Roma, caso Marra anche il sindaco Virginia Raggi indagata per abuso d’ufficio e falso in atto pubblico

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Ancora cattive notizie per la sindaca di Roma, Virginia Raggi la quale adesso risulta indagata sull’inchiesta relativa alla nomina a capo del Dipartimento turismo del Campidoglio di Renato Marra, fratello di Raffaele, l’ex capo del personale del Comune il quale è stato poi arrestato per corruzione. Attualmente Raffaele Marra è detenuto presso il carcere romano di Regina Coeli e risulta indagato in concorso per abuso d’ufficio nell’inchiesta sulla nomina del fratello. Adesso Virginia Raggi risulta indagata per abuso d’ufficio e falso in atto pubblico e verrà interrogata il prossimo lunedì 30 dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e dai sostituti titolari dell’inchiesta sulle nomine in Campidoglio; lunedì in quella sede il Sindaco di Roma dovrà chiarire per quale motivo abbia mentito all’Anac ovvero l’Autorità Anticorruzione guidata da Raffaele Cantone, sostenendo di aver deciso in piena autonomia riguardo alla promozione di Marra al vertice del dipartimento Turismo.

Pare sia stata una chat a fare finire nei guai la sindaca di Roma, ovvero una conversazione avvenuta su Telegram che pare abbia confermato agli inquirenti che la Raggi ha mentito. Proprio in questo messaggio, che la Raggi scambiava con l’ex capo del personale, che ad oggi risulta anche indagato per abuso d’ufficio, la sindaca dichiara: “Raffaele, questa cosa dello stipendio mi mette in difficoltà, me lo dovevi dire”.A cosa si riferiva? Sembra che la Raggi fosse all’oscuro del fatto che promuovendo Renato, questo implicasse anche un aumento in busta paga di 20 mila euro, notizia che la Raggi dice di aver appreso dai giornali. E poi ancora lo scorso 6 dicembre quando le vennero chiesti dei chiarimenti in merito alla responsabile anticorruzione del Comune Mariarosa Turchi, la sindaca dopo aver spiegato di essere a conoscenza della parentela tra i due e dunque del possibile conflitto d’interessi, dichiarava che il ruolo svolto da Raffaele Marra nella procedura è stato di mera pedissequa esecuzione delle determinazioni da lei stessa assunte, senza alcuna partecipazione alle fasi istruttorie, di valutazione e decisionali. Ma la Procura non ci sta e accusa la Sindaca di aver occultato gli abusi che aveva compiuto.

Dunque, la Raggi avrebbe detto il falso alla responsabile anticorruzione del Campidoglio e non avrebbe impedito a Raffaele Marra di partecipare alle procedure di nomina del fratello Renato.La notizia dell’avviso di garanzia sembra l’abbia data proprio la stessa sindaca via Twitter, scrivendo: “Oggi mi è giunto un invito a comparire dalla procura di Roma nell’ambito della vicenda relativa alla nomina di Renato Marra a direttore del dipartimento Turismo che, come è noto, è già stata revocata. Ho informato Beppe Grillo e adempiuto al dovere di informazione previsto dal codice di comportamento del Movimento 5 Stelle”. Poi nel corso della giornata avrebbe anche scritto su Facebook: “Sono molto serena, ho completa fiducia nella magistratura, come sempre. Siamo pronti a dare ogni chiarimento”. 

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