Sale rosa dell’Himalaya la verità tra bufale e leggenda

Al sale rosa dell’Himalaya sempre più spesso vengono attribuiti e propri miracoli nutrizionali. Anche se noi italiani con la nostra dieta mediterranea siamo molto propensi ai gusti esotici, molto spesso ci facciamo passare la mosca sotto al naso ed ammaliare prodotti che nella realtà non hanno alcuna virtù della nostra salute. Dario Bressanini un eccellente chimico molto presente sul Web, ha voluto mettere fine a tutte le voci paradossali che attribuiscono a questo sale rosa dell’Himalaya proprietà miracolose della nostra salute.

Sono tante le proprietà attribuite al sale rosa, meglio noto come “sale dell’Himalaya”. Tutt’oggi negli scaffali delle librerie potete trovare diverse pubblicazioni dalle scarse fondamenta scientifiche, dove si vantano i poteri di questo sale. Tanto per farci un’idea ne elenchiamo alcune: riduce ritenzione idrica e ipertensione; aumenta le capacità di assorbimento delle sostanze nutritive nell’organismo; rafforza le ossa; promuove la salute dei reni; migliora le prestazioni sessuali, insomma sarebbe una sorta di viagra dell’Himalaya.

Il sale rosa dell’Himalaya è davvero salutare come si dice, oppure come sostengono molti si regge soltanto sulle bufale? Il dibattito è aperto e come tutte le mode anche questa sembra destinata ad essere messa in discussione dai pareri contrastanti di scienziati e salutisti. Ma come stanno davvero le cose? Andiamo a scoprirlo analizzando i pareri contrastanti di chi ritiene che sia davvero un toccasana per la salute e chi invece ritiene che i benefici siano soltanto apparenti. Per alcuni addirittura le sue proprietà sarebbero potenzialmente nocive per l’organismo. Scopriamo perché.

SALE ROSA DELL’HIMALAYA I BENEFICI  – I sali minerali

Il sale rosa himalayano sarebbe ricchissimo di sali minerali, del tutto assenti nel sale da cucina. Addirittura oltre 80, tra i quali il ferro. Il sale avrebbe un colore rosa proprio in virtù dell’elevata presenza di questo minerale e perchè questo tipo di sale non viene sottoposta ad alcun trattamento sbiancante. Il sale rosa non essendo raffinato (non trattato chimicamente) non ha aggiunte di antiagglomeranti o altri componenti chimici.

SALE ROSA DELL’HIMALAYA I BENEFICI  – Ritenzione idrica e ipertensione

Il sale rosa dell’Himalaya al posto del comune sale da cucina, limiterebbe il rischio di ritenzione idrica e di ipertensione. Motivo? Grazie al cloruro di sodio che sarebbe decisamente ridotto nel sale rosa himalayano.

SALE ROSA DELL’HIMALAYA I BENEFICI  – Dal Ph a respirazione e circolazione

Tanti i benefici del sale rosa dell’Himalaya per chi è convinto di questa tesi. Aiuta il controllo dei livelli di acqua presenti nell’organismo e loro regolazione in modo da garantirne il corretto funzionamento. Promuove un equilibrio stabile del pH a livello delle cellule (anche a livello di cervello). E ancora: il sale rosa aiuta la riduzione dei comuni segni di invecchiamento. E’ utile anche nei civi visto che arriverebbe a promuovere un miglioramento della capacità di assorbimento degli elementi nutritivi presenti nel cibo lungo l’intestino. Non basta? Supporta la respirazione e la circolazione. Chi assume sale rosa himalayano sarebbe meno soggetto a crampi e avrebbe ossa più forti e con uno stato di salute migliore dei reni. usate il sale rosa dell’Himalaya? Avrete un sonno più regolare.

SALE ROSA DELL’HIMALAYA: GLI SCETTICI: ECCO PERCHE’ SONO BUFALE

Il sale rosa dell’Himalaya ha una fazione contraria, scettica. Secondo loro sarebbe carente dell’unico elemento cruciale per la salute dell’uomo: lo iodio, micronutriente fondamentale per la funzionalità degli ormoni tiroidei (determinanti nel sistema nervoso e nel mantenimento dell’equilibrio metabolico). I salutisti che amano il sale rosa “dell’Himalaya” non tengono conto di sostanze che normalmente non si trovano nel tradizionale sale da cucina, come il cadmio che è stato rilevato in alcune estrazioni in quantità pari a 9 mg/kg (il limite fissato dall’Oms è di 0.5 mg/kg). Delle 84 sostanze che tale sostanza conterrebbe le ricerche non ne contano più di una ventina. Gli scettici sottolineano che non si rilevano nel sale rosa himalayano sostanze che possano giustificare le proprietà benefiche sopra elencate.

