Inoltre, gli aggressori possono utilizzare un profilattico, avere una bassa conta di spermatozoi (frequente in casi di abuso di droga o alcol), eiaculare non in un orifizio ma sui vestiti o sul corpo della vittima, oppure la penetrazione può avvenire tramite un oggetto e non con il pene. Può anche esserci un ritardo di tempo tra l’aggressione e la raccolta di campioni.
Il paziente può inavvertitamente avere lavato via lo sperma, oppure i campioni possono essere stati raccolti scorrettamente.
Quindi, una mancanza di sperma non può essere utilizzata come prova per smentire l’aggressione: significa soltanto che gli spermatozoi possono essere stati distrutti dopo essere stati depositati, oppure possono non essere mai stati presenti.

PROVE SUL VESTIARIO
Frequentemente, il vestiario contiene le prove più importanti in caso di violenza sessuale, per le seguenti ragioni:
1. Il vestiario fornisce una superficie su cui possono essere trovate tracce di materiale estraneo, come lo sperma, la saliva, il sangue, i peli, le fibre dell’assalitore e anche detriti della scena del crimine. Mentre il materiale estraneo può essere lavato via dal corpo del paziente, le stesse sostanze possono essere ritrovate intatte sul vestiario per un lasso di tempo considerevole dopo l’aggressione.
2. Uno scolo di eiaculato proveniente dalla cavità anale o vaginale può raccogliersi sui pantaloni o sulla biancheria intima, specialmente nei bambini. Anche se l’azione batterica e la decomposizione hanno luogo anche in questo ambiente, avvengono in modo più lento rispetto alle cavità corporee. Dopo 3-6 ore è più probabile rintracciare sperma, se presente, sugli indumenti intimi della vittima piuttosto che nelle cavità anale o vaginale. Per un bambino gli indumenti intimi sono molto importanti e i genitori devono essere incoraggiati affinché lascino gli indumenti intimi come prova.
3. Vestiti danneggiati o strappati possono essere significativi. Possono essere prova di forzatura e possono essere utili per un confronto con le prove raccolte sulla scena del crimine. Ogni articolo di vestiario indossato al momento dell’aggressione o prima dell’esame fisico deve essere raccolto come prova.
Durante l’attività criminale, diversi indumenti possono venire in contatto con diverse superfici e materiali sia dalla scena del crimine che dall’assalitore. Mantenere gli indumenti separati l’uno dall’altro permette agli scienziati forensi di arrivare a conclusioni pertinenti riguardo la ricostruzione dell’atto criminale. Ad esempio, se lo sperma sulle mutandine della vittima viene per sbaglio trasferito al reggiseno o alla sciarpa durante l’imbustamento, il ritrovamento di sperma su quei vestiti può mostrare una contraddizione con la testimonianza che la vittima porta in tribunale.
Perciò, ogni abito deve essere etichettato e riposto separatamente nell’apposita busta per evitare la contaminazione.
Prima dell’esame completo, è d’obbligo che il personale sanitario si informi se la vittima porta gli stessi vestiti che indossava durante la violenza. Se così è, gli abiti devono essere esaminati e con il consenso della vittima raccolti come prove.
Altrimenti, il personale medico deve chiedere alla vittima dove si trovano i vestiti indossati durante la violenza. È importante ritrovare i vestiti prima che ogni prova venga cancellata.
Mutandine, calzoncini, assorbenti, collants o tamponi indossati dalla vittima nelle 24 ore che hanno seguito l’aggressione devono essere trovati e raccolti, perché possono contenere sperma o qualsiasi altra prova.

Procedure di raccolta delle prove
Per minimizzare la perdita di prove, il paziente dovrebbe svestirsi sopra a un telo bianco o a un foglio di carta. Se i pazienti non possono svestirsi da soli, e quindi a causa della loro condizione è necessario tagliare i vestiti, assicurarsi di non tagliare gli strappi.
Ogni materiale estraneo rinvenuto deve essere raccolto e posto in una piccola busta di carta, propriamente etichettato e sigillato all’interno di un sacchetto di cellophane.
Se il paziente acconsente, il vestiario deve poi essere raccolto e impacchettato secondo le seguenti procedure:
gli articoli devono essere riposti in piccole buste di carta.
– È importante ricordare che i pannolini dei bambini possono essere utilizzati per rintracciare sperma o peli pubici. I pannolini devono essere asciugati particolarmente bene e posti in una busta di carta senza piegarli su se stessi.
– I pannolini devono essere inviati al laboratorio il più velocemente possibile e la persona che li invia deve informare il personale del laboratorio in modo che possano essere congelati o esaminati velocemente.
– Oggetti come i pantaloni, i vestiti, le camicie o le magliette devono essere posti all’interno di buste di carta più grandi.
– Ogni macchia, come quelle di sangue o di sperma, deve essere fatta asciugare all’aria prima che l’abito venga riposto nella busta. È preferibile che ogni parte del tessuto venga ripiegato verso l’interno, posizionando un pezzo di carta a contatto con la macchia, in modo che questa non venga in contatto con la busta o altre parti del tessuto.
– Se, dopo aver fatto asciugare il più possibile, il tessuto è ancora umido e potrebbe gocciolare attraverso la busta di carta durante il trasporto al laboratorio, la busta già etichettata e sigillata deve essere riposta all’interno di una busta più grande lasciata aperta. In questo caso, bisogna apporre un’etichetta all’esterno della seconda busta, in modo che il personale di laboratorio sia a conoscenza del fatto che è presente una prova umida all’interno e si possa evitare la perdita della prova a causa della putrefazione.
– Si può usare un ventilatore per asciugare completamente i tessuti di piccole dimensioni.

