Sacchetti di frutta e verdura dal 1 gennaio 2018 saranno a pagamento: nuova stangata per gli italiani

A gennaio è in arrivo una vera e propria rivoluzione dei sacchetti di plastica biodegradabili dopo le polemiche sorte nel 2011 quando vennero vietati gli Shopper di plastica, in favore di quelli ecologici con inevitabili costi a carico dell’acquirente. A partire dal prossimo mese di gennaio, saranno vietati anche i sacchetti sottili e trasparenti che si utilizzano per pesare gli alimenti al supermercato. Si tratta di una manovra che sta facendo parecchio discutere, introdotta dal decreto Mezzogiorno che spinge ad utilizzare sempre più materiale biodegradabile anche per quei sacchetti più leggeri che non vengono utilizzati soltanto per trasportare la spesa ma anche per impostare la frutta e la verdura venduta, ma anche la carne, pesce e prodotti di gastronomia in generale. Dunque, a partire dal primo gennaio impostare e pesare la frutta e verdura al supermercato costerebbe €0,10.

Come abbiamo già anticipato, questa tassa è inserita nel decreto Mezzogiorno è il merito o demerito è del decreto 91 del 2017 disposizioni urgenti in materia di crescita economica, approvato il primo agosto 2017 alla Camera dei Deputati. Secondo questo decreto, i nuovi sacchetti bio per frutta e verdura dovranno essere prodotti con un contenuto minimo di materia prima rinnovabile del 40%, così come accade attualmente da diversi anni ormai quelle classiche shopper bio che si richiedono alla cassa, per riporre la spesa anche questi per frutta e verdura saranno a pagamento.Per coloro i quali non rispetteranno la legge sono previste delle pesanti multe e nello specifico per ogni sacchetto fuorilegge scatteranno sanzioni pecuniarie che vanno Dai 2500 ai €10000 qualora la violazione del decreto riguardi grosse quantità di borse di plastica Oppure se il valore delle buste fuorilegge è superiore al 10% del fatturato del trasgressore.

L’obiettivo è senz’altro quello di ridurre il danno ambientale, causato dalla plastica nonostante già ci siano altre misure adottate in tal senso varate circa 10 anni fa con la legge 296 del 2006. Anche i sacchetti ultraleggeri dal prossimo gennaio saranno Dunque biodegradabili venduti alla cassa e contabilizzati Nello scontrino. Inoltre i requisiti di legge verranno certificati da organismi accreditati e coloro i quali si rifiuteranno di ottemperare all’obbligo andranno incontro a pesanti sanzioni che come abbiamo visto potranno variano dai €2500 ai €10.000.

Al momento sembra che non tutti i commercianti e le catene di supermercati siano d’accordo sul fatto di dover addebitare la spesa al cliente, ma ciò che è certo è che tutti che tutti gli esercenti dovranno adeguarsi che lo dovranno fare anche in tempi record e visto che mancano appena 3 mesi.“Non si può ovviamente utilizzare lo stesso sacchetto per più prodotti perché ognuno ha un prezzo diverso. Perciò se la spesa riguarda mele, carote, pomodori, insalata e pesche occorreranno cinque sacchetti e il consumatore pagherà cinque volte“, ha dichiarato ItaliaOggi. 

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