LE BUFALE DEL SALE ROSA DELL’HIMALAYA – È un comune sale, con un po’ di ferro e nessuna proprietà. Il video di Dario Bressanini

Per alcuni è un killer del cuore. Per altri è solo un condimento che rende gustoso ogni cibo. Leggi qui come stanno le cose: per una volta, la verità non sta nel mezzo…

Dagli spaghetti al brasato, non c’è ricetta che non ne preveda l’impiego. Si trova in tutte le dispense, anche le più sguarnite. E oggi gli chef più eclettici lo usano perfino sui dessert al cioccolato. Senza sale un piatto ci sembra immangiabile, tanto che ormai siamo abituati ad aggiungerlo un po’ ovunque, anche quando non è strettamente necessario.

Ma esagerare può essere molto pericoloso: un’alimentazione troppo saporita può far aumentare pressione arteriosa e ritenzione d’acqua, mettendo a rischio girovita e salute del cuore.

Ecco perché medici e nutrizionisti raccomandano di non superare la dose consigliata di 5 grammi al giorno.

CONSERVA E INSAPORISCE

Ma che cos’è il sale? È un composto chimico chiamato cloruro di sodio, presente in natura nell’acqua di mare e nei giacimenti di terraferma.

Viene usato per insaporire gli alimenti, ma anche per conservarli: il sale, infatti, richiama acqua dai cibi con cui viene a contatto, li disidrata e contribuisce. in questo modo, a mantenerne più a lungo le proprietà. Nella nostra dieta ne assorbiamo grandi quantità: sia in forma discrezionale (aggiunto nella preparazione dei cibi) sia in forma non discrezionale, cioè già presente negli alimenti (soprattutto pane, carni e pesci conservati e formaggi stagionati). Per questo è facile, con una dieta normale, raggiungere o superare le dosi massime.

FA “BUON SANGUE” Intendiamoci, il sale non va eliminato dalle nostre tavole. «Il sodio presente nel sale da cucina è indispensabile per il nostro organismo» spiega Andrea Poli, farmacologo, presidente di Nutrition Foundation of Italy.

«Oltre a rendere possibile la trasmissione dei segnali sensoriali e motori all’interno del sistema nervoso, regola i fluidi extracellulari. Si trova aH’interno delle cellule, ed è essenziale per mantenere stabile la concentrazione e il volume di liquidi come il sangue. È questo il motivo per cui la vita stessa, in un mondo di acqua distillata, non sarebbe possibile».

PUÒ ALZARE LA PRESSIONE

Una dieta troppo ricca di sale, tuttavia, è dannosa per la salute. Il rischio più grave è rappresentato dall’aumento della pressione arteriosa e, di conseguenza, del rischio di andare incontro a emorragia cerebrale.

I primi a rendersi conto che il sale può causare ipertensione (pressione superiore a 90/140 mm/Hg) furono i giapponesi intorno alla metà del secolo scorso: «Videro che l’incidenza di ipertensione ed emorragia cerebrale era maggiore nelle regioni in cui si consumavano almeno 27 g di sale al giorno, mentre era più bassa dove la dose giornaliera non superava i 14 g».

Negli ultimi anni sono stati fatti studi più accurati. Il più famoso è Intersalt, condotto su più di 1 Ornila persone in tutto il mondo. Per quantificare in modo preciso la relazione tra  sale introdotto con la dieta e ipertensione, gli autori hanno misurato il cloruro di sodio eliminato con le urine nell’arco delle 24 ore. Risultato: quantità di sale superiori a 5.7 g al giorno fanno aumentare di 10 mm/Hg la pressione massima (sistolica), e di 6 mm/Hg la minima (diastolica).

Per questo, diversi Paesi hanno avviato campagne di sensibilizzazione per invitare la popolazione a mangiare meno salato. In Finlandia, dove il consumo di sale è stato ridotto del 40 per cento, infarto e ictus sono diminuiti del 70 per cento.

DANNEGGIA OSSA E RENI I danni di una dieta eccessivamente ricca di sale non riguar

dano solo il cuore e le arterie. Un’altra “vittima” è lo scheletro: un eccesso di sodio, infatti. determina un aumento dell’eliminazione del calcio (“mattone” delle ossa) attraverso le urine, e di conseguenza un indebolimento della struttura ossea che può far da anticamera all’osteoporosi (maggiore rischio di fratture). A livello renale, inoltre, l’elevata eliminazione di calcio può provocare la formazione di calcoli.

Non solo: il sodio in eccesso favorisce la ritenzione idrica, l’obesità, peggiora i sintomi dell’asma e aumenta il rischio di cancro allo stomaco.

PROVA CON GLI AROMI Come proteggere la tua salute senza rinunciare al piacere di un piatto saporito? Prima di tutto imparando a conoscere meglio la composizione dei cibi che metti in tavola.

Facciamo un esempio: un pasto leggero composto da un’insalata a base di lattuga, rucola, pomodori, mais e tonno sott’olio e una porzione di pane.

Tonno e panino forniscono 2.50 g di sale, cioè la metà del fabbisogno giornaliero, e questo senza aver condito con il sale.

Se a questo aggiungiamo colazione. eventuali snack e cena. superiamo senza fatica la soglia dei 5 g giornalieri.

Per non eccedere, è importante capire quanto sale si nasconde nei cibi che mangi: sul sito di Altroconsumo trovi un calcolatore che puoi utilizzare per scoprire il reale quantitativo di sale di ogni alimento.