CAMPIONI E STRISCI
Gli strisci vengono effettuati per permettere agli analisti forensi di rintracciare la presenza di spermatozoi.
Se sono presenti, l’analista procederà nell’utilizzo del campione per identificare i componenti del liquido seminale e cercare di identificare il donatore, basandosi sui marker genetici.
Il numero dei test che il laboratorio può effettuare è limitato dalla quantità di sperma o degli altri fluidi raccolti; perciò, è necessario utilizzare quattro tamponi durante la raccolta dei campioni dagli orifizi corporei.
In caso di necessità medica, si utilizzeranno più tamponi.
Per ragioni forensi, tutti i tamponi devono essere di cotone. Strisciare il campione dai tamponi su un vetrino. Fare asciugare tutti i tamponi e riporli in un contenitore di cartone.
A seconda del tipo di violenza sessuale, lo sperma può essere rintracciato nella bocca, nella vagina o nel retto.
Però, l’imbarazzo, il trauma o una mancanza di comprensione della natura della violenza sessuale possono far sì che il paziente sia vago e non riesca a descrivere il tipo di violenza sessuale che ha subito.
Per questa ragione, e anche perché lo sperma può colare dalla vagina o dal pene fino all’ano, anche senza una penetrazione rettale, si consiglia di incoraggiare il paziente affinché acconsenta all’esame fisico di tutti e tre gli orifizi.
Il paziente può comunque rifiutarsi: questo “diritto al rifiuto” è un primario principio terapeutico, in modo che il paziente riacquisti il controllo di se stesso.
Quando si raccolgono i campioni, l’esaminatore deve aver cura di non contaminarli con le secrezioni provenienti da altre aree, come la vagina o il pene.
Una contaminazione può mettere a repentaglio la buona riuscita del processo.

Se il paziente ha necessità di utilizzare i servizi igienici prima della raccolta dei campioni, bisogna consigliarlo affinché utilizzi una padella da cui possono essere rintracciate eventuali prove.
Bisogna utilizzare una matita durante l’etichettatura dei vetrini per diminuire il rischio che ci siano sbavature.
Durante l’imballaggio delle prove, l’esaminatore deve usare un contenitore di cartone e una busta con tutte le aperture (inclusi gli angoli) sigillate con un nastro adesivo per evitare la fuoriuscita di qualsiasi prova.
Nota: se è necessario inumidire leggermente i tamponi per il comfort del paziente, è preferibile utilizzare dell’acqua sterile.
Si può accettare anche la soluzione salina, se quella distillata non è disponibile.
Nel caso in cui si utilizzi soluzione salina, bisogna indicarlo sull’etichetta.
Cavo orale / Procedure di raccolta

Lo striscio orale può essere importante tanto quanto quello vaginale o rettale.
L’obiettivo di questo test è quello di rintracciare spermatozoi o liquido seminale.
Questo test deve essere fatto per primo, in modo che il paziente possa sciacquarsi la bocca il prima possibile.
Lo striscio orale si prepara utilizzando quattro tamponi di cotone che verranno strofinati nella bocca.
In alcune aree della bocca, come tra il labbro superiore e quello inferiore, o sulle gengive, il materiale seminale può restare per un lungo lasso di tempo: prestare, quindi, molta attenzione a queste aree.
Il materiale sul tampone deve essere spalmato su un vetrino che è stato etichettato in matita con la parola “orale”, ad indicare la fonte del campione.
I vetrini devono essere fatti asciugare prima di essere imballati.
I vetrini non devono essere alterati o sporcati.
Quando i campioni orali si sono asciugati devono essere inseriti in una scatolina di cartone, che deve essere sigillata con un nastro adesivo, ma bisogna fare attenzione a non coprire l’apertura per l’aria sulla scatola con il nastro.
Se non è disponibile una scatola di cartone, può essere sostituita da una busta di carta liscia e incontaminata. Infine, la scatola va etichettata.
Ora il paziente può sciacquarsi la bocca con dell’acqua pulita.
II paziente non deve mangiare, bere o fumare per 30 minuti.
In quel momento verrà raccolto un campione di saliva per controllare la secrezione.
Orifizio vaginale / Procedure di raccolta
I campioni vaginali/cervicali vengono raccolti su quattro tamponi di cotone strofinando la vagina e la cervice, ma devono essere conservati in due modi: il primo campione è uno striscio su un vetrino che deve essere fatto asciugare all’aria, il secondo viene conservato sui tamponi in cotone.
L’esaminatore deve assicurarsi che il vetrino venga propriamente etichettato con la parola “vaginale”, per indicare la fonte del campione.
Lo striscio deve essere etichettato con una scritta in matita perché l’inchiostro può essere lavato via durante la procedura di colorazione del laboratorio.
Bisogna lasciare sufficiente spazio in modo che il laboratorio possa inserire le sue marcature.
II vetrino deve essere fatto asciugare prima di essere sigillato.
I vetrini non devono essere alterati o sporcati.
Anche questo campione va inserito in una scatola di cartone che verrà chiusa su tutti i lati ma lasciando sempre una feritoia per il passaggio dell’aria

