Raggi: topi a Roma fatto terribile, governo faccia sua parte

Nella lettera il ministro racconta il caso di un bambino di tre anni e mezzo morso tra caviglia e polpaccio da un ratto in un parco della capitale: “La scena accade nel parco giochi pubblico di villa Gordiani, al Prenestino, ma potrebbe succedere dovunque nelle nostre periferie come in centro storico“.

Dopo un anno di governo non ci aspettiamo che il sindaco Raggi abbia già risolto i problemi cronici di bilancio o del traffico, ma che la città almeno sia pulita e il decoro urbano garantito.

Con una lettera denuncia pubblicata oggi sul quotidiano il Messaggero, la ministra della Salute Beatrice Lorenzin, interviene a gamba tesa nel dibattito sul decoro e la pulizia della capitale.

La risposta della sindaca non è tardata ad arrivare: “Il ministro Lorenzin cita un episodio importante e fortunatamente eccezionale: il piccolo Marco morso da un ratto in un parco e poi ricorso alle cure mediche – ha replicato Virginia Raggi sul portale del Messaggero -“. “Mi rincresce notare – prosegue – che il ministro abbia usato questo episodio per dare vita alle solite polemiche. Sorvolo perche’ il ‘battibecco’ della vecchia politica non serve a nessuno – continua Raggi – Preferisco prendere in parola il responsabile del dicastero della Salute quando sostiene che da parte sua e del ministero c’e’ ‘disponibilita” a collaborare. “Ben venga. I romani non aspettano altro”.

Secondo Virginia Raggi, infatti, è necessario “reperire fondi speciali per Roma, così come avviene per tutte le Capitali d’Europa”. Noi presenteremo a breve all’esecutivo la nostra ‘Agenda per Roma’. In quell’occasione speriamo, e lo sperano tutti i romani, al di là delle appartenenze politiche di constatare la disponibilità del ministro della Salute.

“Faccia una battaglia per Roma all’interno del Consiglio dei Ministri di cui e’ parte”. Noi stiamo facendo la nostra parte con il massimo impegno; lo stesso che responsabilmente ci attendiamo da tutte le istituzioni. Anzi, per Lorenzin “si è aggravata l’emergenza igienico sanitaria che io stessa segnalai al prefetto Tronca due anni fa”, scrive.

Prevenire i danni causati dai ratti Le popolazioni di ratti decimate con le misure di lotta ai roditori nocivi si riprendono molto in fretta. La grandezza di una popolazione è determinata in primo luogo dall’offerta di cibo. Il passo più importante per evitare i problemi causati dai ratti è la prevenzione e soprattutto la conservazione al sicuro dei prodotti alimentari.

• Proteggere la cantina: grata a maglie strette davanti alle finestre delle cantine, chiusura delle fessure nei muri, immagazzinare le provviste su supporti con ostacoli per l’arrampicamento (guarnizioni ad anello in alluminio o plastica, lastre di pietra, sporgenze, pellicola sdrucciolevole).

• Conservare gli alimenti in contenitori di vetro o barattoli di conserve ermetici (!), anziché nella plastica, nel cartone o in barattoli di conserve non ermetici.

• Non gettare resti di cibo nel WC o nello scarico!

• Installazione di estensioni nei tubi delle acque di scarico, affinché i ratti non possano arrampicarsi.

• Installazione di sportelli di protezione nello scarico della toilette (negozi specializzati)

• Dare da mangiare agli uccelli solo su davanzali protetti (sporgenza, pellicola) o nelle casette per gli uccelli (su supporti o sospesi); smaltire regolarmente i resti di cibo per gatti e cani in giardino; togliere regolarmente i resti di cibo per uccelli e animali da compagnia.

• Non dare da mangiare a piccioni e uccelli acquatici, dato che i resti di cibo attirano i ratti!

• Depositare i sacchi dell’immondizia nel container o metterli fuori solo il giorno del ritiro (difende anche da volpi e gatti). Pulire regolarmente il container.

• Non gettare resti di carne nella composta! Al posto della composta aperta usare un bidone bio.