E, in attesa che anche in Italia, chissà, si introducano norme che obbligano bar, ristoranti, fast food, panetterie e rosticcerie a segnalare le quantità di sodio addizionate ai cibi (come ha fatto la Food and Drug Administration negli Stati Uniti), si può ricorrere a un banale, ma efficace, stratagemma: «Insaporire i cibi con piante ed erbe aromatiche, come nella miglior tradizione della dieta mediterranea, permette di ridurre la quantità di sale che utilizziamo nella preparazione delle pietanze» suggerisce Poli.

Immaginate un mare ai tempi dei dinosauri, immaginate quindi il sale che si deposita nella purezza delle origini: il sale rosa ha questa storia, è un sale fossile formatosi nell’era secondaria più di 200 milioni di anni fa. Sin da allora il potere del sole, che ha causato il prosciugamento dei mari, è racchiuso nei cristalli di sale.
In quei lontani periodi grandi quantità di sale si sono depositate sulla terra a poco a poco in strati successivi in modo da formare talvolta spessori di decine di metri. A seguito della deriva dei continenti la regione dove questa concentrazione di sale era maggiore è stata identificata come l’Himalaya, oltre 2500 km di terra con montagne alte più di 8000 metri. In questa regione il deposito di sale si è compattato ad oltre 3000 metri di altitudine e si è impregnato dai fluidi magmatici provenienti dagli strati profondi della litosfera. Queste infiltrazioni minerali, che hanno arricchito il sale, gli conferiscono le caratteristiche identificative di questa provenienza Himalayana, ed in particolare, lo straordinario colore rosa pallido dovuto alla presenza di ferro.
Il sale rappresenta la principale ricchezza delle popolazioni incastrate nelle regioni isolate a nord della barriera Himalayana. Una volta l’anno, in primavera, gli yacks s’incamminano lungo le vallate, situate al di sotto della catena dell’Himalaya, attraversando monti anche ad altitudini molto elevate. Gli yacks trasportano poi il sale attraverso un lungo cammino fatto di rupi scoscese e sentieri tortuosi e sembrano essere delle carovane senza tempo che ci riportano ad antiche tradizioni ed usi quando il sale era ancora la moneta di scambio per le popolazioni di quelle terre consentendo loro di avere i cereali che sono la base dell’alimentazione.
Il sale, comunque, è sempre stato un valido aiuto per le popolazioni, ancora prima di essere utilizzato in cucina o cosmesi. Fino ad epoche recenti il sale veniva principalmente utilizzato come mezzo di conservazione degli alimenti, infatti quando si ricopre un alimento con il sale avviene una reazione dovuta all’assorbimento di quest’ultimo dell’umidità contenuta nell’alimento. Un alimento conservato nel sale conserva intatte le sue proprietà organolettiche per diversi mesi ed impedisce la proliferazione dei batteri.
Il sale dell’Himalaya giunge fino a noi nella sua originale purezza, è esente da qualsiasi raffinazione, da contaminazioni ambientali, non vengono aggiunti anti-agglomeranti, additivi o altri prodotti e conserva intatta la sua naturale ricchezza minerale, quindi si possono trovare al suo interno calcio, magnesio, fosforo, potassio, zinco, rame, zolfo e ovviamente ferro.
Il sale dell’Himalaya si presenta in granuli, fine da cucina, e in cristalli-pietre.
La sua eccezionale struttura cristallina, particolarmente fine, permette l’assunzione diretta di tutti gli elementi che lo compongono, da parte dalle cellule dell’organismo. Il sale dell’Himalaya ha un effetto purificante, armonizzante, disintossicante e coadiuvante nelle cure dimagranti e nelle diete.

Consigli per l’uso dei cristalli di sale dell’Himalaya e per preparare una benefica soluzione idrosalina:
riempire un bicchiere con dei cristalli di sale e riempirlo con acqua pura. Dopo circa 2 ore la salamoia è pronta per essere utilizzata. Il bicchiere può essere di nuovo riempito fino a che i cristalli si sono disciolti.
Applicazioni:
Cure di ingestione orale: bevete ogni giorno un cucchiaino di soluzione salina diluito in almeno 1/2 l d’acqua, possibilmente prima della colazione oppure durante il giorno e non con i pasti.
Colluttorio: sciacquare la bocca per 30-60 secondi con soluzione salina non diluita oppure diluita con un pò d’acqua.
Pulizia dei denti: usare soluzione non diluita oppure, se si preferisce, diluita con un pò d’acqua.
Inalazioni: versare circa 40 ml di soluzione salina (oppure 10 g di sale cristallino) in un litro d’acqua bollente, coprirsi con un asciugamano ed inalare per 10-15 minuti o fino a quando risulta piacevole.
Impacchi: usare un asciugamano bagnato con una miscela di soluzione salina ed acqua calda oppure fredda a seconda del caso.
Cura e pulizia della pelle: in questo caso è consigliabile diluire la soluzione salina. In caso di ferite della pelle il contenuto della soluzione nella miscela non dovrebbe essere superiore all’1%.
Trattamento delle impurità della pelle: è meglio utilizzare una soluzione non diluita. Questa può essere applicata prima di andare a dormire ma anche durante il giorno sulle parti da trattare su viso, decoltè, schiena ecc.
Bagni parziali di soluzione salina: possono essere efficaci per il trattamento di malattie della pelle oppure delle articolazioni. Il bagno delle parti del corpo da trattare può durare dai 10 ai 20 minuti in una soluzione di 60-200 grammi di sale su due litri d’acqua.
Un consiglio: la soluzione di sale cristallino riduce l’infiammazione ed il prurito derivante da punture di insetti.

