Saronno shock, in auto contro un camion: deceduti tre giovani di 15, 16 e 21 anni

Una manovra azzardata. E l’impatto, tragico. Manca un quarto d’ora alle 23 di venerdì sera, sulla Monza-Saronno, quando una Fiat Punto grigia con a bordo quattro ragazzi diretti a una festa effettua un’improvvisa inversione di marcia, probabilmente per raggiungere una stazione di servizio. Dove la statale 527 incrocia con via Como, al confine tra Solaro e Saronno. Mail conducente ,22 anni, non si accorge che dallato opposto sta arrivando un camion.

L’impatto è inevitabile e l’auto diventa una trappola di lamiere. Da cui vengono estratti senza vita tre corpi: quelli di Alessandro Masini, 16 anni,Matteo Carnelli, 15, e Davide Greco, 21. Tutti di Rovello Porro, nel comasco, e tutti studenti. L’unico a salvarsi è l’amico alla guida, ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Niguarda. Mentre il conducente del camion, un ragazzo di 25 anni di Uboldo, nel Varesotto ,viene trasportato in codice verde all’ospedale di Saronno. Per lui, solo un forte choc.

Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Desio, che stanno cercando di ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente, i medici del 118 di Monza e i vigili del fuoco di Lazzate eMilano.Ma per i tre, morti sul colpo, non c’è stato niente da fare. Oltre ai soccorritori, però, appena dopo l’impatto sono arrivati anche gli amici che avrebbero dovuto raggiungere poco dopo e i parenti delle vittime, increduli e sconvolti per il violentissimo impatto che ha completamente distrutto l’auto su cui viaggiavano, schiacciata sullo spartitraffico di via Como. Non è la prima volte che scorre sangue sullaMonzaSaronno.

Il 24 giugno scorso, infatti, la statale è stata teatro di un altro incidente mortale, a Varedo. All’altezza della rotatoria tra via Circonvallazione e via Torino, alle 4 del mattino, la Opel di un monzese di 57 anni ha finito la sua corsa contro le pietre ornamentali posizionate all’interno della rotonda. Un impatto violento che non ha lasciato scampo all’uomo. E sempre a giugno, un drammatico incidente all’altezza di Bovisio Masciago ha ridotto in coma un uomo di 45 anni che viaggiava a bordo della sua moto. Anche lui, come probabilmente i ragazzi morti venerdì notte, aveva svoltato per fare rifornimento in una stazione di servizio. La conducente della Seicento che proveniva dalla corsia opposta, anche in quelcaso, non era riuscita a frenare in tempo, sbalzandolo dalla sella a diversi metri di distanza.

Incidente col morto anche nel settembre del 2016, ancora a Solaro. Vittima un ragazzo di 20 anni, a bordo della sua Peugeot 206, quando appena prima di una rotatoria è andato a impattare contro un’automobile che viaggiava sulla corsia opposta. Un frontale che non ha lasciato scampo al giovane, morto sul colpo. Sempre a proposito di incidenti, alle cinque di ieri mattina, un ragazzo di 22 anni di Seriate (Bergamo), Valerio Carenzio, è stato arrestato con l’accusa di duplice omicidio.Dopo una lite nata all’interno della discoteca«Setai»di Orioal Serio, il giovane ha investito con la sua auto due ragazzi di 20e 21anni, per poi scappare. Mentre i due sono stati ricoverati all’ospedale Papa Giovanni XXIII in prognosi riservata. Ora, però, le loro condizioni stanno fortunatamente migliorando.

