Ostia disastro ambientale, incendio a Castel Fusano, evacuate case: fermato un uomo

Continua l’ondata di incendi nel nostro paese e dopo aver bruciato la Sicilia e il Vesuvio nella giornata di domenica è toccata alla Toscana e nella giornata di ieri una nube tanto densa e scura  si è verificata nella pineta di Castelfusano, tanto che i vigili del fuoco e gli agenti della polizia locale hanno deciso di chiudere la strada facendo scattare l’allarme intorno alle ore 15:00.

Secondo quanto riferito, le fiamme sarebbero divampate in più punti, il primo all’Infernetto a ridosso di via Martin Pescatore  e un altro poco dopo in via del circuito, mentre un terzo sarebbe divampato in via Lido di Castelporziano; nello specifico, il secondo luogo si è provocato verso via Cristoforo Colombo che è stata chiusa all’altezza di via di Casalpalocco in entrambe le direzioni e purtroppo le fiamme sembra abbiano raggiunto alcune abitazioni che per questo motivo sono state evacuate.

In via del Martin Pescatore si sono riversate immediatamente squadre dei vigili del fuoco e autobotti del servizio antincendio comunale oltre alle associazioni di protezione civile; secondo quanto riferito dalle fonti della Forestale, la sequenza così ravvicinata degli episodi in ordine di tempo e di spazio, fanno ipotizzare ad un atto doloso e che ad agire possa essere stata addirittura la stessa mano ed a tal riguardo, una persona è stata portata in caserma dai carabinieri di Ostia per essere sospettata di aver appiccato l’incendio.

Si tratterebbe di una persona fermata dalle forze dell’ordine proprio nei pressi della pineta. Le fiamme sarebbero state alimentate anche dal vento che ha caratterizzato la giornata di ieri e per spegnere i roghi sono stati impegnati un canadair,  3 elicotteri e 6 squadre dei vigili del fuoco con autobotti.

Nel corso della giornata di ieri è intervenuto il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Campidoglio Paolo Ferrara il quale ha dichiarato: “Pare che la situazione dell’incendio alla pineta di CastelFusano sia grave a causa di diversi focolai e del vento che continua ad alimentarli. Abbiamo messo in moto tutta la macchina e stiamo facendo il possibile per quanto ci riguarda per contenere i danni e tenere sotto controllo la situazione”. “Vediamo una colonna di fumo altissima, il cielo in lontananza è nerissimo, è un incendio grande”, così raccontavano alcuni bagnanti di uno stabilimento di Ostia, i quali descrivevano cosa vedevano dalla spiaggia aggiungendo che alcuni erano andati via e soprattutto chi era in compagnia di alcuni bambini perché quello che si vedeva in lontananza non era sicuramente rassicurante. Intervenuta anche sul luogo dell’incendio alla sindaca Raggi, la quale ha detto che la situazione purtroppo è gravissima e che buona parte della pineta è andata in fumo.

A Roma brucia di nuovo la Pineta di Castelfusano, riserva naturale della zona costiera di Roma confinante con la tenuta di Castel Porzia- no, che appartiene alla presidenza della Repubblica. La differenza, rispetto alle volte precedenti, è che ieri è stato fermato un uomo, presunto responsabile degli incendi.
Si tratta di un idraulico 22enne, originario di Busto Arsizio, in provincia di Varese, sorpreso proprio nell’area d’origine delro- g°-
Il giovane, notato dai Carabinieri che si erano avvicinatimen- tre accovacciato a terra stava dando fuoco ad alcuni fazzoletti di carta, ha cercato di nascondersi tra gli arbusti, ma è stato comunque arrestato.
Portato nel carcere di Regina Coeli, è indiziato per tentato incendio boschivo.
Almeno quattro i focolai apparsi nella pineta, che hanno costretto le autorità a chiudere la via Colombo, che collega Ostia con la capitale, e a fare evacuare alcune case. «Buona parte della pineta è andata in fumo», ha detto la sindaca di Roma, Virginia Raggi, spiegando che «l’incendio continua sotto le radici degli alberi e quindi può riattivarsi anche nei prossimi giorni». Non è la prima volta che la stessa pineta viene divorata dalle fiamme: un violento incendio era scoppiato lo scorso 7 luglio e il 4 luglio del 2000 un rogo ancora più grande aveva distrtutto buona parte della vegetazione dell’area, circa 300-350 ettari di pini secolari e macchia mediterranea. In tutti questi casi erano stati dei piromani ad appiccare il fuoco.
Il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti, ha annunciato che chiederà lo stato di emergenza «perché quest’anno, nei primi due mesi di monitoraggio, gli incendi sono quadruplicati». La Raggi ha invece puntato l’indice contro la Protezione civile regionale: secondo la sindaca, infatti, «il primo Canadair è arrivato dopo un’ora». Accusa contestata dalla Regione e dalla Protezione civile, il cui Dipartimento è intervenuto con una nota, per precisare la tempistica e smentire la versione della Raggi. In tutto, sono intervenuti quattro elicotteri regionali e tre mezzi della flotta di Stato, tra cui due Canadair.
La stessa prima cittadina della capitale è finita sul banco degli accusati. «Roma brucia, ma non ha un piano emergenza, fermo dal 2008, e non ha un capo della Protezione civile», dice il deputato del Pd Marco Miccoli, la cui conclusione è: «Raggi a casa».
Sospetti piromani sono stati presi anche in altre zone d’Italia. La sera di domenica, a Teggiano, nel Salernitano, un ventiquattrenne di origini rumene è stato arrestato perché ritenuto responsabile dell’incendio di un’area boschiva del Parco Nazionale del Cilento. In Sicilia, ad Agrigento,un altro uomo è finito in manette mentre dava fuoco a mucchi di sterpaglie in prossimità di un terreno incolto vicino al centro abitato. Enel Leccese un 68enne è stato sorpreso ad appiccare un fuoco nel Parco regionale di Rauccio e denunciato.
Pompieri in azione anche in Toscana,con interventi aerei in prossimità del bosco di Sorano.Almeno cinque le automobili distrutte a Marina di Grosseto, dove domenica un vasto incendio ha divorato una ventina di mezzi e danneggiato quattro abitazioni, fuso le tapparelle e infiammato i tetti. Sempre in Toscana, critica la situazione in zona Volterra, a Pisa, sulla strada regionale 68 in direzione Colle Valdelsa, per un incendio di sterpaglie che ha minacciato alcune abitazioni, tanto che sul posto sono dovuti intervenire Canadair e autobotti.

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