Dopo che l’etichetta “striscio vaginale” viene apposta sul contenitore, questo deve essere sigillato con del nastro.
I tamponi vaginali devono essere fatti asciugare prima di essere riposti nel loro contenitore.
Se non è disponibile una scatola di cartone, può essere sostituita da una busta di carta liscia e incontaminata. Infine, la scatola va etichettata.
Se l’aggressione è avvenuta recentemente e/o se il paziente si è lavato prima della raccolta dei campione, bisogna considerare la possibilità di prelevare un campione endocervicale utilizzando un tampone di cotone e/o una pipetta in aspirazione. Anche in questo caso il campione deve essere etichettato, fatto asciugare, imballato e sigillato nel proprio contenitore.
Cercare ogni tipo di dispositivo contraccettivo o sanitario (assorbenti interni) che può trovarsi in vagina. Anche questo deve essere raccolto come prova.
Ogni dispositivo che è stato rimosso deve essere fatto asciugare, imballato in una busta ed etichettato con il contenuto, la fonte, il nome, la data e il personale che si è occupato della raccolta.
In casi speciali si può utilizzare una lavanda vaginale o un’aspirazione al posto dei tamponi in cotone. (vedere la sezione sui bambini e i casi speciali).
Non bisogna utilizzare più di un 1 cc di acqua sterile.
II diluito deve essere posto su un tampone di cotone e fatto asciugare.
Anche in questo caso il campione deve essere etichettato, fatto asciugare, imballato e sigillato nel proprio contenitore.
In alcuni casi bisognerà raccogliere un campione vaginale senza sperma in modo che il laboratorio possa interpretare i marker genetici che risultano dai campioni.
Subito dopo questa procedura, deve essere fatto un’esame fisico pelvico.
Pene / Procedure di raccolta

Per i pazienti maschi (sia adulti che bambini), la presenza di saliva sul pene può indicare che c’è stato un contatto orale-genitale; la presenza di secrezioni vaginali può confermare il fatto che il pene è stato introdotto in una vagina; e feci o lubrificanti possono essere rintracciati se c’è stata penetrazione rettale.
Le secrezioni vaginali non possono essere identificate microscopicamente o chimicamente. Però, si possono fare dei tentativi per identificare marker genetici estranei.
Il metodo appropriato per raccogliere uno striscio dal pene è di utilizzare due tamponi di cotone leggermente inumiditi per passare la superficie esterna del pene.
Tutte le aree più esterne del pene e dello scroto dove si sospetta ci sia stato un contatto devono essere passate.
Questi tamponi non vengono, però, utilizzati per la diagnosi medica di malattie sessualmente trasmissibili; perciò, non devono essere utilizzati per strofinare l’interno dell’apertura del pene.
I tamponi devono essere fatti scorrere sui vetrini che poi saranno posti in un contenitore. L’esaminatore non deve alterare o sporcare i vetrini.
Durante l’etichettatura e l’imballaggio dei vetrini seguire le stesse procedure per gli strisci orali e vaginali.
Quando i tamponi penieni si sono asciugati, devono essere riposti in una scatola di cartone.
Se non è disponibile una scatola di cartone, può essere sostituita da una busta liscia e incontaminata.
Infine, la scatola va etichettata e sigillata con un nastro adesivo, ma bisogna fare attenzione a non coprire l’apertura per l’aria con il nastro.
A questo punto i campioni prelevati con i tamponi non imballati possono essere utilizzati per rilevare malattie sessualmente trasmissibili.Orifizio anale / Procedure di raccolta

Lo striscio anale si prepara usando quattro tamponi di cotone per il retto.
Assicurarsi che questo tampone venga in contatto solo con il retto.
Tamponi perianali possono essere raccolti separatamente.
Dopo aver preparato il vetrino, questo deve essere sistemato nel suo contenitore, fatto asciugare, etichettato e sigillato.
Quando i tamponi anali si sono asciugati, devono essere riposti in una scatola di cartone ed etichettati come gli altri campioni.
Se non è disponibile una scatola di cartone, può essere sostituita da una busta liscia e incontaminata.
Infine, la scatola va etichettata.
A questo punto, si può considerare un qualsiasi esame fisico dell’ano.
Altri fluidi essiccati / Procedure di raccolta

Le secrezioni più comuni che l’assalitore deposita sul paziente sono la saliva, il sangue e lo sperma.
Queste secrezioni possono essere analizzate e servire per l’identificazione del colpevole.
È importante che il team sanitario chieda al paziente dove possa essere stato depositato un qualsiasi fluido corporeo ed esamini il corpo del paziente per rintracciare ogni materiale estraneo.
Bisogna utilizzare un campione per ogni secrezione.
Se secrezioni, come la saliva, il sangue secco o il liquido seminale, vengono identificate sul corpo del paziente durante l’esame fisico, i materiali devono essere raccolti inumidendo un tampone con acqua sterile e strofinando delicatamente la zona.
Bisogna utilizzare un campione diverso per ogni secrezione raccolta da un’area corporea e indicare la zona di prelievo sul grafico corporeo della scheda apposita.
Se è presente del materiale incrostato è meglio che questo venga raschiato, posto in una busta separata ed etichettato con l’indicazione della regione corporea di prelievo.
Se non è disponibile una scatolina di cartone, può essere sostituita da una busta liscia e incontaminata.
Infine, etichettare e sigillare.
L’esaminatore deve indicare sull’etichetta e sul grafico corporeo da che punto del corpo del paziente è stata prelevata la secrezione.