Il Sale Rosa Himalayano!
“Perché continuare a usare del sale comune (raffinato) quando puoi usare tutti i giorni un sale puro, non trattato, che ti fa davvero stare meglio?”
Se anche tu sei convinto che per stare bene e in salute si deve cominciare dallo scegliere i cibi giusti, quelli più sani e ricchi di elementi nutritivi, allora prova a fermarti un attimo e pensa al sale:
è uno degli elementi principali nella dieta quotidiana di chiunque. Non ci pensiamo mai, ma lo troviamo dappertutto, in qualsiasi alimento e se manca – o ce n’è troppo! – ce ne accorgiamo subito. Siamo abituati a considerarlo come un semplice condimento, un prodotto comune di poco prezzo che serve a insaporire le pietanze; bianco e di forma cubica, macinato più o meno finemente. Ma in realtà non è così!
Esistono molti tipi di sale, di diversa provenienza, con colori e proprietà differenti
Il sale non è tutto uguale. Lo sapevi che ogni parte della Terra ha il suo tipo di sale? Rosa, bianco, rosso, nero, verde, ognuno estratto da luoghi diversi e ognuno con caratteristiche e proprietà diverse?
Il sale che noi tutti conosciamo è bianco, estratto dal mare: l’acqua raccolta viene fatta evaporare, il residuo di sale viene trasportato in raffineria, lavato, depurato e spesso “condito” con antiagglomeranti chimici per evitare che assorbendo umidità indurisca. Siamo sicuri che tutti questi passaggi lo rendano migliore?
Per fortuna esistono altri tipi di sale, che non provengono dal mare, ormai -tanto o poco- inquinato, ma dalle miniere: milioni di anni fa, con l’ascesa di numerose catene montuose, ampi specchi di mare sono rimasti intrappolati sulla terraferma. L’acqua un po’ alla volta si è asciugata, lasciando depositato il sale. Questo è certamente più puro, estratto dal suolo quindi incontaminato.
Ci sono ovviamente diverse miniere di sale sparse un po’ in tutta la Terra, ma una in particolar modo è grande, contiene un sale pregiato, puro, ricco di un ampissimo spettro di microelementi che completano il semplice cloruro di sodio: è il sale cristallino che viene estratto alle pendici dell’Himalaya, più conosciuto come SALE ROSA. L’unico che coniuga al cloruro di sodio altri 84 microelementi, tutti quelli della tavola periodica, tranne i così detti gas nobili. Il più pregiato e il più completo, l’unico che contenga tutti gli oligoelementi di cui abbiamo bisogno nelle giuste proporzioni.
Il sale rosa cristallino dell’Himalaya è il più puro e completo sale della Terra
Ma, cosa ancora più importante, non è raffinato, cioè non è trattato chimicamente in alcun modo. Il sale rosa viene semplicemente raccolto, selezionato, lavato in soluzione satura per togliere polvere ed eventuali residui, macinato e impacchettato. Non vengono aggiunti antiagglomeranti o altri componenti chimici, che lo renderebbero nocivo per la nostra salute.
Grazie a queste sue caratteristiche è il più puro e completo sale della Terra, particolarmente adatto all’uso alimentare:
al gusto ha un sapore più rotondo, meno aggressivo. Non copre i sapori degli altri cibi, ma li accompagna e li esalta
è completamente assimilabile dall’intestino, il quale non deve impegnarsi per scindere il sale in parti più piccole, ma riesce a digerirlo subito non è puro cloruro di sodio, che attira l’acqua e fa ritenzione idrica, ma grazie agli altri oligoelementi, chiamati anche sali minerali, è già completo e non crea alcuna ritenzione di acqua.
Ma non è tutto:
Il sale rosa, grazie alla completezza delle sue informazioni vitali, è apprezzabile in molti usi diversi, non solo quello alimentare:
ottimo condimento in cucina
eccellente conservante, tanto che le migliori industrie alimentari lo preferiscono al sale tradizionale per la preparazione di prodotti pregiati di media e lunga scadenza
Massaggio con sale rosa dell’Himalaya
molto usato, soprattutto negli ultimi anni, per le cure estetiche e i trattamenti di bellezza : scrub corpo, peeling, massaggi, lettini di sale
ottimo integratore salino per animali di grandi dimensioni, come i cavalli, che avendo un senso del gusto molto sviluppato lo preferiscono al sale tradizionale, anche se aromatizzato per renderlo più appetibile
ideale per preparazioni idrosaline da utilizzare nella prevenzione e nella cura di frequenti disturbi come raffreddore, dermatite, congiuntivite, verruche,…
La soluzione idrosalina
Ovvero sale sciolto in acqua: se ben usato è un potente e naturale alleato per la prevenzione delle più comuni malattie (ad esempio raffreddore, influenza, dermatite, otite) e un ottimo aiuto nella loro cura. L’acqua infatti ha la capacità di arrivare anche nei punti più difficili e il sale è disinfettante e cicatrizzante. Per questo è molto importante avere sempre a disposizione un vaso, possibilmente di vetro, con del sale dentro e dell’acqua di buona qualità.
In un vaso mettere del sale rosa, possibilmente a pezzettoni riempire il vaso fino all’orlo di acqua di buona qualità lasciare riposare almeno per un’ora
Vaso di vetro con soluzione satura di sale rosa dell’Himalaya
.La chimica ci dice che il sale satura l’acqua con una percentuale del 26%, quindi finché il sale sarà visibile nel vaso la soluzione idrosalina sarà del 26%. Da qui si potrà prelevarne piccole dosi da utilizzare per infinite applicazioni. Ecco di seguito qualche esempio:
diluito all’ 1 % per risciacqui agli occhi e al naso diluito al 5% per bagni, inalazioni, pediluvi
pura, imbevendo una garza sterile, da appoggiare su verruche e funghi
In realtà la soluzione idrosalina può essere utilizzata per qualsiasi tipo di disturbo, fastidio o malattia, come ben spiegato in diversi libri.