L’Istat rende disponibili i dati provvisori sugli incidenti stradali completi anche delle informazioni su categoria della strada e caratteristiche degli utenti coinvolti. Fino all’anno scorso tali dettagli venivano diffusi a novembre in occasione della pubblicazione dei dati definitivi.
 Sulla base dei dati provvisori, nel 2015 si sono verificati in Italia 173.892 incidenti stradali con lesioni a persone, che hanno provocato 3.419 vittime (morti entro il 30° giorno) e 246.050 feriti.
 Per la prima volta dal 2001 cresce il numero di vittime (+38, pari a +1,1%). Gli incidenti registrano invece una flessione dell’1,8% e i feriti del 2,0% .
 Il 2015 è segnato da un aumento delle vittime di incidenti stradali anche nella Ue28 (1,3% in più del 2014): complessivamente, sono state 26.302 contro 25.970 del 2014. Nel confronto fra il 2015 e il 2010 (anno di benchmark della strategia europea per la sicurezza stradale) i decessi si riducono del 16,8% a livello europeo e del 16,9% in Italia. Ogni milione di abitanti, nel 2015 si contano 52 morti per incidente stradale nella Ue28 e 56,3 nel nostro Paese, che si colloca al 14° posto della graduatoria europea, dietro Regno Unito, Spagna, Germania e Francia.
 Anche i feriti gravi risultano in aumento nel 2015: sulla base dei dati di dimissione ospedaliera, sono stati quasi 16 mila contro i 15 mila del 2014 (+6%). Il rapporto tra feriti gravi e decessi è salito a 4,7 nel 2015 (4,4 l’anno precedente).
 Sull’aumento del numero di vittime in Italia pesa l’incremento registrato su autostrade (comprensive di tangenziali e raccordi autostradali) e strade extraurbane (305 e 1.619 morti; +6,3% e +1,9% sull’anno precedente). Una lieve flessione si registra, di contro, sulle strade urbane (1.495 morti; -0,7%), dopo la crescita del 5,4% tra il 2013 e il 2014. Fanno eccezione i grandi Comuni, per i quali, nel complesso, il numero di morti nell’abitato aumenta dell’8,6%.  L’aumento dei morti in incidenti stradali registrato nel 2015 ha riguardato in particolar modo i motociclisti (769, +9,2%) e i pedoni (601, +4,0%). Risultano in calo gli automobilisti deceduti (1.466, -1,7% ) così come i ciclomotoristi (106, -5,4%) e i ciclisti (249, -8,8%).
 Tra i comportamenti errati più frequenti, sono da segnalare la guida distratta, il mancato rispetto delle regole di sicurezza e precedenza e la velocità troppo elevata (nel complesso il 44,0% dei casi). Le violazioni al Codice della Strada più sanzionate risultano, infatti, l’eccesso di velocità, il mancato utilizzo di dispositivi di sicurezza e l’uso di telefono cellulare alla guida.  Il 2015 si presenta come un anno di ripresa della mobilità, le prime iscrizioni di autovetture aumentano del 15,0% rispetto all’anno precedente. Anche le percorrenze autostradali crescono del 3,6% rispetto al 2014, con oltre 79 miliardi di km percorsi.
Con largo anticipo rispetto alla tradizionale tempistica di pubblicazione, l’Istat diffonde i dati provvisori sugli incidenti stradali completi delle informazioni su localizzazione degli incidenti e caratteristiche degli utenti della strada. Si tratta di un rilevante contributo per valutare l’efficacia delle misure attuate a tutela della sicurezza stradale. Tale risultato è stato conseguito grazie a un impegno continuo per il miglioramento della qualità e della tempestività nella diffusione delle informazioni, che vede coinvolti l’Aci come ente compartecipante, la Polizia Stradale, i Carabinieri, le Polizie locali, gli Uffici di statistica, i Comuni, le Province, le Province autonome e le Regioni aderenti al Protocollo di intesa nazionale per il coordinamento delle attività connesse alla rilevazione statistica. In aumento le vittime sulle strade italiane, prima inversione di tendenza Sulla base dei dati provvisori , nel 2015 si sono verificati in Italia 173.892 incidenti stradali con lesioni a persone; le vittime sono state 3.419 e i feriti 246.050.
I decessi tornano ad aumentare per la prima volta dopo quindici anni, sono 38 in più rispetto al 2014 (+1,1%). Il tasso di mortalità stradale passa da 55,6 a 56,3 morti per milione di abitanti tra il 2014 e il 2015 ma, rispetto al 2010, le vittime della strada diminuiscono del 16,9%. Nel quadro dell’evoluzione degli incidenti stradali, è utile fornire qualche elemento di contesto3 . Il parco veicolare ha ripreso a crescere nel 2015 (+0,7% sull’anno precedente, da 49.150.466 a 49.488.493 veicoli) per effetto dell’aumento delle prime iscrizioni (+15,0%). Le percorrenze autostradali sono cresciute in media del 3,6% (da circa 76 a 79 miliardi di km percorsi) e del 3,8% per i veicoli pesanti. Anche le vendite di carburante in volume risultano in crescita, nel 2015, dell’1,4% rispetto all’anno precedente; in particolare si registra un +2,0% per il gasolio per autotrazione, +5,0% per il Gpl, mentre la vendita di benzina è ancora in calo, -1,0% in un anno.