MORSI
I morsi possono essere trovati sulle vittime come conseguenza di una violenza sessuale od un altro crimine violento e non devono essere sottovalutati, in quanto sono prove importanti. L’impronta dei morsi può essere confrontata con i denti di un sospetto e può a volte diventare importante quanto le impronte digitali. Raccogliere campioni di saliva e scattare delle foto all’area interessata sono le procedure basilari.
La saliva, come lo sperma, mostra antigeni del gruppo sanguigno del donatore.
Quindi, la raccolta di saliva da un morso deve essere fatta prima di pulire e medicare la ferita. Se la pelle è lacerata, bisogna evitare di strofinare il punto della lesione.
Bisogna strofinare solo le aree che circondano direttamente il morso.
È importante che le foto dei morsi vengano fatte correttamente.
Un rappresentante delle forze dell’ordine deve fornire istruzioni adeguate su come raccogliere le prove fotografiche del morso.
Bisogna utilizzare un righello per misurare la lunghezza del morso sulla fotografia.

In ogni caso di morso, è di vitale importanza avere uno stampo tridimensionale.
Quando possibile, bisogna chiamare un dentista per esaminare il morso e prendere l’impronta.
Procedure di raccolta

La saliva viene raccolta dall’area del morso tramite un tampone leggermente inumidito con acqua sterile, strofinando delicatamente l’area, seguendo le procedure già descritte per tutti gli altri fluidi.
Per dimostrare la dimensione del morso bisogna porre un righello colorato adiacente al morso, senza coprirlo e fotografare perpendicolarmente rispetto alla ferita.
Consultare le forze dell’ordine prima di scattare una qualsiasi foto.
PELI O CAPELLI
Durante un’aggressione, capelli o peli possono essere trasferiti da un individuo ad un altro o possono trovarsi sulla scena del crimine.
Questi possono essere confrontati microscopicamente con campioni di peli o capelli conosciuti per determinarne l’origine.
I capelli e i peli pubici sono gli unici che hanno le caratteristiche necessarie per essere analizzati.
Le caratteristiche sono influenzate da molti fattori, incluso lo stress, la dieta e i prodotti per i capelli.
Un ritardo nella raccolta dei campioni può interferire con futuri confronti.
Capelli
Dove si evidenzi la presenza di sperma o altro materiale intrappolato in capelli o peli pubici, è necessario allestirne la raccolta, tagliando i peli dell’area interessata e ponendo il campione in una busta di carta a parte ed etichettandola come “campione di capelli (peli pubici) incrostati”.
È importante ottenere il consenso del paziente prima di tagliare i suoi capelli.
Se il campione non può essere tagliato, è necessario raccoglierlo utilizzando la stessa procedura descritta per tutti i fluidi.
II tampone deve essere riposto in una piccola busta di carta ed etichettato come sopra descritto.
I capelli del paziente devono essere pettinati sopra ad un foglio di carta per raccogliere possibili peli e fibre.
I capelli e il pettine devono essere chiusi nella carta e posti in una busta siglata come “capelli”; la busta deve essere sigillata con un nastro adesivo.
Bisogna usare un secondo pettine per raccogliere peli o fibre dalla regione pubica.
I pazienti possono volere pettinarsi da soli per ridurre l’imbarazzo e accrescere il loro senso di controllo.
I capelli e il pettine devono essere chiusi nella carta e posti in una seconda busta siglata come “peli pubici”. La busta deve essere poi sigillata con un nastro adesivo.
Bisogna pettinare vigorosamente e accuratamente per diminuire la possibilità di perdere delle prove.

RASCHIAMENTO DELLE UNGHIE
L’obiettivo di raschiare le unghie è quello di trovare prove utili sotto le unghie stesse. Durante l’aggressione, il paziente entra in contatto con l’ambiente e con l’assalitore. Materiali come frammenti di cute, sangue, peli, terra e fibre possono raccogliersi sotto le unghie del paziente.Procedure di raccolta

Bisogna chiedere al paziente se ha graffiato la faccia, il corpo o i vestiti dell’assalitore.
Se così è, o se si notano fibre o altri materiali sotto le unghie del paziente, bisognerà raschiarle, una mano per volta, usando uno stick, o un piccolo tampone di cotone leggermente inumidito con acqua sterile per pulire sotto le unghie. Questo tampone dovrà essere fatto asciugare prima di essere imballato.
È una procedura che i pazienti potrebbero voler svolgere da soli e dovrebbero essere incoraggiati a farlo.
È importante che il materiale venga raccolto da ogni mano e si trovi su un foglio di carta separato.
Il foglio deve poi essere piegato e posto in piccole buste.
L’esaminatore completerà le informazioni sull’etichetta e scriverà se si tratta della mano sinistra o della destra.

