Dramma all’ospedale di Parma, salvati dal soffocamento 3 bambini: ecco come

Quello di soffocamento è un rischio molto grave per i bambini, e lo sa bene la dottoressa Maria Majori, pneumologo interventista che lavora presso l’ospedale Maggiore di Parma, che nell’arco di 24 ore ha salvato ben 3 bambini dal soffocamento. Tre bambini, uno di 10 mesi e gli altri due di 2 anni, nel giro di 24 ore nello stesso pronto soccorso, quello di Parma. Il primo, nel pomeriggio di martedì, ad un bimbo di 2 anni di Salsomaggiore, poi, ieri mattina alle 6, a una bimba, sempre di 2 anni, di Reggio Emilia e infine l’ultimo intervento, attorno all’una di ieri pomeriggio, ad un bimbo di Parma di 10 mesi.

Anche gli altri due piccoli pazienti sono stati operati con successo per rimuovere piccole parti di cibo che avevano ostruito le vie respiratorie: il bambino di Salsomaggiore aveva inalato dei pezzi di arachidi venti giorni prima, mentre l’altra bimba dei pezzi di carota cruda sei ore prima dell’intervento, reso necessario immediatamente per i gravi problemi respiratori che aveva avuto fin da subito.

“Un bambino che già ha un polmone escluso dalla ventilazione, com’era in tutti e tre i casi di questi bimbi”. Insieme a Majori sono intervenuti in sala operatoria Emanuele Sani, Luca Cattani Solange Risolo, Daniele Barantani, Federico Martello e Davoud Ghasempour, medici della 1° Anestesia e Rianimazione, il personale infermieristico del Servizio di Endoscopia toracica e il personale di sala dell’Otorinolaringoiatria-Otoneurochirurgia. Fattori predisponenti sono la dentizione ancora incompleta, la curiosità verso il mondo esterno che porta il bimbo a introdurre oggetti in bocca, la sua tendenza a compiere movimenti con cibo in bocca. Quali sono le difficoltà che questo tipo di interventi può comportare?

“I bambini – spiega Majori – presentavano evidenti segni di distress respiratorio -con un polmone escluso dalla ventilazione e siamo quindi dovuti intervenire in urgenza in sala operatoria. E’ successo qualcosa di eccezionale perchè nell’arco di 24 ore sono capitati tre episodi di inalazione quando normalmente ne accade uno ogni anno o due o tre all’anno”.

In che modo siete intervenuti per salvare i tre bimbi?

“Abbiamo innanzitutto utilizzato una strumentazione particolare, molto delicata, ovvero la strumentazione broncoscopi rigidi. Ci deve essere una precisa coordinazione tra il pneumologo interventista, ovvero noi e l’anestesista perchè il bambino viene intubato con un cilindro di ferro cavo attraverso cui noi entriamo con le nostre pinze”.

Quali sono le difficoltà che questo tipo di interventi può comportare?

“Nello stesso spazio l’anestesista deve ventilare il bambino. Un bambino che già ha un polmone escluso dalla ventilazione, com’era in tutti e tre i casi di questi bimbi” . Insieme a Majori sono intervenuti in sala operatoria Emanuele Sani, Luca Cattani Solange Risolo, Daniele Barantani, Federico Martello e Davoud Ghasempour, medici della 1° Anestesia e Rianimazione, il personale infermieristico del Servizio di Endoscopia toracica e il personale di sala dell’Otorinolaringoiatria-Otoneurochirurgia“