Il sale rosa caldo
Il sale rosa, a differenza di altri tipi di sale, se riscaldato ha una capacità in più: quella di emettere un buon numero di ioni negativi e creare una situazione di caldo secco non replicabile con altre sostanze. Vediamo come:
Le lampade di sale
In parole semplici, gli ioni negativi e positivi sono i responsabili della carica elettrostatica dell’aria. Se i due poli sono in equilibrio fra loro, ci sentiamo bene e respiriamo bene. Ma se l’aria, soprattutto in ambienti chiusi, non viene ciclicamente cambiata, con l’uso di elettrodomestici, pc, telefoni, si squilibra e si carica positivamente, cioè si riempie di ioni positivi, a discapito di quelli negativi. Le conseguenze più immediate sono sonnolenza, leggero mal di testa, spossatezza. La così detta “aria pesante”, che in realtà avrebbe solo bisogno di essere equilibrata. Per questo ci vengono in soccorso le lampade di sale: vere e proprie lampade da mettere accanto alla scrivania o vicino alla tv che oltre ad emettere una gradevolissima luce ambrata liberano grazie ad una particolare reazione molti ioni negativi, che quindi riequilibrano la carenza data dalle nostre quotidiane attività.
…e i cuscini di sale
Il sale rosa, riscaldato a 50°- 60°C può essere un valido aiuto in tutti quei casi si abbia bisogno di un impacco caldo: botta, stiramento, crampo, raffreddore, tendinite, dolori alla cervicale o alla schiena, ecc… Questi sono dei veri e propri cuscini in morbida spugna fuori e imbottiti solo di sale rosa dell’Himalaya all’interno, da riscaldare in forno, su di una stufa o un termosifone. Appoggiati alla zona dolorante sapranno dare un beneficio immediato e duraturo, grazie alla capacità trasmettere un caldo secco che riesce a penetrare fino ai tessuti più profondi.
Tutto questo, senza dimenticare le frequenze bioenergetiche del sale rosa: essendo puro, non raffinato, mantiene intatta tutta la su forza vitale, misurabile e certificabile con appositi strumenti messi a punto dalla biofisica, scienza ancora giovane ma in costante crescita come numero di sperimentazioni e scoperte.