In generale, si sono abbassati i prezzi alla pompa dei carburanti con diminuzioni anche del 10-13% rispetto ai periodi corrispondenti del 2014. A livello urbano la mobilità è ancora molto legata al mezzo privato e gli utenti abituali del trasporto pubblico locale (TPL) sono circa uno su dieci (popolazione di 14 anni e più ). Gli incidenti stradali rappresentano un costo enorme sia in termini di vite umane sia per l’economia nazionale. In base alle stime del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti , il costo totale per gli incidenti stradali con lesioni a persone è quantificato intorno ai 17,5 miliardi di euro nel 2015, valore pressoché analogo a quello del 2014.
La mobilità è una componente fondamentale per l’esercizio della libertà personale e allo stesso tempo è alla base della crescita e del benessere. In quanto Ministro federale dei Trasporti, garantire una mobilità più estesa costituisce per me una grande priorità. La mobilità deve essere il più sicura possibile. Proprio in questo settore di grande rilievo, negli scorsi anni, sono stati compiuti decisivi passi avanti. Il numero di decessi a causa di incidenti sulle nostre strade è sceso da 21.000 nel 1970 a circa 3.600 nello scorso anno, nonostante il volume di traffico in questo stesso lasso di tempo sia triplicato. Tuttavia ciascuna vittima di un incidente è pur sempre una di troppo. Pertanto, a prescindere dai successi statistici, dobbiamo continuare incessantemente ad impegnarci affinché le nostre strade siano sempre più sicure. Durante i lavori di sicurezza stradale, un particolare occhio di riguardo deve essere rivolto alle nostre strade statali. Perché su una percentuale del 25% del numero totale di tutti gli incidenti con danni alle persone, il 60% dei decessi in incidenti stradali avviene sulle strade statali. Le cause sono molteplici. Vanno dalla velocità eccessiva, disattenzione o sopravvalutazione delle proprie capacità fino alla presenza di tratti di strada particolarmente pericolosi. Con il nostro programma aggiornato di sicurezza stradale ci dedichiamo in particolar modo a questa problematica. Tra l’altro intendiamo neutralizzare i punti di pericolo realizzando ulteriori corsie di sorpasso, di spositivi di sicurezza e bande sonore. A tal fine è necessario identificare i tratti di strada in cui si verificano più incidenti e ridurli con l’appoggio delle autorità. Questo intervento avrà tanto più successo quanto più si riuscirà a coinvolgere i cittadini in tale compito. La tecnologia automobilistica fornisce altresì un notevole contributo ad accrescere la sicurezza stradale, anche sulle nostre strade statali. Pertanto, promuoviamo una maggiore diffusione di sistemi di sicurezza “intelligenti”, che contribuiscono in maniera decisiva a evitare incidenti, ad esempio utilizzando maggiormente i sistemi di assistenza alla guida. È fondamentale sensibilizzare maggiormente gli utenti nei confronti dei pericoli presenti sulle strade statali. Poiché è un dato di fatto che la stragrande maggioranza di incidenti si verifica a causa di errori individuali di comportamento. Per questo i nostri sforzi devono concentrarsi su una maggiore informazione. Un punto centrale delle nostre campagne di sicurezza stradale riguarda intenzionalmente le categorie di utenti stradali più a rischio, in particolare i giovani automobilisti e motociclisti. Noi intendiamo al tempo stesso frenare tutti coloro che rappresentano le principali minacce. Con l’azione “Aktion Landstraße: Sei clever – riskier nichts!” (Azione strada statale: sii intelligente – non rischiare!), che abbiamo avviato con l’appoggio dell’istituto tedesco per l’educazione stradale, oppure con la campagna di educazione “Runter vom Gas” (Giù il piede dall’acceleratore) richiamiamo ulteriormente l’attenzione sui pericoli e promuoviamo una guida ragionevole e prudente sulle nostre strade statali. Per il Governo federale è chiaro che proseguiremo di conseguenza il nostro intenso ed efficace lavoro di sicurezza stradale; tuttavia, non è solo compito della politica, ma è anche una prerogativa dell’intera società. Associazioni, imprese e iniziative rappresentano un partner irrinunciabile in materia di sicurezza sulle strade statali. Pertanto sono grato di poter contare sulla presenza di un partner affidabile come DEKRA.