“Come salvare i bambini dal Soffocamento” incontro dell’AMMI a Catanzaro

In Italia ogni anno più di un bimbo su 10 subisce un incidente domestico e un bambino ogni settimana muore a causa dell’ostruzione delle vie aeree superiori. Importante conoscere le manovre necessarie per salvare tante piccole vite. All’interno dell’IC Casalinuovo Sud si è svolto il coso di formazione su “Come salvare i bambini dal Soffocamento”, organizzato dalla sezione di Catanzaro dell’AMMI (Associazione Mogli Medici Italiani) presieduta dalla dott.ssa Stefania Zampogna De Filippo. L’apertura dei lavori è stata affidata alla dirigente dell’istituto scolastico, Nuccia Carrozza Caglioti, sempre attenta a promuovere la formazione di una scuola all’avanguardia per quanto riguarda le attività didattiche e formative. <<La patologia accidentale rappresenta la principale causa di morte nella fascia di età compresa tra 1 e 4 anni nei paesi industrializzati – ha sottolineato Stefania Zampogna, dirigente pediatra dell’Azienda Ospedaliera Pugliese Ciaccio. – Ho voluto riproporre l’argomento, gia’ trattato lo scorso anno in qualita’ di vicepresidente nazionale della Societa’ di Medicina d’Urgenza Emergenza (SIMEUP) in collaborazione con il Club “ Lions Catanzaro Host” e la Pediatria di Comunità rappresentata dalla dott.ssa Rossella Anfosso, creando oggi una rete di informazione e formazione con le sezioni AMMI della Calabria.» <<Una nocciolina, una pallina, una mandorla, un sorso di latte, una caramella, sono tutti elementi che possono rappresentare un corpo estraneo inaspettato e insospettabile – ha aggiunto Zampogna. – Un evento che, senza adeguato soccorso, lascia privo di ossigeno il cervello per pochi minuti e provoca lesioni invalidanti. Basterebbero poche manovre vincenti per salvare una vita o per evitare conseguenze tragiche, invece di lasciare spazio alla disperazione, all’impotenza, all’angoscia e all’attesa estenuante di un soccorso che spesso tarda ad arrivare.» All’incontro sono intervenuti anche Baldo Esposito, medico e presidente della Commissione Riforme del Consiglio Regionale della Calabria, che ha espresso grande apprezzamento per l’iniziativa, e il componente del direttivo nazionale AMMI, l’avv.
Adele Manno Galea. Grande entusiasmo da parte dei partecipanti per l’addestramento nelle stazioni pratiche svolto dagli istruttori nazionali certificati SIMEUP con l’ausilio di manichini che riproducono le caratteristiche fisiologiche ed anatomiche del lattante e del bambino. La Sezione AMMI, a completamento del corso, ha distribuito ai partecipanti il manuale “Salva una Vita” prodotto dalla SIMEUP in collaborazione con il Ministero della Salute.

Ostruzione delle vie aeree da corpo estraneo
Ostruzione parziale delle vie aere: il paziente riesce a respirare, a parlare ed a tossire perché il corpo estraneo non ostruisce completamente le vie aeree e ciò permette un flusso respiratorio sufficiente a non determinare la rapida perdita di coscienza.
Ostruzione totale delle vie aeree: il paziente non riesce a respirare, a tossire ed a parlare, è rosso in viso e molto agitato; a volte porta entrambe le mani alla gola come segno di soffocamento imminente (segno universale di soffocamento). L’ostruzione totale delle vie aeree e quindi l’arresto respiratorio, porta, in pochi minuti, alla perdita di coscienza. L’ostruzione totale delle vie aeree può essere sospettata anche durante una sequenza B.L.S. che presenta difficoltà alla ventilazione nonostante sia stata appurata la pervietà delle vie aeree superiori (corretta iperestensione della testa e corretto posizionamento della canula di Majo-Guedel).
Protocollo di disostruzione delle vie aeree
PAZIENTE COSCIENTE
In caso di ostruzione parziale delle vie aeree incoraggia la vittima a tossire, senza fare altro.
Se il soggetto diventa debole, smette di tossire o respirare, oppure in caso di ostruzione totale delle vie aeree alterna:
1. 5 pacche interscapolari
2. 5 compressioni addominali o manovre di Heimlich

Manovra di Heimlich con paziente cosciente in piedi o seduto:
a) Il soccorritore si posiziona alle spalle del paziente e cinge, con entrambe le braccia la vita del paziente
b) Si pone una mano aperta sulla pancia del pz, con il pollice che tocca il processo xifoideo (o incrocio delle arcate costali) e l’indice che tocca l’ombelico;
c) Nello spazio tra il pollice e l’indice, si pone l’altra mano, chiusa a pugno, con il pollice accolto all’interno del pugno e rivolto verso l’addome;

Manuale operativo per Soccorritori Volontari
d) Si pone la prima mano attorno al pugno e si eseguono 5 compressioni dell’addome dal basso verso l’alto, in modo tale da far uscire il corpo estraneo dalle vie aeree.
N.B. Solo i pazienti con totale ostruzione delle vie aeree (non respirano, non tossiscono e non parlano) devono essere sottoposti alla Manovra di Heimlich. Questa manovra è altamente invasiva perciò è molto importante che sia effettuata solo da personale competente. Le possibili complicanze che possono derivare da unaMmanovra di Heilmich eseguita non correttamente sono: fratture costali e del processo xifoideo, rottura gastrica, rottura del fegato e lesioni a carico dell’aorta o del diaframma.
Importante: Non eseguire la manovra di Heimlich nelle donne gravide e nei bambini.
PAZIENTE NON COSCIENTE
Dopo aver accompagnato con cautela il soggetto fino a terra e l’ostruzione delle vie aeree è stata testimoniata, si iniziano le manovre di rianimazione cardiopolmonare (30 compressioni toraciche esterne e 2 ventilazioni) senza valutare i parametri vitali. Prima di eseguire le ventilazioni si controlla il cavo orale e si tolgono i corpi estranei se visibili (possibilmente utilizzando l’aspiratore o le pinze).
Nel caso in cui l’ostruzione delle vie aeree non sia testimoniata, si inizia il protocollo B.L.S. senza apportare modifiche.

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