Il Sale dell’Himalaya, caratteristico sale dalla colorazione rosacea, possiede molte proprietà curative, note da milioni di anni. Esso viene ricavato da un antico lago, sulle pendici dell’Himalaya. Da sempre considerato, per la sua rarità, un prodotto di pochi eletti, il sale è un prodotto naturale al 100% che viene estratto, lavorato, selezionato e lavato completamente a mano e, quindi, asciugato al sole; è importante, inoltre, sottolineare che non contiene additivi e possiede altissime qualità bioenergetiche. I suoi usi sono vari, infatti, è utile per fare un bagno purificante e rilassante, ottimo per creare soluzioni sature, per inalazioni, sciacqui, impacchi, È importante, infine, sottolineare che il Sale Rosa dell’Himalaya:
– è il più puro; è il sale attualmente ritenuto di migliore qualità. Inoltre, questo sale, viene trattato e lavorato completamente a mano, rispettando le sue caratteristiche naturali ed integrali, in modo da renderlo un prodotto naturalmente inalterato.
– è naturale al 100%. Il Sale himalayano è stato cristallizzato nel sottosuolo, al riparo dalle influenze esterne, per effetto delle altissime pressioni che generano le montagne.
0 NATURALE AL 100%
0 RICCO DI IODIO NATURALMENTE 0 PRIVO DI ADDITIVI CHIMICI 0 RIMUOVE LE SCORIE ACCUMULATE 0 RISTABILISCE L’EQUILIBRIO SALINICO
INDISPENSABILE PER IL BUON FUNZIONAMENTO DELL’ORGANISMO
L’importanza del Sale Integrale Naturale
Il sale è, come tutti sappiamo, indispensabile per la vita dell’uomo; i suoi due componenti principali –
sodio e cloro – regolano la pressione dei liquidi nell’ organismo, proteggono dalle massicce perdite d’acqua e regolano il sistema digerente. Il sistema nervoso ha bisogno di sodio per la trasmissione dei segnali sul piano fisiologico, ma sono presenti una quantità di altri elementi nel sale naturale, nell’acqua di mare, nei cristalli di sale e ci sarà un motivo se la natura non ha reso il sale già raffinato, eliminando tutto ciò che è ritenuto inutile.
Un po’ di storia
In tempi remoti, in regioni lontane dal mare, la carenza di sale era un problema. Gli uomini dovevano coprire il fabbisogno giornaliero di sale attraverso l’alimentazione animale e vegetale e, come sappiamo, gli alimenti vegetali contengono molto poco sale. Mettere i cibi sottosale o fare la salamoia era spesso l’unica possibilità di conservare, per tutto l’inverno, alimenti degradabili. Anche durante i viaggi per mare in gran parte si utilizzava questo metodo. Il sale, infatti, sottrae acqua e quindi permette la conservazione dei cibi. Tra la metà del 14° e la metà del 15° secolo, con l’aumento demografico, raddoppiò anche il fabbisogno di sale nell’Europa centrale ed occidentale e, parallelamente, aumentò enormemente il suo valore monetario, tanto che ricevette il soprannome di “oro bianco” o “quinto elemento”. Il sale veniva estratto dall’ acqua di mare, dalle miniere di sale o dalle acque saline di fonte. In Europa centrale, l’estrazione del salgemma risale già all’8° secolo a.C. Notoriamente, nel nostro continente, esistono enormi depositi di sale presenti in mari prosciugati, per esempio il mare di Zechstein (formazione superiore del Permiano), il cui centro si trovava 250 milioni di anni fa nella Germania centrale e settentrionale. Nell’era neolitica (4000-1750 a.C.) gli uomini divennero più interessati al sale sotto forma di fonti di acqua salina. Da questa acqua salina il sale veniva ottenuto mediante bollitura in vasi di terracotta. Il periodo più fiorente per il sale, in Europa, fu raggiunto nel primo medioevo con un attivo commercio che portò alla costruzione di una fitta rete di strade; l’utilizzo di queste strade era a pagamento, e non solo: c’erano tasse e dogane sul sale perciò, in ogni Land, per esempio la Baviera, fino al 30% del bilancio statale era dato dal commercio del sale. Anche nei toponimi delle città come Schwiibisch Hall, Halle o Bad Reichenhall si ritrova il concetto di sale: infatti la parola celtica “haI” era utilizzata per il sale e significava salubre, puro: il nome heller (soldo, monetina) deriva dal denaro pagato per il sale e la parola latina “sal” nasconde i concetti soldo e salario. Ferriera, nel suo libro, ricorda che un altro significato di “haI” è suono, o oscillazione; egli formula l’ipotesi che i celti avessero una certa conoscenza dell’ esistenza di frequenze nel corpo.
Come è stato usato nei secoli il sale in medicina?
Il più antico documento risale al 3° secolo a.C. ed è attribuito al famoso costruttore e medico egizio Imothep; egli guariva con il sale le ferite infette. Intorno al 1600 a.C., in Egitto, venivano utilizzate supposte di sale come purganti; contenevano sale marino, miele, diverse spezie, bacche e cumino. Alcuni secoli più tardi, all’epoca di Ippocrate, i greci curavano la nausea con una miscela di acqua, aceto e sale per provocare il vomito. Le malattie della milza venivano trattate con 2/3 di latte vaccino ed 1/3 di sale. Dioscoride, un medico militare greco, consigliava come lassativo il “vino di acqua di mare”, una miscela di acqua marina, acqua piovana e miele. Il bagno in acqua marina era da lui utilizzato nei casi di “malessere generale prolungo del corpo e dei nervi”. Questo metodo è stato successivamente riscoperto. Come rimedio per sciogliere le mucosità, usava il “miele acido”,una miscela di aceto, sale marino, miele ed acqua. Il tutto veniva bollito e dopo dieci bolliture veniva versato in vasi e lasciato raffreddare. Questo composto serviva anche per alleviare ischialgie e dolori articolari. Nel 1798 Samuel Hahnemann elencava diversi tipi di sale:
– sal comunis,
– sal fossilis,
– sal gemmae,
– sal marinus,
– sal muriaticum.
Poiché tutti contenevano NaC1, li raccolse in un composto che chiamò Natrium muriaticum. Questo composto veniva da lui consigliato a persone con tendenza a raffreddamento, grande astenia e debolezza ed anche nei casi di iperattività ad agenti esterni. Infine conosciamo i sali cellulari del Dr. Wilhelm Heinrich Schuber (1821
– 1898) il quale consigliava i 12 sali biochimici presenti anche in natura come minerali che, somministrati, dovevano servire per eliminare i disturbi causati da una errata distribuzione di questo sale nel corpo.
Proprietà
Puro con i suoi 84 elementi naturali ed oligoelementi, è prezioso per ripristinare il nostro equilibrio e rimuovere le scorie che accumuliamo anche assumendo sali da cucina industriali. E’ privo di additivi e di sostanze inquinanti che impoveriscono il sale marino. Il sale cristallino naturale è il sale dei mari primordiali da dove abbiamo avuto origine. Per effetto dell’energia della luce, il mare primordiale è stato prosciugato più di 250 milioni di anni fa. E’ dalle viscere della terra che ora estraiamo questo “alimento di vita”. Con il sale cristallino il vostro corpo assume quotidianamente tutti gli elementi dei quali è composto. E’ col sale cristallino che possiamo
produrre la stessa soluzione idrosalina per autoregolare e rigenerare il nostro organismo.
Il sale himalayano può sanare vari disturbi ed essere d’aiuto per le seguenti patologie:
– riequilibrio del pH naturale cutaneo e malattie della pelle;
– antinvecchiamento e rassodante per la pelle;
– contro allergie, malattie respiratorie e da raffreddamento;
– Per l’igiene orale e dentale;
– malattie degli occhi;
– affezioni renali e disturbi femminili;
– disturbi della digestione;
– disturbi reumatici, gotta, artrite, artrosi;
– ansia, problemi di concentrazione, disturbi del sonno.
Si utilizza il sale cristallino dell’Himalaya come:
• sale alimentare
• base per soluzione idrosalina.
Confezione
Sacchetto da 1 Kg o confezione in vetro da 1Kg
Modalità d’Uso
In cucina per un’alimentazione sana e ricca di minerali

