Romania, i manifestanti hanno vinto: non saranno ridotte le pene per corruzione

In Romania il Governo cancellerà le misure con cui voleva ridurre le pene per il reato di corruzione

A volte succede: le proteste di decine di migliaia di persone a Bucarest hanno “costretto” il primo ministro romeno Sorin Grindeanu a cancellare una legge introdotta dal suo Governo con la quale veniva prevista una misura che sarebbe andata a ridurre le pene previste per i reati di corruzione e abuso di potere. Si stima che siano state qualcosa come 140mila persone a protestare davanti alle sedi governative: una cosa simile non accadeva dai tempi della caduta di Nicolae Ceausescu. Un vero moto popolare che permetterà di rimuovere un decreto legge che era stato pubblicato martedì 31 gennaio, e cha andava sostanzialmente a decriminalizzare alcuni reati di corruzione e tutti quegli abusi di potere che non avevano inciso nelle casse dello Stato per più di 44mila euro. Ovviamente il tornaconto, secondo i più critici, sarebbe stato tutto in favore di Liviu Dragnea, leader del PSD, cioè il partito che governa la Romania. Insieme ad altri politici, Dragnea sta affrontando un processo proprio per abuso di potere, che avrebbe causato un danno allo Stato pari a circa 24mila euro. Per alcune persone non basta che la legge, che sarebbe dovuta entrare in vigore il 10 febbraio, venga rimossa: sono in verità molti a chiedere le dimissioni del Governo.

Ma quali sono ora i prossimi scenari per il Paese? Grindeanu ha sottolineato come il decreto verrà ridiscusso in Parlamento ed eventualmente verrà realizzato un nuovo testo in materia di corruzione. E il Ministro della Giustizia? Secondo il Primo Ministro si prenderà tutte le responsabilità per aver spiegato male la legge. Lo stesso Florin Jianu, Ministro per gli Affari e il Commercio, si è dimesso per “motivi etici”, dichiarando di non condividere le ultime decisioni del Governo.

La Romania è uno dei paesi più corrotti dell’Unione Europea, ma stavolta i manifestanti hanno avuto ragione

Sarà la Corte Costituzionale romena ad esprimersi ufficialmente sulla legge, che è stata fortemente criticata dall’Unione Europea. Proprio in rapporto ad essa si può affermare senza troppi problemi che la Romania è uno degli Stati più corrotti all’interno dell’area Europa. Secondo uno studio pubblicato nel 2016 pubblicato dal Guardian, il 15% dei parlamentari eletti nel 2012 aveva pendente un processo per corruzione e/o abuso di potere, oppure lo aveva già affrontato o si era dimesso dai suoi incarichi per accuse simili. Negli ultimi anni centiania di rappresentanti politici sono stati arrestati per tali motivi.

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