Rebecca uccisa da bomboletta panna spray esplosa sul petto

Un dispenser a pressione difettoso scoppiando ha colpito Rebecca Bruger al torace, causandole un arresto cardiaco. La pericolosità del dispenser era già stata stata segnalata dalle associazioni dei consumatori

La notizia è stata ripresa da tutti i quotidiani anche in Italia. Una bomboletta di panna spray difettosa esplosa troppo vicino al petto: così è morta Rebecca Burger, popolare blogger francese di fitness e lifestyle. Le conseguenze più gravi sono state la perdita di un occhio o lesioni al volto.

E’ morta la fashion blogger Rebecca Burger – Proprio il fidanzato di lei, ha postato sul suo profilo ufficiale il modello di bomboletta che ha ferito a morte la sua amata e ha messo in guardia chi ne dovesse fare uso. Invano i soccorsi, giunti precipitosamente sul posto, hanno cercato di rianimare Rebecca e di salvarla, ma la giovane è morta il giorno dopo, domenica 18 giugno nell’ospedale di Mulhouse, dov’era ricoverata. Nonostante la banalità di ciò che è accaduto, il caso ha voluto che il colpo abbia fatto andare Rebecca, che aveva solo 33 anni, in arresto cardiaco.

Perché lei, tra un allenamento e l’altro – le sue specialità erano il fitness e il benessere -, tra una sana colazione e una passeggiata con il suo cane, si concedeva viaggi – nell’ultimo, a Bali, è immersa in una vasca di petali -, partecipava a concorsi di fitness internazionali – di recente si era piazzata ottava all’Arnold Classic di Columbus, in Ohio -, condivideva con i suoi follower piatti sanissimi, muscoli scolpiti e pose super sexy ed era testimonial di Women’s Best, il marchio di fitness al femminile che l’ha omaggiata sui social con parole commosse: “Rebecca era una grande atleta e una persona gentile e generosa”. Mortale incidente domestico, che ha dell’incredibile, per una nota blogger francese.

Non si deve infatti cercare di aprire il sifone quando è ancora in pressione e bisogna assolutamente evitare di usare più di una cartuccia di gas per volta, come suggerisce qualcuno sul web. In Francia ci sono almeno due precedenti di incidenti legati all’utilizzo dei sifoni e in passato anche l’Istituto Nazionale dei Consumatori francese aveva lanciato l’allarme sui sifoni dotati di testine in plastica, ritenuti potenzialmente pericolosi.

Rebecca Burger era una vera star dei social: 153mila fan su Instagram, 55mila su Facebook, un canale Youtube e un sito web. Le conseguenze più gravi sono state la perdita di un occhio o lesioni al volto. Inutili l’arrivo dei soccorsi e il ricovero in ospedale. Il decesso è stato causato da un sifone per la panna montata che era già finito sotto accusa per diversi incidenti domestici registrati nel 2014, nessuno dei quali mortali. Aveva partecipato anche a molti concorsi di fitness di livello mondiale e recentemente si era piazzata all’ottavo posto all’Arnold Classic di Columbus, in Ohio. Eventuali esplosioni possono causare diversi danni, da denti rotti a ronzii nelle orecchie, passando per fratture multiple.

Sempre secondo “Le Point” questo incidente non è un caso isolato: dal 2013 tra oltre 60 milioni di consumatori ci sono stati più di 20 incidenti simili. Anche l’Istituto nazionale dei consumatori francesi aveva messo in guardia dall’uso di quel dispositivo, l’Ard’Time, la cui testina in plastica non sostiene la pressione del gas introdotto nel contenitore metallico.

Rebecca Burger, molto attiva su Instagram, dove promuoveva il fitness attraverso la pubblicazione di video, sabato stava agitando il contenitore, nella sua casa nella periferia di Mulhouse, quando la parte superiore della bomboletta è esplosa ferendola violentemente al petto. L’episodio avvenne un pomeriggio in cui il ragazzo era per strada; una volta ferito dalla bomboletta riuscì comunque a chiedere aiuto ad un negoziante.

Recipienti come serbatoi, fusti, bidoni, utilizzati per conservare liquidi facilmente infiammabili come benzina, nitrodiluente, acetone, alcool o toluolo, devono essere considerati recipienti molto pericolosi.

Esperimento: esplosione in un recipiente apparentemente vuoto

I recipienti che contengono liquidi facilmente infiammabili vengono solitamente svuotati in modo da non lasciare alcuna traccia di liquido al loro interno. Tuttavia, possono permanere nel recipiente vapori in quantità sufficiente ad innescare un’esplosione in presenza di una fonte d’innesco efficace. Bastano due cucchiai da cucina o un bicchierino di un liquido facilmente infiammabile per formare un’atmosfera esplosiva in un fusto di 200 L.
I lavori di saldatura eseguiti sui recipienti, il tentativo di scoperchiarli mediante ossitaglio o troncatura oppure l’introduzione di una fiamma libera all’interno del recipiente per illuminarlo, tutte queste situazioni possono dar luogo ad esplosioni. Molti incidenti gravi avvengono in questo modo evidenziando quanto questi pericoli spesso non siano sufficientemente riconosciuti.

L’esperienza mostra che non è sempre facile applicare misure di protezione adeguate ed è quindi raccomandabile non eseguire affatto questo tipo di lavori o eseguirli solo su recipienti nuovi di fabbrica.