• In caso di problemi causati dai ratti: mettetevi in contatto con degli specialisti! Combattere i ratti? Se sì – solo in modo conforme alla Legge sulla protezione degli animali! I ratti non sono «sporchi, pericolosi mostri», come suggerisce la loro cattiva reputazione. Sono animali sensibili, estremamente sociali, puliti, che come animali da compagnia sono in grado di stringere un legame stretto con il loro proprietario, e meritano il nostro rispetto. Ciò vale in modo particolare anche per quanto riguarda le «misure di lotta ai roditori nocivi» (che raramente sono efficaci a lungo termine).

Va tenuto conto del fatto che la lotta a una popolazione di ratti non fa altro che rendere ancora più fertili le femmine (più cuccioli per cucciolata, maturità sessuale precoce) e che le aree «ripulite» vengono rapidamente occupate dai clan nelle vicinanze. La lotta ai ratti non ha mai dimostrato di essere efficace a lungo termine – la prevenzione invece sì! La Legge sulla protezione degli animali vieta che agli animali vertebrati – ai quali appartengono anche i ratti – vengano ingiustificatamente inflitti dolori e sofferenze e che vengano uccisi in modo atroce (art. 4 LPAn, art. 16 OPAn). Conformemente all‘Ordinanza sulla protezione degli animali «il vantaggio della lotta agli animali dannosi per l’uomo e l’ambiente deve avere un peso maggiore rispetto alle sofferenze inflitte ai roditori nocivi». Dal punto di vista della protezione degli animali occorre tenere conto di quanto segue per i diversi metodi di lotta:

• Trappole destinate a catturare l’animale vivo: molto stressanti per l’animale (paura!) e poco efficienti in caso di «flagelli di ratti». Non può essere garantita un’uccisione a regola d’arte dopo la cattura.

• Trappole a molla: unico metodo consigliabile, se adeguate alla grandezza dell’animale. Attenzione: non tutte le «trappole per topi» sono idonee anche per i ratti! L’uso inappropriato può provocare ferite e sofferenze agli animali. È poco efficiente in caso di «flagelli di ratti».

• Veleni: i rodenticidi sono quasi sempre cosiddetti anticoagulanti che inibiscono la coagulazione e vengono distribuiti sotto forma di pellet. Dopo l’assunzione per via orale hanno un effetto molto ritardato e raggirano così il «sistema di allarme» dei ratti da parte degli assaggiatori.

Emoraggie interne provocano il dissanguamento degli animali avvelenati che muoiono a causa dell’arresto di molti organi – una morte molto probabilmente atroce! (ematomi, dolori addominali, soffocamento). Attenzione: il rodenticida può essere ingerito accidentalmente anche da cani, gatti o addirittura da bambini – di conseguenza va utilizzato sempre in modo inaccessibile per loro in una scatola per le esche! Dal punto di vista della protezione degli animali è sconsigliato l’impiego di esche avvelenate! Purtroppo molti comuni svizzeri continuano a impiegarli di routine per arginare le popolazioni di ratti (si tratta di una pura lotta ai sintomi)!

• Cloralosio: un narcotico che nella concentrazione giusta provoca la morte in seguito a ipotermia e arresto cardiaco. Inadatto per i ratti a causa della loro grandezza, perché la morte sopraggiunge solo molto lentamente e in presenza di crampi! Il Cloralosio dovrebbe essere giustificabile per la lotta ai topi, perché provoca una morte rapida e poco dolorosa. Può tuttavia essere assunto accidentalmente anche da cani, gatti o addirittura bambini e nuocere alla loro salute!

• Cartucce fumogene: causano grandissimi sofferenze e non si conciliano con la protezione degli animali. Rinunciare al loro utilizzo!

• Trappole vischiose: provocano una morte atroce e sono vietate dalla Legge sulla protezione degli animali! Conclusione A condizione che vengano rispettate delle basilari regole di igiene, in città i ratti non vanno considerati come animali nocivi, ma possono al massimo dare fastidio di tanto in tanto. È difficile che nelle nostre città i ratti mettano in pericolo la salute pubblica. Di conseguenza la loro uccisione in massa nell‘ambito delle azioni di avvelenamento effettuate di routine è molto discutibile! Se vengono adottate delle misure preventive, una convivenza pacifica fra uomini e ratti è senz’altro possibile.

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