LAMPADE DI SALE HIMALAYANO
Uno dei modi più semplici e sicuri per purificare l’aria e riequilibrare ioni positivi e negativi è usare una lampada di salgemma. Il salgemma è un sale naturale cristallizzato formatosi in Himalaya circa 250 milioni di anni fa dalla lenta essicazione del mare e dalla contemporanea ascesa della catena montuosa. Da molto tempo gli abitanti dell’Hymalaya ne conoscono le proprietà e ne traggono beneficio. Studi recenti hanno dimostrato che il calore prodotto dalla lampada posta al centro di un blocco di sale scatena una reazione chimica che rilascia ioni negativi.
COSA SONO GLI IONI NEGATIVI?
Gli ioni sono delle piccolissime particelle caricate elettricamente disperse nell’aria. Possono essere di vari elementi, come carbonio, azoto, ossigeno, ecc….Questi ultimi sono quelli che maggiormente ci interessano, dato che con la respirazione il nostro corpo ricerca proprio l’ossigeno. Gli ioni si dividono in due categorie: ioni positivi e ioni negativi. A dispetto del loro nome, sono gli ioni negativi che ci danno benessere, mentre i primi sono responsabili di disturbi di varia natura. Senza voler scendere nella chimica, ma restando al lato pratico della cosa, avete presente la sensazione che si prova vicino a una cascata, in alta montagna o dopo un forte temporale? Si sta meglio, si respira aria pura, ci si sente rigenerati. Questo perchè in natura fenomeni violenti come i fulmini o la caduta dell’acqua da una certa altezza sono dei generatori molto potenti di energia che carica negativamente l’aria circostante. In particolar modo gli ioni negativi di ossigeno, che noi respiriamo, ci danno quella piacevole sensazione di benessere. Collateralmente migliorano la concentrazione, aumentano l’attenzione e la produttività, stimolano il sistema immunitario.
LA IONIZZAZIONE DELL’ARIA
La quantità di ioni negativi dispersi nell’aria varia molto dal luogo geografico in cui ci si trova e dalla presenza di attività che vanno a consumarli o neutralizzarli. Per dare una proporzione basti pensare che mediamente in un metro cubo d’aria sono concentrati:
* 1 miliardo di ioni negativi in alta montagna
* 200 milioni di ioni negativi in collina
* da 20 a 80 milioni di ioni negativi in città
* 5 milioni di ioni negativi nei luoghi chiusi.
E’ chiara quindi l’importanza di avere una buona aerazione dell’ambiente in cui si passano molte ore al giorno e dell’utilità di uno ionizzatore che permette di tenere l’aria maggiormente pulita e salubre. Le lampade di sale, in questo senso, sono il rimedio più naturale, semplice ed economico che si possa avere.
I BENEFICI DELLE LAMPADE DI SALE SONO NUMEROSI
Diversi studi condotti in epoche diverse hanno dimostrato come la carenza di ioni negativi faccia produrre al nostro corpo una grande quantità di serotonina, un ormone che provoca l’insorgenza di molti disturbi come irritabilità, svogliatezza, scarsa concentrazione, che se trascurati favoriscono la comparsa di depressione, ipertensione, insonnia. Al contrario, quando si ha una buona concentrazione di ioni negativi, si hanno una serie di benefici:
* aumento della concentrazione
* riduzione marcata delle allergie respiratorie
* riduzione di attacchi d’asma, comparsa di raffreddore e influenza
* rallentamento del processo di invecchiamento delle cellule

