Robbie Williams in Italia: sarà a Collisioni Festival, tutte le info biglietti in prevendita su TicketOne

Robbie Williams a Collisioni L’artista britannico sarà il super ospite di “Collisioni”, il festival Agrirock di Barolo. Si esibirà il 17 luglio preceduto dagli Erasure

Sarà Robbie Williams il grande ospite di Collisioni Festival, che inizia ad avere un cartellone davvero niente male

C’è un Festival in Piemonte che sta crescendo a livello esponenziale, sia in termini di artisti coinvolti che di numeri: stiamo parlando di Collisioni Festival, appuntamento ormai fisso dell’estate piemontese. A luglio infatti in quel di Barolo (terra famosa per l’omonimo vino) andranno in scena una serie di eventi stratosferici: nei giorni scorsi sono stati annunciati due headliner d’eccezione come Placebo (in tour per i loro vent’anni di carriera) e Offspring. Pochi minuti fa è arrivata la tripletta: infatti lunedì 17 luglio si esibirà sul palco di Collisioni Robbie Williams per presentare il suo ultimo disco “Heavy Entertainment Show”, uscito pochi mesi fa. Il direttore artistico del Festival ha commentato così quanto è accaduto e accadrà nelle Langhe piemontesi: “Ci sentiamo come nell’anno in cui Bob Dylan accettò di suonare in un piccolo festival di campagna. E’ un nuovo inizio, una nuova sfida che cambierà per sempre il volto del festival”. Solitamente il divo inglese è abituato ad esibirsi negli stadi, ma questa voltà sarà in un borgo antico per un live davvero eccezionale, come conferma lo stesso Taricco: “Sarà un’esperienza unica e irripetibile nella storia non solo di Collisioni, ma di tutto il Piemonte. E’ la conferma delle Langhe come territorio di richiamo a livello internazionale e di Collisioni come una manifestazione d’eccellenza”.

Robbie Williams sarà fra qualche giorno al Festival di Sanremo insieme a Carlo Conti

Intanto è ufficiale: la pop star britannica sarà ospite della 67esima edizione del Festival di Sanremo. Sarà un gustoso antipasto di quello che vedremo all’Arena di Verona prima e al Collisioni di Barolo poi, le uniche due date italiane confermate fino a questo momento per l’ex leader dei Take That. Sarà proprio lui a chiudere il Festival delle Langhe, con opening act gli Erasure, la band sinthpop inglese di Vince Clarke e Andy Bell.

Intanto arrivano anche le parole di Antonella Parigi, assessore alla Cultura e al Turismo della Regione Piemonte: “La presenza di un artista di fama mondiale come Robbie Williams, per di più in un contesto inedito come la piazza di Barolo, è un evento straordinario, che conferma le Langhe come un territorio di richiamo a livello internazionale. Un evento che porterà ricadute significative per il nostro turismo e che conferma Collisioni come una manifestazione d’eccellenza”. La vendita dei biglietti inizierà mercoledì 8 febbraio dalle ore 10:00 sul circuito Ticketone.

AL BANO Di rose e di spine Al Bano canta un pezzo non “a presa rapida” e lo trasforma in un’opera. Con un tocco autobiografico quando parla di «un temporale che si abbatte su , tutte le infinite vie di | questo cuore». Il , resto sono violini, acuti e «amore senza fine».

ALESSIO BERNABEI Nel mezzo di un applauso Bel testo di Roberto Casalino che spiega che la felicità non è per sempre e che «ti viene data in prestito». La prova più convincente di Bernabei, dance e positivo, è un inno a una felicità che ha senso se viene donata. Bravo.

BIANCA ATZEI Ora esisti solo tu Fresca e innamorata, la sua canzone Anni 70 racconta la storia d’amore con Max Biaggi. «Ma ti rendi conto amore che da quando stiamo insieme non esiste più una nuvola?». Già ci figuriamo l’emozione di quando la canterà sul palco dell’Ariston.

CHIARA Nessun posto è casa mia Una ballata di una donna che se ne va. Non si capisce se è la fine di un amore o lascia la casa per un viaggio. «E l’amore che passa si ferma un momento, saluta e va via». Chissà se entrerà nel cuore degli spettatori.

CLEMENTINO Ragazzi fuori Il testo di Clementino e Marracash dà suggestioni e immagini di storie di marciapiede e di strada. Clementino sta al fianco dei ragazzi fuori. E un motivo c’è: «Giochi a carte con il male e con due piedi dentro ci sono stato anch’io», canta.

ELODIE Tutta colpa mia Il testo firmato da Emma Marrone racconta un amore un po’ sbilanciato in cui c’è una donna che si dà le colpe per un amore finito:
«Sono molto brava a rovinare tutto, tu sei perfetto, non sbagli mai». Musica per giovani innamorate.

ERMAL META Vietato morire Una delle canzoni più belle del Festival che punta al podio. È dedicata alla mamma, picchiata dal compagno, che insegna al figlio che l’amore non è violenza. «Ricorda bene che la vita che avrai non sarà mai distante dall’amore che dai», scrive Meta. Grande.

FABRIZIO MORO Portami via In questa canzone la coppia è il tavor di Moro, cantautore tormentato e impegnato, vincitore tra i giovani nel 2007 con Pensa. La coppia come porta di fuga dalla crisi esistenziale: «Tu portami via quando torna la paura e non so più reagire». Funzionerà?

