“Sanità al palo, Lorenzin si scusi”. Il ministro: “Attacchi strumentali”

Dopo le polemiche sullo stato in cui versano le strutture ospedaliere e ambulatorie campane, le dichiarazioni del segretario del Partito Democratico Matteo Renzi, e le scivolate dal tempismo perfetto del sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, De Luca passa di nuovo al contrattacco. Che giovedì aveva provato a stroncare le aspettative del governatore di diventare lui il commissario per la Sanità in Campania definendo “disastrosa” l’assistenza sanitaria regionale.

Il ministro della Sanità deve chiedere scusa a tutti i campani“, ha detto De Luca.

“La Campania paga quasi 400mila euro l’anno per due signori che vengono non si sa da dove e vengono qui due volte alla settimana”, ha aggiunto riferendosi ai commissari governativi alla sanità.

“In particolare, il Cardarelli è stato reso un campo di battaglia”, ha spiegato il governatore, “Ma noi abbiamo riaperto ben cinque pronto soccorso”. Nel suo ministero non si erano accorti del mancato risanamento finanziario perché dal 2012 le Asl campane non approvavano i conti consuntivi? Ci facciano il santo piacere: “chiedano scusa perché abbiamo fatto più noi in 18 mesi che i commissari in otto anni”. Così dopo essersi smarcato dall’ex premier con la creazione del movimento “personale” Campania Libera, per dare un segnale sul lavoro svolto riguardo la sanità, il presidente della regione mette nell’obiettivo il ministro della salute Lorenzin. Si decide tra istituzioni che hanno dignità costituzionale sulla base di atti e motivazioni.

Si attende ora una replica del ministro. Dobbiamo essere seri e riconoscere che bisogna fare di più per ripartire e cambiare passo nell’organizzazione della sanità in Campania. I commissari di governo per quanto di loro competenza hanno lavorato con tutti fin dal primo giorno con spirito di leale collaborazione, per elaborare i decreti necessari per fornire alla regione e alle sue direzioni generali gli strumenti operativi per lavorare al meglio e in linea con le best practice nazionali.

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