Reddito di inclusione, arriva il si del Cdm: cos’è e chi può richiederlo

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Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo che introduce una misura nazionale di contrasto alla povertà, un provvedimento che segue all’ ok del Senato dello scorso marzo, rendendo operativo il cosiddetto reddito di inclusione che andrà a sostituire il sostegno all’inclusione attiva e l’assegno di disoccupazione.

Ma cos’è effettivamente il reddito di inclusione?

Trattasi di una misura nazionale di contrasto alla povertà che dovrà passare all’esame delle Commissioni parlamentari competenti per l’acquisizione dei pareri. In poche parole, si tratta del decreto che attua la delega approvata a marzo e segue il memorandum d’intesa firmato ad aprile dal premier Paolo Gentiloni. Ecco tutti i requisiti per ottenere il reddito di inclusione REI:

  • Reddito ISEE: bisognerà avere un reddito ISEE non superiore ai €6000, soglia duplicata rispetto al precedente sostegno di inclusione attiva che aveva fissato l’asticella a €3000. Pare che, oltre a questo indicatore, si aggiunga anche quello del denaro disponibile e in questo modo verrà valutata in maniera più realistica la situazione di chi possiede un immobile ma versa in condizioni di povertà per mancanza di finanze liquide.

Per quanto riguarda l’Importo mensile, l’assegno di assistenza pare si aggiri intorno ai €485 al mese, innalzato di circa 100 unità rispetto al sia; al fine di fissare l’importo è stato necessario calcolare la differenza tra l’indicatore della situazione reddituale e il reddito disponibile. Coloro i quali vorranno richiedere il reddito di inclusione dovranno rivolgersi agli uffici di riferimento presenti nel comune di residenza ed è proprio per questo motivo che il governo ha predisposto risorse per circa 2 miliardi di euro fino a 2018 e verserà il 15% del totale direttamente ai territori comunali, per supportare la presa in carico del Rey e il potenziamento dei servizi.

“Siamo soddisfatti di aver mantenuto un impegno e varato per la prima volta uno strumento universale contro la povertà ma al tempo stesso sappiamo che si tratta di un primo passo che dovrà vederne di ulteriori e questo è stato anche il senso dell’intesa tra noi e il mondo associativo, sindacale, culturale”. Ha così commentato il Premier Paolo Gentiloni durante la conferenza stampa tenutasi nel primo pomeriggio a Palazzo Chigi .Sempre nel corso della giornata di ieri, sul tavolo del Consiglio dei Ministri terminato intorno alle ore 14:00, sono arrivati anche alcuni altri pezzi che riguardano la sicurezza degli impianti nucleari, il settore del riso, l’attuazione della direttiva Ue sulla valutazione dell’impatto ambientale degli edifici e soprattutto il via libera definitivo al taglio delle partecipate pubbliche, che si dovrà poi concretizzare a settembre per risparmi stimati in un miliardo di euro. Per quel che riguarda l’inclusione attiva, Poletti ha ricordato l’imminente assunzione di 600 nuovi addetti nei centri per l’impiego, con la specifica funzione di “fare da ponte tra chi si occupa di politiche sociali e chi di politiche del lavoro”.

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