CAMPIONE DI SANGUE
È probabile che lo sperma trovato sugli abiti o nelle cavità corporee del paziente si mischi con i suoi fluidi corporei.
Quindi, bisogna prelevare un campione di sangue dal paziente per determinare il contributo dei suoi marker genetici.
È da notare che in alcuni rari casi bisogna prelevare un campione vaginale privo di sperma dalla paziente in modo che il laboratorio possa interpretare i risultati dei marker genetici. Questo quindi implica che la paziente deve astenersi dall’avere rapporti sessuali per una settimana per poi sottoporsi al prelievo del campione.
Procedure di raccolta

Per gli adulti, bisogna prelevare 5-7 cc di sangue in una provetta. Assicurarsi che la provetta sia completamente riempita e identificarla con un’etichetta.
CAMPIONI DI SALIVA
È necessario analizzare il gruppo sanguigno del paziente per valutare accuratamente il gruppo sanguigno estraneo nei campioni di secreto misti, come lo sperma e le secrezioni vaginali.
Si utilizzano un campione di saliva e uno di sangue per determinare se il paziente è secretore ABO.

Procedure di raccolta

È importante che questi campioni non vengano contaminati da elementi estranei. Quindi, il paziente non deve fumare, né mangiare, né bere nei 30 minuti che precedono la procedura.
Se la bocca è traumatizzata, questo campione può essere ottenuto dall’ascella: per prima cosa, pulire l’area, aspettare 30 minuti e posizionare per circa 20-30 minuti dei tamponi sull’ascella per assorbire il sudore. Annotare l’esecuzione della procedura sul modulo su cui vengono registrate le prove.
L’esaminatore dovrà raccogliere un campione di saliva utilizzando due tamponi tipo quelli che usano i dentisti che andranno poi messi in una piccola busta sigillata.
Il paziente deve porli all’interno della bocca e riempirli di saliva.
Bisogna ricordare al paziente di non masticare i tamponi; inumidirli è sufficiente.
Bisogna spiegare inoltre ai pazienti come rimuovere i tamponi utilizzando le dita.

I tamponi devono essere rimossi solo dal paziente, a meno che la persona che li rimuove non indossi i guanti, perché anche solo una piccola contaminazione da parte di un’altra persona viene rintracciata dall’analisi forense.
Una volta asciutti, i campioni devono essere inseriti completamente in un contenitore ventilato, che verrà sigillato con del nastro ed etichettato con la fonte, la data, il nome e cognome del paziente e dell’esaminatore.
PRECAUZIONI DA PRENDERE
Le precauzioni che vengono prese quando si ha a che fare con fluidi corporei di vittime e colpevoli coinvolti in altri tipi di crimini sono le stesse che devono essere prese nella raccolta delle prove nei casi di violenza sessuale.
Quando si maneggiano vestiti e fluidi corporei, bisogna prendere delle precauzioni per diminuire i rischi: usare guanti, mascherine, cappellini tipo sala operatoria e visiere se necessario, disinfettare frequentemente l’area di lavoro e essere informati sui rischi che si corrono analizzando prove fisiche.
ESAME FISICO FORENSE IN CASO DI VIOLENZA SESSUALE
Durante l’esame fisico, il personale sanitario deve spiegare al paziente come mai gli vengono rivolte alcune domande, perché è necessario svolgere test medici e che tipi di terapie verranno prescritte.
1. Bisogna indicare i parametri vitali e altri tipi di informazioni, come la data e l’ora sia dell’esame fisico che della violenza.
2. Bisogna registrare una breve descrizione sui dettagli dell’aggressione. Questa descrizione includerà la presenza di penetrazione orale, rettale o vaginale, se l’assalitore ha penetrato il paziente con le dita o un altro oggetto, se è avvenuto un contatto orale, e se è avvenuta eiaculazione. Il racconto del paziente deve essere registrato accuratamente e con le sue stesse parole.
3. Registrare informazioni riguardo la storia ginecologica della paziente incluso il ciclo mestruale ( ultima mestruazione, data e durata, ecc), possibile gravidanza, e anche l’utilizzo di contraccettivi. Se la paziente è a rischio di gravidanza è necessario eseguire subito un test.
4. Durante l’esame fisico, annotare tutti i dettagli del trauma, come lesioni, abrasioni, lacerazioni, morsi, sangue o altre secrezioni, facendo particolare attenzione all’area genitale e rettale. Annotare anche altri tipi di ferite che possono presentarsi sul seno, sulla porzione superiore dell’interno coscia, sul collo, sul viso, sulle braccia, sui polsi, sulle gambe, sulla testa, nel caso in cui il paziente sia stato spinto verso un oggetto o sul terreno.

NOTA: Le informazioni sulle malattie sessualmente trasmissibili sono contenute nell’Appendice I di questo protocollo. Si raccomanda di somministrare la penicillina come profilassi, somministrazione che deve essere effettuata non appena termina l’esame fisico. Alcuni pazienti possono essere allergici alla penicillina e non saperlo, quindi è necessario tenere la persona in osservazione per almeno 30 minuti.
MODULO PER L’ESAME FISICO FORENSE

Gli infermieri forensi raccolgono dati come indicato. I dati vengono registrati, comunicati e archiviati in modo che siano sempre reperibili.

