Roma, dal Campidoglio sorgono nuove tutele per il “Piano freddo”

Nella giornata di ieri al Capidoglio a Roma, sono scattate delle misure per garantire maggior sostegno, alle persone che vivono in strada in situazioni di fragilità. Purtroppo nei periodi invernali, svariati numeri di persone che popolano,soprattutto la notte la città, non avendo una fissa dimora, sono  quei soggetti, che si trovano in situazione di rischio, quindi, proprio per questo, l’assessorato della persona Scuola e comunità solidale, sta attivando delle procedure per la costruzione di posti per l’accoglienza a favore dei più poveri, attraverso l’accoglienza anche in servizi diurni (h4 e h9) e in servizi notturni (h15 e h24). Attivando il Piano freddo.

Sono numerose le persone che usufruiranno dei centri di accoglienza, perlopiù sono poveretti raccolti dal 118 che dopo aver effettuato un ricovero ospedaliero, segnalano le loro dimissioni, agli enti dei centri specializzati, appunto per l’assistenza di poter favorire loro un posto dove poter avere un pasto caldo, una doccia, servizio di lavanderia, cambio di abito, o persino un pernottamento. Il nuovo “Piano freddo” discusso proprio ieri in Campidoglio, prevede un cambiamento consistente, tramite due procedure selettive che interrompono il tradizionale concetto di accoglienza. L’iniziativa prevede percorsi finalizzati, coinvolgendo l’aiuto dei servizi Sociale del territorio.

IL servizio verrà attivato tra il primo dicembre del 2017 e si concluderà il 30 Aprile 2018. Le procedure finalizzate peer il “Piano freddo”, hanno un ammontare di circa 1 milione di euro, che saranno messi a disposizione dei più poveri, per favorire una migliore soluzione, per superare il periodo di freddo, che durante l’inverno, si presenta nella città capitolina. L’obbiettivo studiato, prevede, il coinvolgimento della rete privato sociale in concordanza con le equipe di volontari e operatori del sistema welfare cittadino.

La proposta fatta dall’Assessore alla persona, Scuola e Comunità, Laura Baldassarre si spinge nel fatto di far fronte ad una più ampia visione de problema, senza limitarsi solo all’erogazione di prestazioni, ma proponendo alle persone, una migliore presa in carico della situazione, in maniera chiara e articolata, sensibilizzando la condizione di fragilità, che si estenda nel tempo e diventi una nuovo progetto di soluzione di vita.

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