Le lampade di sale, ionizzatori naturali, poco ingombranti e assolutamente adatte a ogni situazione, emettono ioni negativi che, diffondendosi nell’aria, vanno a compensare la carenza provocata delle quotidiane attività umane. L’ing.Honisch, della società Nazionale ricerche sullo Smog elettrico in Germania, ha svolto numerosi studi sul potere delle lampade di sale ed ha dimostrato come una lampada accesa per 11 ore riesca a far aumentare la concentrazione di ioni negativi dell’aria circostante fino al 300% e come l’emissione di ioni continui per parecchio tempo anche dopo il suo spegnimento. Le lampade di sale aiutano a creare un’atmosfera equilibrata e salutare: grazie a loro respiriamo più facilmente e quindi ci sentiamo meglio.
I BENEFICI NEI LUOGHI DI LAVORO
Negli ultimi anni sono stati svolti diversi studi nei luoghi di lavoro più diversi per approfondire il legame tra salubrità dell’ambiente e assenze del personale. In particolare è stata creata per un certo periodo di tempo una ionizzazione negativa dell’aria nei ambienti di lavoro e il risultato più immediato è stato una notevole diminuzione delle malattie da raffreddamento e delle assenze. Quindi, ancora una volta, si è capito come il deficit di ioni negativi sia un fattore determinante per lo sviluppo di certe malattie, oltre alle sensazioni di svogliatezza, mancanza di capacità di attenzione, di rendimento e disturbi psico-somatici. Prova ne è il fatto che, ad esempio, tutti i climatizzatori di ultima generazione hanno incorporato uno ionizzatore artificiale, fatto con sostanze chimiche, per raffreddare e rendere più salubre l’aria dell’ambiente in cui viene installato.
LE LAMPADE DI SALE SONO IONIZZATORI NATURALI DELL’ARIA
Grazie al calore sviluppato dalla lampada posta al centro del blocco di sale, si crea una reazione chimica abbastanza forte tal da far convertire gli ioni positivi presenti nell’aria circostante in ioni negativi. E tutto in modo assolutamente naturale, senza l’impiego di agenti chimici, filtri da sostituire periodicamente o sostanze particolari. Con il semplice consumo elettrico che può avere una comunissima lampadina.
IL COLORE ARANCIONE
Da non sottovalutare, nell’acquisto di ogni lampada, è il tipo di luce che questa andrà a diffondere. Come ogni lampada che si rispetti, anche quella di sale non deve sfuggire a questa regola. Un volta accesa, la lampada di sale emette una gradevole luce ambrata che crea un’atmosfera ovattata, rassicurante e calda. Secondi i principi della cromoterapia l’arancione ha capacità liberatorie sulle funzioni fisiche e mentali, inducendo serenità, allegria, ottimismo, sinergia tra fisico e mente. L’arancione avrebbe anche un’azione stimolante sulla tiroide, sulla capacità polmonare e sull’appetito, tanto da essere indicato come colore curante per disturbi quali apatia, depressione, paura, pessimismo.
UN PEZZO DI NATURA
L’estrazione dei blocchi di sale di cui sono fatte le nostre lampade di sale viene eseguita a mano e con estrema cura per non alterarne la sua forma naturale. Ogni lampada quindi è un pezzo unico, con una sua forma e colore particolari. Tutte le lampade vengono scavate all’interno e lavorate a mano per garantire il massimo della conservazione della struttura originaria.
DOVE POSIZIONARLA
La lampada di sale può essere posizionata in ogni stanza: la luce ovattata la rende ideale come abat-jour nella camera da letto di grandi e bambini; può essere messa in salotto, su un tavolino o accanto alla tv; in bagno per rilassarsi con una vasca calda, magari abbinata a candele profumate. O ancora può essere usata tranquillamente in ufficio o persino nei luoghi molto affollati, come palestre, centri benessere, esercizi pubblici.
COME UTILIZZARLA
Perché l’emissione di ioni sia sufficiente, consigliamo di tenere accesa la lampada per almeno 5-6 ore, in modo che il sale abbia il tempo di avviare la reazione chimica e liberare un buon numero di ioni negativi, che continueranno a essere sprigionati anche in seguito, fino al completo raffreddamento del blocco. Per una corretta manutenzione ti consigliamo di pulire le nostre lampade soltanto a secco. In caso di contatto con umidità lasciare la lampada accesa per parecchie ore in modo da far asciugare la superficie. Eventuali cristallizzazioni possono essere rimosse facilmente con una spazzola.
(tratto da uno studio della ditta Timbro S.r.L.)

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