Base

Le fonti dei dati includono l’intervista al paziente e la valutazione fisica.
L’infermiere modifica le tecniche di raccolta per adattarsi alle esigenze dei pazienti, in base all’età, al livello di sviluppo, agli aspetti etnici e culturali.
I dati forensi sono disponibili a chi partecipa alle indagini e al processo.
Criteri strutturali
1. Si utilizza un metodo di raccolta che fornisce:
a. standardizzazione e sistematica raccolta di dati,
b. separazione tra i dati forensi e quelli medici,
c. riservatezza,
d. valutazione delle ferite,
e. materiale per la raccolta dei dati.
2. Il processo di raccolta dei dati può essere modificato, se necessario.
3. è necessaria una registrazione concisa, accurata e appropriata.
4. I dati devono essere facilmente reperibili dalle forze dell’ordine.
Processo

L’infermiere:
1. raccoglie i dati con il consenso informato della vittima;
2. utilizza fonti di dati come il racconto, la valutazione fisica e i verbali della polizia;
3. registra i dati in serie, sistematicamente e in forma concisa;
4. programma un intervento secondo il protocollo medico ed infermieristico.
Esito
1. Il paziente partecipa al processo di raccolta dei dati.
2. Il paziente conferma la raccolta dei dati.
3. I dati devono essere registrati ed essere reperibili.
4. L’intervento degli infermieri deve essere in linea con le procedure e i protocolli istituzionali della professione infermieristica.”
Nel modulo devono essere incluse le seguenti informazioni:
1. La data e l’ora dell’aggressione/ la data e l’ora dell’esame fisico: è essenziale per calcolare il tempo trascorso tra l’aggressione e la raccolta delle prove.
2. Il numero degli assalitori: I sierologi forensi cercheranno prove di trasferimento di materiale tra la vittima e l’assalitore e la scena del crimine.
Queste tracce includono peli o capelli sconosciuti e il deposito di secrezioni dall’assalitore al paziente.
Il genere e la razza dell’assalitore possono determinare secrezioni differenti che possono essere ritrovate sul paziente. Quindi, i sierologi devono essere informati se cercare sperma o secrezioni vaginali e di quanti assalitori diversi.
3. Azioni del paziente prima e dopo l’aggressione: la qualità delle prove è correlata alle azioni svolte dal paziente e al tempo trascorso.
Per esempio, il tempo trascorso tra l’aggressione e la raccolta delle prove e l’eventualità che il paziente si sia lavato possono influenzare la presenza di sperma nel cavo orale, vaginale o rettale.
Si possono perdere anche prove come peli, capelli, fibre o altri materiali microscopici.
È importante che l’analista sappia quali attività sono state svolte prima di sottoporsi all’esame

fisico (doccia, bagno, minzione, defecazione, lavaggio dei denti, cambio di vestiti, tutto ciò che può spiegare un’assenza di secrezioni o altro materiale).
Per esempio, la doccia ha un effetto chimico sulla quantità e la qualità dello sperma che rimane in vagina.
Se non si riesce a spiegare il motivo per cui lo sperma è andato distrutto, si rischia di apparire contraddittori in tribunale.
Gli scienziati forensi possono trovare prove che evidenziano la presenza di due gruppi sanguigni e questo può indicare che il paziente è stato aggredito da più persone oppure che ha avuto un rapporto sessuale prima dell’aggressione.
Bisogna avere informazioni sui rapporti sessuali avuti dal paziente nella settimana prima dell’aggressione per spiegare possibili discrepanze.
4. Informazioni sulla contraccezione e sul ciclo mestruale: Alcuni contraccettivi possono interferire nell’interpretazione di alcuni test chimici utilizzati dai laboratori nell’analisi di potenziali macchie di sperma.
Inoltre, le schiume contraccettive, le creme o i tamponi possono distruggere gli spermatozoi. Lubrificanti di ogni tipo sono prove e possono essere confrontate con i materiali trovati sulla scena del crimine e sul corpo dell’assalitore.
Sapere se è stato usato un profilattico può essere utile per spiegare l’assenza di sperma.
I tamponi, gli assorbenti e il sangue mestruale possono assorbire lo sperma dell’assalitore. Inoltre, la presenza di sangue in vagina può derivare sia da un trauma che dalle mestruazioni.
5. Racconto dell’aggressione: Un accurato ma breve racconto dell’aggressione è importante per la raccolta e l’analisi delle prove fisiche.
Questo include la dichiarazione di penetrazione orale, anale e vaginale, contatto orale con l’assalitore, eiaculazione e penetrazione con dita o con oggetti.
6. Dettagli fisici: Nella ricerca di prove che possono essersi trasferite tra il paziente e l’assalitore, è essenziale conoscere la posizione e l’estensione delle ferite subite dal paziente. Per esempio, sangue proveniente dalle ferite del paziente può essere ritrovato sul corpo o sui vestiti dell’assalitore, oppure sulla scena del crimine; oppure, se il paziente non presenta sanguinamenti, il sangue che si trova su di lui può essere dell’assalitore.
A volte le macchie di saliva e di sperma si visualizzano più facilmente sotto la luce ultravioletta. Utilizzare una lampada UV (lampada di Wood) può aiutare nel localizzare la presenza di queste macchie durante l’esame medico.
A volte, il metodo più efficace è quello di chiedere al paziente.
Se il paziente è stato morsicato, c’è la possibilità che la saliva sia stata depositata sul suo corpo o sui suoi vestiti. Perciò, il laboratorio deve conoscere esattamente dove si è verificato il morso, per ricercare macchie di saliva.
7. Data e tipo dell’ultimo rapporto sessuale volontario: Durante l’analisi di campioni di sperma, gli analisti forensi possono trovare un misto di marker genetici che non riguardano né il paziente né l’assalitore.
Un misto tra lo sperma dell’assalitore e un precedente partner può portare a risultati che, se non spiegati, possono contraddire il racconto della vittima.
Ai pazienti viene chiesto se hanno avuto rapporti sessuali nei sette giorni che hanno preceduto la violenza.
Se così è, si richiede la data e il tipo di rapporto.
L’identità della persona non è rilevante, ma il paziente deve essere pronto a fornirne l’identità nel caso in cui ci sia la necessità di prelevare campioni di sangue o di capelli.
A fini medici è importante sapere quando è avvenuto l’ultimo rapporto sessuale e l’ultima mestruazione per stabilire se la paziente possa essere incinta.
Non bisogna somministrare farmaci per impedire la gravidanza se la paziente è già incinta.
8. Rischio di contrarre malattie contagiose: Il personale di laboratorio è informato sulla possibilità di contrarre una malattia dalle prove fisiche inviate per l’analisi. Le malattie contagiose possibili sono: clamidia, sifilide, gonorrea, epatite, tubercolosi, herpes, AIDS e

