Rigopiano, il pm: nessun decesso soltanto per ipotermia

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Delle 24 vittime 13 sono uomini e 11 sono donne; dodici salme ancora da identificare. “Nessuno, a quanto ci risulta, morto per solo assideramento”, ha detto il pm, spiegando in conferenza stampa i risultati delle prime autopsie.Trovato morto il receptionist Alessandro Riccetti: ad annunciarlo è stato il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo sul suo profilo Facebook.

Intanto emergono le prime dolorose indiscrezioni sugli accertamenti medico-legali in corso sui corpi delle vittime e sulle procedure di identificazione: Gabriele D’Angelo, giovane cameriere all’albergo Rigopiano tra le vittime accertate, è morto assiderato sotto la valanga. Lo ha confermato il pm Cristina Tedeschini.

L’accusa di uno dei legali – Di diverso avviso il legale di parte della famiglia di una delle vittime, Gabriele D’Angelo: “Sul mio assistito non ci sono segni di traumi né di asfissia come emorragie congiuntivali” spiega Domenico Angelucci, “secondo noi se fosse stato soccorso entro due ore probabilmente poteva essere salvato”. “Per i primi sei casi le cause dei decessi sono diverse le une dalle altre”. Finora sono state effettuati 6 esami autoptici e altri 6 sono in programma: non è stato riscontrato alcun caso di decesso per sola ipotermia.

Edoardo, 8 anni, in prima fila al funerale dei genitori In un palatenda gremito da centinaia di persone si svolgono a Loreto Aprutino, in provincia di Pescara, i funerali religiosi di Sebastiano Di Carlo, 49 anni, e Nadia Acconciamessa, 47 anni. Accanto a lui i parenti, tra cui il fratello Riccardo poco più che ventenne, al quale il bambino dovrebbe venire ora affidato. “Anche nella giornata precedente – ha proseguito Tedeschini – altre criticità erano state segnalate dal gestore dell’hotel, ma erano di altro tipo, ad esempio relative alla mancanza si gasolio e a problemi di viabilità”.

A quanto pare però non tutti la pensano come il procuratore di Pescara e i legali delle famiglie delle vittime, dichiarano che si andrà avanti alla ricerca della verità per capire se, l’arrivo dei soccorsi con qualche ora di anticipo, avrebbe potuto cambiare le cose.

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