Sanatoria per le liti fiscali in arrivo, domande entro il 30 settembre

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Come preannunciato lo scorso mese di febbraio, il Governo Gentiloni sembra voglia far cassa e per far ciò ha varato la rottamazione delle liti tributarie. Cosa vuol dire? Praticamente, coloro i quali hanno un contenzioso aperto con il fisco, in qualsiasi grado di giudizio potrà, fino al prossimo 30 settembre chiedere di metterci una pietra sopra, pagando gli importi contestati con l’atto impugnato e gli interessi da ritardata iscrizione a ruolo, al netto delle sanzioni e degli interessi di mora. E’ questo quanto previsto dalla manovra correttiva, pubblicata in Gazzetta Ufficiale a dodici giorni dal consiglio dei ministri che l’ha approvata salvo intese. Arriva la sanatoria per le cause pendenti in ogni stato di grado e giudizio tra l’Agenzia delle entrate e i contribuenti, è questo quanto si legge nel decreto legge omnibus e le controversie potranno essere definite con il pagamento di tutti gli importi dell’atto impugnato e degli interessi da ritardata iscrizione a ruolo, calcolati fino al sessantesimo giorno successivo alla notifica dell’atto.

Nel testo si legge anche una stretta sulle detrazioni Iva ed una norma che rende più difficile evitare il pignoramento di immobili per i grandi evasori che non pagano dopo essere stati scoperti. Secondo quanto è emerso, sembra siano stati confermati anche l’estensione dell’autoliquidazione Iva ai grandi gruppi quotati, la riduzione dell’incentivo alla capitalizzazione delle imprese e l’aumento delle tasse sui giochi. La sanatoria deve essere ancora definita nel dettaglio, ma sembra essere certo che le domande per le controversie pendenti dovranno essere inviate entro il 30 settembre 2017; questa sanatorie permette di chiudere cause pendenti da tempo senza sanzioni o interessi, pagando soltanto l’importo dovuto in origine.

Secondo quanto è emerso, sembra che per importi oltre i 2 mila euro sono previste 3 rate, a patto che il contribuente saldi l’80% del debito nel 2017 ed il restante 20% a giugno 2018, poi il 40% entro il 30 settembre 2017, la seconda rata del 40% entro il 30 novembre 2017, la terza del 20% entro il 30 giugno 2018. Dunque, ricapitolando, per importi che superano i due mila euro è consentita la possibilità di versare il 40% dell’importo dell’onere, entro il mese di settembre del 2017, mentre la seconda rata dovrà essere versata entro novembre, ed infine la terza ed ultima rata dovrà essere pagata entro il mese di giugno dell’anno successivo.

Il versamento dovrà riguardare “tutti gli importi di cui all’atto impugnato che hanno formato oggetto della contestazione in primo grado e degli interessi di ritardata iscrizione a ruolo fino al sessantesimo giorno successivo alla notifica, escluse le sanzioni collegate al tributo e gli interessi di mora”.Qualora la lite riguardi soltanto gli interessi e le sanzioni, l’importo si ridurrà al 40%, mentre nulla è dovuto se il contendere è limitato alle sole sanzioni.

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