Sanremo 2017, Lele vince la sezione giovani: eliminati a sorpresa Ferreri, Ron, fischi per Al Bano e D’Alessio

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Si è conclusa la quarta serata del Festival di Sanremo che ha visto che le prime quattro eliminazioni piuttosto pesanti. Nella serata di ieri sera, è entrata in gioco la giuria di esperti che ha giudicato i Big ed il voto ha inciso per il 30%; a presiedere la giuria di esperti, il re della disco e dell’elettronica, ovvero Giorgio Moroder, affiancato da Linus, Giorgia Surina, Greta Menchi, Rita Pavone, Andrea Morricone, Paolo Genovese e Violante Placido. Ad aprire la serata, i quattro finalisti della sezione giovani che hanno presentato ancora una volta la loro canzone; hanno cantato ancora una volta sul palco dell’Ariston Leonardo Lamacchia con “Ciò che resta” e poi ancora Lele con “Ora mai”, Maldestro con “Canzone per Federica” e Francesco Guasti con “Universo. A trionfare nella sezione giovani è stato Lele, uscito dalla scuola di Amici di Maria de Filippi e fidanzato di Elodie, che concorre tra i Big. A proposito di Big, la gara ricomincia alle ore 21.21 circa ed il primo a cantare è stato Ron, che come sappiamo è stato ripescato nella serata di giovedì dopo essere stato eliminato nella seconda serata, seguito da Chiara con “Nessun posto è casa mia” e Samuel con “Vedrai”, chiude il primo blocco Al Bano con “Di rose e di spine”.

Tra una pausa pubblicitaria e l’altra, considerate forse un pò troppe, sale sul palco Ermal Meta che ricordiamo ha vinto la serata cover con la sua Vietato morire. Sul palco dell’Ariston anche la moglie di Eros Ramazzotti, ovvero la bellissima Marica Pellegrinelli che lancia la prossima cantante, ovvero Fiorella Mannoia, che sembra aver riscosso tanto successo quest’anno al Festival. Segue Clementino e poi ancora Gigi D’Alessio con “La prima Stella”, la canzone dedicata alla madre, e poi Paola Turci che sembra aver conquistato la sala stampa con “Fatti bella per te”. A chiudere il cerchio, Marco Masini, Francesco Gabbani vestito da scimmia, e poi ancora Michele Zarrillo con “Mani nelle mani”, Bianca Atzei con “Ora esisti solo tu” che si è commossa durante l’esibizione, forse per la presenza tra le prime file del compagno Max Biaggi. A finire Sergio Sylvetre e poi ancora Elodie con “Tutta colpa mia”, Fabrizio Moro con “Portami Via”, Giusi Ferreri con “Fa talmente male” ed infine Alessio Bernabei.

Prima e vera eliminazione al Festival di Sanremo ieri sera e si è trattato di grandi eliminazioni, che hanno fatto molto scalpore. Non approderanno alla serata di oggi, ovvero alla finalissima Giusy Ferreri, Gigi D’Alessio, Al Bano e Ron, quattro grandi nomi della musica italiana. Grande ospite della serata Virginia Raffaele approdata sul palco dell’Ariston nei panni di Sandra Milo, confermandosi una fuoriclasse dal talento assoluto.

Ultimo giro al Festival Carlo-maria che chiude e fa i Conti. Stasera finalmente tocca sopratutto alle canzoni, nella notte più canora e meno televisiva della settimana. Ieri colpo a sorpresa con l’eliminazione dai big del veterano Al Bano e di Gigi D’Alessio, che ha provocato fischi dalla platea, assieme a Giusy Ferreri e a Ron (che aveva una bella canzone). Intanto la vittoria, ma in particolare la sua interpretazione di Amara terra mia nella serata delle cover, ha fatto lievitare le azioni del pugliese nato in Albania Ermal Meta in base al principio dei Festival comunicanti: un anno fa la vittoria degli Stadio con La sera dei miracoli è stato il trampolino verso la vittoria finale della band di Gaetano Curreri. Eppure la candidata più accreditata a salire stasera sul podio resta Fiorella Mannoia: la sua Che sia benedetta, è in testa allo streaming ed è data in largo vantaggio anche dai bookmakers, seguita dal vincitore di Amici Sergio Sylvestre e Francesco Gabbani, quest’ultimo con l’unico pezzo divertente in pista.

