mercoledì , 17 gennaio 2018

Roma shock, Sfregia due preti nella basilica Santa Maria Maggiore: “La Chiesa non mi capisce”

Momenti di panico si sono vissuti nella giornata di ieri nella Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma, proprio dove il Papa va a pregare prima e dopo i suoi viaggi, dove stando a quanto è emerso dalle prime ricostruzioni, sembra che un uomo ovvero un pregiudicato sia entrato all’interno della Basilica con in mano con un coccio di bottiglia aggredendo un sagrestano e ferendo al volto un altro sacerdote, ovvero il padre superiore dei frati dell’Immacolata. E’ questo quanto accaduto nella giornata di ieri, come già anticipato all’interno della Basilica di Santa Maria Maggiore dove un uomo, identificato poi in Renzo Cerro, è entrato ferendo due religiosi. Vittime di Renzo Cerro, 41enne pregiudicato di Roccasecca in provincia di Frosinone sono, come già anticipato, due religiosi, ovvero padre Angelo Gaeta un addetto alla sagrestia della chiesa e padre Adolfo Ralph dei frati dell’Immacolata. L’aggressore, pare sia originario della provincia di Frosinone, e si tratterebbe ancora di un senza tetto, un uomo piuttosto violento, il quale in passato pare abbia sofferto di problemi psichici che lo hanno portato ad avere problemi anche con la giustizia.

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Come già anticipato, l’uomo pare sia entrato nella basilica di Santa Maria Maggiore, costantemente sorvegliata a vista da pattuglie di militari e presieduta con blindati e mitra, e proprio sulla base di questi dati non si riesce a capire come l’aggressore sia riuscito ad entrare con un coccio di bottiglia con il quale ha aggredito i religiosi. Una volta superati i controlli, dunque, il senzatetto pare sia entrato nella Basilica e con il coccio di bottiglia ha aggredito uno dei due religiosi in sacrestia, proprio mentre in chiesa erano presenti molti fedeli; subito dopo avrebbe ferito anche l’altro religioso, ovvero Adolfo Ralph. Entrambi, immediatamente soccorsi, pare siano stati ricoverati in ospedale ed il sagrestano sembra essere quello in condizioni più gravi. Il padre superiore, invece, dopo essere stato medicato e stato dimesso ed tornato in Basilica.

L‘aggressore, invece, subito dopo aver sfregiato al volto i due sacerdoti, pare si sia dato alla fuga, ma i carabinieri in servizio proprio nella zona della Basilica, pare siano riusciti a fermarlo ed arrestarlo. L’arresto è stato eseguito dai militari della compagnia di piazza Dante in servizio di vigilanza all’esterno della basilica. “Non ce l’avevo con loro due, ma sono un incompreso, la Chiesa non mi ha capito”, ha detto l’aggressore ai carabinieri della compagnia di Piazza Dante che lo hanno arrestato. Non si conoscono, al momento, i motivi che hanno spinto il 41enne ad aggredire e ferire i due sacerdoti. L’uomo fermato dai carabinieri è stato portato in caserma ed è apparso ai carabinieri in evidente stato di agitazione.

La chiesa non mi ha capito, non ce l’avevo con loro». Queste le prime parole – forse alla ricerca di una giustificazione – di Renzo C., il Tienile del frusinate che ieri sera ha sfregiato al volto due sacerdoti nella basilica di Santa Maria Maggiore, nel centro di Roma. Per forni na all’esterno era in servizio una pattuglia di Carabinieri della Compagnia Piazza Dante, che è accorsa intercettando l’aggressore con il coccio di vetro insanguinato ancora in mano. L’uomo, con precedenti penali legati a un passato di tossicodipendenza, ha tentato di fuggire, ma i militari lo hanno bloccato e portato in caserma in attesa dei referti dell’ospedale in cui sono stati portali i sacerdoti. In base ai giorni di prognosi, infatti, l’accusa per il 41enne sarà di lesioni, lesioni gravissime o tentato omicidio.

Poco prima delle 18 di ieri, Renzo C, di Roccasecca (in provincia di Prosinone), è entrato in una delle basili che più importanti della Capitale e si è fatto strada tra i fedeli verso la sacrestia. Nonostante non fosse orario di messa, la chiesa, anche per la sua importanza artistica, aveva aU’intcnio tra le 150 e le 200 persone, tra fedeli e turisti curiosi di visitare la famosa basilica
dove nevica a Ferragosto, in una cerimonia con neve artificiale. Per motivi che nelle piime ore non è stato possibile accertare (se cioè l’uomo conoscesse personal mente il sacrestano della basilica di piazza Santa Maria Maggiore o se volesse colpire un prete a caso), Renzo C. ha schivato le altre persone e si è diretto in sacrestia. Prima che il prete, ili 50 anni, riuscisse a realizzare ciò che stava accadendo, il 4 lenite lo ha colpito al volto, tagliandolo profondamente dallo zigomo fino al mento.