Esperimento: lavori di saldatura eseguiti su recipienti svuotati e «lavati»
Vi illustriamo un esempio pratico. Un fabbro riceve l’incarico di tagliare nel senso della lunghezza un vecchio fusto di metallo vuoto. Precedentemente il fusto serviva per contenere benzina, ma era stato lasciato per diversi mesi in un deposito. Per prima cosa, il fabbro inserisce nel fusto il tubo dell’acqua, lo riempie lasciando scorrere l’acqua per alcuni minuti fino a farla traboccare. Poi chiude il rubinetto e fa fuoriuscire l’acqua dal bocchettone di riempimento. Quando inizia il lavoro di saldatura il fusto esplode e ferisce il fabbro nonostante egli avesse adottato misure «precauzionali».
Poiché la benzina non è solubile in acqua, è impossibile bonificare il fusto (liberarlo dai vapori di benzina) usando dell’acqua.

Esplode bomboletta, feriti due coniugi. Conteneva vernice ed è stata surriscaldata dal barbecue. E’ accaduto ad Alfornine

STAVA preparando il pranzo al barbecue nel garage della propria abitazione, quando l’intenso calore emanato dalle braci di carbonella ha provocato l’esplosione di una bomboletta spray di vernice custodita dentro a un vicino pensile. Vittima di questo singolare incidente domestico, rivelatosi meno grave di quanto inizialmente temuto, è stato nel primo pomeriggio di ieri un 73enne residente con la moglie in una villetta di via Primo Maggio, non lontano dalla stazione ferroviaria di Alfonsine.
L’UOMO è stato investito in pieno volto, sulle braccia e in altre parte del corpo dal contenuto della bomboletta, mentre la moglie, intervenuta per prestargli soccorso, ha riportato delle bruciature ai capelli. Entrambi sono stati trasportati all’ospedale Santa Maria delle Croci di Ravenna. Le loro condizioni non sono gravi. L’incidente domestico è avvenuto poco dopo le 13. L’uomo, un ex muratore, stava cuocendo la carne in un barbecue all’interno del garage. Un locale adibito anche a ripostiglio e in cui sono presenti alcuni pensili e vari oggetti. Il barbecue è dotato di piccole ruote e il pensionato lo ha collocato in un punto del garage vicino all’ingresso e a non più di un metro da un pensile al cui interno c’era, tra le altre cose, una bomboletta spray di smalto acrilato multiuso. In parole povere, una vernice a rapida essicazione estremamente infiammabile ed irritante.

L’ELEVATO calore prodotto dal barbecue ha provocato l’esplosione della bomboletta, con la vernice che è schizzata addosso al pensionato
ricoprendolo letteralmente di una crosta di smalto bianco e provocando escoriazioni varie.
La moglie invece ha riportato delle bruciature alla testa. A richiedere l’intervento dei mezzi di soccorso sono stati i familiari che abitano al piano superiore della villetta. Sul posto sono intervenute due ambulanze, una squadra dei vigili del fuoco dal distaccamento di Lugo, i carabinieri della stazione di
Alfonsine e la Polizia Municipale. Alla luce della dinamica dell’infortunio la centrale operativa di ‘Ravenna Soccorso’ ha anche disposto l’intervento dell’elicottero, che è atterrato dopo pochi minuti in un’area nella vicina via Tarroni. Dopo le prime cure prestate sul posto, la coppia di coniugi è stata trasportata all’ospedale di Ravenna.

Un detenuto fa esplodere una bomboletta a gas davanti al personale di polizia penitenziaria

Ancora una volta al poliziotto penitenziario vittima del gesto estremo del detenuto è
andata di lusso, considerato che se lo stesso avesse anticipato il suo arrivo presso la cella del detenuto di 4 o 5 secondi, le conseguenze sarebbero potute essere tragiche.
Ciò perché tale detenuto, appartenente al circuito Alta Sicurezza, ha incendiato in
segno di protesta alcuni fogli di giornale ed indumenti personali avvolti attorno ad una
bomboletta a gas che è deflagrata poco prima dell’arrivo del poliziotto in questione, il quale,
dimostrando grande professionalità, dedizione e coraggio è comunque intervenuto a salvare
la vita del detenuto, estraendolo dalla fitta coltre di fumo che avvolgeva la sua camera
detentiva.

Il poliziotto è stato poi accompagnato presso il Pronto Soccorso del nosocomio
cittadino per sottoporsi alle cure del caso conseguenti alla considerevole inalazione di fumo
ed alle conseguenze dell’esplosione della bomboletta di gas.
Questa O.S. ribadisce, ancora una volta, come il susseguirsi incessante di tali episodi
sia da ricondurre ad una serie di problematiche che da tempo si chiede di risolvere, quali, ad
esempio, la necessità di contemperare le esigenze di sicurezza con quelle trattamentali, la
difficile convivenza tra detenuti in buone condizioni di salute con quelli malati che affollano
le sezioni ordinarie non potendo essere tutti ricoverati presso l’ex Centro Diagnostico
Terapeutico (denominato da poco SAI senza che nulla sia cambiato nella sostanza), la
carenza di percorsi di reinserimento lavorativo ai quali si predilige spesso attività
d’intrattenimento, il silenzio assordante dell’Amministrazione Penitenziaria rispetto alla
necessità di salvaguardare l’incolumità fisica del personale di polizia penitenziaria.

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