Il respiro influenza emozioni e stress, nuovo studio rivela benefici della respirazione profonda

Non è di certo una novità il fatto che una buona respirazione aiuti a raggiungere il relax, ma adesso a confermarlo è uno studio scientifico che ha spiegato anche il perchè. Ebbene si, un gruppo di ricercatori dell’University of California a San Francisco pare abbia scoperto un nuovo tipo di neuroni, che collega il ritmo del respiro alla sensazione di allerta. Pare esista un minuscolo gruppo di neuroni situato nella parte del tronco encefalico che controlla la respirazione comunica direttamente con una struttura cerebrale coinvolta nelle risposte allo stress.

Anche se la respirazione è considerata un comportamento controllato dal sistema nervoso autonomo, l’esistenza di strette connessioni con le aree cerebrali che presiedono alle funzioni cerebrali con le aree cerebrali che presiedono alle funzioni cerebrali superiori è ben nota e ampiamente testimoniata, dagli studi effettuati sugli effetti della meditazione che ha uno dei suoi cardini proprio nel controllo della respirazione.

I ricercatori in questione, guidati da Mark Krasnow si sono chiesti se differenti sottotipi di neuroni all’interno del centro di controllo respiratorio fossero responsabili di generare questi diversi tipi di respiro, ed hanno identificato più di 60 sottotipi neuronali presenti nella maggior parte del tronco cerebrale in cui risiede il centro di controllo della respirazione. Al fine di esaminare il loro ruolo nella respirazione, li hanno eliminati selettivamente in topi, ed in particolare pare si siano concentrati su una sotto-popolazione di neuroni che esprimono due marcatori genetici chiamati Cdh9 e DBX1; nel momento in cui i ricercatori hanno eliminato i sottotipi neuronali nei roditori, hanno notato che gli animali respiravano normalmente ma con una piccola differenza, ovvero lo facevano più lentamente.

Il ruolo normale di questi neuroni potrebbe essere quello di far si che quando gli animali sono attivi ed impegnati nell’esplorazione dell’ambiente respirano rapidamente aumentando l’allerta; qualora lo stesso meccanismo dovesse funzionare nelle persone, respirare più lentamente dovrebbe rendere i neuroni meno attivi e questo non farebbe altro che diminuire i livelli di stress.

Si tratta di un lavoro molto interessante. I neuroni pranayama regolano il ritmo del respiro. Ebbene, la maggior parte dei decessi in chi usa sostanze di abuso è legata proprio a morte respiratoria per effetto degli oppioidi. Lo yoga, inoltre, favorisce il rilascio di oppioidi endogeni e la mia ipotesi è che il relax determinato dalla riduzione della frequenza del respiro sia legato proprio a queste endorfine”, ha commentato Marcello D’Amelio, associato di Fisiologia umana e Neurofisiologia presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma. Lo studio effettuato dai ricercatori dell’University of California a San Francisco di uno studio molto importante, in quanto finora non era chiaro quali fossero i centri ed i meccanismi neuronali che presiedono ai rapporti fra respiro e cervello.

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