Attraversando campi, prati e boschi, una strada statale conduce a fattorie e piccoli villaggi. Gli alberi fiancheggiano il ciglio della strada facendo ombra. Dietro una mietitrebbiatrice un’auto aspetta l’occasione di poter sorpassare. Dopo una leggera curva l’autista perde la pazienza, mette la freccia spostandosi contemporaneamente sulla sinistra. Nel frattempo, non vede la motocicletta che era proprio in procinto di sorpassarlo, una situazione che si può verificare in qualsiasi momento su una strada statale. Il fatto che si tratta di un idillio ingannevole è dimostrato tra l’altro dal numero di incidenti registrato dall’Ente federale tedesco di statistica. In totale, nel 2011, sono morte 4.009 persone sulle strade tedesche, di cui 2.441 su strade extraurbane ad esclusione delle autostrade, in seguito definite più volte come strade statali. Tra queste figurano le strade federali, strade di campagna, strade distrettuali e altre strade. Le persone morte in seguito ad incidenti sulle strade statali rappresentano dunque il 61% di tutte le vittime di incidenti stradali. L’anno precedente hanno perso la vita 3.648 persone sulle strade tedesche, di cui 2.207 sulle strade statali, pari al 60,5%. Tale proporzione è da decenni pressoché invariata, non solo in Germania, ma anche in molti altri Paesi dell’UE (Figura 1). In alcuni casi la percentuale è addirittura più elevata. Ad esempio, nel 2011, in Francia, secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Interministeriale della Sicurezza Stradale (ONISR), sono morte 3.963 persone in incidenti stradali, di cui 2.867 su strade statali (72%). Nel 2010 la percentuale era analoga. Le cifre registrate in Germania si trovano in netto contrasto con i risultati di uno studio condotto nel 2012 dalla compagnia assicurativa AXA sul comportamento dei tedeschi sulle strade. È emerso che quasi la metà degli intervistati (44%) si sente più sicuro sulle strade statali. Solo circa un terzo degli intervistati ritiene l’autostrada più sicura, il 17% le strade cittadine. Il senso di sicurezza, tuttavia, non ha niente a che vedere con la realtà: sulle autostrade, nel 2011, in Germania si è registrato solo il 6% di tutti gli incidenti con lesioni alle persone e solo l’11,3% del numero totale di decessi. L’Ente federale di statistica impiega nei propri rapporti annuali sugli incidenti stradali diversi criteri di analisi. In tal modo è possibile valutare i diversi rischi a seconda dei luoghi in cui si verificano gli incidenti. Di conseguenza, nel 2011, in Germania, ogni 1.000 chilometri di strada (autostrade, strade federali, regionali, statali e distrettuali), nei centri urbani si sono verificati 4.101 incidenti con danni alle persone, all’esterno dei centri urbani ad esclusione delle autostrade 465 incidenti e sulle autostrade 1.477 incidenti. Considerando solo gli incidenti mortali, ogni 1.000 incidenti con danni alle persone si sono registrate 5,3 vittime nei centri urbani, 24,8 vittime sulle autostrade e 31,5 vittime all’esterno dei centri urbani ad esclusione delle autostrade. La classifica dei rischi dipende dunque dalla misura di riferimento. Per quanto riguarda i numeri assoluti, il maggior numero di vittime si registra con netto distacco sulle strade statali. Mix rischioso diffuso È un dato di fatto che sulle strade statali circolano le persone più disparate. Automobilisti, conducenti di veicoli commerciali e motociclisti si imbattono in macchine agricole, pedoni, ciclisti e persone a cavallo. Solo sulle strade statali si intersecano in maniera così marcata gli interessi del traffico lavorativo e dei momenti di svago. E solo qui coesistono velocità elevate e grandi differenze di velocità, doppio senso di marcia e manovre di sorpasso. Parola chiave velocità: sulle strade statali tedesche il limite di velocità è fissato a 100 km/h per le autovetture, 60 km/h per i camion superiori a 7,5 tonnellate. In Francia 90 km/h per le auto e 80 km/h per i camion, in Austria 100 km/h per le auto e 70 km/h per i camion. Gli utenti viaggiano spesso sul solito familiare tratto di strada all’interno della propria regione, sentendosi dunque sicuri e con la tendenza ad oltrepassare i limiti di velocità. In curva e in tratti di strada con scarsa visibilità possono comparire all’improvviso veicoli in senso inverso di marcia oppure in sosta o che viaggiano a velocità ridotta, ciò è particolarmente pericoloso quando le corsie di marcia non sono chiaramente suddivise. Qualora un veicolo esca fuori dalla carreggiata, alberi, muri e pali sul ciglio della strada rappresentano ostacoli pericolosi e spesso anche mortali. Il fatto che i pericoli sono sottovalutati è dimostrato dalle cause degli incidenti, tra cui figurano ai primi posti uno stile di guida inappropriato, valutazioni errate e disattenzione. Tali fattori sulle strade statali spesso costano la vita a molte persone oppure causano lesioni gravi. A ciò si aggiungono ulteriori fattori di rischio, quali la rete stradale in parte vecchia e bisognosa di riparazioni, l’accresciuta necessità di mobilità e l’elevato volume di traffico (nel 2011  i chilometri percorsi solo dai veicoli immatricolati in Germania, con 600 miliardi di chilometri, sono stati più numerosi che mai), così come il forte aumento di veicoli commerciali sulle strade statali.

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