Non si sa ancora se si siano detti qualcosa, perché il sacrestano si è accasciato in terra urlando e in suo soccorso c arrivato un altro sacerdote, il 30enne padre supcriore dei frali dell’Immacolata, anch’egli ferito. Anche lui c stato colpito in faccia dalla lama appuntita del vetro, un gesto rapido e meno violento che Reti zo C. ha compiuto solo per riuscire a fuggire. Ma persua sfortuna fuori dalla basilica cerano i Carabinieri in forza al Comando Provinciale di Roma, che lo hanno visto in stato confusionale mentre tentava di lanciare il ve tro sporco di sangue. I militari lo hanno
bloccato, mentre altri colleghi sono corsi dentro la chiesa per accertare che cosa fosse successo. 1 due preti sono stati immediatamente soccorsi e trasportati al Policlinico Umberto I. dove il sacrestano è stato ricoverato in codice rosso. Non è in pericolo di vita, ma lo sfregio al volto è molto profondo. Meno gravi le condizioni di Stiline dell’alt o prete, che dopo le medicazioni è potuto tornare alla basilica e in serata è stato ascoltato dagli investigatori. I Carabinieri cercheranno di capire ogni dettaglio di questa storia, che non sembra avere motivazioni religiose, ma personali. E forse rivolte non «il sacrestano colpito, ma alla chiesa in generale.

È riuscito a entrare nella basilica di Santa Maria Maggiore armato di un collo di bottiglia, appena messo piede nella navata centrale, si è diretto spedito a destra verso la sacrestia e lì ha colpito in pieno volto padre Angelo Gaeta, 52 anni. Un fendente deciso, che avrebbe potuto uccidere il prelato. Sul viso dell’uomo si è aperta una profonda ferita da sopra l’occhio al mento, sulla parte destra. Don Angelo ha urlato, chiesto aiuto. È arrivato padre Adolf Ralf, 37 anni, per aiutarlo e anche lui è stato colpito in piena faccia, sulla mandibola.
BREVE FUGAL’uomo, Renzo Cerro, classe 75, un senzatetto originario di Roccasecca (Frosinone) ma da tempo a Roma, è scappato via, ma la fuga è stata breve. Una volta scesa la scalinata, è stato subito afferrato dai carabinieri che erano di presidio ai piedi della facciata; voleva dirigersi verso la stazione Termini e stava per disfarsi del vetro prima di essere fermato e arrestato per lesioni gravissime. «La chiesa non mi capisce», ha detto poi in caserma. Anche il giorno prima, alla Befana, il 42nne aveva provato a entrare in chiesa, ma sarebbe stato allontanato.
Padre Angelo è stato subito soccorso e trasportato in ambulanza al policlinico Umberto I, dove si trova tutt’ora ricoverato in gravi condizioni. Non è in pericolo di vita, ma ha riportato lesioni permanenti al volto. Padre Adolf, invece, in serata è stato dimesso, è tornato a Santa Maria Maggiore.
Tutto è accaduto in pochi minuti, intorno alle cinque e un quarto di ieri pomeriggio quando la chiesa, una delle quattro basiliche papali, la più amata da Papa Francesco, era gremita di fedeli e turisti. All’interno al momento dell’irruzione del 42enne c’erano almeno duecento persone, sconvolte. La mente, la paura, è andata subito a un possibile attentato, alle immagini di padre Jacques Hamel, il parroco francese sgozzato in una chiesa di Rouen, in Normandia nel luglio dell’anno scorso. Ma l’Isis non c’entra nulla.
IL PROFILOI carabinieri della stazione di piazza Dante stanno ricostruendo il profilo di Cerro, un uomo che finora avrebbe vissuto di espedienti, con piccoli precedenti per reati contro il patrimonio e vicende di droga alle spalle. Di certo c’è che non era ubriaco quando ha agito, che era «lucido» secondo gli investigatori e ben determinato a fare del male a padre Angelo. I carabinieri del comandante Lorenzo Iacobone stanno anche accertando che il 42enne non soffrisse di disturbi psichici, «al momento non ci sono elementi certi», dicono.
LE TESTIMONIANZEI militari hanno ascoltato padre Adolf che ha detto di non avere mai visto prima l’aggressore. Mentre stanno aspettando che padre Angelo si riprenda per parlare anche con lui, per capire se avesse già avuto a che fare con Cerro. «Don Adolfo sta riposando – raccontava ieri sera uno dei frati francescani dell’Immacolata che vivono nella residenza di Santa Maria Maggiore – è molto scosso, ma sta meglio. Invece siamo in pensiero per padre Angelo. A giorni sarebbe dovuto andare via da qui per un normale avvicendamento. Quando è successo il fattaccio c’erano solo loro. Adolf ha cercato di andare in soccorso di padre Angelo che era a terra in un lago di sangue. Ad assistere alla scena c’era anche un nostro fedele, rimasto sotto choc. Anche lui è stato ascoltato dai carabinieri. Noi abbiamo subito denunciato il fatto».
La basilica in pieno centro è tra gli obiettivi sensibili presidiati giorno e notte anche dai militari dell’Esercito, supersorvegliata per il rischio di attentati terroristici già dal Giubileo. «Eppure non ci sentiamo del tutto sicuri – dice un commerciante – centinaia di persone entrano qui ogni giorno e il sottobosco fatto di criminali e disperati che gravitano attorno alla stazione Termini non ci rassicurano nemmeno un po’».

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