Certo, la vittoria di Fiorella sarebbe un timbro di qualità su un concorso che non ha badato più di tanto alle canzoni. Raccontava ieri Gigi D’Alessio che al suo pezzo è stato imposto un taglio di 15 secondi: e, in un programma di quattro ore e passa a sera, la cosa è paradossale e rivela l’idea che, in fondo, le canzoni siano una tassa da pagare in uno show dove la sostanza è altra. Ovvero la merce necessaria per tenere una media d’ascolti pazzesca. Anche giovedì share vicino al 50 per cento (49,68) e 10 milioni e 420 mila spettatori. E, ieri sera, la ricetta è stata riproposta all’Ariston pari pari. Molta autopromozione Rai (Clerici, Zingaretti che ha provato a cantare Vita spericolata, etc, etc),  poi la signora Ramazzotti Marica Pellegrinelli (molto bella), l’omaggio a Giorgio Moroder, il divertente Rocco Tanica con la sua edicola. Crozza ha sparato un’altra smitragliata di battute e, dopo aver lanciato il Sanremellum («il sistema di votazione funziona. Perchè non lo usiamo: cinque giorni di campagna elettorale, televoto e via»), ha attaccato pesantemente Renzi («cosa resta del suo Governo: il senato è lì, il jobs act non funziona, le province sono là. In tre anni impari a suonare l’ukulele. Che cazzo te ne fai, direte? E perché di Renzi che cazzo te ne fai?»), Gentiloni («andato a palazzo Chigi col trolley») con Carlo e Maria («guardandovi viene voglia di pagare il canone. A Mediaset, però»). A Crozza si è affiancata ieri sera per lo spazio comico anche Virginia Raffaele. Per la terza volta al Festival, ha dribblato le attese politiche (si era parlato di Virginia Raggi) e ha spolverato una Sandra Milo carampanissima ma povera di battute.

Ieri sono stati assegnati i primi riconoscimenti (fra i giovani ha vinto l’ex Amici Lele su Maldestro, a cui però è andato il premio della sala stampa Mia Martini) e sono andati a casa altri quattro big. Ma ad animare le discussioni ieri era ancora il destino di Carlo Conti. Teatragono nel ribadire la decisione di scendere dall’Ariston («era importante completare questo trittico meraviglioso al meglio possibile, ma il quattro non vien da sé» ha detto in conferenza stampa) il conducator ha aperto una finestra sul suo futuro: «Se fra 5 o 10 anni qualcuno rifarà il mio nome, se avrò ancora energie e idee, e soprattutto se sentirò l’entusiasmo di tutti, tornerò». Nel frattempo si occuperà dei suoi programmi, ma c’è in vista qualche curiosa aggiunta. Ieri ha confessato che uno dei motivi per cui lascerà Sanremo è che gli è stata affidata la direzione artistica della sessantesima edizione dello Zecchino d’Oro e di uno speciale in prima serata su Rail. «Mi entusiasma molto – ha commentato -, come mi ha emozionato molto sentire sul palco il Coro dell’Antonia- no».
Carlo, dopo la triplice vittoria sanremese, evidentemente indossa i panni del re Mida dei marchi perduti Rai e così, accanto allo Zecchino d’oro, ha già messo le mani su un vecchio cavallo di battaglia come Miss Italia infilando la sua equipe di autori (Ivana Sabatini, Leopoldo Siano, Emanuele Giovanni) che l’anno scorso hanno già curato l’edizione andata su La7. A settembre il concorso dovrebbe traslocare su Rai 2. E, se andrà bene, super- Carlo potrà dirsi pronto a traghettare il salto su Rai 1: conducator trionfatore a Sanremo e resuscitatore.

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