FIORELLA MANNOIA Che sia benedetta È una canzone laicamente religiosa, un inno all’incoerenza della vita, che ne rappresenta il vero valore: «Per quanto assurda e complessa ci sembri, la vita è perfetta». È una canzone bellissima.

FRANCESCO GABBANI Occidentali’s Karma Sfrontato e allegro, il vincitore di Sanremo Giovani 2016 porta il suo sguardo divertito sulla generazione del web, attratta dall’Oriente. Divertente.

GIGI D’ALESSIO La prima stella Vabbè, lo dico: è una canzone commovente. È dedicata alla mamma morta tempo fa. Gigi sa toccare le corde del cuore: «Vorrei gli occhi tuoi nei miei per guardare insieme tutto quello che forse tu non hai visto». Preparate i fazzoletti.

GIUSY FERRERI Fa talmente male Dici Ferreri e ti viene in mente Nek (e non è l’unica in questa edizione). Un’altra canzone su un amore che finisce. Ma questa è una donna sana:
«Impossibile per me restare ad osservare troppo le complicazioni da considerare». Si volta pagina anche se fa male

LODOVICA COMELLO Il cielo non basta L’amica di Violetta tenta il palco dell’Ariston e non è cosa facile. Canta l’amore (eh, ci mancherebbe), evoca «un istante di complicità» e alla fine promette: «Mi prenderò solo un po’ di te».

MARCO MASINI Spostato di un secondo Ha fatto centro il buon Masini. Il  ritmo Anni 80 fa da colonna sonora alle sue riflessioni esistenziali: cosa sarebbe successo a questo amore spostando il mondo di un secondo? E dice: «Ho scoperto che l’amore è un’arte da capire e l’ho scoperto così, semplicemente amando». Bravo.

Il tributo dei fotografi, in adorante attesa davanti al tabellone dello sponsor, spiega bene quel che accade dalle parti di Sanremo, ombelico del mondo di questa settimana festivaliera (sic). Il coro urla “Maria, Maria, Maria”. Non di una regina, qui si aspetta l’apparizione di una Madonna. Che arriva e sale sul piccolo podio concedendosi agli scatti di rito con inconsueta parsimonia: “Dai, sono sempre la stessa”. Non una qualunque, tra l’altro, sembra il messaggio tra le righe. Queen Mary prende posto con un sorriso tirato: incredibile dictu è emozionata. Anzi emozionatissima. Solo che a differenza di tutte quelle che sono passate prima, lei non lo dice e tanto meno lo miagola . Semplicemente si vede. La sua première in sala stampa è un debutto algido, la ricetta quella dei suoi programmi: non nascondersi. E dunque la frase che spiega tutto – fuori e dentro la metafora – è : “Spero di non in- ci am pa re”. La scala non la scenderà, le fa paura. All’Ariston non ci si presenta in jeans e nemmeno in tubino: l’abito da sera è di rigore. E anche qui Maria De Filippi non scappa, è severa perfino quando annuncia: “Avrò vestiti importanti, firmati Riccardo Tisci”. E ha ragione: portatelo voi un Givenchy davanti a milioni di spettatori.

È QUASI SOSPETTO che la campionessa dello share, il terrore di tutti i concorrenti (vince perfino quando il buco della serratura di C’è posta per te se la vede con la straordinaria classe di Gigi Proietti), sia intimorita. Anzi “frastornata”. Per spiegarlo prende a prestito la famiglia canina che si è portata in Riviera: “Il mio bassotto Ugo si chiede cosa mai succeda di strano perché lo fotografano ogni volta che fa pipì. La bassottina Filippa, che si sente molto Belen, è impazzita di gioia perché tutti la guardano mentre rincorre i gatti”. All’antidiva della tv italiana tocca fare un po’ la diva, suo malgrado: “Appena arrivata qui a Sanremo mi sono sentita come Belen, nonostante il fisico sia diverso, perché c’erano dei fotografi che mi scattavano foto ogni volta che salivo e scendevo dalla macchina”. Ma no, Maria non è Belen. E non per le farfalline o il décolleté, è solo la prima a riuscire in un’impresa che pareva impossibile, quasi una rivoluzione: cacciare dal Festival le vallette. E quindi le moine, le svenevolezze, le sciocchezze. Onore al merito di una donna che deve il suo successo a tutto tranne che alle armi femminili: chi mai penserebbe a lei come alla moglie di Costanzo?
IL SENSO di questo Sanremo è racchiuso in una scritta dei titoli di testa: “Conduce Carlo

Conti con Maria De Filippi”. La grafica era già pronta e fino a qualche giorno fa diceva: “Conducono Carlo Conti e Maria De Filippi”. Ma l’imperativo è procedere per sottrazione: così spiega anche la decisione di venire gratis (ma qui chissà se le si può credere fino in fondo). “Perché sono venuta al Festival di Sanremo? Perché quando te lo chiedono e fai il mio mestiere non hai un motivo per dire no. Non dico che è un dovere civico, per carità. Alla domanda ‘Perché?’, la risposta è stata ‘Perché no?’. Non ho mai preso un compenso in Rai quando sono stata invitata in qualche programma, l’ho fatto per una scelta ben precisa. Così quando sono stata ospite in trasmissioni Mediaset. La mia partecipazione al Festival non è propriamente quella di un ospite, però quando faccio un mio programma ci lavoro dalla A alla Z. E lo ritengo un lavoro vero. In questo caso il lavoro è di Carlo”. Nei particolari c’è Dio, no? La parola giusta è “co-conduttrice”.

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