molte altre. È quindi necessario prendere precauzioni nel maneggiare i campioni.

DOCUMENTAZIONE DELL’ESAME FISICO Diagrammi corporei / Fotografie
Le fotografie della vittima non devono essere l’unica forma di documentazione.
Bisogna invece utilizzare un disegno del corpo umano per mostrare la posizione e la dimensione delle ferite e anche scrivere una descrizione del trauma.
I disegni forniti rappresentano adulti, bambini e neonati e contengono anche le figure dei genitali maschili e femminili.
Le fotografie di ferite brutali e di morsi possono essere molto utili in tribunale; però, in molti casi, le ferite, come i lividi, possono apparire dopo alcuni giorni.
Non ci sono garanzie che le fotografie riportino la vera entità del trauma. Una volta fatte, le fotografie possono essere citate come prove.
Le fotografie devono essere fatte con il consenso del paziente.
Non bisogna fare fotografie ai genitali senza un espresso consenso del paziente.
I disegni accompagnati da accurate descrizioni possono essere utili come le fotografie.
Le fotografie devono essere scattate da persone competenti, meglio se dello stesso sesso del paziente, e bisogna utilizzare un righello per indicare le dimensioni della ferita.
L’esaminatore resterà all’interno della stanza durante lo scatto delle fotografie.
Terminologia
Ciò che si trova durante l’esame fisico deve essere documentato in modo completo sul rapporto/referto dell’esame fisico. Può capitare che il personale sanitario venga chiamato a testimoniare, quindi un completo e leggibile rapporto/referto dell’esame fisico, accompagnato dal diagramma corporeo, aiuterà il personale sanitario nella testimonianza che molto probabilmente avverrà dopo mesi o anni dall’esame della vittima. Il personale sanitario non deve includere nel rapporto opinioni personali.
La cartella deve riportare l’esame fisico e includere tutte le prove pertinenti.
II personale sanitario non deve comportarsi da “investigatore” per la polizia.
Non deve chiedere troppi dettagli, oltre a quelli strettamente necessari a fini medici; altri dettagli verranno chiesti dalla polizia.
Campioni di sangue per tossicologia / Esame urine
In alcuni Stati il protocollo include l’esecuzione di test per testare la presenza di alcol o altre droghe nei pazienti vittime di violenza sessuale, in Italia, non esistendo un protocollo universale, riconosciuto ed utilizzato da tutto il personale sanitario dei diversi ospedali, province, regioni, starà a chi esamina la vittima di violenza sessuale decidere se raccogliere o meno questo dato.
In particolare se la vittima pensa di essere stata drogata o volontariamente fatta ubriacare, la raccolta di questo dato può essere utile.
È importante ricordarsi però che l’eventuale assunzione volontaria di alcol o droghe da parte della vittima potrebbe essere usato in tribunale per la difesa del violentatore, è quindi importante valutare caso per caso se la raccolta di questo parametro sia necessaria o meno. Esami del sangue e delle urine per la tossicologia devono essere svolti nelle seguenti situazioni:
se il paziente o l’accompagnatore (un membro della famiglia, un amico o un poliziotto) afferma che il paziente è stato involontariamente drogato dall’assalitore, E/O se, secondo il personale sanitario, le condizioni del paziente richiedono uno screening tossicologico per poter fornire un’adeguata assistenza.

