Riciclaggio, arrestato a Dubai il latitante Giancarlo Tulliani cognato di Fini

La latitanza di Giancarlo Tulliani a Dubai è finita, lo ha annunciato nella giornata di ieri il suo avvocato Titta Madia. “Giancarlo Tulliani si era recato alla polizia perché si lamentava del fatto che c’erano dei giornalisti che lo seguivano. La polizia, nel raccogliere la sua denuncia, ha visto il mandato cattura internazionale e lo ha arrestato. Tulliani è ora con un avvocato del posto, in attesa del procedimento di estradizione. Si vedrà cosa decideranno le autorità di Dubai. Se ci sarà un diniego all’estradizione Tulliani tornerà libero”, sono queste le parole dichiarate dal legale nel corso della giornata di ieri annunciando la fine della latitanza di Tulliani. Lo stesso è stato Dunque destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa lo scorso 20 marzo dalla gip Simonetta D’Alessandro, un provvedimento non eseguito all’epoca perché Tulliani da tempo risiedeva a Dubai.

Soltanto due giorni dopo lo stesso era stato dichiarato latitante e allo stesso erano stati contestati reato di riciclaggio nell’ambito dell’inchiesta della procura di Roma sui rapporti ritenuti illeciti della famiglia Tulliani con Francesco Corallo ritenuto il re delle slot. Per le stesse ragioni risulta indagato Gianfranco Fini che è il cognato proprio di Giancarlo Tulliani ed ex presidente della Camera.

L’ attività di riciclaggio è riconducibile a Francesco Corallo, il quale Come già abbiamo detto è stato definito il re delle slot e che risulta detenuto dallo scorso mese di dicembre per una evasione fiscale da centinaia di milioni di euro. A Tulliani invece I magistrati attribuiscono una strategia criminale reiterata agevolata da contatti politici e dalla sua capacità di riuscire a muoversi a livello internazionale. Tulliani è stato fermato nella giornata di venerdì mentre si trovava all’aeroporto di Dubai dove era andato per accompagnare la sua compagna. L’inchiesta che ha coinvolto Come già avevamo detto oltre a Tulliani anche il cognato Gianfranco Fini e la sorella Elisabetta il Padre Sergio l’imprenditore Francesco Corallo è stata chiusa già nelle scorse settimane dai PM di Roma e il procuratore aggiunto della capitale Michele Prestipino e il PM Barbara Sargenti hanno provveduto a notificare l’avviso di conclusione delle indagini alle parti passo che anticipa la richiesta di rinvio a giudizio.

Gli accertamenti richiesti ed effettuati dalla procura Romana hanno riguardato nello specifico un appartamento sito a Montecarlo che Tulliani secondo gli inquirenti ha acquistato con i soldi di Corallo attraverso la creazione di due società offshore, la Primtemps e la Timara, poco più di 300mila euro nel 2008, quando la cessione dell’immobile nel 2015 fruttò un milione e 360mila. Tulliani, scriveva il gip, tra il 2008 e il 2015 si è reso responsabile di “numerosi episodi di riciclaggio” che hanno coinvolto anche la sorella Elisabetta e lo stesso Fini, reati che “potrebbe reiterare”.

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