PROFILASSI CONTRO LE MALATTIE SESSUALMENTE

TRASMISSIBILI E LA GRAVIDANZA

Tutti i pazienti devono essere informati della possibilità di contrarre malattie sessualmente trasmissibili dopo una violenza sessuale.
Solo un test dopo qualche tempo confermerà la trasmissione.
Allo stesso tempo, bisogna rassicurare il paziente, in quanto non è detto che in seguito alla violenza debba per forza contrarre una malattia sessualmente trasmissibile o restare incinta. Bisogna comunque incoraggiare il paziente affinché si sottoponga ad un test sei settimane dopo la violenza. La profilassi contro le malattie a trasmissione sessuale deve essere somministrata di routine fin dal primo esame fisico. (vedere Appendice I)
Se il team sanitario pensa che una donna in età fertile sia ad alto rischio di gravidanza deve proporre la somministrazione di terapie anticoncezionali.
Bisogna quindi determinare se la paziente utilizza metodi contraccettivi e se sono stati utilizzati durante la violenza.
Se il personale sanitario si dichiara obiettore di coscienza la paziente deve essere comunque informata e indirizzata verso una struttura ospedaliera che le prescriverà il farmaco.
PROCEDURE PER LA DIFFUSIONE DELLE PROVE
Procedure preliminari
Quando tutti i campioni sono stati raccolti, devono essere riposti all’interno del kit o comunque di un contenitore unico in cartone, dopo aver controllato che siano etichettati e sigillati.
La copia originale del referto dell’esame fisico forense deve restare nella struttura ospedaliera dove è stato completato l’esame.
La seconda copia è per le forze dell’ordine e la terza copia verrà inserita nel kit.
Tutte le copie devono essere leggibili.
Il kit completo e le borse con i vestiti devono essere tenuti insieme e custoditi in un’area sicura.
Le buste di carta devono essere poste vicino, ma non all’interno, del kit.
Tutte le prove mediche e forensi devono essere tenute separate durante la raccolta: le prove mediche saranno esaminate all’interno della struttura ospedaliera, mentre le prove forensi dovranno essere trasferite alle forze dell’ordine con il kit per il laboratorio.
Trasporto delle prove
Ai pazienti non deve essere permesso di toccare le prove dopo che sono state raccolte, in nessuna circostanza.
Solo un ufficiale di polizia o un agente autorizzato può trasferire le prove fisiche dagli ospedali ai laboratori per le analisi.
Per evitare il deterioramento e assicurare i migliori risultati, i kit devono essere refrigerati immediatamente e mantenuti così finché non saranno trasportati al laboratorio forense dalle forze dell’ordine.

Diffusione delle prove
Le prove non devono essere rilasciate dalla struttura ospedaliera senza un consenso scritto del paziente adulto oppure da parte di una terza persona tutrice di un paziente incapace di intendere e di volere o di un minore.
Un modulo per la consegna delle prove deve essere completato, bisogna assicurarsi che tutto sia stato trasferito e controllato.
Sul modulo, oltre alla firma del paziente servono anche le firme del personale che si è occupato di raccogliere le prove e la firma del poliziotto incaricato del trasferimento.

Una copia del modulo resterà nella struttura ospedaliera, mentre un’altra copia sarà data alla polizia.
Il poliziotto dovrà inoltre apporre il suo nome sul kit e sulle borse con i vestiti e segnare l’ora del trasferimento.

Non-autorizzazione del trasferimento

Anche se la maggior parte dei pazienti acconsente al trasferimento delle prove dall’ospedale alla polizia, in alcuni casi il paziente può rifiutarsi di autorizzare il trasferimento.
Il personale sanitario o le forze dell’ordine non devono reagire negativamente di fronte ad un rifiuto.
Devono informare il paziente che il trasferimento delle prove non è un obbligo a sporgere denuncia.
Se inizialmente il paziente non dà il suo consenso i kit e le borse con il vestiario devono essere lasciati in un’area sicura.
Per ritardare il deterioramento, i kit devono essere congelati e conservati il più a lungo possibile per permettere alla vittima di avere ripensamenti, prima di essere distrutti.
Se non è disponibile un refrigeratore, le prove devono restare sigillate e essere poste in un’area sicura, fresca e asciutta.
INFORMAZIONI POST-ESAME

Lavarsi / Cambiarsi d’abito

Molti pazienti vogliono lavarsi dopo l’esame fisico e la raccolta delle prove. Se possibile la struttura ospedaliera dovrà fornire tutto ciò che serve. Se anche i vestiti sono stati raccolti e il paziente non ne ha a disposizione degli altri, bisogna fare in modo che il paziente non lasci l’ospedale finché non gliene saranno portati degli altri. In questi casi, quando la polizia si occupa del trasporto delle vittime all’ospedale, è necessario che i poliziotti avvisino le vittime di portare un cambio di vestiti. Alcuni pazienti possono desiderare di contattare un membro della famiglia o un amico, affinché porti i vestiti puliti.
Trasporto
Infine, il trasporto deve essere organizzato quando il paziente è pronto per lasciare l’ospedale. In alcuni casi, di questo si occuperanno i parenti, gli amici o l’avvocato della vittima, che possono essere stati chiamati dall’ospedale per fornire supporto. In altri casi, si occuperanno del trasporto le forze dell’ordine.

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